PROPOSTA ALTERNATIVA AL FINE DI RIQUALIFICARE IL LAVORO 25/7/2019
Sappiamo quanto sia importante l’unione tra studio e lavoro, in modo tale da non perdere tempo prezioso negli anni più importanti e “più produttivi”, sia per quanto riguarda l’apprendimento, che per la forza lavoro degli studenti stessi.
La proposta di Renzi, infatti, dell’alternanza scuola lavoro, è una buona idea che riprende, sotto certi aspetti, il passato con la netta differenza che, gli studenti lavoratori degli anni ‘50/’60, hanno quasi sempre avuto un contratto di lavoro che ha permesso loro, altresì, di crearsi un futuro e una famiglia, al contrario di oggi che è quasi impossibile perché c’è molta disoccupazione, nonostante gli ultimi dati ISTAT dicano che stia diminuendo. Tutto questo è dovuto al fatto che l’occupazione, è vero, da una parte, stia diminuendo, ma sta rendendo le famiglie sempre più instabili economicamente, a causa del fatto che sono, perlopiù, contratti part-time, a tempo determinato e, anche quelli a tempo indeterminato, non consentono di avere la progettualità di un futuro. Da questo contesto instabile si potrebbe uscire riducendo il cuneo fiscale da una parte, le tasse dall’altra, dando, così, la possibilità alle aziende di avere più gettito da spendere nella formazione degli studenti, al fine di farli progredire nella loro carriera lavorativa rendendoli, così, uomini e donne pienamente realizzati, con capacità economica e lavorativa sempre più alta. A questo bisognerebbe aggiungere innovazione nelle materie insegnate: sarebbe di buon auspicio portare negli Istituti tecnici e non esperienze lavorative vere e proprie, in modo tale da rendere gli studenti, da subito, partecipi e creativi per il loro futuro. Negli Istituti scientifici bisognerebbe introdurre delle materie nuove, come l’utilizzo delle energie rinnovabili, in maniera tale da rendere, sin da subito, gli studenti sensibili all’ambiente circostante portando loro argomenti che veramente tocchino il quotidiano. Sarebbe altresì interessante che, oltre alla parte teorica, si facciano degli stage obbligatori veri e propri, per quanto possibile, retribuiti, in modo tale da inserire lo studente, da subito, nel mondo del lavoro e si dovrebbero, altresì, abolire, per lo stagista, ruoli marginali che non rendono interessante il lavoro stesso, ma bisognerebbe inserire, sin da subito, gli studenti nel ciclo lavorativo, in maniera da farli sentire, immediatamente, protagonisti all’interno di un contesto più ampio, come quello lavorativo.
Dall’inizio del secondo decennio degli anni Duemila abbiamo assistito a cambi di visione politica repentini, che non hanno dato la possibilità alla società italiana di far fronte alla crisi economica che ha avuto inizio nel 2008. Come storicamente sappiamo da una crisi economica, di qualunque tipo essa sia, si esce con la crescita attraverso idee innovative e investimenti mirati. Uno dei grossi problemi che, a mio parere, non si sta prendendo per nulla in considerazione è che, unitamente a quest’ultima, è presente un degrado dei principali valori della società, primo fra tutti, il rispetto reciproco, sia dei ruoli che delle competenze di ognuno, soprattutto, in generale, tra le persone. Un esempio lampante di questo fatto è la sempre più progressiva mancanza del “LEI” quando si vanno a sostenere colloqui importanti, nelle Università e nelle scuole in generale. Questo sta portando a un degrado nel rispetto dei ruoli perché si è portati a pensare che tutti siano amici mancandosi, così, tutti di rispetto.
Questo l’ho notato io stesso, infatti, quando nel 2010 ho conseguito la prima Laurea Specialistica, tutti davano del “LEI” ai professori. Quando, nel 2016 ho preso la seconda, questa tendenza andava scemando. Mi sono anche accorto che i valori di questa società stanno andando “a rotoli”, basti pensare a chi sono e al linguaggio che usano i nostri governanti. Abbiamo “i tre moschettieri”: Conte, Di Maio e Salvini dove, in quindici mesi di Governo, pare che non si siano neanche seduti a tavolino per un programma comune anche se, le ultime recenti elezioni, pare che stiano dando, obbligatoriamente, un indirizzo politico.
Tutta questa premessa è fatta per far capire che, come dimostrato storicamente tante e tante volte, è necessaria unità d’intenti e un progetto serio per uscire da ogni tipo di crisi. Come dimostrato dagli ultimi sondaggi OXE, l’unico lavoro che non avrà crisi nei prossimi vent’anni in Italia è quello dell’assistenzialismo, dato che la popolazione tenderà sempre di più ad invecchiare. Credo che a questo si possa aggiungere un ammodernamento dei principali lavori in modo tale da stare al passo con i tempi. A questo si deve, però, affiancare un miglioramento delle condizioni di lavoro nel complesso prendendo spunto, magari, da quelle che sono idee vecchie ma nuove, come quelle del comunitarismo espresso molto esaustivamente dall’imprenditore Adriano Olivetti e ripreso, sotto certi aspetti, dalle principali e più grandi aziende I- Tech e non.
Credo che in questo si possa inserire molto bene il mondo dei disabili facendo rubriche e progetti volti all’inclusione nella società, non come si fa oggi con progetti rivolti solo a loro; bisognerebbe avere il coraggio e la voglia di includerci tutti togliendo, così, quella separazione da cui nascono tutte le discriminazioni del caso tra il mondo dei disabili e il mondo dei normodotati, infatti è solo con l’unione che si fa la forza e si è evoluta nella storia la società umana.
L’ATTUALITA' COME CARTINA TORNASOLE DELLA SOCIETA' ITALIANA 9/10/2019
IL RUOLO DEI SOCIAL NELL’EPOCA DIGITALE 31/10/2019
Da circa un Decennio siamo entrati in contatto con il mondo virtuale dei social. Dapprima Youtube, poi Facebook, Twitter, Instagram e, in tempi più recenti, Twitch hanno invaso le nostre giornate permettendoci da un lato di fare nuove conoscenze, anche a distanza, e di avere nuove opportunità lavorative, intese sia come nuova clientela che come lavori veri e propri. Mi chiedo, d’altro canto, se i social non abbiano un effetto negativo sulle nuove generazioni: i Millennial e successive, in quanto è sempre più diffusa l’abitudine di intercambiare opinioni digitalmente, anche trovandosi a pochi metri l’uno dall’altro.
A mio parere, una delle spiegazioni dell’aumento della violenza nelle scuole, è che, a causa del fatto che non vi sono alla base regole civiche di educazione presenti in alcuni social come Youtube e Twitch, dovute al fatto che si appare in video e non si è nascosti dietro a una tastiera, l’utenza si sente libera di esportare il comportamento tenuto sui social nella vita reale. A questo fenomeno, però, il corpo docente e, soprattutto le famiglie, non sono preparate. Qualcuno potrebbe affermare che tutto dipenda dall’educazione data dalla famiglia, ma, in alcuni casi, non è facile avere pieno controllo della crescita e dei mutamenti caratteriali dei giovani.
Una soluzione per educare le nuove generazioni all’uso dei social e a una corretta educazione forse sarebbe quella di formare, famiglie e docenti, all’utilizzo corretto di queste nuove piattaforme ponendo, così, in condizione tutti gli stakeholder di averne un vantaggio vero e proprio, infatti, se ci si pensa bene, i giovani, che vanno dai venticinque ai quarant’anni, hanno avuto molte opportunità in più rispetto ai loro predecessori, a livello sia lavorativo che sociale.
Mi auguro che le nuove tecnologie e i nuovi social non invadano troppo il nostro privato, ma ci aiutino a migliorare la nostra qualità di vita.
L’IDENTITA’ DIGITALE NEL MONDO DEI SOCIAL 31/10/2019
Nell’ultimo decennio mi sono sempre chiesto se con l’avvento dei social possiamo essere la stessa persona, sia realmente che socialmente, e, soprattutto, dopo la recente sentenza che ha affermato che sui social si possono insultare le altre persone senza commettere un reato, se l’educazione dei giovani possa subire delle vere e proprie mutazioni.
Sin dal 2009 mi sono interessato e occupato della privacy nel mondo dei social partecipando anche a Convegni sul tema tenuti dal Garante della Privacy, tramite i quali mi sono reso conto che, con il tempo, le varie aziende hanno fatto degli sforzi molto ingenti per garantire la nostra privacy, ma se non siamo noi i primi a controllare i nostri comportamenti, aumentiamo, così, la possibilità di violazione della stessa. Sono molto preoccupato per i giovani perché stanno vivendo, quasi da subito, in digitale, senza godersi, magari, quelli che sono gli step di un normale sviluppo.
L’uso smodato dei social e della tecnologia, come si può vedere dagli ultimi dati del CENSIS, sta favorendo la percentuale di giovani obesi, i quali preferiscono la vita virtuale alla vita reale, intesa sia come mondo gaming sia come mondo social. Da qui, riprendendo la domanda iniziale, a mio parere, non è facile avere un comportamento corretto, sia nella vita virtuale che nella vita reale, se non si hanno i giusti valori fin dall’infanzia, cosa che si sta andando sempre più a dimenticare.
IL MOVIMENTO DELLE SARDINE: UN’OPPORTUNITA’ O UNA CONSUETUDINE? 16/12/2019
Il movimento delle Sardine, com’è noto, è nato dall’idea di quattro giovani: Mattia Santori, Andrea Garreffa, Roberto Morotti e Giulia Trappoloni di cui, il primo, ne è la mente e il portavoce. Come si è visto dagli articoli precedenti, una delle mie più grandi aspirazioni, è che, in Italia, si crei un movimento critico, sia in positivo che in negativo, rispetto alla politica, in modo tale che si risvegli l’animo scernico e costruttivo, che ha sempre caratterizzato gli italiani verso la politica, in modo tale da superare questo momento di sfiducia, infatti, il movimento delle Sardine, rischia di essere il solito buco nell’acqua. Benché i presupposti siano ottimali, secondo me, è lo scopo che è sbagliato e, cioè, quello di manifestare contro le idee salviniane e i movimenti antirazzisti che stanno crescendo in Europa.
Dapprima perché Salvini non mi pare che sia al Governo, in secondo luogo, perché i movimenti razzisti si combattono attraverso la cultura e, non mi pare che Santori la stia diffondendo, ma sta riunendo persone che, a parer mio, hanno un’idea diversa della causa per cui si trovano in piazza a manifestare, infatti la maggioranza dice che sta manifestando contro Salvini, ma, la gran parte, dice anche di star manifestando per un futuro migliore, pieno di quegli ideali di sinistra di cui, nel Governo attuale, vi è una cospicua rappresentazione.
In definitiva, il movimento delle Sardine, mi pare una bolla pronta a scoppiare, per due ordini di ragioni: non si è mai visto un movimento che manifesti contro l’opposizione e, altresì, porti avanti i valori di una delle parti politiche al Governo. A parer mio è una contraddizione in termini, come sarebbe dimostrato dal fatto che Santori lavori per il RIE (Ricerche Industriali ed Energetiche), di cui Romano Prodi ne è uno dei promotori. Dietro al movimento delle Sardine potrebbe esserci Romano Prodi, in quanto, com’è successo per la prima manifestazione, riunire, dall’oggi al domani, 6000 persone, da parte di uno sconosciuto qual’era Mattia Santori, mi sembrerebbe un po’ complicato, quindi, da qui, emergerebbe come, il movimento delle Sardine, potrebbe essere un’opportunità innovativa o una consuetudine italiana e, cioè, il vecchio lavato con Perlana che torna in auge.
Con la speranza che qualcosa possa veramente cambiare, resto fiducioso che, con la cultura, si possano spostare anche gli ideali più ostici.
IL PROCESSO VERSO L’AUTONOMIA 13/1/2020
Partendo dalla mia esperienza personale credo che, ognuno di noi, si debba pensare come parte di un tutto, infatti facciamo parte di una società dove nessuno è indispensabile, ma tutti dovrebbero collaborare ad un obiettivo, che sia lavorativo, ludico e così via, in modo tale da poterlo raggiungere. Prendendo spunto dalla mia esperienza mi sono reso conto, che dal 2005 ad oggi, cioè da quando ho deciso di andare a studiare a Milano vivendo da solo, pur con i dovuti aiuti, è sempre stata latente, in me, la volontà di rendermi del tutto autonomo comprendendo, però, che autonomo del tutto non lo è nessuno, in qualsiasi campo. È pur vero, però, che dipendere dagli altri, non è sempre bello, soprattutto se ci si rende conto che, certe cose, le si può fare da soli. Questo, tuttavia, non deve portare a un isolamento perché è quest’ ultimo che ci rende veramente incapaci di fare anche quello che sappiamo fare. Io non sono mai stato autonomo del tutto nel vestirmi e nel compiere le cose. Mi sono reso conto, comunque, con il progetto di sport terapia e negli ultimi quattro anni soprattutto, di poter fare sempre più cose da solo accorgendomi, però, che, più svolgevo i compiti da solo più ero in relazione con gli altri, poiché acquisivo che era farina del mio sacco e non veniva mai messo in dubbio il fatto che fossi stato aiutato da altri, quindi credo che tutti debbano comprendere che, da soli, non si può fare niente, che piccoli gruppi da soli non possono cambiare il sistema, ma se tanti piccoli gruppi si mettono a sistema potrebbero cambiarlo. Ciò non toglie che, individualmente parlando, non si debba combattere ogni giorno per migliorarsi.
LA DIPENDENZA DALLA TECNOLOGIA E DALLE SITUAZIONI POLITICHE SARA’ SEMPRE MAGGIORE? 27/1/2020
Non è scopo di quest’articolo analizzare le varie tecnologie in sé e per sé, altresì l’impatto che l’avanzamento tecnologico ha nelle nostre vite. Nell’ambito delle autovetture della Casa Smart sono sempre più le azioni che può svolgere la tecnologia con un nostro semplice comando, infatti si possono comandare, anche da remoto, quasi tutti gli elettrodomestici, le luci, le tapparelle, i robot aspirapolvere e così via. La tecnologia sta, altresì, invadendo il mondo delle automobili rendendo la nostra guida più sicura. Il mio timore è che l’invasione della tecnologia diventi estrema e che si possa incorrere a una sostituzione completa dell’uomo, cosa che non vedo molto favorevolmente, per il semplice fatto che il guasto è sempre dietro l’angolo e, quindi, virtualmente parlando, ci sarebbe l’impossibilità, da parte del guidatore, di controllare il mezzo.
Io sono favorevole a tutte quelle tecnologie che aiutino l’uomo, ma non dovranno mai arrivare al punto di sostituirlo perché sarebbe l’errore più grande che si possa fare, in quanto, se pensiamo a quanti passi avanti ha fatto l’intelligenza artificiale negli ultimi tre anni, posso arrivare a pensare che esisteranno algoritmi capaci non di pensare, ma di auto -progredire autonomamente, simulando, così, il ragionamento umano. Se nella vita reale non sono contrario alla robotizzazione, ne sarei favorevole utopisticamente parlando in politica, così si potrebbero impostare dei parametri e la macchina ci obbligherebbe a rispettare delle regole, che ci possano portare ad un miglioramento dell’economia e dello stile di vita, in quanto le macchine non sono interessate al denaro. Credo che, solo così, si potrebbe vivere in un mondo più equo e giusto.
Si può desumere, infatti, anche dall’esito di quest’ultime elezioni, come i nostri rappresentanti politici e come noi italiani, a volte, riusciamo a far meglio delle commedie di Eduardo De Filippo e Totò. Il mio ragionamento non si basa sull’esito delle elezioni, ma su quanto il popolo sia bisognoso di cambiamento, allo stesso tempo, consapevole che ci voglia stabilità. Mi chiedo come si possa essere rappresentati da un’alleanza di governo, a livello nazionale, non eletta da noi che, se fossimo dei robot, la prima cosa che diremmo sarebbe: <<elemento sconosciuto>> e, invece, siccome siamo umani e possiamo essere presi in giro da altri umani, non riusciamo a dire questa semplice frase e a ribellarci. La ribellione non dev’essere per forza attraverso manifestazioni e armi, ma dovrebbe essere organizzata e ripercuotersi nella vita quotidiana, come farebbero i robot se fossero programmati o se si programmassero da soli.
Sono altamente deluso e amareggiato dall’atteggiamento che hanno gli italiani verso la politica e il rispetto di loro stessi. Credo che, in Italia, non si possa migliorare se, in primo luogo, non si riesce a comprendere che le esigenze di uno sono le esigenze di tutti. Questo mio discorso è generale, non vuole essere né classista né comunista, ma bensì comunitarista. Nel senso che, come i robot per raggiungere un obiettivo fanno un lavoro di squadra, dove ognuno ha un proprio ruolo al fine di raggiungere un obiettivo, anche noi umani dovremmo copiarli facendo prevalere l’interesse collettivo al singolo individuo. So che è un po’ difficile, ma vedo questa come l’unica soluzione possibile per una ripresa della crescita in Italia.
FESTIVAL DI SANREMO: UNA PANTOMIMA O UN ESEMPIO DA SEGUIRE? 10/02/2020
Il festival di Sanremo appena trascorso è risultato tra quelli più seguiti degli ultimi anni, con punte di share del 70%. L’accoppiata scelta dalla RAI Amadeus- Fiorello ha funzionato, ciò sta a dimostrare che, anche se non si ha un presentatore di alto calibro, con una spalla come Fiorello, lo può diventare. Quest’articolo non è scritto per analizzare vincitori e vinti, ma per analizzare Sanremo come fenomeno sociale. Quest’edizione ha dimostrato, come le ottime sinergie tra i due amici, abbiano portato il festival ad ascolti quasi mai visti. Anche i temi trattati tra cui l’importanza data alle donne e, anche a temi fondamentali come il bullismo e cyber bullismo, abbiano contribuito alla creazione di un ottimo prodotto, che ha saputo travalicare anche i nuovi confini dei social. Questo anche grazie all’ottima abilità di Amadeus di anteporre il suo background radiofonico. Mi chiedo, altresì, se la centralità delle donne non sia stata, in alcuni casi, eccessiva.
