CORONAVIRUS: UNA REALTA’ CHE RITORNA 3/2/2020

 

Dall’incirca tre settimane si è venuti a conoscenza del coronavirus: una polmonite che sta mettendo paura a tutto il mondo, soprattutto quello cinese. Per analizzare tutto l’indotto del coronavirus bisogna tener conto di tre elementi: il panico creato dall’eventualità che si diffonda un’epidemia, la capacità di affrontare eventuali emergenze e la capacità di prevenzione. Partendo dal principio, il corona virus è chiamato così perché la forma del virus crea una corona. Pochi sanno, però, che anche la SARS, la peste suina e il virus della mucca pazza appartengono alla famiglia dei corona virus di cui, il più recente, ne è un’evoluzione sconosciuta. Nella giornata di oggi è stato definitivamente individuato da un’équipe italiana, il cui genoma, gli è stato fornito dai due pazienti cinesi ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma.

 

Mi chiedo, analizzando i vari periodi storici delle varie epidemie sopracitate, se, in questo caso, sono stati rispettati i tre principi sopra citati. A mio modestissimo parere c’è stata una tempestiva presa di coscienza del problema e un’immediata diffusione della notizia da parte della Cina, cosa che, per la SARS, non era avvenuta. Come tutti sappiamo, la maggior parte dei virus, si trasmettono dall’animale all’uomo e, in seguito, da uomo a uomo; la maggior parte delle volte subendo una lieve mutazione genetica. La cosa che mi rende abbastanza fiducioso è il fatto che, per il corona virus attuale, l’Europa, ma, soprattutto l’Italia, ha preso, sin da subito, le dovute precauzioni dando subito pieni poteri alla Protezione Civile, che ha potuto mettere in campo quelle che sono le prassi che si mettono in funzione quando c’è un’emergenza. Emergenza inesistente in Italia. La protezione civile sta, solo e soltanto, attuando una prevenzione mai vista prima per evitare il diffondersi della malattia. Ciò premesso non comprendo e non comprenderò mai quelli che sono gli episodi che si stanno verificando di razzismo verso i cinesi che da, almeno un ventennio, sono parte integrante della nostra società e, soprattutto, della nostra economia. Non trovo giusto che, a causa di alcuni decerebrati si diffonda panico ingiustificato e, di conseguenza, discriminazione senza giustificazione.

 

In definitiva mi fa enormemente piacere che l’Italia, a livello scientifico, sia come sempre al top. A livello di prevenzione ugualmente, ma, purtroppo, a livello culturale, lascia a desiderare. Un altro aspetto che mi fa molto riflettere è che è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale quando vi erano soltanto due casi di malattia, circostanza che denota, da una parte, un giustificato eccesso di prudenza, ma, dall’altra, un’incapacità a livello governativo di gestione, infatti tutta la gestione dell’emergenza è stata delegata alla Protezione Civile che, come sempre, fa molto bene il suo lavoro, però ci dovrebbe essere l’affiancamento dello Stato che, in questo momento, non è presente, cosa che mi da’ enormemente fastidio. Per fortuna, però, la genialità italiana non è basata sulla politica, ma sulla serietà e competenza degli studiosi e di normali cittadini, che mettono a disposizione il loro tempo e le loro competenze per un organo straordinario come quello della protezione civile. Facendo, così, comprendere come l’Italia sia un Paese geniale, ma politicamente incapace.

CORONA VIRUS: FALLE NEL SISTEMA O SFORTUNA? 24/2/2020

 

L’obiettivo di quest’articolo non è criticare l’operato del Governo italiano, ma cercare di compiere un ragionamento perlopiù razionale su larga scala. Benché si sia a conoscenza del coronavirus dall’incirca un mese e qualche settimana, in questo lasso di tempo si è assistito al diffondersi della malattia, dapprima in Cina e in seguito in Europa. Da quattro giorni a questa parte l’Italia è il terzo Paese per numero di contagi, dai quali, però, non si riesce a risalire a quale sia il caso zero. Questo, secondo me, è la più grande fandonia che i nostri governanti ci abbiano mai propinato, in quanto io credo che, analizzando i fatti successi e cioè che un signore di 38 anni ha cenato con un suo amico rientrato dalla Cina da qualche giorno, ha contratto il virus, fino a quel momento inesistente in Italia, quindi vuol dire che qualcuno lo ha importato. L’unico a poterlo importare, in quel contesto, a quanto ne sappiamo, è l’amico cinese, a sua volta risultato negativo al coronavirus. Il test, però, gli è stato fatto una decina di giorni dopo l’incontro conviviale con il caso uno. Egli, nonostante avesse affermato di aver avuto la febbre una quindicina di giorni prima e, quindi, per deduzione, il coronavirus, in quanto il coronavirus non cammina con gambe proprie, il paziente zero non è altro che l’amico con il quale il signore ha cenato.

