Disabilità non come un ostacolo ma come un’opportunità 15/3/22

 

Quanto sarebbe bello se in Italia tutti potessimo uscire, girare per le città, andare al bar, trovare i servizi igienici adatti e così via.

 

Purtroppo, questo non è ancora possibile, o perché non c’è il bagno per disabili, o perché non c’è il pullman accessibile, o perché non ci sono le rampe necessarie sui marciapiedi e così via.

 

Quindi, due sono le cose: o ci si cera una carrozzina carrarmato che supera ogni ostacolo, cosa che esiste ma che conta intorno ai 23 mila euro, quindi, non è accessibile per tutti, oppure si sensibilizza l’opinione pubblica all’abbattimento verso delle barriere architettoniche, che, in realtà, sono una barriera mentale e nient’altro.

 

Sono iper-convinto che si debba riuscire a pensare alla realtà come una realtà integrata e per questo ci si potrebbe riferire allo sport. Il mio sogno, infatti, sarebbe avere uno sport integrato, dove disabili e normodotati si allenano insieme senza creare quella separazione che non dovrebbe esistere.

 

Sono estremamente convinto che nella realtà dei fatti l’uomo possa trasformarsi e capire questi semplici concetti.

 

In definitiva, la disabilità è un’opportunità di crescita per tutti e conoscerla arricchisce l’animo e non fa altro che far crescere la democrazia.

 

Rinnegarla vuol dire essere incapaci di conoscere l’altro e di far girare le rotelle.

 

La disabilità come opportunità di crescita personale

 

Mi colpì molto una frase che mi disse mio padre nel 2008, stavamo parlando, in generale, della situazione precaria dell’accesso ai marciapiedi e della relativa mancanza di rampe e così via.

 

Ci trovavamo a Milano in piazza S. Babila e a un certo punto mi disse: “guarda che io prima che nascessi tu non sapevo neanche cosa volesse dire disabilità e non li notavo, sia perché forse erano molti meno che riuscivano ad uscire di casa, ma anche perché la vita frenetica non ti fa notare certe cose importanti. Da quando sei nato tu è cambiato tutto, perché è stata un’opportunità per me di stare più attento e apprezzare, così, tutte le diversità.”

 

Io questa frase la porterò sempre con me e me la ricorderò per sempre; è da qui che nasce tutto il mio pensiero e tutta la mia tenacia in questo settore perché, in realtà, potrei vivere una vita normalissima senza pensare agli altri, una volta risolti i miei problemi sarebbe tutto a posto, ma che vita sarebbe se non ci mettessimo al servizio degli altri?

 

Sono convintissimo che questo concetto sia alla base di ogni democrazia e di ogni stato liberale che si rispetti. Sono estremamente convinto che prima di pensare alle barriere architettoniche bisogna capire quanto essere tutti uguali, ma tutti diversi possa farci vivere la vita con uno sguardo differente, perché in fondo, è solo attraverso la diversità, che ci si può arricchire ed essere persone migliori, perché è proprio vero che si impara tutto da tutti.

 

E quindi, come sempre, si capisce che la disabilità non è altro che una difficoltà in più nel fare qualche gesto che la società ritiene normale, ma nulla di più, in quanto siamo tutti esseri umani con diverse difficoltà, diversi pregi e diversi difetti.

 

Anche a me è capitato di conoscere disabili per cui ho pensato “a prima vista questo non ha nulla”, poi conoscendoli meglio ho capito che qualche difficoltà ce l’avevano anche loro e magari era anche più invalidante della mia condizione.

 

Come dice sempre una mia cara amica non bisogna mai fermarsi alle apparenze. Io sono molto d’accordo e ritengo che si debba anche andare nel profondo per capire le peculiarità e gli arricchimenti che possiamo trarre da ogni esperienza e da ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione. In definitiva, basta solo far girare più sapientemente le rotelle per essere persone migliori.

La disabilità è vita

 

Essere disabili è un concetto molto controverso, in quanto non è molto facile capirne la concezione che le persone ne hanno.

 

Analizzando bene il termine vuol dire non abilità, invece praticamente vuol dire avere difficoltà in qualcosa; quindi, chi è che sa fare tutto?

 

Io penso nessuno, a meno che non siamo tutti Einstein o i migliori inventori del mondo. Comunque, anche in quel caso, qualcosa non la sapremmo fare.

 

Il mondo in toto dovrebbe capire che essere disabili non è un male, ma è una risorsa, perché la disabilità consente alla persona stessa, ma anche a chi gli sta intorno, di vedere la vita con occhi diversi e sicuramente dà la possibilità ad entrambi gli interlocutori di essere più felici, perché certamente ci si rende conto di quanto la vita sia preziosa e quindi non bisogna perderne e neanche un istante.

 

Sono molto felice di scrivere queste parole anche per dar merito a quelle persone che ogni giorno mi valorizzano e mi fanno capire che sono una persona normale in quanto diversa.

 

In fondo siamo tutti uguali ma tutti diversi. In definitiva, quindi, il concetto di disabilità non esiste in quanto tale, ma è solo quella condizione che viene percepita dagli altri.

 

Sono estremamente convinto che per un mondo migliore basti solo far girare le rotelle in tutti i sensi.

Disabilità come opportunità totale di uguaglianza

 

Come abbiamo potuto evincere avere una disabilità, qualsiasi essa sia, non vuol dire essere superiori o inferiori, vuol dire soltanto avere più difficoltà nello svolgere qualche azione, insomma essere diversi dai cosiddetti normodotati.

 

Bisogna anche ragionare sul concetto di normodotato: sono definiti normodotati tutti coloro che non hanno dei problemi motori, psichici, mentali e così via.

 

In realtà, però, non si riesce a capire che la normalità sta più nella disabilità che nei normodotati perché ci sono molti normodotati a cui manca qualche rotella e fanno azioni che non dovrebbero essere fatte; quindi, in quel momento sono disabili mentali. È per questo che io dico che siamo tutti uguali ma tutti diversi. In fondo la disabilità è la forma più grande di uguaglianza che possa esistere, tutti noi nella vita abbiamo almeno dei momenti in cui abbiamo delle difficoltà a fare qualcosa; quindi, tutti noi siamo uguali ma diversi.

 

Sta nella concezione della società capire che la disabilità è solo una concezione che la società ha, e il concetto di disabilità sarà superato quando si capirà che l’uguaglianza sta nella diversità e quindi non ci sarà più il problema della distinzione tra disabili e normodotati.

 

Per un mondo più integrato basterebbe far girare di più le rotelle in tutti i sensi.

CON LA SPERANZA DI FAR FUNZIONARE BENE LE ROTELLE