Un altro aspetto sul quale vorrei concentrare l’attenzione è il monte spese sostenuto dalla RAI per cinque serate. A mio giudizio veramente eccessivo. Uno degli aspetti più interessanti è stato l’intervento di Benigni che, apparentemente poteva sembrare poco consono ai tempi attuali, ma, a mio parere, ha riportato alla ribalta alcuni valori alquanto importanti. Il fenomeno Sanremo sta a dimostrare che, quando le cose sono fatte bene, l’unità italiana riprende ad esistere, quindi, in definitiva, a mio parere, sotto certi aspetti, soprattutto quello economico, è stata una pantomima, ma, sotto altri, è un esempio da seguire, come quello che bisogna dare più voce ai giovani, più importanza alle quote rosa e più visibilità anche ai disabili.
Mi ha colpito molto il ballo effettuato dal ballerino sulla carrozzina, ma, come sempre, si tende a far parlare solo il normodotato e non il disabile. È successo anche con quest’ultimo, in quanto Amadeus, alla fine della splendida esibizione, ha interloquito solo con la ballerina e, solo perché il ballerino si è un po’ ribellato, lo ha fatto parlare, come se gli desse il contentino. Questo è un atteggiamento alquanto deplorevole, che dimostra quanto ancora la società italiana sia arretrata culturalmente. Con la viva speranza che qualcosa possa cambiare resto fiducioso nella nostra Bella Italia.
LA STAGNAZIONE DELLE NASCITE IN ITALIA COME CARTINA DI TORNASOLE DEL DECLINO DELLA SOCIETA’ ITALIANA 12/2/2020
Com’è noto, sin dall’Unità d’Italia, la società si è basata e ha avuto i propri punti cardine, nella famiglia. Dapprima estremamente patriarcale e matriarcale dove, ruolo fondamentale, ha avuto, nell’educazione dei figli, la madre e, il padre, ha avuto, dapprima un ruolo rilevante dal punto di vista economico, e, in seguito, altresì, un ruolo educativo. Questo fino alla fine degli anni Settanta. Dall’inizio degli anni Ottanta in poi si è, sempre più, assistito a un declino dei valori familiari, dovuti anche alla male interpretazione della parità di genere da parte di alcuni soggetti sociali, in quanto è giusto, da una parte, voler parità salariale e, soprattutto, parità di trattamento a livello sociale, ma è anche estremamente condivisibile che si trovi un equilibrio per mantenere quello che è il ruolo della donna all’interno della famiglia. Questo contesto, nel complessivo, sta portando, unitamente alla crisi economia, alla crisi demografica italiana che, nell’ultimo anno, ha visto la crisi più nera.
Mi chiedo, d’altro canto, come si possa porre rimedio a questo deprecabile fenomeno, in una società dove i diritti non vengono rispettati partendo dai più basilari e, cioè, quello del diritto di avere un lavoro ben retribuito e, soprattutto, stabile il che, oggi come oggi, è un’utopia e mi chiedo come, a livello macroeconomico, l’Italia si possa riprendere, in quanto, negli ultimi anni, si è assistito a un calo dell’occupazione e a una sempre più precarietà nel mondo del lavoro. Questo a causa dell’incompetenza degli ultimi governi. È, d’altro canto vero, che tutto è partito dalla crisi economica del 2008 in America. Come possiamo, notare, però, l’America si è ripresa, l’Italia ancora no.
Il calo delle nascite porterà, su larga scala, all’invecchiamento della popolazione e al non ricambio generazionale che indurrà a un suicidio economico, in quanto, se non vi è forza lavoro, non vi sono nemmeno le risorse per pagare le pensioni e la sanità. Mi chiedo per quale turpe ragione i politici non riescono a far fronte a questo dato, in quanto, è pur vero che il dio denaro comanda il mondo, ma, in questo caso, mi sembra di poter affermare con certezza che sia la mamma dei cretini a governare l’Italia. Secondo me si può uscire da questa crisi, a patto che, la Banca d’Italia, in accordo con l’Europa o, in alternativa, l’Italia partecipi a bandi europei atti alla crescita, attraverso investimenti pubblici che ammodernino le nostre infrastrutture, consentendoci di lavorare meglio creando, così, occupazione e facendo ripartire l’indotto e, quindi, a catena, tutto.
Bisogna, altresì, innovare i settori come: l’avanzamento tecnologico, l’invenzione di nuovi lavori, nuove attività; sapendo anticipare le esigenze del mercato, in modo tale che, anche gli investitori stranieri, credano nel nostro Bel Paese e investano comprando i nostri prodotti. Il made in Italy, però, deve rimanere in mano nostra. Solo e soltanto così la fiducia può rientrare in noi e farci tornare ad essere quel popolo che, fino a qualche anno fa, eravamo: quello che credeva nella creazione della famiglia e di un lavoro stabile e non un popolo di indotti egoisti, quali siamo costretti ad essere, solo perché siamo governati da persone che pensano solo alla propria poltrona e non al benessere del cittadino non riuscendo, così, a comprendere che il benessere dei cittadini è anche il loro benessere.
Dovremmo far funzionare le rotelle per far sì che la nostra Bella Italia ritorni a splendere di luce propria e non di luce riflessa.
LE ENERGIE RINNOVABILI COME CARTINA DI TORNASOLE PER UN’ECONOMIA PIU’ GREEN 16/2/2020
Come sappiamo, l’uomo ha da sempre cercato fonti di energia per progredire sempre di più e facilitarsi la vita; vedi: prima, seconda e terza rivoluzione industriale. Non sta, però, compiendo la stessa transizione verso un’economia più green, in quanto si è convinti che non sia efficace. Tutto ciò non è assolutamente vero, poiché le energie rinnovabili sono molteplici e, come dimostrato da alcune attività in Italia e da Paesi come Germania, Finlandia, Svezia e Danimarca che non sono Paesi prettamente assolati. Nonostante questo la loro produzione energetica, all’incirca all’80%, proviene da fonti di energia rinnovabili. Compiute, quindi, le dovute proporzioni, l’Italia, si potrebbe quasi sostenersi attraverso le energie pulite. Questo processo non viene compiuto perché sono molto forti gli interessi economici che si hanno con la Russia e l’Enel stessa, che ci impone di pagare tasse obsolete e mai viste anche attraverso il mercato libero. Tutto ciò, mi pare, una pantomima e soprattutto da parte di Enel- Edison che si occupano di energie rinnovabili, con le quali dicono di produrre energia pulita.
Partiamo col definire energie rinnovabili. Si intendono energie rinnovabili quelle, attraverso le quali, si produce energia tramite fonti rinnovabili, cioè la luce del sole, la forza dell’acqua e la forza del vento, biomasse e così via; la quale implementazione, in Italia, è sotto il 15% totale. Questo per politiche scellerate che non consentono, ad esempio, l’utilizzo diretto, nella propria villetta, dell’energia prodotta dai propri pannelli fotovoltaici, in quanto non ci si può staccare neanche temporaneamente dall’Enel. E pensare che ci sono viaggiatori in giro per il mondo che, nel loro camper, utilizzano energia elettrica prodotta, solo e soltanto, da pannelli solari. Quindi, esempi di autonomia, ce ne sono a bizzeffe. Mi fa specie, altresì, che in Italia non si possano ancora montare sui tetti delle ville o dei palazzi delle pale eoliche, ad esempio, che potrebbero aumentare di molto l’efficienza energetica. Questo settore, se ben implementato, potrebbe essere quello che funga da chiave di volta per una vera rivoluzione a livello ambientale. Questo processo dovrebbe essere, altresì, unito all’efficientamento energetico degli edifici, incentivato dallo Stato e dai Comuni, fenomeno al quale stiamo assistendo, ma in maniera arraffassonata e inefficace, dovuta a politiche poco lungimiranti.
Un altro punto sul quale bisognerebbe insistere è il trasporto pubblico attraverso fonti di energia rinnovabili. Basti pensare che al mondo esistono già aerei, autobus, la cui carlinga e carrozzeria è fatta totalmente in materiale mono cristallino: quello più usato nei pannelli fotovoltaici. Sarebbe ottimo se si diffondessero sempre di più, così si diminuirebbe di molto l’utilizzo di batterie, le quali si possono smaltire a impatto zero, ma attraverso un processo molto lungo. Altresì i pannelli monocristallini sono altamente riciclabili, in quanto da, due pannelli monocristallini, si può creare, ad esempio, un nuovo pannello totalmente efficiente, quindi, come si può notare, le tecnologie sono già presenti. Manca la visione ecologista perché si è abituati a pensare che il peggio non possa accadere a noi, ma, se si continua così, il surriscaldamento globale avrà effetti sempre più devastanti anche alle nostre latitudini mettendo, così, a rischio la vita del nostro bellissimo pianeta. Spero che, in qualche modo, qualcosa possa cambiare e si possa diventare, sempre più, eco intelligenti.
LE DETRAZIONI FASULLE DELLO STATO 17/2/2020
Il titolo di quest’articolo vuole essere solo e soltanto provocatorio, infatti scrivo “fasulle” non perché non esistano, ma perché, secondo me, sono altamente inefficaci. Mi riferisco alle detrazioni previste per le ristrutturazioni fatte dall’ultimo Governo e dagli ultimi Governi. È incredibile come, anche su edifici da ristrutturare come ville, villette, palazzi e così via, si tenga conto, per la detrazione, fino al 90% dei metri cubi volumetrici e non si facciano delle ordinanze comunali che, in base ai piani di zona, rendano il tutto molto più semplice in questo senso. Lo Stato dovrebbe incentivare i cittadini e le imprese sin da quando si acquistano i materiali per la ristrutturazione, in quanto dovrebbe, al momento in cui si presenta un progetto, già prevedere un rimborso da rendere esecutivo entro un anno, massimo due, dalla fine dei lavori. Questo renderebbe molto più snella la parte burocratica e invoglierebbe, molto di più, le persone a ristrutturare. In secondo luogo si dovrebbe agire sui piani di zona rendendo i quartieri il più possibile simili, architettonicamente parlando, e non, come si vede spesso, case dalle forme più disparate e dalle tinte più disparate. Si dovrebbe avere un’omogeneità maggiore. Credo che, in questo modo, la pressione fiscale possa veramente diminuire e i cittadini sarebbero molto responsabilizzati. Credo anche che l’innovazione sia indice di un buon Governo, in quanto, se non si innova, si rimane stagnanti. Per innovare, però, bisogna avere anche il coraggio di apparire rivoluzionari e di rischiare, cosa che, i nostri governanti, non hanno perché pensano troppo alle proprie poltrone.
Questo ragionamento si potrebbe applicare, su larga scala, anche alle opere pubbliche. Basti pensare al fatto che, l’abbattimento delle barriere architettoniche, non serve solo ai disabili, ma anche alle mamme con una carrozzina e alle persone anziane. Allo Stato basterebbe, solo e soltanto, destinare una piccola parte del gettito proveniente dai contribuenti a questo scopo affinché, l’Italia, possa essere un Paese migliore e più accessibile. Le mie non sono solo parole. Basti vedere quello che è stato fatto a Modena, Maranello e altri Comuni. Insomma, come ho scritto, basterebbe stare molto più attenti a come si spendono i soldi e non pensare, solo e soltanto, a intascarseli.
Con questo ragionamento non voglio affermare che tutti i nostri governanti siano ladri, però penso che ce ne sia una gran parte. Sperando che qualcosa possa cambiare confido nel nostro Bel Paese.
L’ARRETRATEZZA E L’INNOVATIVITA’ DELLA SOCIETA’ ITALIANA 18/2/2020
Il nostro Bel Paese, com’è noto, quando si tratta di essere i primi ad innovare in un particolare settore, è sempre in prima linea, difatti venerdì entrerà in ruolo il primo palombaro donna, mestiere, fino ad adesso, prettamente maschile. La ragazza in questione, ventitreenne, ha superato brillantemente l’addestramento e i test e si è dimostrata tra i più bravi allievi dimostrando che, in alcuni casi, le differenze di genere non contano, intese come forza fisica e abilità. Mi chiedo, altresì, il perché, in una società pronta ad innovare, in questo senso, non si riesca a capire che la disabilità, a volte, può essere solo motoria e non anche mentale, infatti, a parere mio, certi lavori d’ufficio nelle forze armate io li potrei fare. Al momento, invece, ne sono escluso, solo perché non ho il certificato di sana e robusta costituzione, il che è un controsenso perché sano e robusto lo sono. Ho semplicemente una patologia che mi impedisce alcuni movimenti e di camminare, non di ragionare, cosa che, invece, mi sembra che abbiano come peculiarità alcuni nostri governanti, i quali non hanno una carriera accademica alle spalle e si permettono, solo per giochi di potere e il consenso popolare avuto a causa dell’esasperazione di una parte del popolo, di governarci senza nessuna idea alla base. Sotto quest’aspetto ritengo l’Italia molto arretrata culturalmente, in quanto basta essere su una sedia a rotelle per essere, alcune volte, giudicati come poco intelligenti, con riferimento specifico all’inserimento lavorativo.
Con la viva speranza che qualcosa possa cambiare ritengo che il gentil sesso e i disabili possono e devono essere una risorsa fondamentale da dover valorizzare senza limiti, attraverso politiche sociali e lavorative mirate. Con la speranza che si possa innovare anche in questo senso, ritengo che il nostro Paese meriti una rivoluzione del genere.
LA VALORIZZAZIONE DEI TALENTI INESPRESSI 21/2/2020
Com’è noto, negli ultimi anni, in Italia, si sta assistendo sempre più al decadimento dei valori tradizionali, che portano al depauperamento del valore della persona stessa. Difatti, molti giovani, anche laureati, non cercano lavoro perché dicono: <<tanto non lo trovo>>. Da una parte hanno ragione, ma, dall’altra, creano dumping sociale, a causa anche della mancanza di appoggio da parte dello Stato. Sono convinto, altresì, che l’Italia sia piena di giovani talenti che, magari, hanno solo paura di esprimersi e, forse, in passato, hanno avuto la possibilità di trovare giovamento in una propria passione che poi, a causa della chiusura dell’attività, non hanno più potuto esprimere il loro potenziale e il loro talento. Come si può ovviare a questa situazione? Si dovrebbe pensare al Paese Italia come una grande famiglia dove ognuno possa e debba essere libero di sviluppare il proprio talento avendo anche la possibilità e il coraggio di fare azienda, dove, a loro volta altri giovani, si possono inserire. Questo percorso, in Italia, è molto difficile, in quanto la tassazione è molto alta e, se prendiamo in esame il mondo delle start app è ancora molto arretrato, con un grosso difetto strutturale economico di cui nessuno parla e cioè che, se anche si trova l’inglobatore giusto che finanzi il progetto, non c’è in nessun modo, una volta arrivato al successo, la possibilità che l’azienda rimanga all’ideatore, in quanto sarebbe obbligato a venderla e, in un secondo tempo, a ricomprarsela. Questo in quanto non è prevista, in nessun caso, la restituzione dei fondi all’inglobatore. Quindi mi chiedo l’utilità delle strat app.
In definitiva, in Italia, penso che, se non si creano delle regole, degli stipendi fissi, soprattutto in ambito turistico sportivo, ma dovrebbero essere regolamentati in questo modo tutti i settori produttivi e lavorativi, l’Italia non possa, in nessun modo, uscire dalla fase di stallo economico in cui si trova e, quindi, penso che la fuga dei cervelli sia ancora, per molto tempo, l’unica possibilità per i nostri giovani di crescere e autodeterminarsi, in quanto, in Italia, vige, ancora oggi, la politica vecchia e becera dell’accozzo e non del merito. Comunque spero che i giovani non perdano entusiasmo e idee e che siano veicolo di innovazione e spirito di sacrificio, valori fondanti della nostra Repubblica.
L’IMPORTANZA DEI VALORI: UN RITORNO AL PASSATO 12/3/2020
La situazione attuale in Italia ci sta portando a valorizzare situazioni che, la maggior parte di noi, si erano dimenticati: lo stare in famiglia riprendendo, così, quei rapporti che, magari, si erano un po’ trascuranti avendo l’opportunità, altresì, di coltivare attività meno diffuse, come la lettura, le varie forme d’arte, come il disegno e pittura, o anche fare corsi online su attività che si vogliono approfondire riscoprendo, così, quanto è importante la calma e la tranquillità che, in questo periodo, sono forzate, ma non devono mai mancare. Credo che gli italiani siano un popolo che, nelle difficoltà, ha la capacità di unirsi e di affrontare qualsiasi emergenza quindi, sono sicuro, che, da questa situazione, ne usciremo più forti di prima. Nutro, altresì, la speranza che, una volta usciti, gli italiani si rendano conto che la politica sta alla base di tutto, in quanto ci può incentivare ma ci può anche bloccare, però i politici son sempre gli unici che non pagano mai lo scotto delle proprie decisioni, quindi dobbiamo avere la forza di collocare ognuno al proprio posto: gente che abbia studiato per il compito che gli viene assegnato e non persone messe a caso, solo perché hanno preso dei voti. Solo così l’Italia può evitare situazioni come quelle che si stano creando. Mi spiego meglio. Il virus, in questo caso, è incontrollabile. Lo è per decisioni scellerate e tardive del Governo, come l’anticipazione di un Decreto di estensione della zona rossa, dalla Lombardia al Veneto, a tutta l’Italia consentendo, così, a potenziali portatori del virus, di uscire a propagare il virus a tutta Italia.