 

La diffusione del virus è dovuta alla totale negligenza delle Autorità italiane che non hanno previsto la quarantena per i soggetti provenienti dalla Cina, ma, solo e soltanto, la misurazione della temperatura che, il suddetto paziente, ha superato brillantemente. Il coronavirus, una volta guariti, scompare; non è più nel nostro organismo e quindi non rilevabile dalle Autorità sanitarie. Si può, quindi, notare come, le Autorità italiane, siano state negligenti in questo caso, ancora di più, in quanto, il caso uno, dopo aver cenato, ha avuto molti contatti con persone e, una settimana dopo, quando ha avuto i primi sintomi e si è recato al Pronto Soccorso, gli hanno fornito degli antibiotici scambiando i sintomi per una banale polmonite, consentendo, così, al virus, di circolare e dando, così, origine ai due focolai oggi presenti in Lombardia e in Veneto. Quindi si può ufficialmente dire che vi è stata una falla nel sistema di prevenzione previsto e attuato dall’Italia, non tanto di procedura, ma di buon senso, in quanto la Protezione Civile aveva consigliato ai medici di effettuare il tampone a chiunque avesse presentato sintomi alle vie respiratorie, quindi sarebbero da sanzionare i medici che non hanno seguito queste linee guida. Altresì i nostri governanti che non hanno previsto periodi di quarantena per chi provenisse dalla Cina portando, così, l’Italia, ad essere il Paese europeo con più contagiati. C’è da dire, altresì, che la Regione Lombardia e la Regione Veneto stanno facendo di tutto per contenere il numero di contagi.

 

A mio parere non è giusto chiudere intere città e interi paesi. Bisognerebbe, altresì, tenere monitorati e isolati i casi, anche quelli asintomatici, in modo tale che non possano entrare assolutamente a contatto con altre persone e non come si sta facendo, in alcuni casi, tramite isolamento domiciliare. Bisogna tener conto, altresì, che, per fortuna, il coronavirus con le temperature calde si dissolverà da solo, quindi, in primavera, non sentiremo più parlare di coronavirus, ma la cosa che mi preoccupa di più è il fatto che in Italia è come se ci fossero due forze: la Protezione Civile da un lato e il Governo dall’altro che, apparentemente sono unite, ma è come se tirassero all’opposto, in modo tale da creare caos. Con la viva speranza che qualcosa possa migliorare resto fiducioso che, i nostri medici e la nostra Protezione Civile, facciano il loro lavoro e ci portino fuori da questa difficile situazione.

GLI STATI DI EMERGENZA COME OPPORTUNITA’ 16/3/2020

 

Come sappiamo, nell’ultimo periodo, siamo obbligati ad avere delle limitazioni e a seguire delle determinate linee guida. Mi colpisce, però, come gli stessi che le emanano non le rispettino e, altresì, si prendono in giro da soli, oltre al fatto di prendere in giro noi. Mi spiego meglio. Ci dicono di restare a casa, provvedimento giustissimo per limitare l’espandersi del virus, pulire bene le superfici, lavarsi spesso le mani e così via. Però, poche ore fa, quando ho visto la conferenza stampa, Conte ha fatto parlare due Ministri dopo di lui. Gli interventi erano separati per rispettare la distanza di almeno un metro, però, quando finiva un interlocutore di parlare, non veniva, in alcun modo, igienizzato il microfono, altresì, la superficie nella quale appoggiava le mani. Mi chiedo se, tutto questo, oltre che essere surreale sia anche un po’ comico; poi, a prima vista, le misure prese, non vanno a tutela del cittadino, ma, come sempre, a tutela delle loro sporche tasche.

 

Quindi, noi, dobbiamo rispettare le regole. Loro, però, non fanno niente per garantire la sicurezza dei medici, anzi mandano mascherine totalmente inutilizzabili e così via. Quindi, è vero che non è il tempo di far polemiche, ma è anche vero che bisogna constatare e, i giornalisti, dovrebbero fare questo invece che, a volte, raccontare solo quello che vogliono. Questo sarebbe un Paese liberale dove, veramente, sarebbe garantita l’assistenza sanitaria a tutti. Un Paese dove si dovrebbe, sin da subito, dichiarare lo Stato d’emergenza e dare tutto in mano agli organi competenti e non consentire, a dei totali incompetenti, di governare e metterci la faccia, per poi prendersi i meriti di quelli che hanno veramente lavorato, come medici, infermieri e così via.

 

Poi, per inciso, un Presidente del Consiglio, sarebbe dovuto essere in grado di esporre lui i temi del Decreto, così si sarebbero, sicuramente, evitati i contagi, ma purtroppo, a volte, non si è in grado. Speriamo che, almeno, gli ultimi provvedimenti presi dal Governo, ma, soprattutto, da alcune Regioni, servano a farci uscire presto da questa situazione. Mi auguro, altresì, che la Regione Lombardia, non dia più tanto ascolto a questa massa di ignobili e riesca a uscirne presto perché l’Italia deve ripartire il prima possibile. Comunque, noi italiani, per la maggior parte, riusciamo a essere sempre superiori all’ignoranza e svolgiamo i nostri compiti sempre al meglio. Ricordiamoci, però, che dobbiamo tutti svolgere il compito fondamentale quando ci viene richiesto e, cioè, adesso stare a casa, ma anche, quando ci viene richiesto, di andare a votare, dobbiamo andarci tutti, in quanto, se andassimo tutti a votare, sarebbe meno probabile la creazione di un governicchio fantomatico come quello che ci ritroviamo oggi.

 

Sono convinto che, comunque, ce la faremo perché, noi italiani, siamo più forti di tutto e di tutti. I valori dell’Italia nel mondo avranno sempre la meglio.