Credo che le decisioni prese siano una conseguenza anche di questo errore, altresì, ritengo che questa sia una lezione di vita anche per noi e ci faccia capire che noi dobbiamo essere padroni delle nostre scelte, stando pronti anche a pagarne le conseguenze. Vorrei fare un particolare elogio ai medici che stanno curando innumerevoli casi e facendo turni massacranti, cosa che sarebbe stata molto più soft se fosse stata gestita in maniera scientifica e cioè dando tutto in mano alla Protezione Civile e alla Croce Rosse, creando rianimazioni mobili, cosa che, proclamando lo stato di emergenza, si può fare, così sarebbe stato alleviato di molto il carico ai medici. Quindi, come possiamo ben notare, tutto sta nel gestire le situazioni con discernimento e coscienza, cosa che, solo negli ultimi giorni, mi sembra che stiano cominciando a fare.
Con la viva convinzione che usciremo presto da questa situazione resto fiducioso che, il nostro Paese, possa uscire ancora più forte da questa crisi e che, soprattutto, si faccia esperienza degli errori fatti, in modo tale da, eventualmente, non ripeterli. Il nostro Paese è sempre stato forte e sempre lo sarà.
IL VALORE DEL SOGNO NELLA VITA 13/3/2020
Soprattutto in questo periodo riacquista ancora più valore uno dei miei principi fondanti della vita: quanto è importante credere in se stessi e nei propri sogni, sempre nel rispetto degli altri. A mio parere, ognuno di noi, è nato con la propria missione e, la vita, è il mezzo mediante il quale possiamo portarla a termine. La nostra missione è innata, ce l’abbiamo dentro e la possiamo scoprire attraverso i nostri sogni, dai più grandi ai più piccoli. Indipendentemente da quello che riguardano, noi dobbiamo sempre lottare per realizzarli perché, è solo così, che, in periodi come questo, ma penso anche agli innumerevoli periodi difficili che ognuno di noi trascorre, ne possiamo uscire sempre vincitori e anche quando non riusciamo a farlo, perché magari non ne abbiamo la possibilità, i mezzi o le opportunità, dobbiamo essere capaci di trasmettere agli altri i nostri valori, in maniera tale che ci possano aiutare a realizzarli e, solo con la collaborazione, possiamo trovare veramente la nostra strada e acquisire consapevolezza in noi stessi. Il principio di collaborazione, la maggior parte di noi, però, lo capisce solo e soltanto in situazioni emergenziali. Questo è uno dei fatti che ci porta a essere chiusi in noi stessi, non riuscendo a capire che l’isolamento è utile solo in momenti come quello in cui ci troviamo adesso. Per gli altri casi non è mai utile.
È pur vero, però, che, nella società odierna, la cultura di primeggiare e fregare il prossimo è molto radicata, però, quelli che lo fanno, non si rendono conto che, così, rubano i sogni a chi ci ha messo una vita per realizzarli e, d’altra parte, si fregano loro stessi non rendendosi conto che, quello che hanno realizzato, non era il loro sogno e, quindi, non ne saranno mai pienamente felici. Non voglio con questo stilare un trattato di psicologia. Voglio soltanto affermare che, la realizzazione del sogno, è quello per cui noi viviamo e nessuno ce lo può portare via e sarà, anche attraverso quest’ultimo, che riusciremo a uscire da questa situazione più forti di prima.
L’IMPORTANZA DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA VITA IN GENERALE 14/3/2020
Qualche articolo fa ho scritto che ognuno dovrebbe svolgere il ruolo per cui è portato. Questo lo dico perché, a volte, non c’è bisogno di sognare per capire cosa si vuol fare, ma, magari, lo si sente dentro ed è innato in noi. Queste persone, secondo me, sono le più fortunate. Il problema che ha la società odierna è che pensa, solo e soltanto ai soldi, e non alla cosa più importante che è la ricerca della felicità. Oltre a cercarla, però, bisognerebbe anche trovarla, cosa che, per molti di noi, è solo apparenza. Credo che, per la maggior parte di noi, il sogno più grande sia esprimere in libertà le proprie potenzialità nel proprio ambiente di lavoro, o sportivo, di studio e così via. Purtroppo, però, viviamo in una società veloce, anche ai tempi del coronavirus, dove, comunque, per fortuna per l’economia, perché comunque in tempi di crisi bisogna produrre in ogni caso, ma, per fortuna per noi, dobbiamo comunque produrre in una situazione difficile, il che non è sempre facile. Basti pensare ai medici. È vero che sono degli angeli, ma sono umani anche loro. Hanno dei sentimenti, delle emozioni che non è sempre facile per loro esprimere, quindi, con tutto questo, voglio dire che, quando ne saremo usciti e, sono convinto al più presto, anche questa situazione apocalittica ci insegni che, il rispetto reciproco, soprattutto del proprio ruolo e delle proprie aspirazioni, ma anche l’ascolto l’uno dell’altro, sia alla base di ogni società equa e giusta. Questo ragionamento può e deve essere applicato a tutti i campi. Solo così possiamo aiutarci in tutte le situazioni: facili, difficili e di emergenza. Faccio un esempio che mi riguarda da vicino. È inutile che le associazioni per disabili mi portino sempre ad un palmo di mano, solo quando gli fa comodo e quando c’è veramente da combattere in strade mai solcate, come l’inserimento lavorativo, lo debbo sempre fare da solo.
Comunque, nella vita, ho sempre fatto da apripista e, sono convinto, che riuscirò a farlo anche questa volta. Io non voglio e non ho mai voluto avere meriti perché nessuno è più bravo di un altro, in quanto, soprattutto adesso, siamo tutti sulla stessa barca. Questa è una cosa che ho sempre pensato, ma vorrei che fossero riconosciuti a tutti le proprie potenzialità, i propri sacrifici per arrivare dove si è arrivati. Solo così potremmo essere una società giusta, coesa che tende sempre a migliorare. Sono convinto che, la nostra Bella Italia, uscirà da tutto questo più forte, però, se si applicasse anche questo metodo, si capirebbero molte più cose e ci capiremmo molto di più noi stessi, in maniera tale da poterci rapportare agli altri in maniera migliore. Mi auguro che qualcosa, veramente, in futuro, cambi, che, ognuno di noi cresca e sia sempre più consapevole di chi è, ma, soprattutto, di chi vuole essere perché, è solo così, che si può vivere veramente bene ed essere felici.
L’IMPORTANZA EDUCATIVA NELLA SOCIETA’ ATTUALE: IL RUOLO DEL PADRE E DELLA MADRE 19/3/2020
In occasione della festa del papà vorrei sottolineare come, anche in questo periodo di crisi, ci stiamo rendendo conto di quanto siano importanti i rapporti familiari e, soprattutto, tra moglie e marito (compagno e compagna), genitori e figli. Mi viene spontaneo scrivere quest’articolo per l’educazione ricevuta, ma anche per sottolineare il progressivo decadimento della società odierna.
Fino a trent’anni fa, il ruolo della madre e del padre era ben distinto e ci si tendeva a rispettare, sia tra coniugi, che tra genitori e figli. Con il passare degli anni, anche attraverso l’uso smoderato di mezzi di tutela, che servono sì, ma l’eccesso, come sempre, è negativo, si è passati da un estremo all’altro, in quanto, soprattutto la maggior parte dei giovani di oggi, in maggioranza quelli delle grandi aree urbane, sono, da una parte abbandonati a loro stessi e, dall’altra, non riescono magari ad avere i loro spazi, quindi vi è un troppo in entrambi i sensi. Questa eccessiva liberalizzazione ha portato ad un progressivo decadimento della visione dei ruoli, sia tra i coniugi che da parte dei figli stessi, in quanto nessuno ha più autorità e si tende, sempre più spesso, a prevaricarsi e a non ascoltarsi. A volte se stessimo un po’ più ad ascoltare le altre persone, forse ci arrabbieremmo di meno e risolveremmo più velocemente i problemi, quindi, secondo me, la prima cosa che bisogna riscoprire è l’ascolto, sia interiore che verso gli altri. Dopo bisognerebbe essere in grado di mettersi a tavolino e insieme risolvere i problemi ad uno ad uno, senza prevaricare le idee degli altri, ma trovando insieme l’idea più giusta; poiché, molto spesso, la soluzione ce l’abbiamo davanti agli occhi e non la vediamo, a causa del fatto che, non volendo, siamo troppo ottusi.
Una seconda considerazione è che dovremmo imparare a chiedere aiuto a chi ci sta vicino e non pensare che l’altro non ci voglia aiutare. La cosa più difficile, e lo dico per esperienza, è ammettere di aver bisogno di aiuto. Se si applicassero queste due cose nella vita di tutti i giorni, a parer mio, si vivrebbe molto meglio, in quanto diminuirebbero l’uso di farmaci e le arrabbiature, quindi, come si può vedere, una delle mie convinzioni, è che, questa situazione di isolamento se sfruttata al meglio, ci può aiutare a vivere bene ed uscirne ancora più forti.
L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE AL TEMPO DEI SOCIAL 19/3/2020
Come sappiamo, il passaggio dalla Preistoria alla Storia è dovuto alla scrittura, che è uno dei primi metodi universali della comunicazione, mediante la quale, l’uomo può comunicare pensieri e, quindi stati d’animo, emozioni e così via. Con il passare dei secoli, la scrittura si è sempre più diffusa permettendo anche ai soldati, in tempi di guerra, di comunicare con le loro famiglie permettendo anche ai letterati di lasciare il segno nella storia attraverso opere d’arte, letterariamente parlando. Compiendo un salto temporale, nell’ultimo decennio, si sta assistendo ad una progressiva svalorizzazione della scrittura, in quanto basta un cinguettio su Twitter di un Presidente per scatenare una crisi a livello globale, quindi, in definitiva, ci terrei a sottolineare due cose: che la tecnologia non è eterna, in quanto basta che si rompa un server per perdere tutto. L’importanza che, fino a una ventina d’anni fa, avevano i libri, i giovani di oggi, la stanno perdendo, in quanto ci si sta disabituando a leggere i giornali e a una corretta informazione.
La solita rassegna stampa, che io perlomeno facevo ai tempi dell’Università e che “continuo a fare”, mi sono ripromesso di riprenderla appieno, perché è solo così che si può avere uno spirito analitico e approvare o criticare qualcuno o qualcosa, in quanto si è bravi a criticare l’altro, ma magari ne si sa poco. Quindi, come insegnavano i nostri professori, è molto importante fare un uso scernico delle fonti d’informazione.
In definitiva, i social, ad oggi, ci danno la possibilità di esprimerci istantaneamente, ma, per informarci, non dovremmo usarli, o meglio, farne un uso consapevole, in quanto la stampa e i giornali sono ancora una fonte affidabile. Il problema è che, per la maggior parte, non si ha voglia di leggere e stare a riflettere e, quindi, da qui, la maggior parte dell’ignoranza a livello italiano. I social sono, altresì, importanti per tenere i rapporti a distanza, ma, secondo me, solo e soltanto per funzioni di questo tipo. Invece, come si sta vedendo, se ne fa un uso smodato tralasciando, così, la bellezza di leggere un libro o di leggersi gli articoli di giornale, cosa che, a parer mio, non dovrebbe mai decadere, perché la cultura e lo spirito critico sono due aspetti che contribuiscono a renderci veramente uomini e a collegare la bocca al cervello, cosa non sempre scontata.
Con la viva speranza che la cultura abbia sempre il sopravvento sull’ignoranza, spero che qualcosa possa cambiare e che, anche i futuri giovani, possano riscoprire quanto è bello leggere un bel libro e sentire il profumo della vecchia e gloriosa carta.
L’ARRETRATEZZA DEL SAPERE TECNOLOGICO IN UN MONDO SEMPRE PIU’ INTERCONNESSO 26/3/2020
In questo periodo di isolamento forzato mi sto rendendo conto di quanto la maggior parte della gente non conosca le potenzialità offerte dai propri servizi tecnologici, in quanto sono sempre più utilizzate videochat, Skype, Classroom; insomma, tutti quei mezzi che ci consentono di stare a contatto a distanza. Mi sto, altresì, rendendo conto che, però, la maggior parte della gente non li sfrutta appieno. Purtroppo a volte per le carenze infrastrutturali, ma, la maggior parte delle volte, per disinformazione sull’utilizzo, infatti sono molteplici i professori e gli studenti che non sfruttano appieno le potenzialità della tecnologia perdendo, così, la possibilità di insegnare in modalità totalmente smart. Bisogna tener conto, però, che ci sono professori di una certa età non avvezzi all’uso della tecnologia e, lo dico per esperienza personale: guidare qualcuno via telefono all’utilizzo di un’app o un programma, non è facile. Quindi, a parer mio, sarebbe molto utile, anche in epoche migliori, la diffusione di esperti atti alla formazione in ambito smart, atti a far vedere come la tecnologia può essere esemplificatrice della nostra vita. Se ci pensiamo bene questo periodo ci sta facendo lavorare nello stesso modo in cui lavorano alcuni operatori di Google, cioè in smart working da qualsiasi luogo vogliano; l’importante è che si porti un buon risultato al team di lavoro e che si raggiunga l’obiettivo.
In definiva spero che questa sia un’occasione per innovare e che, anche il 5G, sia sempre più espanso e non denigrato come stanno facendo alcuni pseudo illuminati, che ritengono questa tecnologia una delle cause della diffusione del virus. Posto che non è scientificamente vero, ma è una balla colossale. Paradossalmente, se fosse vero, il corona virus non sarebbe così diffuso in Italia, in quanto il 5G non è ancora diffuso. Concludendo mi auguro che, anche in tempi di libertà, la tecnologia sia sempre sfruttata al meglio, così da facilitarci di più la vita; con l’auspicio, però, che non si sostituisca mai ai nostri preziosi cervelli.
L’ECONOMIA IDEALE 27/3/2020
Per scrivere quest’articolo prendo spunto dalla mia umile esperienza e non userò termini tecnici, in quanto voglio rendere il messaggio il più semplice possibile. È chiaro a tutti, sin da quando si è piccoli, che ogni cosa assume un valore: prima affettivo, poi sociale e, in seguito, economico. Con l’avanzare dell’età di ogni individuo, purtroppo, si assiste al prevalere del valore economico sugli altri valori. Questo perché siamo portati a pensare che le cose, intesi come beni e servizi, non siano prodotte dall’uomo, ma abbiano solo un costo e, quindi possiamo comprare tutto. Spesso, però, non teniamo conto di quanto magari sia stato difficile creare quel bene per l’operatore, quanto sacrificio e sudore ci possa aver messo.
In un’economia ideale bisognerebbe che si tornasse a quella che era, fino a qualche decennio fa, cioè prevalentemente diretta: dal produttore al consumatore, con i piccoli negozi e fare da intermediari. Con la globalizzazione, però, abbiamo assistito a una progressiva perdita del valore umano del prodotto e la società è divenuta sempre più consumistica. L’Unione europea ha, altresì, portato all’espansione di questo turpe concetto, in quanto, da un lato ci ha illuso che siamo tutti liberi di circolare, abbiamo una moneta unica, ma, dall’altro, ci ha reso schiavi di un sistema non imposto più dalle regole del mercato, ma dalle regole imposte dalla Banca Centrale Europea e, di conseguenza, l’artigiano, il fruttivendolo e così via hanno dovuto cambiare il loro modo di fare economia aumentando i prezzi. Con la crisi attuale, però, si sta tornando, in alcuni casi, all’antico.
Con la viva speranza che questa crisi dovuta alla pandemia passi presto, non credo che la crisi economica provocata da questo virus e, soprattutto dalle politiche economiche scellerate, passi presto se non ci si torna a valorizzare l’un con l’altro, soprattutto facendo girare le rotelle e valorizzando quelle che sono le nostre idee, passioni e sogni. Questo è l’unico modo con il quale possiamo uscire da entrambe le crisi.
I DESIDERI COME VOLANO DELLA NOSTRA VITA 6/4/2020
Soprattutto in questo periodo sarebbe interessante approcciare la vita con occhi diversi. Visto che dobbiamo stare a casa e alcuni hanno più tempo libero dovrebbero impiegarlo guardando dentro loro stessi, capendo quali sono i propri sogni e interessi, così da poterli, in un futuro, realizzare. Io sto cercando di finire un progetto riguardante la mia autonomia e lo sport. Spero che mi porti presto a essere più autonomo negli spostamenti. Questo per dire, in definitiva, che ci tengono chiusi in casa, ma nessuno ci vieta di far viaggiare la mente e di sognare. Con questo non voglio dire che bisogna pensare a cosa si farebbe se si vincesse al Superenalotto, ma pensare, ognuno nel proprio piccolo, a quello che vorrebbe modificare nella propria vita per vivere meglio: rapporti sociali e così via.
Credo che questa quarantena forzata sia un’occasione per rivalutare tanti aspetti della propria vita capendo che la vita è breve e vale sempre la pena di viverla, sempre cercando di dare tutto per realizzare i propri obiettivi, nel pieno rispetto delle regole e degli altri perché, solo rispettando gli altri, rispettiamo noi stessi. Quindi la missione che mi sono dato è capire come migliorare nelle attività del quotidiano e come realizzare meglio i miei progetti.
Con l’auspicio che questa chiave di lettura possa aiutare e che, anche qualche sogno in più di realizzi, sono convinto che, anche attraverso i nostri sogni, potremmo uscire da questa situazione al più presto perché è solo attraverso la realizzazione dei nostri sogni che possiamo essere migliori.
QUANDO L’INTELLIGENZA E L’ECOSOSTENIBILITA’ VANNO DI PARI PASSO 13/4/2020
Sono stato molto colpito dall’iniziativa che sta portando avanti l’imprenditore Massimo Moretti che, con la collaborazione di un architetto, ha sviluppato una casa totalmente ecosostenibile, infatti è costruita attraverso l’assemblamento di moduli prefabbricati, costituiti da terra cruda e paglia e fibra di riso. Ciò rende la costruzione quasi a impatto zero, in quanto i moduli sono stampati attraverso l’uso di stampanti 3D e l’uso di silice rendono l’edificio totalmente ecosostenibile, in quanto non c’è bisogno né di riscaldamento né di raffreddamento, in qualsiasi situazione termica ci troviamo. Quindi si vede, come costruzioni simili, aiuterebbero anche le tasche del cittadino considerato anche il fatto che, solo nel Novarese, la produzione di riso basterebbe per soddisfare l’esigenza di costruzioni per l’intera Italia e, la cosa fondamentale, è che costa meno convertire la fibra di riso in pareti che il suo smaltimento. Quindi ho deciso di trattare quest’argomento per aiutarci a riflettere su quante potenzialità l’ambiente ci da’ che noi non sfruttiamo.