L’ESCALATION DELL’ANTIPOLITICA: LA VITTORIA DEL PROTAGONISMO 11/4/2020

 

Questo articolo vuole essere un discernimento ragionato della situazione italiana attuale. Come sappiamo, da fine febbraio, il coronavirus è entrato in Italia attraverso i primi casi; ci sono state le prime zone rosse tra cui Vo’, Euganeo e Codogno che, sin da subito, si sono dichiarate zona rossa, con l’accordo dello Stato centrale. Per quindici giorni sono stati in quarantena chiusi in casa, con tutte le aziende chiuse. Nel frattempo il virus si era propagato anche nella bergamasca dove, però, nonostante i Sindaci erano pronti da giorni, in accordo con le industrie, a dichiarare anche loro la zona rossa, questa procedura non è stata mai attuata favorendo, così, la diffusione del virus. La zona rossa è stata, dapprima, attuata in tutta la Lombardia e poche ore dopo in tutta Italia. Le fughe che si sono nel frattempo verificate dalla Lombardia hanno favorito il propagarsi del virus in tutta Italia. Mi chiedo perché il Governo non abbia preso spunto dalle tecniche applicate nelle prime due zone rosse, dove, per limitare la diffusione del virus, è stato fatto il tampone a tutta la popolazione avendo, così, la possibilità di arginare veramente il virus.

 

Mi chiedo, inoltre, perché non si stiano fornendo le dovute protezioni ai medici e così via. Secondo me bisognava chiudere da subito i Comuni della bergamasca tentando di arginare, così, il virus, non facendo uscire nessuno dalla Lombardia e, soprattutto, dalle zone più colpite. In questo modo una parte del Paese, forse, avrebbe potuto continuare a produrre sorreggendo, così, il fabbisogno nazionale. In secondo luogo si sarebbero dovute potenziare quelle che sono le misure sanitarie: tamponi per tutti e dispositivi di protezione distribuiti capillarmente. Invece, stiamo continuando ad assistere ad un continuo tergiversare senza fornire una corretta informazione. È stato detto che per le imprese sono stati stanziati 25 miliardi e che saranno stanziati altri 25 miliardi per aprile, ma bisogna aspettare, anche per quelli di marzo, l’ok dell’Unione Europea che, se arriverà, non arriverà prima del 23 corrente mese.

 

Tutti millantano che è stato trovato l’accordo a livello europeo, ma in realtà non è così perché questo accordo deve essere ancora approvato e, comunque, riguarda principalmente le spese a livello sanitario, quindi si può vedere come Conte sembri il vincitore, ma in realtà non è così. Per chi da qualche giorno ha cominciato a fare richiesta alle Banche per i finanziamenti, la situazione non è rosea perché, anche per quello, si deve aspettare l’ok dell’Unione Europea e, da quell’Ok, altri tre mesi.

 

Mi chiedo come si possa andare avanti economicamente parlando anche perché, è vero che la curva dei contagi sta calando, per fortuna, ma non si sa ancora come faranno le persone a tornare a lavorare, quali saranno le regole da rispettare e così via. Non è una situazione chiara e riserva molti punti oscuri. Spero che, nei prossimi giorni, la curva dei contagi continui a scendere in maniera vertiginosa, così da poter stare più tranquilli il 3 maggio.

 

Sono convinto che, con l’unione e la forza che contraddistingue noi italiani, riusciremo a uscire presto da questa situazione. Spero che i politici si ricordino del proprio ruolo, non facciano più promesse e stiano vicini ai cittadini esaudendo, così, al proprio ruolo. Speriamo che la Santa Pasqua porti gioia e serenità a tutti e, soprattutto, buon consiglio ai nostri governanti. AUGURI A TUTTI!

L’INCOMPRENSIBILE POLITICA ITALIANA ANCHE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS 20/4/2020

 

Come si può notare, si sta paventando l’idea di riaperture dopo il 4 maggio. Come tutti sappiamo, l’economia deve ripartire e, dopo un grande shock, ci potrebbe essere una grande crescita, com’è stato storicamente dopo le grandi crisi. Per far sì che ci sia la crescita bisogna che ci siano investimenti mirati in tutti i settori economici, da quelli più strategici a quelli meno, in modo tale che, a cascata, ne beneficino tutti creando lavoro, occupazione e benessere. Bisogna che lo Stato, unitamente all’UE, emetta prestiti a fondo perduto o ad interessi zero. Non mi sembra, però, che questo stia accadendo, anzi i prestiti che si stanno emettendo debbono essere restituiti e non c’è un accordo a livello europeo, anzi sembra che ogni Regione voglia fare come vuole.

 

Questo nasce da una raffazzonata gestione centrale, che non sembra abbia le idee chiare. Cosa di fondamentale importanza per riprendere a lavorare è che bisogna farlo in sicurezza e mi chiedo come sia possibile se abbiamo difficoltà a trovare mascherine e guanti. Dovrebbero esserci anche indicazioni più precise da parte del Consiglio Superiore di Sanità e mi sembra di poter affermare, dopo la mia visione di un’intervista a un rianimatore dell’Ospedale Papa Giovanni XXII, che, adesso, esistano delle modalità di cura preventive, che attenuino di molto anche quel 20% di casi che, fino a qualche tempo fa, dovevano per forza andare in ospedale. Basta effettuare della prevenzione e basterebbe informare i medici di base, al contrario di come si sta facendo, lasciandoli sguarniti di ogni informazione e protezione.