Con la speranza di avervi interessato e che il nostro spirito ecosostenibile aumenti sempre più, vi auguro BUON PROSEGUIMENTO DI PASQUETTA!
L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE E DELL’ONESTA’ INTELLETTUALE 17/4/2020
Come sappiamo, fin dai tempi antichi e delle civiltà greche e romane, abbiamo potuto constatare l’importanza di una buona comunicazione e l’importanza dell’uso dell’intelletto e della prossemica, infatti gli antichi sapevano parlare al popolo. Non avevano bisogno di microfoni, perché le piazze venivano costruite con tecniche atte alla fruizione di tale audizione. Tutti gli interlocutori potevano udire i discorsi, aspetto che oggi è un po’ più facile data la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa. Un aspetto che non è, né studiato né curato al giorno d’oggi, è quello della prossemica e comunicazione, nel senso che i politici attuali, ma soprattutto quelli oggi al Governo, non stanno attenti a come l’individuo finale recepisce il messaggio, aspetto che, sin dall’antichità, veniva curato in maniera maniacale, con l’obiettivo di convincere e di rassicurare il popolo.
Oggi, addirittura, i politici scrivono il proprio discorso o se lo fanno scrivere, dimostrando totali incapacità di comunicare mnemonicamente. È vero che la paura di sbagliare esiste, ma prendono fior fior di quattrini, quindi mi sembrerebbe normale che si debba sapere almeno quello che si comunica. Ciò dimostra un totale distacco tra la politica e il popolo, ma, la politica, non doveva essere al servizio del popolo? A me sembra che sia totalmente il contrario, infatti, noi, paghiamo i loro meeting, i loro stipendi e le loro riunioni. Loro, però, tardano a dare risposte, il più delle volte, incomprensibili e inefficaci.
Credo che la politica debba tornare al servizio del cittadino. Per far questo bisogna ridare competenza alla politica attraverso ruoli mirati e persone competenti in materia. Solo questa tipologia di persone dovrebbero poterci governare. Questo potrebbe essere uno dei metodi per rendere l’Italia competitiva a livello mondiale una volta finita la crisi, contribuendo a ridare credibilità al Paese Italia nel mondo. Penso che, solo con il rispetto dei ruoli si possa ritornare ad avere una società giusta e rispettosa, in quanto, se il cittadino vede che in politica ognuno fa come crede, anche lui, magari, tende ad applicare questa politica. Se, invece, vivessimo in un Paese dove i ruoli e le regole venissero rispettati, potremmo essere persone migliori in un Paese migliore.
Con la viva speranza che una volta usciti da quest’emergenza si possa attuare una trasformazione del genere, rimango fiducioso che l’Italia rinascerà e sarà un Paese migliore.
LA TUTELA DEL NOSTRO PIANETA LEGATA ALLE MENTI OTTUSE DEI POLITICI E NON 22/4/2020
Come sappiamo, oggi è il 50° anniversario della giornata dedicata al nostro pianeta, caratterizzato da un’infinità di bellezze naturalistiche e paesaggistiche e di risorse che l’uomo ha da sempre sfruttato senza restituire niente. Basti pensare allo sfruttamento petrolifero e alle risorse naturali non rinnovabili, come carbone, oro, argento e così via. In definitiva l’uomo, per progredire e migliorare il suo stato di benessere nonché la propria comfort zone, ne ha da sempre sfruttato le risorse, senza cercare di reimmetterle, o una qualche forma di restituzione.
Solo in tempi recenti si sta pensando al riciclo come forma di restituzione alla natura. Mi sto rendendo conto, però, che il riciclo non basta. Bisognerebbe cercare di sfruttare la nostra immensa intelligenza per fare le opere ad impatto zero. Le possibilità ci sono tutte; basti pensare alle costruzioni in canapa, con la quale si possono costruire case, edifici e così via, di cui l’Italia è un immenso produttore sin dagli anni Sessanta; l’implementazione di pannelli solari e fotovoltaici, rispettivamente per la produzione di acqua calda ed elettricità.
Potrebbe essere un’idea ecologica quella di incentivare, una volta finita la crisi, solo costruzioni di questo tipo e con materiali il più possibile a chilometro zero. Anche nel turismo bisognerebbe pensare all’uso di mezzi ecosostenibili, alimentati a energia solare. Esistono alcune auto la cui carrozzeria è interamente costituita in pannelli fotovoltaici, atti al caricamento delle batterie. Questo la rende quasi del tutto autonoma.
Insomma, i Piani Regolatori dei Comuni dovrebbero essere fatti da gente lungimirante guidata da un Governo altrettanto tale. Mi sembra che, invece, si stia dando il contentino all’ambiente, in quanto le misure sono poche e non incisive perché, è inutile fare il cappotto termico a una casa, se non lo si fa sia interno che esterno. Questo non lo dice nessuno, ma, in realtà, per come si fanno i cappotti oggi, il risparmio è minimo e anche la riduzione dell’impatto ambientale è minima, il che mi fa pensare che la tutela dell’ambiente sia soltanto uno specchietto per le allodole per fare ancora più soldi.
Dobbiamo, però, ricordarci una cosa: che ciò che la natura ci da’, se poi noi non le siamo riconoscenti, se lo riprende con gli interessi. Basti pensare ad alluvioni, calamità naturali e così via. Mi auguro che il rispetto dell’ambiente sia un punto dal quale il nostro Paese possa ripartire e investire per uscire anche da questa crisi, perché e solo rispettando l’ambiente che rispettiamo noi stessi.
25 APRILE, FESTA DELLA LIBERAZIONE 25/4/2020
Come tutti sappiamo, il 25 aprile si festeggia la liberazione dal nazi-fascismo. Questo è avvenuto grazie al deciso apporto della lotta partigiana: uomini e donne che, molto coraggiosamente, si sono opposti al regime rischiando, molte volte, la vita e, sovente, anche perdendola; però, come hanno dimostrato, un’alternativa c’è sempre, anche se magari non la si vede, perché l’uomo non deve essere fatto per la guerra, ma per l’unione e la cooperazione, per la creazione di un mondo migliore: quello che hanno contribuito a fare i partigiani. Infatti, qualche anno dopo, siamo arrivati al boom economico e alla creazione di un vero e proprio benessere.
In definitiva spero che il loro esempio non resti vano, che i politici di oggi prendano spunto dalle loro battaglie, dal loro coraggio, per consentire a noi italiani, a tutta l’Europa e al mondo di essere un mondo migliore. Colgo l’occasione per augurare buon 25 aprile a tutti!
L’IMPORTANZA DELLA CHIAREZZA E DELLA VALORIZZAZIONE DEI NOSTRI SOGNI 3/5/2020
Come ben sappiamo, in questi periodi, regna la confusione causata, da una parte, dalla pandemia e, dall’altra, dalla totale e confusionaria scrittura dei Decreti e delle Ordinanze. Questo genera in tutti noi malumori e senso di impotenza. È doveroso ricordarsi che, indipendentemente dalla politica, dobbiamo essere in grado di mantenere un equilibrio che ci consenta di vivere al meglio. Per farlo dobbiamo sempre avere un’alternativa nel taschino che non sia un rimedio, ma vedere con altri occhi il problema e cercarne una soluzione, in quanto l’ingegno dell’uomo, soprattutto di noi italiani, va oltre ogni situazione di difficoltà e pandemia, così, sfruttando le nostre potenzialità, possiamo essere comunque sempre sul pezzo e non farci condizionare da decisioni scellerate e totalmente inadeguate.
Solo attraverso la realizzazione delle nostre aspirazioni possiamo essere più felici, arrivando, così, a realizzare i nostri sogni. Dobbiamo, però, ricordarci sempre che i sogni sono nostri e non dobbiamo consentire a nessuno di portarceli via. Se tutti sognassimo un’Italia migliore, intesa nella collettività, secondo me non saremmo in questa situazione di politica non rappresentativa, bensì in una politica atta al bene comune che, almeno, ci avrebbe fornito delle linee guida per la fase 2. Quindi, come abbiamo visto, è soltanto attraverso la realizzazione e la valorizzazione di noi stessi e dei nostri sogni, che si valorizza la collettività e si torna ad essere una società migliore: quell’Italia che si è sempre contraddistinta per la solidarietà, il rispetto, uguaglianza e determinazione. Mi auguro che, attraverso la realizzazione di qualche sogno in più, l’Italia possa essere un Paese migliore, degno del proprio nome.
L’IMPORTANZA DELLA VALORIZZAZIONE DELLE SPECIFICITA’ DI OGNUNO 7/5/2020
Soprattutto in questo periodo, è importante che, sin dall’ambito scolastico, ma altresì in ambito lavorativo, si lavori insieme per valorizzare le specifiche abilità di ognuno, tenendo conto della personalità e delle qualità individuali. Attualmente si tende a parlare di lavoro in team e team building, ma, a parer mio, la gran parte di chi lo fa non sa bene come fare. Ho assistito a esempi molto buoni, migliorabili certo, ma un buon punto di partenza, ma anche a situazioni che, invece di valorizzare le abilità personali, le svalorizzavano, creando insoddisfazione nell’individuo. Questo un buon psicologo del lavoro e un buon datore di lavoro non lo devono mai fare, perché ne va il bene di tutta l’azienda.
Come sappiamo, quello che oggi è chiamato team building, sin dai tempi antichi si chiama lavoro di squadra. Il problema italiano, ma non solo, è che si tende, a volte, a pensare solo al profitto e non al benessere dei propri dipendenti. Forme di team building, se ben applicate in tutte le situazioni lavorative, possono creare agio a tutti. Si dovrebbero creare aree aziendali per ogni diversa fase di produzione, dalla creazione di un’idea di un prodotto, alla progettazione, all’area marketing e così via. Tipologie di squadre differenti che possano arrivare alla creazione di un prodotto appetibile sul mercato. Questo creerebbe guadagno per tutti. Sono convinto che, se il team building venga fatto bene, può essere applicato anche ai tempi dello smart working. Conditio sine qua non è il fatto che nessuno si deve sentire superiore all’altro o inferiore. Ogni membro del team deve valorizzare l’altro perché così valorizza anche se stesso.
Questo è l’unico modo per produrre e essere felici perché, essendo felici, si hanno più idee e più possibilità creative. Il Manager deve essere colui che vigila e non colui che giudica, deve, anch’egli, a volte, portare idee senza sentirsi superiore a nessuno. Solo così potremmo essere un’Italia migliore, capace di produrre a costi inferiori per essere competitivi sul mercato, così da non svalorizzare il nostro prezioso know how. Sono comunque convinto che il made in Italy ci porterà al più presto fuori da questa crisi, dalla quale dobbiamo solo uscirne rafforzati. Spero, altresì, che si attuino politiche in questo senso e che il senso di collettività prevalga sul puro guadagno ed egoismo.
Sono altamente convinto che usciremo presto da questa crisi se applicheremo queste idee al mondo del lavoro, unitamente a salari equi e alla meritocrazia.
L’IMPORTANZA DELL’UNITA’ NAZIONALE E DELL’ESSERE ITALIANI 8/05/2020
Essere italiani, nell’accezione positiva del termine, ha sempre significato essere sinonimo di spirito di comunità, aiuto, popolo ospitale, lavoratore, che sfrutta tutte le occasioni per migliorare i propri servizi e le proprie attitudini. Da sempre, ogni Regione, sfrutta le caratteristiche morfologiche per offrire servizi diversificati, sia a livello turistico che industriale. Siamo il Paese con un numero ingente di monumenti e attrazioni turistiche, ma non siamo mai riusciti a offrire un servizio turistico degno di tale patrimonio, in quanto è clamoroso come, Paesi come l’India, la Cina, che hanno molte meno attrazioni, riescono a fatturare ogni anno il doppio rispetto al fatturato turistico dell’Italia.
Questo è sinonimo di scarsa competenza degli Enti Locali e degli Enti di promozione governativa. Spero che, anche il settore del turismo, se ben regolamentato attraverso politiche di senno, riesca a fare da volano per farci uscire dalla crisi economica. Non credo che se un Paese non riesce a sfruttare le proprie attrazioni naturalistiche e architettoniche al meglio, possa essere chiamato Italia. Questa è un’affermazione provocatoria per fungere da stimolo a chi di dovere.
Il turismo deve, altresì, essere fonte di ispirazione per tutti e accessibile in tutti i suoi spazi. Solo così possiamo essere un Paese civile degno del nostro nome. Spero che usciremo presto da questa situazione, così che il turismo possa tornare ad essere il volano della nostra economia. Credo che in tutte le situazioni basti avere un po’ di sale in zucca per uscire da qualsiasi difficoltà. Il nostro Paese, per fortuna, ci da’ molte opportunità, basta solo che noi le sfruttiamo al meglio rispettando la natura in tutti i suoi aspetti, perché, solo rispettando la natura, rispettiamo noi stessi e il nostro prezioso pianeta.
L’IMPORTANZA DELLA PIANIFICAZIONE E DELL’USO DELL’INTELLETTO NELLA VITA 11/5/2020
Fin da piccolo sono abituato a ragionare in ogni cosa che faccio e a prendere in analisi ogni aspetto della vita. Con gli anni, poi, soprattutto al Liceo e all’Università, ho appreso che con questa pianificazione è possibile avere un buon rendimento nello studio. Ciò sta a significare che bisognerebbe pensare prima di fare ogni cosa, in modo tale da ridurre le difficoltà che si incontreranno. È pur vero, però, che la vita è piena di insidie e di colpi di scena inaspettati. La pianificazione, però, può aiutare ad affrontare queste situazioni improvvise al meglio. Essere abituati a ragionare aiuta ad affrontare le difficoltà e a non farsi prendere troppo dal panico. Mi piacerebbe che questo venisse insegnato veramente nelle Università ai giovani, in modo tale che possano affrontare la vita in maniera migliore, viste tutte le difficoltà che si trovano ad affrontare, ma, soprattutto, questo ragionamento dovrebbero attuarlo i politici; invece mi sembra che sia tutto lasciato al caso, in balia degli eventi e di chi si sveglia per primo la mattina.
Per affrontare una crisi sanitaria ed economica come quella in cui ci troviamo, ci vuole competenza, conoscenza, per quanto possibile, e, soprattutto, saper pianificare ed essere problem solving, perché ad ogni azione deve corrispondere una reazione. Non ne possono corrispondere due o tre diversificate; ci devono essere delle linee guida da seguire, ad esempio per le attività commerciali e così via. Ma purtroppo la maggior parte dei nostri politici mi sembra siano messi lì per caso.
Quello che mi fa più specie è che i virologi, al loro interno, siano spaccati: c’è chi dice che non è utile portare i guanti e così via. Questo non è un atteggiamento intelligente, perché porta solo confusione. Si dovrebbe imparare a pensare prima di parlare perché i politici, quando sono in Parlamento o fanno i D.P.C.M., non stanno parlando al bar con il proprio amico, ma stanno dando delle direttive che, in quanto tali, dovrebbero essere applicate da tutti. La prima applicazione dovrebbe partire dall’alto, non dal basso. Con questo non voglio dire che questo che ho esposto è l’unico metodo possibile; vorrei soltanto dire che ci vorrebbe più chiarezza.
Solo con la chiarezza e la pianificazione si può uscire tutti insieme da questa situazione, non si può basarsi sulla fortuna, perché la vita non è un terno al lotto, ma è la sostanza dei nostri giorni e la cosa più preziosa che abbiamo. Dobbiamo sfruttarla al meglio. Speriamo di uscirne presto, ne sono convinto, e credo anche che questa situazione, sotto alcuni aspetti, ci possa insegnare a vivere meglio. FORZA ITALIANI!
LA VITA COME CARTINA TORNASOLE DEI PROPRI COMPORTAMENTI 13/5/2020
Nella vita si dovrebbero seguire le regole educative che ci sono state insegnate a scuola e dalla nostra famiglia d’origine. Sono, però, molto frequenti casi in cui questo non avviene, perché sono sempre maggiori i casi di disagio sociale o di ribellione sociale. Come ben sappiamo, il disagio sociale è una caratteristica negativa dei nostri tempi, in quanto, anche prima del coronavirus, si assisteva a un tasso di abbandono scolastico giovanile molto alto e anche un tasso molto alto degli inattivi in campo lavorativo. Questo è sinonimo, in una società equa e giusta, per tutte le classi sociali, di un delta educativo sempre maggiore. Nel senso che per la classe media è difficile avere un’educazione consona ai nostri tempi e per la classe più povera è molto difficile mantenere uno standard alto. Sono presenti, però, delle eccezioni sia in Sicilia che a Napoli.
Questo delta educativo è presente anche nelle classi più abbienti perché molto spesso si proviene da scuole private o università private ed è molto diffusa la cultura del “io sono figlio di..” Questo non ha mai portato e non porterà mai ad un’equità sociale. L’equità sociale va misurata attraverso il merito e null’altro. Chi studia ed è più bravo va avanti, indipendentemente da ceto sociale e condizione di disabilità o altro. Solo così si può tornare a essere più competenti e più coesi socialmente: una società dove il più ricco aiuti il più povero, non solo sottoforma di carità danarosa, ma anche umanitaria e costruendo cooperative o infrastrutture sociali atte a migliorare la condizione economica.
Solo così possiamo uscire più uniti e coesi anche da questa situazione. Gli aiuti di Stato non servono a nulla se alle fondamenta non c’è un tessuto produttivo valido. Il tessuto produttivo si crea producendo lavoro e facendo, così, circolare denaro che implementa l’economia. Non dobbiamo dimenticarci mai che facciamo parte di una comunità e, quindi, in quanto tale, dobbiamo trovare il nostro ruolo per mettere a frutto le nostre capacità, al fine di realizzare i nostri desideri e sogni. Solo così possiamo essere veramente comunità e dimostrare di essere più forti di tutto e tutti, riportando l’Italia agli antichi fasti.
PROPOSTE IN GRANO SALIS 3/4/2020
L’economia, da sempre, si distingue per essere definita basilarmente come uno scambio di beni e servizi fra persone. Parto da questo ragionamento terra terra, che vuole essere un punto di partenza e uno spunto di riflessione. Quando due persone si scambiano più beni o più servizi si crea economia e, quindi, lavoro e così via. Per creare lavoro, in questo periodo, bisognerebbe implementare quelle che sono le tecnologie esistenti e far comprendere alla gente come poterle sfruttare al meglio. I Comuni, nei luoghi dove non è possibile fare arrivare un segnale internet decente, dovrebbero usufruire di internet satellitare o compagnie tipo Eolo, in modo tale da poter garantire a tutti quelli che possono lo smart working, o studiarne forme alternative, in modo tale che la produttività diminuisca, sì, ma non di così tanto. Se queste cose venissero implementate al massimo sono convinto che, almeno il 20% di quelli che ora sono in cassa integrazione, potrebbero lavorare sgravando, così, anche di poco, la situazione politico- economica.
Si dovrebbe implementare nelle zone a più alto rischio la possibilità di essere tele-visitati. In terzo luogo si dovrebbe poter far svolgere a domicilio alcuni lavori che prima si svolgevano in botteghe o negozi e permettere la vendita di tali prodotti on line e, non da ultimo, si potrebbero incentivare molto più quelle che sono le iniziative culturali on line creando, magari, quelli che sono chiamati ”gruppi d’interesse” e così via. In modo tale che, poi, quando saremo usciti, mi auguri il più preso possibile da questa situazione, avremmo colto l’occasione per essere definito un Paese tecnologicamente avanzato.
Con la viva convinzione che, se saremo tutti uniti, usciremo presto da questa crisi mi auguro che si sfrutti questo periodo per essere ancora più smart.
L’ORIGINE DEI MALINTESI NELLA SOCIETA’ 14/5/2020
Come sappiamo, ogni individuo è inserito all’interno di un contesto sociale che, per ogni soggetto, è diverso. È molto importante che ci sia la giusta comunicazione tra i membri di ogni famiglia, posto di lavoro e così via. La maggior parte delle volte, però, si tende a dare per scontato l’efficacia della comunicazione e questo contribuisce a creare malintesi che, la maggior parte delle volte, vengono visti come atti di egoismo. Se tutti imparassimo a comunicare in maniera chiara e succinta, la maggior parte dei problemi sarebbero evitati.
Con questo non voglio scrivere un trattato di prossemica comunicativa. Voglio soltanto dire che ognuno dovrebbe potersi esprimere al meglio, senza che l’altro prevalichi la sua idea perché magari non l’ha capita. Bisogna imparare, d’altro canto, ad ascoltare. L’ascolto, infatti, è una delle forme mediante le quali si apprende. Dopo aver udito il messaggio si può elaborare una propria idea e, eventualmente, controbattere. Come si vede la maggior parte delle volte, ad esempio nei Decreti o negli atti decisi da più persone, ci sono dei refusi dovuti a difetti di comunicazione che creano confusione, ma questo è molto più evidente nella vita normale, infatti sono tante le volte in cui non ci si ascolta e si prevarica l’altro, alzando il tono della voce solo per cercar di convincere. Non ci si rende conto, però, che restando calmi, si risparmia in salute e in tempi.
Il tempo è prezioso, non dobbiamo sprecarlo, ma dobbiamo investirlo in attività che ci rendano felici ed esaudiscano i nostri sogni, perché felicità porta altra felicità e così comunicheremmo tutti meglio e avremmo più tempo anche per noi stessi. Alla base di tutto questo, conditio sine qua non, è il rispetto; cosa che in Italia, politicamente parlando, ma non solo, negli ultimi anni, sta venendo a mancare provocando un degrado sociale, che solo con la comunicazione ottimale e iniziative di promozione culturale a livello statale, si può combattere.
Abbiano visto, quindi, come con la giusta comunicazione si possano evitare fraintendimenti e vivere meglio, senza arrabbiarsi e affrontare meglio i problemi veri della vita. Solo applicando queste semplici regole potremmo definirci una società migliore e uscire presto da questa situazione difficile, dimostrando di essere quel popolo unito e coeso che siamo sempre stati.
L’IMPORTANZA DELLE COMPETENZE E DEL RISPETTO DEI RUOLI 21/5/2020
Per essere considerato uno Stato civile ci dovrebbero essere persone competenti per ogni ruolo e non per ogni ruolo avere dei consulenti. Mi sembra un ragionamento alquanto arzigogolato per far sì che il budget aumenti. Questo è applicabile alla politica, nella quale sono molteplici le figure non competenti, ma anche alla vita reale. Le competenze, però, si suddividono in competenze teoriche e competenze pratiche, in quanto sono molteplici le persone che hanno competenze teoriche ma non pratiche. È valido anche il ragionamento opposto.
Tutto questo è dovuto alla scarsa integrazione che c’è tra il mondo dello studio e il mondo del lavoro. Sono dell’idea che il giusto connubio tra le competenze porti il Paese alla crescita in maniera omogenea. Sono estremamente convinto che, in Italia, ci sia un delta tra persone competenti che non lavorano dove dovrebbero, e persone non competenti che sono collocate in posti altolocati solo perché sono aiutati dalla fortuna e dalle conoscenze. Credo che, in questo periodo, serva, più che mai, collocare le competenze e le persone nel proprio ruolo, in modo tale da non creare disparità e scontentezza. Sono, altresì, convinto che debba cambiare molto il sistema di rappresentanza politica, in quanto tutti quelli che si occupano della polis debbono avere specifiche competenze, sennò è come mettere un macellaio a fare il panettiere. Solo se si attuasse questo tipo di ragionamento si potrebbe uscire rapidissimamente da questa crisi economica.
Ricordiamoci sempre che le regole economiche le ha decise l’uomo. Non c’è un ente superiore che ci dica che siamo indebitati. Per semplificare: è un sistema Paese che si indebita con altri Paesi, quindi basterebbe rivedere le regole e renderle eque per tutti e staremmo tutti meglio e potremmo crescere in maniera uniforme. Queste sono solo deduzioni logiche che, però, secondo me, sarebbero fondamentali in una situazione economica come quella nella quale ci troviamo, a livello sia italiano che mondiale.
Con la viva speranza che ci si renda conto in qualche maniera che l’interesse di uno è l’interesse di tutti e che, quindi, si applichino queste regole in maniera più omogenea, resto convinto che usciremo presto da questa crisi, perché nelle difficoltà dimostriamo essere sempre un Paese unito e coeso. Spero che qualche cambiamento politico ci aiuti nel processo di crescita.
IL RISPETTO DELL’AMBIENTE E’ IL RISPETTO DI SE STESSI 22/5/2020
Come abbiamo visto in questo periodo di lockdown, l’ambiente si è un po’ ripreso i suoi spazi, anche gli animali ne hanno potuto beneficiare. Questo dimostra, una volta di più, che la natura è molto condizionata dalle attività umane. Lo sfruttamento di idrocarburi è da sempre stato un di meno per l’ambiente e un di più per l’uomo. Da qualche anno a questa parte si sta progredendo verso un’economia più green. Un punto sul quale io batto molto i pugni è che l’ambiente è ciò che ci circonda, quindi, come quando siamo in casa e vogliamo stare nel pulito e al sicuro, anche fuori casa dobbiamo dare il nostro contributo, per stare in un ambiente più pulito e più sano, partendo dalla raccolta differenziata, passando per i gesti di educazione quotidiana, arrivando alla mobilità sostenibile.
Una delle cose che mi ha fatto più riflettere delle politiche del nostro Governo, unitamente a quella delle Regioni, è che ci è voluto il coronavirus per arrivare a capire l’importanza delle piste ciclabili come mezzo di mobilità. Ciò dimostra che l’uomo alcune politiche le attua solo quando è costretto. La politica del buisness for buisness a volte non funziona, ma questo dipende dal punto di vista da cui la si guarda, infatti basti pensare che, è vero che andando tutti in bicicletta si usano meno i mezzi pubblici, ma è anche vero che si vendono più biciclette, quindi un buisness va decrescendo e un buisness va aumentando, fino a quando questi due buisness non troveranno un punto di equilibrio. Comunque credo che questa politica delle piste ciclabili, oltre a essere giusta eticamente lo è anche per la salute, in quanto un po’ di attività fisica non ha fatto mai male a nessuno.
Rispettare l’ambiente significa anche attuare investimenti pubblici, che vadano in questo senso: costruzioni green con materiali naturali di riciclo. Si è visto che possono essere il futuro. Il loro costo e la loro durata nel tempo è anche inversamente proporzionale a quella del solido mattone, in quanto i costi di manutenzione sono anche più bassi. Uno Stato equo, rispettoso dell’ambiente e dei propri cittadini, deve attuare politiche in questo senso. Penso che il bonus ristrutturazioni sia solo una goccia in un oceano, che non serva quasi a nulla, se non ben strutturato. Penso che prima bisogna partire dalle opere pubbliche e poi andare verso i privati. Credo che per fare politiche efficaci si debbano dare regole attuative certe e attuabili, in quanto le risorse della natura le abbiamo sempre sfruttate da subito nei secoli e negli anni, e politiche di ritorno vere non sono state mai attuate. Non trovo giusto questo sfruttamento, da parte dell’uomo, della natura.
Mi auguro che questa crisi ci faccia capire quanto è importante la tutela del pianeta in cui viviamo e la sua valorizzazione. Nella speranza che qualcosa possa cambiare, penso che il nostro pianeta sia la cosa più preziosa da tutelare, in quanto, se il nostro pianeta non sarà sano, nei prossimi anni rischiamo di non esserlo neanche noi, ma, soprattutto, le prossime generazioni.
IL LABILE CONFINE TRA LA CONSAPEVOLEZZA DI SE STESSI E IL PROPRIO POTENZIALE 25/05/2020
La consapevolezza in se stessi e il proprio potenziale sono due aspetti che in ognuno di noi vanno di pari passo, ma bisogna lavorare su ognuno di essi per avere piena consapevolezza. Il proprio potenziale lo si ha sin dalla nascita, ma non si conosce del tutto, ma possiamo averne coscienza con il passare degli anni, tramite le nostre esperienze di vita, mediante le quali acquisiamo anche la consapevolezza in noi stessi e in quello che vogliamo fare. Prima di capire quello che vogliamo fare, sarebbe giusto capire chi vogliamo essere e poi capire come agire. È così che si dovrebbe formare la nostra personalità: sempre in combinazione con gli altri e nel pieno rispetto del prossimo.
Tramite la fusione di questi due aspetti, noi possiamo capire come realizzare i nostri sogni: motore fondante della nostra esistenza, mediante i quali possiamo vivere con uno scopo che ci renda felici. La realizzazione dei sogni non è un aspetto facile, ma è quello che, anche in questo periodo, ci può aiutare ad essere felici.
In definitiva, l’equilibrio tra la consapevolezza in se stessi ed il proprio potenziale è la sfida più grande che dobbiamo vincere per essere felici.
LA CONOSCENZA DI SE STESSI IN RELAZIONE CON GLI ALTRI 28/5/2020
Ritengo che la conoscenza di se stessi sia uno degli aspetti più difficili e complessi della vita perché, anche se si pensa di conoscersi, quando si è in relazione con gli altri, a volte, diventa tutto più complicato. Le relazioni sono il carburante della nostra esistenza, siano esse umane o con la natura e così via; perché tramite quest’ultime troviamo le nostre più grandi soddisfazioni, ma anche, a volte, preoccupazioni. Secondo me si dovrebbe imparare a capire che il rispetto di noi stessi è il rispetto verso l’altro. Dovremmo imparare tutti a non dare per scontato nessun aspetto e a prendere tutto quello che ci danno le relazioni, sia in positivo che in negativo, come un esempio da seguire o no, in base se sia positivo o negativo.
Credo che stia all’intelligenza di ogni individuo capire quando è meglio lasciare tempo al tempo o quando bisogna insistere per coltivare un qualsiasi tipo di relazione. A volte questo tipo di insistenza crea malintesi, il più delle volte, causati dalla fretta. Un altro aspetto da trattare è l’egoismo che, a volte, ci porta a essere superficiali nei rapporti perdendoci, magari, ciò che di bello si può creare, in quanto un conto è essere conservativi per magari timidezza e un conto è pensare che da quel rapporto non si può trarne nulla.
Io ho imparato che si apprende da tutto e da tutti, basta essere smart. Ciò che ci rende felici, in definitiva, è la soddisfazione dei nostri desideri tramite il raggiungimento dei nostri obiettivi, attraverso le relazioni con gli altri. Questo va a creare reti sociali che siano durature nel tempo e sono fonte essenziale per la nostra esistenza.
Le delusioni fanno parte del gioco, ma sono quelle che ci formano e ci aiutano a crescere in maniera esponenziale, contribuendo a formare la nostra personalità, alla quale noi, poi, dobbiamo dar forma e dobbiamo metterci in discussione sempre per poter accrescere, ancor di più, la conoscenza di noi stessi, in quanto, se stiamo bene noi, alla fine, stanno bene anche tutti quelli che ci circondano e che ci vogliono bene, in quanto la sensazione di benessere porta serenità, ingegno e creatività; cosa che, in questo momento, serve moltissimo e sta alla base della nostra Bella Italia.
L’IMPORTANZA DEL TEMPO E DEI RAPPORTI UMANI 29/5/2020
Nella vita, non mi è mai piaciuto perdere tempo, in quanto questo è un bene prezioso che non dobbiamo sprecare. Non dobbiamo, però, avere troppa fretta perché quest’ultima è cattiva consigliera. È doveroso fare una distinzione tra riflessione e determinazione. La riflessione è fondamentale per prendere una decisione con coscienza e dopo aver valutato tutti gli aspetti; la determinazione è uno degli aspetti fondanti della vita, in quanto l’indeterminazione porta all’indecisione, che è uno degli aspetti che mettono a dura prova il nostro carattere.
In definitiva, io sono sempre stato convinto che la determinazione sia l’aspetto fondante di tutte le nostre giornate, ciò che ci permette di affrontare le difficoltà in modo consono e che ci permette di superale. Essere determinati permette di non sprecare il tempo, ma di investirlo cercando di arrivare ai nostri obiettivi, talvolta ci vuole tanto tempo, ma poi, è più bello quando li si raggiunge, perché ce li siamo guadagnati.
Non perdere tempo ci da’ la possibilità di valorizzare i nostri rapporti umani perché, in tante occasioni, sono innumerevoli le persone che prendono tempo solo perché non hanno voglia di svolgere una mansione o un lavoro. Il problema è che, il più delle volte, non lo si capisce subito perché si da’ fiducia e poi ci si rende conto di aver perso solo tempo. È bello quando le cose avvengono con naturalezza e non in maniera forzata. Questo perché, da entrambe le parti, c’è interesse nel svolgere bene le proprie mansioni. Questo da’ anche la possibilità alle persone di creare rapporti umani che abbiano una prospettiva e un valore nel tempo.
Con questo non voglio dire che nella vita non bisogna dar spazio alla riflessione e ai propri pensieri, ma credo che questi due aspetti siano alla base della decisione di quello che vogliamo, in modo tale da renderci più determinati. Questo, secondo me, sarebbe un buon metodo di approccio alla realtà anche, e soprattutto, in questo periodo dove l’indecisione la fa da padrone.
Un altro aspetto che non bisogna trascurare nei rapporti umani è che è inutile fare affermazioni di cui non si è scuri, perché l’interlocutore se ne accorge e, quindi, tende a interrompere il rapporto. Quando si interloquisce bisogna sempre sapere quello che si dice e si può sempre sbagliare, ma bisogna sempre saper argomentare le proprie ragioni, in modo tale da far intendere la propria personalità e la propria buona fede, questo sarebbe anche un buon viatico per una buona comunicazione politica.
Credo che solo con la chiarezza e la determinazione si possano mantenere rapporti umani sinceri e stabili, in modo da poter accrescere la propria fiducia nell’altro e nella società. Penso che questo possa essere un metodo per uscire al più presto da questa crisi, nella quale in nostro Bel Paese si trova. Altresì, ne usciremo presto perché siamo un Paese pieno di idee innovative e spirito d’iniziativa.
L’ESSERE DILIGENTI E’ IL PROFUMO DELLA VITA 30/5/2020
Essere diligenti e metodici porta a un’organizzazione più razionale, per una più facile ed omogenea gestione dei problemi. Non è facile imparare a organizzarsi, partendo dallo studio per finire nel lavoro, ma, mentre nello studio si è autonomi, al lavoro bisogna sottostare a ordini dall’alto che, a volte, non sono razionali, ma incasinano la vita, quindi bisogna essere diligenti anche nella gestione dei problemi provocati da altri che dovrebbero, invece, rendere tutto più facile; infatti la supponenza e il senso di superiorità di certe persone rendono la vita alquanto difficile non consentendo, così, una buona efficacia lavorativa.
Credo che se non si è in grado di cambiare strada, cosa molto difficile in questo periodo, bisogna imparare ad essere zen e, allo stesso tempo, farsi rispettare per poter svolgere il proprio lavoro al meglio. All’interno delle aziende dovrebbero esserci figure atte alla pianificazione e alla semplificazione del lavoro facendo, così, che il lavoro in team, o anche individuale, diventi veramente efficace.