 

In definitiva, a mio parere, si può ripartire, a patto che ci sia un coordinamento centrale applicato in tutte le Regioni, ove possibile, nel rispetto della libertà personale, per quanto possibile, e, soprattutto, la messa in sicurezza di lavoratori e delle persone. Solo così potremmo tornare più sereni e produttivi per riportare in alto la nostra bella Italia, Paese che merita di tornare agli antichi fasti. Questa potrebbe essere un’opportunità, se ben gestita.

 

P.S. Di seguito l’intervista al Dottore di Bergamo a cui faccio riferimento nell’articolo.  

https://www.youtube.com/watch?v=i0B32R3vi2I&feature=youtu.be 

LA POLITICA NO SENSE 7/8/2020

 

Per scrivere questo articolo, mi riferisco agli ultimi accadimenti riguardanti la gestione dell’emergenza COVID nel primo periodo, infatti, il 3 di marzo, pochi giorni dopo il primo caso, sono stati dichiarati, dal Comitato tecnico scientifico tanto amato dal nostro Premier, Alzano Lombardo e Nembro zone rosse; però il Governo non ha dato atto alla comunicazione. Pochissimo tempo dopo ha dichiarato zona rossa tutta la Lombardia. Questo ha consentito alla gente di girare indisturbata e far progredire il virus. Non è una cosa che può essere accettata da una cittadinanza quale quella italiana, in quanto non siamo persone che devono esser prese per i fondelli da totali incompetenti, che pensano solo e soltanto ai loro interessi e all’apparire.

 

Credo che con i “se” e con i “ma” non si arriva niente, ma, con l’intelligenza, si possano attuare delle politiche smart, volte a proteggere la salute dei cittadini. Io credo che, invece di proclamare tutta la Lombardia zona rossa, si sarebbero dovuti, da subito, dichiarare i Comuni zona rossa, in maniera tale da limitare il contagio il più possibile e non si doveva consentire di viaggiare agli italiani come pecore allo sbaraglio, consentendo, così, al virus di circolare e costringendoci tutti al lockdown.

 

Una politica sana corrisponde a menti lucide e pragmatiche, cosa che i nostri politicanti non sono. Sperando che, se qualcuno ha sbagliato paghi, io continuo a sperare in un’Italia migliore.

UN PAESE ALLO SBARAGLIO 7/10/2020

 

Sembriamo in un film di Fantozzi: mascherine sì, mascherine no, mascherine dopo le 18, mascherine obbligatorie. Ma mi sembra di vivere in un gioco di ruolo virtuale dove si cambiano le regole in base alla situazione, ma, almeno lì, sono chiare. Secondo me, ci vuole un sistema, come nelle calamità naturali, sovrastatale che decida, in base alla situazione, quali sono le misure da prendere e ci dovrebbe essere una tabella che le racchiuda un po’ tutte, alla quale, poi, gli Stati si devono attenere in base ai contagi; oltre a una pianificazione ospedaliera molto ben organizzata.

 

Sarebbe opportuno, inoltre, non creare panico, ma chiarezza, cioè, a ogni azione deve corrispondere una reazione e, siccome il virus è un nemico subdolo contro il quale non abbiamo armi se non il lavaggio delle mani e l’uso della mascherina, mi sembrerebbe quanto meno doveroso dover usare la mascherina sempre, in ogni situazione, ma questo andava fatto sin da subito, invece ci troviamo davanti a uno Stato che, davanti a proposte come il tampone obbligatorio per chi veniva in Sardegna, ancora qualche giorno fa, si opponeva.

 

In definitiva, siccome si può sperare se e solo se si ha una pianificazione, mi auguro che facciano qualcosa in più, perché non vorrei trovarmi nella spiacevole situazione di nuovi lockdown globali che ammazzerebbero l’economia, nonché la società. Secondo me, comunque, è un discorso non solo a livello italiano, ma anche e soprattutto a livello globale, perché siamo tutti cittadini del mondo e tutti abbiamo gli stessi diritti, soprattutto quello alla salute.

 

Spero e mi auguro di uscire presto da questa spiacevole situazione. Credo che l’Italia e gli italiani riusciranno ad uscirne grazie alla loro tenacia, indipendentemente dal Governo fantozziano e incolto. Spero che il lume della ragione illumini qualcuno che possa prendere le decisioni giuste.

LA REALTA’ INCOMPRENSIBILE 10/10/2020

 

Dopo innumerevoli e lunghe riflessioni, mi sto ancora chiedendo come mai, nel 2020, non si riesca ad avere un’organizzazione politico-economico-sanitaria, che riesca a dare delle linee guida comuni per una vita più smart per tutti, senza più disparità a livello socio-politico, perché, è pur vero che non ci sarebbero i ricchi senza i poveri, però in ambito socio-sanitario, come dimostrato dalla pandemia, non esiste il ricco e il povero.

 

Penso che tutti dovremmo capire che con l’unione si fa la forza e sono convinto che i nuovi focolai si sarebbero potuti evitare mettendo tutti a disposizione la nostra esperienza per avere un vaccino in tempi rapidi, ma, siccome l’uomo è creato per rompere le uova nel paniere, questo non si riesce a farlo per i soliti interessi economici.