Sono estremamente convinto che tutto dipenda dall’intelligenza di chi è al comando. Ognuno deve svolgere il proprio ruolo in modo da poter essere efficaci essendo, così, soddisfatto di quello che riesce a ottenere. Ciò non è facile in un contesto italiano dove lo sfruttamento delle risorse, nella maggior parte dei casi, la fa da padrone. Vi sono, però, esempi virtuosi di aziende che valorizzano i propri dipendenti. Si dovrebbe partire da questi per avere degli standard qualitativi veri.
Ci dovrebbe, altresì, essere meno pressione sindacale e più test di gradimento, in modo tale da potersi sempre migliorare, oltre che una detassazione degli stipendi. Così si potrebbe veramente migliorare uscendo dalla crisi. In ogni caso sta ad ognuno di noi capire che la vita è preziosa e, a volte, non ne vale la pena sprecarla con persone che guardano solo al profitto.
Quest’ultimo deve essere il risultato di un processo armonioso che soddisfi tutti, in maniera tale da essere condiviso e non solo di pochi. Questa è una vera gestione diligente della propria azienda, ma anche della propria vita.
IL SENSO DI RESPONSABILITA’ COLLETTIVO 1/6/2020
L’essere responsabili è uno dei miei cavalli di battaglia; quello che cerco sempre di perseguire perché mi aiuta a svolgere le cose al meglio, ma, soprattutto, ad andare a dormire felice sapendo che ho fatto tutto quello che potevo fare per risolvere i problemi e così via. Il senso di responsabilità, però, purtroppo, nella società odierna, si sta un po’ perdendo perché è molto accentuato il menefreghismo e l’egoismo. Non ci si rende conto che, però, così, si danneggiano gli altri perché si arriverà a un punto di rottura, dove ci si renderà conto di essere rimasti da soli.
Purtroppo questo avviene tantissime volte nell’ambito lavorativo, dove il senso di prevaricazione da parte del capo sui propri dipendenti la fa da padrone, non rendendosi conto che, senza i propri dipendenti, l’azienda non farebbe niente, quindi, tornando al senso di responsabilità, si definisce persona responsabile, colei la quale analizza tutti gli aspetti possibili di una data questione, rispettando il prossimo sottoponendogli un incarico alla propria portata, stimolandolo a migliorare. Solo così si può progredire aziendalmente, facendo accrescere autostima nei propri dipendenti e nel proprio team aumentando, di conseguenza, il fatturato. In proporzione, ci deve essere un aumento dello stipendio dei propri dipendenti, come, in tempi di crisi, ci dev’essere una riduzione da parte di tutti dello stipendio: dai dirigenti all’ultimo dei dipendenti.
Non bisogna mai smettere di investire in innovazione, in wellness, valorizzando, così, i propri dipendenti. Non ci si deve mai dimenticare che valorizzando gli altri si valorizza anche se stessi, quindi, se il dirigente valorizza i dipendenti valorizza anche se stesso. Questo, secondo me, sarebbe un ottimo metodo per riportare l’Italia agli antichi fasti, facendola essere quel Paese ambito che, fino a qualche anno fa, era.
Ho molta fiducia nell’Italia, ma ritengo che all’interno della classe dirigente ci debba essere un cambio verso la prospettiva sopracitata, per poter migliorare velocemente rendendo, così, il senso di responsabilità collettivo.
IL FARE RISPECCHIATO IN SE STESSI 3/6/2020
Quando si compie un’azione, lo si fa per piacere, per lavoro, per amicizia, e per tanti altri motivi. Il compiere le azioni e, soprattutto, scegliere quali fare e quali no, è quello che ci rende quello che siamo e che ci aiuta ad avere consapevolezza in noi stessi. Penso che riuscire a unire a questo anche il piacere di fare un lavoro, o un’azione, sia il vero senso della vita e quello che ci renda compiuti. Per essere veramente soddisfatti e vivere tranquillamente dobbiamo perseguire i nostri sogni, trovando anche un contesto sociale che ci aiuti a farlo, cosa difficile nella società odierna, in quanto pensare a se stessi la fa da padrone.
È troppo difficile capire che pensando agli altri si pensa anche a se stessi. È troppo labile, però il confine che ci permette di non farci pendere in giro, non facendo sì che gli altri ne approfittino. Il riconoscimento di tale confine è quello che ci permette di distinguere i vari tipi di rapporto: di amicizia, lavorativo e così via. La libertà sta nel poter cambiare sempre le proprie decisioni e le proprie relazioni, magari cambiandone il tipo di approccio oppure modificandone completamente il rapporto.
La vita è bella appunto perché siamo liberi, sempre nel rispetto delle regole, di viverla come meglio ci aggrada e con chi vogliamo. Non dobbiamo, però, farci spersonalizzare dagli altri perché, così, viviamo solo male. Non ce ne rendiamo conto da subito perché, magari, ci va bene così, però, a lungo andare, ci si rende conto che si soffre e bisogna essere in grado di cambiare strada, cercando quell’equilibrio tra rapporti umani e ruoli ricoperti che ci soddisfi sempre di più, in modo tale da poter arrivare alla realizzazione dei propri sogni e di essere, così, tutti più felici, cosa della quale, in questo periodo, ne abbiamo tutti veramente bisogno.
LA FIDUCIA NEL PROSSIMO E’ UN OPTIONAL O UNA RISORSA? 4/6/2020
La fiducia è alla base di ogni rapporto, in quanto, quando si conosce una persona, ad esempio per svolgere un lavoro, si ripone in quest’ultima fiducia che, a sua volta, per qualsiasi tipo di rapporto, va conquistata e mantenuta sennò si rischia di perdere quel rapporto e di conseguenza, eventualmente, quel lavoro. Quando nasciamo abbiamo di natura fiducia nel prossimo perché ci affidiamo, dapprima a nostra madre e ai nostri genitori, in seguito, attraverso la scuola, abbiamo dei rapporti umani e ci si auspica, che soprattutto quelli della tenera età, rimangano duraturi nel tempo.
Quando si è bambini, adolescenti e giovani si tende a fare più amicizia rispetto a quando si superano gli “anta”, ovviamente dipende dal tipo di carattere. Riporre fiducia nel prossimo vuol dire anche avere fiducia in se stessi, infatti chi non ha fiducia in se stesso tende a chiudersi. Ricordiamoci sempre che un buon rapporto di fiducia ci rende più liberi e più felici, in quanto rispettando gli altri rispettiamo anche noi stessi. Tutto questo discorso non va confuso con il dare fiducia, infatti per dare fiducia bisogna conoscere bene una persona. Dopo che la si conosce bene ci si può fidare e, nel momento in cui ci accorgiamo che sta venendo a mancare il rapporto, dobbiamo essere bravi a farglielo notare in maniera tale da, eventualmente, fare accrescere il rapporto, oppure siamo in grado di tagliare senza rimorsi.
Quindi, da qui, si vede come i rapporti di fiducia umana siano l’essenza della nostra vita. Non è importante il numero, quanto la qualità di questi rapporti, così possiamo capire meglio di chi fidarci e di chi no. Dobbiamo imparare tutti ad essere intelligenti nel gestire i rapporti e stare con persone che ci facciano crescere, stando, possibilmente, sempre allegri e in compagnia.
Solo capendo quali sono i rapporti umani più duraturi e onesti possiamo vivere al meglio la nostra preziosa vita diminuendo, così, lo stress e il senso di impotenza. Dobbiamo sempre avere fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità, per poter uscire al più presto da questa crisi e tornare a far produrre il nostro Bel Paese.
LA VITA E’ SEMPRE UNA SORPRESA 5/6/2020
Tutto quello che ci accade la maggior parte delle volte non è mai come ce lo aspettiamo. Possiamo prevedere più o meno come andrà, ma, siccome la vita è imprevedibile, sarà sempre diverso; sta a noi cogliere il lato positivo di tutto e per tutto, delle cose e fare in modo che vada tutto bene e di essere soddisfatti di quello che facciamo. Tante volte dobbiamo fare i conti con una realtà dura che possiamo prevedere, ma che sta a noi affrontare nel modo migliore e che, magari, ci riserva sorprese positive, quindi è palese notare come dal brutto si può arrivare al bello.
Questo per dire che la vita è bella, in quanto varia, e bisogna viverla sempre al 101% delle proprie possibilità, mettendosi sempre alla prova, superando, così, i propri limiti. Questo è un po’ quello che anche oggi è venuto fuori dalla bella intervista che mi ha fatto la Dottoressa Pavone, della quale sono molto onorato e soddisfatto.
In definitiva, invito, quindi, tutti a lamentarsi poco di quello che accade e cercare sempre di avere un approccio positivo, perché c’è sempre rimedio a tutto. Soprattutto in questo periodo serve questo approccio, senza il quale ci perdiamo molti aspetti preziosi della nostra vita. Quello che conta è anche fare esperienza dei propri errori. Comunque, l’importante è fare le cose perché solo chi non fa non sbaglia.
Sono estremamente convinto che tutto quello che si fa nella vita, anche se per ognuno di noi è diverso, abbia un senso o trovi un senso in futuro. In definitiva, bisogna sempre avere uno sguardo ironico e positivo verso se stessi e gli altri, per vivere al meglio la nostra preziosissima esistenza mettendoci sempre alla prova.
Ringrazio immensamente, ancora una volta, la Dottoressa Pavone per l’intervista. Vi invito a seguire i suoi canali!
https://www.youtube.com/channel/UCxDcigoQxq3_by5pQow_19Q
https://www.facebook.com/Lilia-Pavone-Trainer-101127201481278/
DI SEGUITO IL LINK DELLA MIA INTERVISTA!
LA CONSAPEVOLEZZA DI SE’ E DEL PROPRIO RUOLO SI RISPECCHIA NEGLI ALTRI 11/6/2020
Quante volte nella vita capita di ritrovarsi in situazioni dove chi è addetto a fare qualcosa non lo sa fare? Di conseguenza, ci troviamo in difficoltà? Come dice mio padre: <<bisogna saper far tutto, ma purtroppo non è sempre possibile e bisogna reinventarsi>>. Sono pienamente d’accordo con quest’affermazione. Da un lato perché così si imparano sempre cose nuove e, dall’altro, perché chi fa da sé fa per tre. D'altronde, se tutti sapessimo qual è il nostro ruolo e fossimo consapevoli delle nostre capacità, non ci sarebbero problemi.
In definitiva, secondo me, il problema più grande sta nel fatto che, quando ci relazioniamo con qualcuno, la maggior parte delle volte, tendiamo a non metterci in gioco “o noi o l’interlocutore”. Da qui si creano malintesi da cui possono scaturire litigi o incomprensioni. Dobbiamo capire tutti che, se tutti svolgessimo il nostro compito, tutti staremmo meglio, perderemmo meno tempo e saremmo più soddisfatti. Quindi, si può notare come tutto sta nella concezione che abbiamo degli altri e di noi stessi; dovremmo avere la pazienza di ascoltare l’altro perché, tramite l’altro, ascoltiamo noi stessi e possiamo capire chi siamo veramente.
Non mi sembra che questo si stia facendo a livello politico-economico italiano, altresì si sta pensando al nudo e crudo interesse personale dei nostri politici. Nella vita non c’è fazione politica e così via che tenga al momento della resa dei conti. La politica ha un unico difetto: quello che, di solito, non si pagano gli errori commessi e si da’ sempre la colpa agli altri, non assumendosi, così, le proprie responsabilità. Solo dal momento in cui questo accadrà, sia a livello sociale che politico, potremmo essere una Nazione migliore. Comunque continuo a confidare nella nostra Bella Italia.
LA MENTE E IL CORPO UMANO RASENTANO LA PERFEZIONE 17/6/2020
Come sappiamo, del nostro cervello ne conosciamo solo una piccola parte. Il cervello è diviso in aree: vi è l’area dell’equilibrio, l’area cognitiva, l’area coordinativa e così via. Il cervello agisce in maniera simmetrica, gli vengono trasmessi impulsi elettrici, mediante i quali elabora le informazioni, e manda i comandi ai vari muscoli. In assenza di patologie, si può definire il corpo umano una macchina perfetta, in grado di evolvere e migliorare sempre di più, facendo così progredire prestazioni sportive e così via.
Anche in presenza di alcune patologie invalidanti come la mia, è dimostrato che, con l’allenamento sportivo e non, si può migliorare tanto; l’importante è non fermarsi mai. L’unione tra corpo e mente da’ origine alle più grandi prestazioni fatte dall’uomo, ma anche ai più grandi geni a livello matematico e così via; dimostrando che la mente di ognuno di noi è diversa dagli altri. Ognuno sviluppa le proprie attitudini, passioni e così via. Non bisogna mai pensare di essere superiore agli altri, ma andare avanti per la propria strada, credere in se stessi, magari anche attraverso gli altri così si vive meglio, e avere uno spiccato senso di comunità, in modo tale da poter sviluppare sempre idee nuove in correlazione con gli altri, in quanto nessuno è nato imparato e, solo con la collaborazione, può mettersi in discussione.
Questo periodo mi fa capire che tanti dovrebbero capire che non esistono solo loro al mondo, ma siamo parte di una comunità e, in quanto tale, tutti abbiamo un ruolo. La maggior parte delle volte non lo conosciamo e così non possiamo essere pienamente noi stessi. Dopo alcune riflessioni, penso che tutti noi abbiamo il dovere di studiare per avere una cultura. Unitamente a questo, però, dobbiamo coltivare i nostri sogni e le nostre attitudini per poter vivere al meglio la nostra preziosa vita dimostrando, così, di essere veramente uomini appartenenti a una società.
Solo così potremmo uscire rapidamente da questo periodo di crisi, in quanto la gioia e la consapevolezza in sé sono un punto fondamentale per avere nuove idee e risolvere i problemi, caratteristica peculiare del popolo italiano.
LA PASSIONE COME GUIDA PER LA VITA 18/6/2020
La passione, a parer mio, dev’essere alla base di ogni nostro gesto quotidiano. Questo ci permetterebbe di vivere al meglio ogni secondo della nostra preziosa esistenza. Chi ha questa fortuna, in tutti gli ambiti della vita, è una persona veramente ricca perché è riuscita a vivere con ciò che ama. Questo le consente di non perdere tempo e le da’ la possibilità di migliorare sempre, senza sentire la fatica perché, è vero che il lavoro nobilita l’uomo, ma è anche vero che, questi ultimi anni, si sta andando verso uno sfruttamento incondizionato della forza lavoro, dove, la maggior parte delle volte, si assistono a discriminazioni salariali e a fenomeni di genere.
È molto bello assistere a casi dove è evidente la passione che l’individuo mette nel suo lavoro e, allora, quando si assiste a queste cose, si capisce che c’è ancora speranza per una società migliore. Io credo che la passione sia quella che arde nel cuore di ogni uomo e che ci possa veramente guidare verso un mondo migliore, in quanto, attraverso quest’ultima, possiamo anche ragionare con il nostro cervello e non farci abbindolare da situazioni o persone negative.
In definitiva, credo che la curiosità sia insita in ogni uomo che generi passione, che poi va coltivata nel resto della vita perché, solo con il sacrificio e l’abnegazione, si ottengono risultati, il più delle volte quando meno te lo aspetti, quindi, come abbiamo visto, fare le cose con passione porta felicità e, quindi, positività e gioia, valori che in questo periodo sono molto preziosi.
I LIMITI INDECIFRABILI DELLA NOSTRA MENTE 19/6/2020
La nostra mente è infinitamente complessa. È quella che ci da’ sicurezza, ma, allo stesso tempo, insicurezza, che ci fa provare sentimenti contrastanti e così via. In fin dei conti tutto dipende dalla nostra mente, infatti il raggio delle nostre azioni è dato dall’agire della nostra mente. In ambito sportivo, mi vengono in mente mille esempi di atleti che, con l’abnegazione e l’approccio mentale giusto, hanno vinto o rimontato partite impossibili, ma l’importanza dell’approccio mentale si vede anche negli sport individuali, soprattutto quelli endurance di grande fatica, dove bisogna avere, oltre che una preparazione eccellente, anche un allenamento mentale altrettanto tale, sia alla fatica che a tutti gli annessi e connessi.
Questo sta a dimostrare il fatto che allenare la mente attraverso lo sport è uno dei modi per restare giovani, infatti, secondo la mia esperienza, bisogna praticare sport tutti i giorni per almeno un’ora al giorno da quando si è piccoli, ma, purtroppo, questa cultura non è diffusa in Italia, infatti l’educazione fisica è da sempre trascurata nelle scuole; invece, secondo me, è una delle materie fondamentali per la scuola: combatte l’obesità giovanile, educa al rispetto del nostro corpo e così via. Un qualcosa che, con il passare del tempo, andremo a perdere. L’educazione e la conoscenza del proprio corpo sono fondamentali per avere una mente sana che ci aiuta a vivere senza troppe preoccupazioni.
Vorrei per un attimo affrontare la questione dell’approccio mentale. È noto come la maggior parte dei limiti ce li poniamo noi perché diciamo: <<quel determinato obiettivo è impossibile>>, invece, con la giusta determinazione, possiamo raggiungere quasi qualsiasi obiettivo; l’importante è che sia non utopistico, appartenente alla realtà e tangibile. Una volta vigenti queste tre condizioni, tutto è possibile. Non conta quanto tempo ci mettiamo, conta quanto vogliamo raggiungere quell’obiettivo. Lo sport per me è stato un ambito pieno di sorprese e novità; il nuoto in particolare mi ha dato emozioni invivibili in altro modo.
Per migliorarsi, importante è porsi obiettivi via via sempre più grandi, in modo tale da non poter dormire sugli allori. Ad alti livelli sono importanti, altresì, i mental coach: figura che si sta diffondendo negli ultimi anni, che ha il compito di inquadrare mentalmente l’atleta all’obiettivo. Non bisogna, però, trascurare il fatto che gli atleti sono essere umani e, in quanto tali, vanno rispettati.
Comunque, sono e resto convinto che neanche noi sappiamo quali sono i nostri limiti, fino a quando non ci mettiamo alla prova. In definitiva, il mettersi alla prova sta alla base di ogni mente innovativa, sportivamente attiva, per continuare a migliorarsi nel tempo. In definitiva, credo che lo sport praticato a qualsiasi livello e, svolto con costanza e determinazione, mantenga sempre giovani, facendoci ancora di più comprendere l’importanza e quanto sia prezioso il nostro dono più grande che è la vita.
UN UOMO, UN MITO VIVENTE 24/6/2020
A volte la vita ti mette davanti a situazioni, esempi e modelli da seguire. Questo per me è Alex Zanardi che, grazie alla disabilità, ha dimostrato, pur nella sfortuna, che si può vivere anche senza gambe. Credo che le sue innumerevoli imprese sportive, prima da pilota e, in seguito, da atleta paralimpico, abbiano fatto capire a tutti che nella vita non ci sono veramente limiti e che si può, con il giusto allenamento e la giusta dedizione, arrivare ad obiettivi inimmaginabili. Spero che si riprenda presto dall’incidente occorsogli 5 giorni fa e che dimostri, un’altra volta, quanto è bello vivere anche con le difficoltà.
Come dice lui: <<bisogna pensare a quello che si ha e non a quello che si è perso>>. Spero un giorno di poterlo conoscere e di potermi confrontare anche sportivamente con lui, perché il confronto è sempre origine di nuovi stimoli e di nuove frontiere. Quando penso alla mia storia, rivedo molte frasi di Alex e suoi atteggiamenti.
In definitiva, nella vita non bisogna mai arrendersi e affrontare con coraggio tutto quello che ci accade, prendendo tutto con ironia e prendendoci anche molto in giro perché, dai nostri difetti, possono nascere anche i nostri pregi. FORZA ALEX! Non vedo l’ora di rivederti in forma, pronto a gareggiare!
AVERE PAZIENZA E’ UNA DELLE PIU’ GRANDI FORTUNE 25/6/2020
La pazienza è una delle più grandi virtù. Chi la possiede è una persona fortunata perché, in questo mondo sempre più veloce e più interconnesso, la pazienza viene lasciata da parte. Sembra che, se non si fanno le cose velocemente, non si è nessuno. Fin dagli antichi greci e latini sono numerosi i manoscritti dove si tratta della pazienza. Viene descritta come virtù dell’uomo saggio. Sono convinto che, affrontando le difficoltà, si vede chi veramente la possiede. Sono molti quelli che nelle difficoltà fanno trasparire i lati peggiori del loro carattere, diventando totalmente incomprensibili e irascibili.
Sono, altresì, convinto che essere pazienti allunghi la vita, in quanto si vive molto meglio perché non ci si arrabbia, infatti la produzione eccessiva di bile danneggia il nostro corpo. Dovrebbero insegnare sin da piccoli cosa vuol dire aspettare gli altri, oppure aspettare l’occasione giusta o così via. È molto differente saper aspettare dal temporeggiare. È diffusissimo l’atteggiamento a temporeggiare e a fare le cose, la maggior parte delle volte, perché non se ne ha voglia. Sono, altresì, convinto che così si perda solo tempo, invece, aspettare l’altro, vuol dire dargli la possibilità di esprimersi fino in fondo espletando, così, tutte le sue potenzialità.
In definitiva, credo che, essere più pazienti, ma meno fessi, possa essere la ricetta vincente per uscire presto da questa situazione intricata. In ultimo, ma non per importanza, pazientare da’ la possibilità di analizzare meglio gli eventi, diminuendo, così, la possibilità di errore, quindi, in definitiva, la pazienza è la virtù dei forti.
TUTTI DIVERSI IN QUANTO TUTTI UGUALI 26/6/2020
Essere disabili non vuol dire essere diversi o essere speciali. Sono un po’ concetti superati, o meglio, che si devono superare, perché bisogna partire dal presupposto che, in realtà, siamo tutti uguali, ma tutti diversi e, in quanto tali, disabili o abili nel fare qualche cosa. I comunemente detti “disabili” hanno più difficoltà di altri nei movimenti, magari devono usare una carrozzina per spostarsi o, magari, nei casi più gravi sono allettati, ma, sicuramente, hanno qualche abilità che altri normodotati non hanno, quindi, come si può evincere, alla fine siamo tutti uguali, ma tutti diversi.
Ciò che ci rende veramente diversi è l’arretratezza culturale, che la società italiana ha verso i disabili. Tanto è stato fatto, tanto bisogna ancora fare, partendo dall’abbattimento delle barriere architettoniche, proseguendo per il grande lavoro fatto anche dall’associazione ABC Sardegna per quanto riguarda la scuola e l’integrazione scolastica, passando, poi, per il lavoro fatto attraverso la legge 162, volta anche alla vita autonoma e indipendente delle persone diversamente abili, di cui usufruisco da anni. Bisogna, però, lavorare ancora molto sull’aspetto dell’integrazione lavorativa e ultimo, ma non por importanza, bisogna lavorare su pensioni e assegni di accompagnamento, per avere almeno un’uniformità di trattamento da verso tutti.
Comunque, lasciando per un attimo l’aspetto economico, credo che non si possa parlare di integrazione se, la maggior parte delle volte, si tende, sia nello sport che nella vita normale, a stare disabili con disabili e normodotati con normodotati. Bisogna assolutamente comprendere che la carrozzina, o gli ausili in generale, sono un mezzo per consentire a coloro che ne necessitano di uniformarsi agli altri; non sono un limite, come la maggior parte delle volte vengono visti dalla società. L’importante è che si valuti la persona nel suo insieme, partendo dall’intelligenza e non fermandosi all’aspetto esteriore.
In definitiva, solo pensandoci tutti uguali, ma tutti diversi, abbiamo la possibilità di vederci anche con occhi diversi, sapendo, così, che la concezione di disabilità sta all’interno della nostra testa e non al di fuori di noi. Ecco dimostrato che siamo tutti uguali, ma tutti diversi e, in quanto tali, tutti uguali.
IL TOTALE DECLINO DEL SENSO DI RESPONSABILITA’ 1/7/2020
Assumersi le proprie responsabilità, grandi o piccole che siano, è ciò che rende l’uomo veramente uomo. Sono convinto che questo valore si stia progressivamente perdendo nella società italiana, anche se ci sono delle piacevoli eccezioni. Non ne so bene le cause, comunque, credo che il declino del valore della famiglia e i conseguenti divorzi, sempre in numero maggiore, abbiano contribuito a tutto questo. Penso, inoltre, che tutto quello che viene dalle nuove generazioni sia una concausa di questo.
Mi spiego meglio. L’utilizzo sempre maggiore dei social e di una personalità virtuale da’ alle persone la possibilità di mascherarsi e di non prendersi sul serio, magari, non pensando che la persona virtuale, in quasi tutti i casi, coincide con quella fisica. Il senso di responsabilità, inoltre, è quello che ci potrebbe aiutare a uscire presto da questa crisi in cui ci troviamo. I nostri politici, però, non stanno dando il buon esempio, in quanto le loro responsabilità tardano ad essere assunte. Dimostrazione si ha nel ritardo del pagamento delle casse integrazioni e così via.
Se si assumessero le proprie responsabilità e non soffrissero di una grave malattia, quella dell’annuncite, e cioè il fare annunci ai quali non fanno seguito i fatti. Credo, in definitiva, che, assumersi le proprie responsabilità sia uno stile di vita che faccia, altresì, parte, dell’educazione. Credo che un po’ di responsabilità in più ci possa aiutare ad essere persone migliori e dobbiamo cercare di essere da esempio agli altri, in modo tale che questo spirito aumenti. Dobbiamo fregarcene quando ci arrabbiamo perché gli altri non rispettano niente, né un orario, né una consegna e così via. L’unica cosa che possiamo fare è continuare a essere noi stessi e a dare il buon esempio.
Il senso di responsabilità è l’unica speranza per diventare un Paese migliore, cosa che ci meritiamo alquanto.
L’IMPORTANZA DELLA PAROLA DATA 3/7/2020
Fino a qualche anno fa le persone avevano l’abitudine di stringersi la mano e, con onestà, rispettare l’accordo. Da qualche tempo, però, si sta assistendo al progressivo deterioramento di questo valore, causa il declino della nostra società. Ciò avviene per due motivi. Primo perché le persone non hanno fiducia l’uno nell’altro e secondo perché pensiamo che gli altri ci vogliano fregare. Bisogna pensare prima di parlare perché parlare a vanvera non serve a niente, fa perdere solo tempo e denaro, oltre che pazienza, valore prezioso in questo periodo.
Credo che solo attraverso il rispetto reciproco e un’analisi di coscienza si possa essere persone migliori. Io ritengo che le poche volte che non sono riuscito a mantenere la parola data mi sono sentito abbastanza male, per non dire malissimo, e, quindi, da lì, ho fatto girare meglio le rotelle. Ritengo che con questo principio si possano evitare molti problemi e molte incomprensioni. I contratti servono, ma, a volte, le parole fanno più male rispetto ad ogni altra cosa.
Ritengo che il processo educativo volto al ripristino di alcuni valori del passato sia uno dei modi per uscire presto da questa crisi e far tornare l’Italia ad essere un Paese rispettato nel mondo.
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L’IMPORTANZA DEL PRAGMATISMO NELLA VITA 5/7/2020
Essere pragmatici è una delle virtù che se la si possiede rende tutto più facile. Bisognerebbe fare dei corsi per coltivare questa virtù, infatti, se tutti lo fossimo, sarebbe tutto meno complicato e ci sarebbe molta meno burocrazia. Il pragmatismo non vuol dire essere furbi, ma, bensì, essere consapevoli di quello che si fa e non perdere tempo. Per essere pragmatici bisogna imparare sin da subito a organizzarsi, in modo tale da non perdere tempo prezioso e poter fare, così, più cose in minor tempo. Questa virtù consente anche di non perdere le qualità del fare perché si resta sempre concentrati e sul pezzo.
Dipende molto dalla mentalità delle persone, però, sono sicuro, che, in ognuno di noi, ci sia un po’ di pragmatismo. Non sono convinto che tutti lo sappiano coltivare, ma penso che un po’ di pragmatismo in più non guasti a nessuno, soprattutto ai nostri politici. Insomma, il pragmatismo è una virtù che può portare l’Italia ad uscire fuori da questa crisi.
L’ESTREMA ARRETRATEZZA NELLA RICEZIONE TURISTICA IN ITALIA 9/7/2020
Visto il periodo, fare polemiche serve a poco. L’obiettivo di questo articolo è far riflettere su alcune cose che a me stanno a cuore, tra cui la promozione del turismo in Italia. Io ho girato molto in Italia e all’estero e mi sono reso conto che, in alcune realtà, il turismo ante-covid andava bene in tutti i periodi dell’anno, perché vi è un’attenzione al turista molto marcata. Basti pensare a città come Modena, Torino, Milano, Venezia e così via, dove, sin dall’arrivo in città, vi è un’accoglienza e una giovialità che accompagna il turista fino al congedo, rimarcando le peculiarità del territorio, valorizzando sempre i suoi punti di forza.
Vi sono altre realtà, come Roma e alcune località della Sardegna, che, secondo me, non sono valorizzate appieno, infatti la Sardegna è famosa nel mondo più per il Nord Sardegna che per il Sud, ma, secondo me, quest’ultimo non ha niente da invidiare alla parte settentrionale dell’isola. È vero che la morfologia è un po’ diversa, però vi sono luoghi splendidi, tanto quanto la Costa Smeralda. Io ritengo la Sardegna un’isola dal potenziale molto elevato, ma ancora non sfruttato al massimo. Vi è una carenza di personale qualificato, questo anche a livello italiano, in quanto capita sovente di trovare i locali in cui la qualità dell’inglese è scadente. Questo è un aspetto da migliorare molto a livello italiano, in quanto c’è disparità tra locali dove si parlano sei o sette lingue in maniera corrente e locali turistici dove quasi è difficile parlare l’italiano.
Quest’ultima osservazione è ironica, ma sta a significare che bisogna sempre innovarsi. Vi è, altresì, una carenza a livello di offerta di servizi, in quanto, in alcune località della Sardegna, rispetto alla costa riminese, non vi è un’offerta paragonabile. Questo per dire che, sia a livello sardo che romano, bisognerebbe dare un valore, di conseguenza, valorizzare le bellezze naturali che contraddistinguono queste due realtà.
Ho considerato questi due come esempi, ma questo discorso si può applicare a tutto il territorio italiano. Il turismo non è una cosa per pochi, ma dev’essere per tutti. Solo se vi è un’offerta ampia si può ampliare la clientela. Sicuramente il bonus vacanza non va in questo senso. La valorizzazione del nostro territorio deve andare di pari passo alla valorizzazione della nostra economia. In Italia non si vive senza turismo, in quanto l’Italia è il Paese più bello del mondo e, in quanto tale, dovrebbe essere il più turistico.
In definitiva, il turismo dovrebbe essere un volano di ripresa per il nostro Paese, per uscire presto da questa crisi. Sono convinto che l’Italia, grazie alle sue bellezze, ne possa uscire molto presto.
L’OTTUSITA’ DELLE PERSONE SI FERMA ALLE APPARENZE 10/7/2020
Com’è noto, è diffusa l’abitudine a fermarsi alle apparenze un po’ in tutti i campi: da quello lavorativo a quello delle amicizie e così via, però quello che non si riesce a capire è che, a volte, l’apparenza inganna. Come spesso mi capita, le persone mi giudicano solo perché sono sulla sedia a rotelle come uno che capisce poco. Il problema è che la maggior parte delle volte lo fanno quelli che dovrebbero essere abituati a trattare con i rotellati, però dimostrano di non avere le rotelle a posto. Bisogna valutare nel complesso una persona e lo si può fare solo interagendo con lei, indipendentemente dalla condizione fisica. Approfondire i rapporti umani renderebbe tutti meno insicuri e più sicuri di sé, perché il confronto aiuta a conoscersi meglio.
Mi fanno arrabbiare quelle situazioni dove mi sento più un oggetto che altro. Questo sin da quando sono piccolo, soprattutto quando andavo a fare delle visite da medici che non conoscevo, ma, a una trentina d’anni di distanza, dipende da chi trovi, non è cambiato niente. Ritengo che alcune volte bisognerebbe avere la prontezza di spirito di rispondere: “non sono un sopramobile”. Comunque, quest’atteggiamento è diffusissimo anche tra le persone comuni. Bisognerebbe continuare a combattere per far si che questa visione retroceda. Negli ultimi anni si sta lavorando molto in questo senso e i risultati si vedono, ma bisogna lavorare ancora di più, perché in quanto tutti diversi, siamo tutti uguali.
IL SAPER COMUNICARE: PREROGATIVA FONDAMENTALE PER IL BUON VIVERE 13/07/2020
Il buon Dio ci ha dotato di intelletto e parola, che ci permettono di interagire con gli altri e di costruire, così, relazioni amicali, sentimentali e così via. Sfruttiamo questa prerogativa sin quasi dalla nascita e, nell’età puerile, si formano le amicizie che, nella maggior parte dei casi, durano una vita. Quando si cresce, però, in tutti noi, cresce la tendenza a sottovalutare la comunicazione e a dare per scontato che l’altro ci capisca. Questo porta due interpretazioni fuorvianti del concetto. Una, pensare che noi abbiamo fatto tutto bene e, di conseguenza, l’altra, “noi a pensare che all’altro manchi qualche rotella”.
Questo per spiegare che la prossemica, la gestualità e tutto quello che comporta la comunicazione verbale, bisogna imparare a curarlo, in maniera tale da apparire anche più simpatici. Questo, secondo me, andrebbe insegnato nelle scuole, ma, soprattutto, nelle Università, perché una buona comunicazione è il fondamento per il quieto vivere.
Vivendo tranquilli, vi è anche la possibilità di avere molteplici idee per quanto riguarda innovatività e produttività: ambiti che nella vita ci rendono felici e non vanno mai sottovalutati. In definitiva, la buona comunicazione sta alla base di una vita longeva e senza problemi, cosa di cui, in questo periodo, ce n’è molto bisogno.
QUANDO LE TESTE DI LEGNO LA FANNO DA PADRONE 15/7/2020
A mio parere, la categoria delle teste di legno si divide in due tronconi: il primo quello positivo, di coloro i quali fanno di tutto per raggiungere un obiettivo, che sia sportivo, di studio o altro; il secondo appartiene a quelli che nascono in questo modo e, al contrario, invece di crescere e formare una propria personalità ed essere tenaci come i precedenti, sprecano il loro prezioso tempo a rompere le uova nel paniere alle altre persone, facendo così perdere tempo a tutti oltre che pazienza.
Analizziamo, però, i due tronconi. Essere tenaci vuol dire prendere con filosofia la vita, analizzare tutto quello che ci succede e riuscire ad affrontare tutte le difficoltà che ci si presentano con il sorriso, cosa che credo mi contraddistingua da quando sono nato. La seconda categoria, invece, della quale fanno parte molti medici, ma non solo, secondo me almeno il 30% della popolazione sulla faccia della terra perché insoddisfatta o altro, riversa i propri problemi e le proprie ansie sugli altri, senza preoccuparsene, pensando che tutti siano a loro disposizione come delle spugne. In realtà non è così, perché bisognerebbe capire che la pazienza ha un limite; prima o poi scoppiano tutti, anche i cosiddetti santi. Per migliorarsi bisogna prendere atto dei propri difetti, analizzarli, confrontarsi con gli altri potendosi, così, migliorare. Una volta finito il percorso, si potrebbe anche insegnare agli altri come si è fatto. Quindi, in definitiva, siamo tutti uguali, ma tutti diversi.