 

Quasi un anno dopo lo scoppio della pandemia, mi chiedo come mai ora non si parli più della Cina nonostante che, ad inizio estate, erano tornati a far parlare per l’insorgenza di casi. Poi, svaniti nel nulla. Tutto questo mi fa pensare che il COVID-19 sia una brutta bestia a livello economico per tutti, creata ad arte dalla Cina per poter creare deficit e acquistare più debito pubblico di sempre, in modo tale da poter controllare il maggior numero di Paesi.

 

Ricordiamoci sempre che la Cina possiede gran parte del debito pubblico americano, cosa che non si dice mai, ma che è in gran parte vera; e ricordiamoci che l’India è destinata a diventare, nei prossimi 10 anni, uno dei Paesi più potenti al mondo. Questo virus, però, la sta indebolendo.

 

Quindi, è palese come il COVID-19 ci stia distruggendo a livello socio-sanitario, ma stia rafforzando altri che hanno molti più interessi economici e si sta dimostrando come, questi ultimi, prevalgano sempre su tutto. Con la speranza di aver reso l’idea, resto fiducioso che si collabori e che si trovi un vaccino al più presto, in modo tale da uscire da questo cataclisma che ci sta attanagliando.

DALL’APPARENTE INTERESSE AL TOTALE MENEFREGHISMO 24/10/2020

 

Siamo alle prese, oramai da più di sei mesi, con il Coronavirus, che stiamo iniziando, purtroppo, solo adesso a conoscere. Lasciando per un momento da parte le questioni economiche del virus, vorrei concentrarmi sull’analisi e le politiche fatte a livello globale per affrontare questo virus; non trascurando affatto, come si vedrà in seguito, l’impatto che quest’ultimo ha sulla società.

 

Quello che si può notare è il totale menefreghismo di tutto il mondo politico nei confronti di questo virus. Dico questo per due motivi: da una parte si può capire che, durante la prima ondata, tutti siamo stati colti impreparati e non sapevamo cosa fosse meglio fare, ma, come stiamo assistendo dall’incirca un mese, è in atto la seconda ondata.

 

La prima cosa che bisogna fare, sarebbe quella di avere delle regole universalmente riconosciute, rispettate da tutti, che avrebbero contribuito, non poco, alla limitazione del virus. Ma siccome la stagione estiva è stata clemente, tutti si sono adagiati sugli allori e questo ha portato ad abbassare la guardia e alla situazione attuale, che non è destinata a far altro che peggiorare.

 

Non voglio assolutamente fare il professore, ma, per aggirare il virus, oltre al rispetto delle regole (uso della mascherina, lavarsi le mani e distanza), bisognava pensare a mezzi di trasporto alternativi veri, perché negli autobus è molto semplice prendersi ogni tipo di malattia normalmente, quindi figuriamoci con il Corona. In secondo luogo, io avrei agito sul potenziamento di ospedali e personale sanitario, cosa che, comunque, sarebbe stata molto utile, ma, come sappiamo, in Italia, è impossibile che si facciano scelte intelligenti in questo periodo, data la bilancia commerciale tutt’altro che buona.

 

Ma l’Europa, il Recovery Fund, il Mes e così via, sono tutte prese in giro? Mi chiedo questo perché i primi fondi del Recovery Fund arriveranno l’anno prossimo e il Mes non si sa se e quando arriverà, quindi è inutile dire “saremo svelti, saremo svelti” se le Istituzioni stesse non si mettono d’accordo. Piccolo e banale esempio: non posso andare dal salumiere, comprare dei salumi e dirgli che pagherò tra sei mesi. Allo stesso modo dovrebbe funzionare il Recovery Fund e il Mes.

 

Non ci dovrebbero essere dubbi sugli aiuti economici. Dovrebbero essere immediati e di sostanza perché, solo con gli investimenti, si crea lavoro e si può non andare in crisi. Quello che mi chiedo è: ”siamo usciti da una guerra con un’incidenza molto peggiore del Coronavirus, quindi credo che, con gli investimenti giusti, si possa crescere anche in questo periodo di crisi e sfruttare l’ambito sanitario, che da qualche anno in Italia è totalmente bistrattato, come trampolino di lancio per la nostra economia”.

 

Invece, come sempre, in Italia, si stanno attuando politiche contrarie al buon senso e all’umanità. Insomma, se non moriamo di Coronavirus, rischiamo molto, in quanto, se ci saranno altri lockdown, rischiamo una crisi economica senza precedenti, causata, non dal Corona virus, ma dai nostri politici scellerati, in quanto il Coronavirus sarebbe solo una causa scatenante di una crisi che era già in corso.

 

Insomma, la solita Italia alla quale manca sempre 30 per fare 31. Comunque, resto fiducioso che questo virus si possa sconfiggere al più presto grazie ai nostri Ricercatori sottopagati.

IL CAOS E’ IL PADRONE DELL’ITALIA 11/1/2021

 

Per scrivere quest’articolo cerco di ragionare al meglio. Non si capisce più da che parte gira il fumo. Fino a qualche tempo fa si era convinti di alcune cose, che ora sembrano non essere più così. Mi riferisco al fatto che è stato trovato un caso di Covid risalente agli inizi di novembre del 2019 in una ragazza di Milano. Questo sembrerebbe discolpare la Cina. Non credo che sia così, in quanto il virus in Cina è venuto fuori agli inizi di dicembre, ma chissà da quanto tempo circolava già.

 

Basti pensare che Matteo Tagliariol, un atleta italiano che ha partecipato alle Olimpiadi militari che si sono svolte in Cina dal 18 al 27 ottobre 2019, una volta tornato in Italia, ha avuto la polmonite: sintomo prevalente del Covid, quindi, penso che il virus sia nato lì e si sia diffuso ben prima dell’insorgenza vera dell’epidemia in tutto il mondo. Basti pensare a quanti turisti vanno in Cina ogni anno, o a quanti, per lavoro, hanno rapporti con il Sol Levante, quindi è inutile che si cerchi una scusante.

 

Siamo tutti in questa situazione perché la Cina ha avuto 4 mesi di colpevole ritardo nell’avvisare la comunità internazionale. È lapalissiano come il blocco degli ispettori dell’OMS che dovevano andare in Cina recentemente per analizzare l’origine di questa epidemia, ne sia la cartina di tornasole dell’oblio in cui la Cina ha, da sempre, messo il mondo.

 

Mi rattrista pensare che i nostri governanti si stiano facendo mettere i piedi in tesa da una potenza quale la Cina che, da sempre, sta cercando di affossare tutto il mondo. L’influenza di questa economia è tale, in quanto possiede un terzo del debito pubblico americano, quindi, anche l’America è in mano alla Cina. Mi sorprende come non ci si accorga di questo e di come si sia succubi di un Governo che non ristora le attività commerciali, promette i vaccini e, invece, li somministra a singhiozzo.

 

Siamo in mano a dei totali incompetenti che, invece di pensare alla nostra salute, pensano alle loro poltrone. Ci vorrebbe una vera e propria rivoluzione culturale sul senso della politica e della rappresentanza. Insomma, in Italia, abbiamo i migliori cervelli che stanno tentando in tutti i modi di portarci fuori da questa situazione, che vengono pagati una miseria e, invece, parte dei peggiori cervelli che possiamo mostrare in Italia, si sono autoeletti nostri rappresentanti.

 

Dove vogliamo arrivare? In definitiva, credo che la soluzione sia una sola: credere nei vaccini e, quindi, nella scienza. Una volta raggiunta l’immunità attraverso un piano vaccinale fatto bene, non alla arcuriana maniera, penso che si debba riandare alle elezioni e mandare un segnale forte: dobbiamo eleggere persone competenti che sappiano quello che fanno. In definitiva, spero che la meritocrazia prenda il sopravvento.

LO STATO DI EMERGENZA: MAI TITOLO FU PIU’ AZZECCATO 17/12/21

 

A quasi due anni dall’inizio della pandemia, una domanda mi sorge spontanea: con tutto il rispetto per tutti coloro che non vogliono vaccinarsi, mi chiedo se si rendano conto di quanto stanno mettendo a rischio tutti gli altri e mi viene da pensare che tutte quelle persone che sono state assunte, ad esempio nelle scuole per far fronte all’emergenza, ma questo settore è solo un esempio ce ne sono molti altri, debbano essere rispettate, sia dal Governo che dalla gente comune, invece pare non sia così perché, a meno di quindici giorni dalla fine del loro contratto, non sanno ancora che destino avranno.

 

Questo è costituzionalmente, oltre che moralmente, scorretto perché, in un paese civile dove il lavoro è un diritto, non puoi garantirlo ai navigator che hanno fatto molto poco, un po’ perché non messi in condizione di lavorare al meglio e un po’ perché il concetto di tale figura non è ancora chiaro a chi l’ha ideato.

 

Quindi, con tutto il rispetto per il destino di queste persone, ritengo che, al pari del personale scolastico, visto che l’emergenza è ancora in atto, tutti si meritino di avere un futuro lavorativo. La cosa che mi fa più pensare è che, a quindici giorni dalla fine dell’anno, non si sappia ancora quale sia il destino di quattordicimila lavoratori che, sicuramente, non vedranno rinnovato il loro contratto nell’ambito del personale ATA di emergenza per il COVID, invece agli altri lavoratori verrà sicuramente rinnovato, però non si capisce quale sia il criterio di rinnovo, come se ci fossero scuole di serie A e scuole di serie B.

 

Insomma, il solito caso all’italiana, dove in alcuni settori, come il lavoro, introducono lavoratori che, sia nella loro formazione che nel loro ruolo, non sono, in fin dei conti, sfruttati al meglio a livello di utilità, ma, soprattutto, in un settore fondamentale come l’istruzione, non ci debbano essere disparità di trattamento tra i lavoratori.

 

Tutti quelli che iniziano un anno di lavoro devono essere sicuri che, almeno per un anno, abbiano il lavoro e poi, sinceramente, io penso che in uno stato civile, chi ha avuto il coraggio di lavorare in ambito pubblico in questo periodo, a stretto contatto con persone potenzialmente positive, meriti il contratto a tempo indeterminato, a prescindere da tutto, perché, in alternativa, sarebbe un’immensa presa in giro tipica italiana.

 

Io penso che tutto questo non abbia senso in un paese che si definisce civile come l’Italia. In fin dei conti basterebbe un po’ di più di cultura per far funzionare le cose meglio e basterebbe che qualcuno lubrificasse le rotelle.

L’INCOMPRENSIBILE COMPETENZA INCOMPETENTE DELL’OMS 21/12/21

 

Mi chiedo come faccia l’OMS a predicare bene e razzolare male, lasciare agli stati la gestione della pandemia, senza dare linee guida e, soprattutto, a non dare la possibilità ai cittadini mondiali di capire cosa succede. Non penso che sulla variante Omicron non ci siano ancora dei dati certi. Ho la netta impressione che vi sia qualcosa sotto e che non vogliano sbilanciarsi troppo.

 

Comunque, sono e resto convinto, che la scienza serva sempre e che lo sforzo dei medici vada rispettato e, soprattutto, quello degli scienziati. L’unica cosa che non capisco è il ruolo dei virologi in questa pandemia, mi sembrano i sette personaggi in cerca d’autore di Pirandello che cercavano ognuno la propria identità, questi, invece, cercano un po’ di popolarità dicendo ognuno una cosa diversa.

 

Per vivere meglio ci vorrebbe un po’ più di chiarezza per affrontare la pandemia che, da anni, ci sta affliggendo tutti, comunque bisogna essere positivi, in cerca di nuovi aspetti che possano migliorare l’approccio verso questa malattia, per permetterci di uscirne il prima possibile. In fin dei conti, basterebbe soltanto far girare di più le rotelle.

QUANDO L’INCOMPRENSIBILE DIVENTA COMPRENSIBILE 6/1/22

 

Mi chiedo come sia possibile che in Italia la scienza sia allo stesso tempo avanzatissima e arretratissima. Nel nostro bel paese, come nel resto del mondo, infatti, dobbiamo fare i conti con malattie rare, dove la ricerca è fondamentale per la loro risoluzione e dove equipe di scienziati lavorano giorno e notte per dare una speranza a tutti e per poter dare, così, anche una speranza in più alle relative famiglie.

 

Io credo che la scienza sia un aspetto molto importante per la nostra vita e per la tutela della nostra salute, il progresso scientifico ha, infatti, portato alla luce medicine salvavita che hanno guarito malattie molto virulente nel passato. Abbiamo, così, potuto superare storicamente dei momenti molto difficili non capendo che eravamo molto fortunati.

 

Io non riesco a comprendere proprio, attualizzando il discorso, i no vax perché, negando la scienza, negano tutto quello che è stato fatto per contrastare l’epidemia. Per la prima volta nella storia, durante un’epidemia, abbiamo la possibilità di vivere una vita quasi normale grazie ai vaccini.

 

I nostri avi, infatti, hanno dovuto subire ben più di 2 anni di isolamento, mascherine e così via non avendo un rimedio che potesse quantomeno limitare il diffondersi del contagio e, quindi, dato che le esenzioni al vaccino si danno solo a coloro allergici a un componente dei vari vaccini, oppure a coloro che hanno presentato gravi avversità alla somministrazione della prima dose, non riesco a capire perché al mondo ci debba essere gente così ottusa da non favorire la battaglia contro questa malattia, anzi, più ci si mette contro la scienza, più si rischia che questa non riesca a stare al passo con le mutazioni del virus e, quindi, avremo sempre più problemi.

 

Insomma, l’uomo si dimostra sempre un animale che non riesce a capire l’importanza che ha la collettività, in quanto i no vax pensano solo a se stessi e a distinguersi dal resto della massa. Ritengo che si debba introdurre l’obbligo vaccinale per tutti, considerato il fatto che tutti i vaccini che ci facciamo all’inizio erano pandemie, da vaiolo, alla pertosse e così via.

 

Quindi, inviterei tutti quelli che non si sono voluti vaccinare a informarsi prima di parlare o farsi un’opinione perché l’informazione è primaria per tutti e prima di aprire la bocca bisogna far girare le rotelle sennò si parla a vanvera, cosa che a me non è mai piaciuta, in fin dei conti basterebbe soltanto far girare di più le rotelle.

 

Per essere un mondo migliore, dovremmo farle girare più scientificamente.

 

27/02/2024La nuova stagione di Formula Uno: anteprima e aspettative

 

Come sappiamo, l’anno prossimo cambieranno tutte le regole relative alla costruzione delle macchine di Formula 1 e alla loro propulsione; quindi, questo sarà un anno in cui finirà un’era.

 

Sappiamo, però, che tutte le squadre vogliono vincere; quindi, mi aspetto un anno totalmente pieno di sorprese e belle gare.

 

Un po' di novità la porterà Hamilton in Ferrari. Sono curioso di capire come il team gestirà la convivenza tra i due piloti, se ci saranno una prima o una seconda guida o se gareggeranno alla pari. Io spero che anche l’esordiente italiano Andrea Kimi Antonelli, che corre per il team della Mercedes al posto di Hamilton, riesca a fare una bellissima stagione perché se la merita proprio.

 

Sono altresì convinto che ci sarà qualche sorpresa da parte delle squadre minori e, magari, il ritorno alla gloria di una scuderia che è da qualche anno che non vince, come la Williams. Spero possa fare qualche podio o, meglio, vincere qualche gara con il mitico Carlos Sainz. Per me è stato un errore madornale da parte della Ferrari mandarlo via, in quanto è un pilota costante e sempre sul pezzo, al contrario di Leclerc, che ha alti e bassi.

 

Ritengo, altresì, che la Ferrari abbia un ottimo potenziale, in quanto, con il rinnovamento di quasi tutta la squadra, c’è un’ottima linfa vitale. Sostengo che tutti saranno gasati da quest’inizio di stagione clamoroso, dove sembrano esserci tre o quattro squadre quasi alla pari.

 

Insomma, sarà una stagione che ci terrà incollati alle poltrone, avvincente, dove spero possa vincere finalmente la Ferrari, ma mi basterebbe vedere una stagione combattuta, alla fine della quale vinca il migliore. Ricordiamoci anche che, nel 2026, entrerà il team Audi e quello sì che sarà un vento di innovazione.

 

Alla fine, per far girare più velocemente le rotelle, basta solo olearle al meglio.

 

27/02/2025

 

La Moto Gp: uno spettacolo unico

 

Quest’anno è l’anno decisivo per capire se Pecco Bagnaia è un vero campione. Infatti, il confronto con Marquez sarà alla pari. Io sono convinto che Pecco sia un pilota con la "P" maiuscola e che possa dare la paga a Mark Marquez, in quanto quest’ultimo, messo veramente sotto pressione e non aiutato da eventi esogeni, non è un pilota che la regge fino in fondo. Quindi, se Bagnaia sarà costante e non farà tante cadute, potrà essere un campionato del mondo veramente avvincente, in quanto vi sono anche altre forze, come Aprilia e Yamaha, che potrebbero approfittare di eventuali errori, senza dimenticarci del team del mio idolo, Valentino Rossi, VR46, il quale vedo molto bene.

 

Insomma, secondo me sarà la stagione più avvincente di tutte: vedremo fuoco e fiamme come poche volte abbiamo visto. Per gli appassionati e non, sarà un anno da batticuore, al cardiopalma, la vera esaltazione del moto sport.

 

In fondo, per rendere in MotoGP bisogna far girare le rotelle molto velocemente e, per farlo, bisogna essere allo stesso tempo prudenti, trovare il limite sempre e comunque. Chi lo troverà prima di tutti sarà il campione del mondo.

 

27/02/2025

 

Come si diventa una persona migliore

 

Io ho sempre pensato che, per essere una persona migliore, bisogna guardarsi dentro e capirsi prima di compiere qualsiasi azione. Sono convinto, altresì, che ogni nostra azione debba essere improntata al miglioramento di noi stessi. Questa è l’educazione che mi hanno dato i miei genitori e quello per cui combatto ogni giorno.

 

È vero che i periodi di down ci sono sempre, ma da ognuno di questi deve nascere sempre un periodo bellissimo.

 

Dobbiamo essere tutti come è stata Vanessa Ferrari nello sport, una che non si è mai arresa e che, alla fine della carriera, si è tolta la sua più grande soddisfazione, quella che sognava da tutta la vita.

 

Come lei, io spero di realizzare ogni mio sogno e, insieme ad altri propositi, di diventare una persona sempre migliore.

 

Mi auguro, altresì, che le persone a cui tengo facciano altrettanto, perché la vita è la cosa più preziosa che abbiamo e dobbiamo viverla ogni giorno al 110% delle nostre possibilità. Siamo persone e, in quanto tali, dobbiamo rispettarci e, unendoci, possiamo rendere il mondo migliore.

 

Alla fine, per essere persone migliori basta solo far girare le rotelle nel verso giusto.

 

27/02/2025

 

La straordinaria bellezza della vita

 

La vita è un dono e in quanto tale dobbiamo viverla pensando sempre di essere fortunati, perché le bellezze che noi possiamo vedere e toccare, oppure di fronte alle quali possiamo sorridere, sono infinite. Il mondo è un’immensa fucina di bellezze, davanti alle quali dobbiamo avere la fortuna di poter stare.

 

La più grande bellezza la vediamo tutti i giorni, albe, tramonti, fiori che fioriscono e così via. I regali che ci fa la natura sono incommensurabilmente belli, più di ogni altra cosa. Per questo dobbiamo esserle riconoscenti fino in fondo e altresì capaci di implementare la sua creatività, dandole rispetto.

 

Dobbiamo imparare a vivere la vita come se ci fosse sempre un obbiettivo per cui combattere e dobbiamo essere resilienti per diventare persone migliori, come la natura fa ogni giorno per fornirci l’aria che respiriamo, ma noi tagliamo gli alberi e siamo totalmente irrispettosi nei suoi confronti. Sono convinto che dobbiamo capire che tutti non possiamo essere riconoscenti alla vita, e che quindi la vita va vissuta al 110% delle nostre possibilità. Infatti, ogni istante è un dono, ogni battito del nostro cuore è un inno alla vita. Più cuori batteranno all’unisono per un mondo migliore più la terra ci sarà riconoscente. Alla fine, per essere persone migliori, basterebbe soltanto far battere più cuori all’unisono.

 

27/02/2025

 

L’ambiente come rispetto di sé stessi

 

Se rispettiamo l’ambiente in cui viviamo rispettiamo noi stessi. Tutti abbiamo la possibilità di conoscerci al meglio attraverso la natura e l’ambiente circostante. Se continuiamo ad inquinare non siamo più nel nostro ambiente, quindi dobbiamo imparare a riciclare il più possibile. Infatti, l’avvento delle bioplastiche e tutte quelle azioni volte al rispetto della natura sono ben volute. Perché rispettando la natura rispettiamo noi stessi e ci vogliamo più bene.

 

Alla fine, per essere più riciclatori, basta solo far riciclare di più le rotelle.

CON LA SPERANZA DI FAR FUNZIONARE BENE LE ROTELLE