E’ PIU’ IMPORTANTE L’INTELLIGENZA O L’APPARIRE? 16/7/2020
L’intelletto è una delle parti più complesse dell’organismo umano, in quanto la sua gran parte risulta ancora ignota. Con questo ci tengo a sottolineare che essere intelligenti non vuol dire essere colti, ma vuol dire sapersi rapportare con gli altri e non fermarsi alle apparenze. Come viene insegnato sin da piccoli, i comportamenti basilari sono quelli differenzieranno i nostri comportamenti futuri. Se veniamo educati bene da piccoli anche da grandi riusciremo ad essere persone di comportamento consono. È vero che ognuno di noi, poi, ha le proprie devianze sociali, però, con una buona educazione, si possono ridurre queste attitudini. La cosa, purtroppo, cambia quando si affronta il tema delle persone disabili, perché l’accezione che si ha nei confronti della maggior parte della gente cosiddetta normodotata è alquanto indifferente o negativa nei confronti delle persone in difficoltà, in quanto molto spesso se non ci si trova nelle situazioni di difficoltà non ci si pensa neanche.
Quello che io credo è che le persone con difficoltà tendono ad essere o rassegnate o più rompiscatole, oppure molto ironiche nell’affrontare la vita; dipende dal carattere e dall’educazione. Io ritengo di appartenere, per un lato, alla seconda e, per un altro alla terza categoria, perché senza far rispettare i nostri diritti non andiamo da nessuna parte, però bisogna farlo con ironia perché, se positiva, ci rallegra la vita e ci aiuta nel complessivo tutti ad affrontare la cosa più preziosa che abbiamo, che dobbiamo imparare a vivere al 101% delle possibilità, non travalicando mai l’altro, ma, se possibile, valorizzandolo, perché solo quando uno è soddisfatto e felice riesce a rendere al meglio.
Quindi, in definitiva, come dico sempre io, siamo tutti uguali ma tutti diversi. Per me la società dovrebbe imparare a valorizzare le qualità di tutti avendo, così, la possibilità di collocare e di far collocare le persone al proprio posto creando, così, opportunità di lavoro per tutti dimostrando di essere, così, una società veramente meritocratica e democratica: principi fondamentali della nostra Repubblica.
L’IMPORTANZA E LA VALORIZZAZIONE DELLO SPORT NELLA VITA QUOTIDIANA 21/7/2020
Vi sono diverse modalità per praticare sport, dal livello base al livello agonistico. L’importanza dello sport, comunque praticato, è molto rilevante nella vita di ognuno di noi, infatti è scientificamente provato, anche dalle ultime ricerche compiute in America, come il livello di obesità stia aumentando a causa dell’inattività fisica, quindi è lampante come praticare sport aiuti, oltre che la parte fisica anche la sfera mentale dell’individuo. Difatti, son sempre più diffusi in Italia i corsi di ginnastica dolce anche per anziani, volti alla progressiva eliminazione dell’incisività di malattie come diabete, Alzheimer e così via.
Aspetto da non tralasciare è quello dell’importanza dello sport anche in presenza di patologie croniche, come sclerosi multipla, tetraparesi spastica e così via. Lo sport praticato a livello agonistico andrebbe totalmente riformato sulla disparità di trattamento, in quanto i calciatori vengono strapagati e i professionisti di tutti gli altri sport, intesi come agonisti, non sono retribuiti tanto quanto. Per non parlare, poi, del più clamoroso di tutti, e cioè il poco rispetto per coloro che sono istruttori, allenatori.
Prendendo in esame gli sport cosiddetti minori si assiste, infatti, a una quasi totale assenza di contribuzione e ad un salario esiguo non rispettando, così, i diritti minimi delle persone. Ritengo che, a livello italiano, ci debba essere una riforma totale in considerazione all’aspetto economico, ma, soprattutto, quello sociale dello sport, senza il quale io non potrei vivere. Ci vorrebbero più ore di educazione fisica e le Università dovrebbero tutte avere la palestra al proprio interno, in quanto l’attività fisica è fondamentale per ogni giornata. Solo così si può arrivare ad avere una società in salute, piena di grinta e determinazione.
Lasciando per un attimo da parte l’aspetto agonistico dello sport, penso che a livello sociale sia uno strumento di aggregazione eccezionale e anche d’integrazione. Mi auguro che i nostri pseudo governanti prendano seri provvedimenti in questo senso, anche se dovrebbero allenarsi a correre e a far girare meglio le rotelle, affiancandolo al loro perenne allenamento mandibolare. Penso che ai nostri politici farebbe bene un ripasso di quei valori di rispetto, tipici delle competizioni sportive e anche dello sport in generale. In definitiva, lo sport è il profumo della vita.
NELLA VITA BISOGNA SAPER COMPORTARSI E RISCHIARE IL GIUSTO 22/7/2020
Io parto dal presupposto che la vita è una e bisogna saperla vivere al meglio delle proprie possibilità, sfruttando tutte le occasioni che quest’ultima ci fornisce, perché, da un lato è vero che è estremamente preziosa, però, dall’altro, è anche vero che se non la viviamo appieno perdiamo la gran parte delle cose belle. Per viverla appieno non serve essere ricchi, ma bisogna saper stare al mondo e, soprattutto, non lamentarsi mai, anche nelle difficoltà più grosse perché il lamento non è mai costruttivo. Quello che è costruttivo, invece, è saper ammettere i propri errori e migliorarsi ogni giorno di più.
Chi non riesce ad ammettere i propri errori vive la vita al 40% delle proprie possibilità. È un processo molto complicato, ma quando ci si riesce, ci si rende conto di quanto si è perso. Saper vivere è una cosa che non si finisce mai di imparare e, anche il detto “vivi e lascia vivere”, a volte, non è il giusto modo di affrontare le cose perché si rischia di perderci a livello umano. Quando si vede qualche ingiustizia, bisogna sempre reagire, perché il silenzio non serve a niente. Bisogna farlo, però, nel modo corretto, in modo tale da non passare per opprimenti, ma bisogna comunque saper rompere le uova nel paniere, in maniera tale da far vivere meglio tutti, perché, vivendo meglio tutti, la comunità ne trae giovamento.
Ci sono e ci saranno sempre dei casi umani abbastanza particolari, che non riusciranno ad attuare il suddetto procedimento, ma peggio per loro. L’importante è cercare di fargli notare che esiste sempre una via d’uscita a tutte le situazioni. A una sola cosa non c’è rimedio: quando si è stesi in una bara. A tutto il resto si può rimediare. Quindi, credo che, in definitiva, la vita sia la cosa più bella e più preziosa che abbiamo e viverla al meglio dev’essere la nostra missione di ogni giorno, in modo tale da essere felici, o cercare di esserlo, in quanto felicità porta positività e si ragiona anche meglio.
Spero che questo messaggio possa essere utile a tanti, in modo tale da vivere tutti meglio, soprattutto in questo periodo molto difficile e penso che ce lo meritiamo tutti, in quanto il nostro Paese è uno dei più belli al mondo e dobbiamo avere il coraggio di portarlo in alto a livello mondiale. Solo con la positività, lo spirito di abnegazione e il sacrificio possiamo riuscirci. Caratteristiche fondanti la nostra Bella Italia.
LA CAPACITA’ MEDIATORIA E’ UNA VIRTU’ 24/7/2020
Come tutti sappiamo, nella vita, è importante saper mediare in tanti ambiti. La capacità mediatoria si acquisisce sin da piccoli, attraverso il gioco, dapprima, le relazioni scolastiche, poi. Quando si diventa adulti, però, a volte, la si perde a vantaggio del quieto vivere. Sono convinto, però, che chi abbia quel tipo di carattere, perda gran parte della propria autostima e, quindi, tanta felicità. Penso che si debbano svolgere molti più corsi in ambito mediatorio, in modo tale da rendere la vita di tutti più facile, in quanto il benessere di molti fa il benessere di tutti.
Non è sempre possibile mediare, soprattutto quando ci si trova davanti a teste di legno, però, con una buona capacità persuasiva, si può riuscire ad ottenere anche il risultato sperato. Alla base di tutto ci vuole molta molta pazienza, infatti, è vero che la pazienza è la virtù dei forti. Penso che la capacità mediatoria sia una virtù da insegnare in tutti i posti di lavoro e credo che aiuti anche il lavoro in team. Non si può pensare di lavorare in gruppo senza rispetto reciproco e persecuzione di un obiettivo. Ci sono persone portate ad essere mediatori che riescono a farlo molto bene, dalle quali bisognerebbe imparare molto, “dovrebbero imparare da queste persone anche i loro capi che, la maggior parte delle volte, sono teste di legno”.
La presupponenza e la saccenza non sono doti costruttive, sono prerogative inutili per un lavoro in team. Ricordiamoci sempre che viviamo all’interno di una comunità e, in quanto gruppo di persone, non dobbiamo pensarci singolarmente, ma facenti parte di una comunità e collaborare per riuscire a star bene un po’ tutti.
Insomma, mi ritorna in mente il concetto di comunitarismo portato avanti dal grandissimo Adriano Olivetti. Chi non pensa in senso comunitarista, secondo me, è destinato a fallire, poiché, con il benessere collettivo, si arriva a risultati sperati. La valorizzazione delle persone è un punto sine qua non. Ogni dirigente dev’essere abile a valorizzare ogni singolo individuo ponendolo nel ruolo più corretto. Solo così potremmo definire il nostro mondo del lavoro all’avanguardia.
Qui non si tratta di tecnologia, qui si parla di umanità, cosa che, nel nostro Paese, sta sempre più scomparendo. Credo che solo con il suddetto metodo possiamo crescere e ridiventare il Paese che, fino a qualche anno fa, eravamo, dimostrando, ancora una volta, di essere italiani appartenenti alla nostra Bella Italia.
L’ITALIA: UN INSIEME DI CONTRADDIZIONI UNICHE 29/7/2020
L’Italia è un Paese tendenzialmente di età media molto elevata, ma non adeguato a questo tipo di popolazione demografica, in quanto, la maggior parte dei luoghi di pubblica utilità, hanno barriere architettoniche e non sono accessibili. Non sono le persone che si devono adeguare alle situazioni, ma è l’Italia che si deve adeguare alla libertà di tutti: disabili, anziani e così via, di poter usufruire di tutte le parti belle e meno belle del nostro Paese, ancor di più quando si tratta di luoghi turistici e luoghi di pubblica utilità.
Comunque, basti pensare a quanto è completa la legislazione italiana su questi punti, per capire quanto la politica italiana sia irrispettosa dei propri cittadini, perché sembra che facciano un favore quando abbattono le barriere architettoniche, nonostante la legge parli chiaro. Dovremmo battere le rotelle un po’ tutti per far rispettare questo piccolo grande diritto che sarebbe dovuto, ma che, invece, ci siamo dovuti conquistare e non ce l’abbiamo fattA ancora del tutto. Una vergogna colossale per un Paese che, a detta di qualcuno, deve correre. Ma io farei correre, ma più veloce di quanto correva Bolt i 100 metri, chi ha detto questa frase, in quanto in Italia si è sempre stati bravi a parlare e non a fare, se non per puri e semplici scopi elettorali.
Ora questa tendenza mi sembra all’ennesima potenza. Non è facile comprendere come una collettività possa reggersi su slogan e non su fatti concreti. In definitiva, un Paese libero è un Paese accessibile per tutti. Solo così si può definire un Paese veramente democratico.
LA SERIETA’ E L’IRONIA VANNO DI PARI PASSO 30/07/2020
Sappiamo tutti come essere seri e affrontare la vita con serietà sia una delle prerogative principali di una buona esistenza, contornata da valori quali il rispetto reciproco, l’aiuto verso l’altro e così via. Valori che, purtroppo, nella nostra società, si stanno perdendo, in quanto non è mai troppo scontato avere dei valori, basti pensare a come tanti affrontano il mondo del lavoro: con superficialità e tanto menefreghismo. D’altro canto, però, ci sono tanti individui che affrontano il tutto con serietà, professionalità e ironia, la quale aiuta sempre a essere persone migliori.
L’ironia è una dote che si può e si deve coltivare, aiuta sempre e comunque. Non penso che sia un optional per la vita, ma debba essere, altresì, un accessorio di serie perché, al contrario, si perdono molti aspetti della nostra preziosa esistenza. Molti bei rapporti nascono per caso. Se si fosse sempre musoni si perderebbe l’80% delle belle cose della vita. L’ironia produce serotonina: l’ormone del buon umore, quindi, in conclusione, essere seri, ma farsi una buona risata ogni tanto, cambia la vita a tutti e ci rende tutti più felici, cosa di cui, in questo momento, abbiamo estremamente bisogno.
L’INCOMPRENSIBILE APPARENTE APPROCCIO 1/8/2020
Essere diversi non vuol dire essere poco intelligenti. Questo è l’assioma che, purtroppo, quando si vede uno in difficoltà, la maggior parte della gente, pensa, soprattutto se ci si trova sulla sedia a rotelle. Un po’ meno se si è anziani. Questo denota l’incredibile arretratezza della società italiana a livello culturale, che sta a dimostrare come un possessore di sedia a rotelle non possa essere libero di viaggiare, muoversi e così via.
Sono ancora oggi presenti casi dove, prendendo il taxi, tanti tassisti si lamentano della presenza della carrozzina e non riescono a superare la barriera mentale che non consente loro di capire che la carrozzina è il mezzo mediante il quale il disabile si muove e, tante volte, si rifiutano di caricarla o ti fanno pagare il sovraprezzo, cosa totalmente illegale. C’è anche da dire che ci sono compagnie come Samarcanda, a Roma, che trattano i clienti disabili come clienti normali, come dovrebbe essere, in quanto abbiamo solo qualche problema a livello motorio, ma la testa, nella maggior parte dei casi, funziona sempre.
Quindi, questo sta a dimostrare come l’approccio verso l’altro non si debba fermare solo alla nuda e cruda apparenza, ma debba andare oltre perché, come ci sono clienti normodotati maleducati, ci saranno anche disabili maleducati, quindi questo sta a dimostrare come tutti siamo uguali, ma tutti diversi.
Per quanto riguarda il turismo alberghiero la situazione non è facile, perché sono tante le volte in cui mi son trovato in situazioni difficili, nonostante sia prevista la camera per disabili. Non la trovo una situazione corretta, perché le leggi andrebbero rispettate e dovrebbero essere uguali in tutti gli hotel, invece, siccome non c’è controllo, ognuno fa un po’ come gli pare, quindi non trovi le cose al proprio posto, quindi è facile dimostrare come tutto stia nell’approccio verso l’altro che dev’essere sempre il più approfondito possibile e il più educato possibile, chiunque sia l’interlocutore. Attraverso questo metodo potremmo essere una società migliore, degna di essere chiamata Italia. Sono convinto che con la cultura e il lavoro nelle scuole, si può migliorare ed essere una società all’avanguardia, quale l’Italia si merita di essere. Bisogna vedere se ne siano all’altezza gli italiani. Credo che con qualche sforzo da parte di tutti, si possa diventare tutti migliori.
LA LIBERTÀ E IL RISPETTO DEVONO VALERE PER TUTTI 6/8/2020
Sin da piccolo sono stato abituato che i valori devono esser sempre rispettati, ma purtroppo sono in decadenza, in questa società piena di egoisti e persone senza umanità. Partendo dal presupposto che essere liberi è la cosa più bella del mondo, bisogna tener conto, però, che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria e, quindi, non può esserci libertà senza rispetto reciproco. Sappiamo tutti che bisogna dare rispetto per riceverlo. Ci sono tanti casi umani in cui questa cosa viene pretesa. Non bisogna mai arrivare a tanto perché, già pretendere, è mancanza di rispetto.
Credo che tutto sia relativo all’educazione ricevuta: più si è educati da piccoli, più lo si sarà da grandi, quindi è incredibile, come il secondo principio della dinamica: “a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”, sia applicato anche nelle regole di convivenza reale. Penso che solo con più educazione e più savoir faire si possa essere persone migliori, capaci di migliorare questo grande Paese, pieno di cultura e determinazione. Caratteristiche fondanti del popolo italiano.
IL PRESSAPOCHISMO E’ UN DANNO PER L’UMANITA’ 10/8/2020
Il mondo del “si”, “no”, “ma”, “perché” la sta facendo da padrone in questo periodo rendendo la vita complicata a tutti, facendo, così, diventare normali cose e atteggiamenti altamente ingiusti. Il rispetto reciproco è: avvisare quando ci sono problemi, rispettare il proverbio “patti chiari e amicizia lunga”. Avendo questo tipo di atteggiamento, il pressapochismo va a decadere. Viviamo, però, in una società che non è purtroppo pronta al rispetto delle regole, perché ognuno fa quello che vuole non dando, così, la possibilità alle persone di capirsi e rispettarsi.
Credo che vada ripristinata nelle scuole l’educazione civica e che ci voglia meno tecnologia, più contatto umano e anche più dialogo tra le persone. Il dialogo è una cosa fondamentale, senza il quale non ci può essere società. Un altro aspetto è che non si dovrebbe agire sulla base della convenienza, ma del bene comune, in quanto il bene comune è il bene di tutti. Prendiamo ad esempio la nostra amata Terra. Lei si autoregola, non ha bisogno dell’uomo, siamo noi che le rompiamo le uova nel paniere e la facciamo diventare sempre più spoglia e vulnerabile. Credo che, oltre a diminuire il pressapochismo, si debba cominciare a capire che rispettando l’altro si rispetta se stessi e forse, a dire meno castronerie, si farebbe un bel gesto nei propri confronti e nei confronti degli altri.
La vita è fatta di sacrificio per ottenere quello che si vuole, invece, in Italia, c’è la politica del “calcio nel sedere” che tanti sfruttano, invece ci dovrebbero essere più “calci nel sedere” contrari a quelli dei favoritismi. Certi dirigenti d’azienda dovrebbero essere mandati via per direttissima e non poter più esercitare, in modo tale da non creare danni, in quanto sono, a volte, inestimabili e incalcolabili.
In definitiva, il pressapochismo non deve esistere. Ci si deve lavorare sopra collettivamente, in modo tale da poter migliorare. Sono convinto che, con un po’ di impegno da parte di tutti, si possa riuscire ad essere persone migliori. Diventeremmo, così, una nazione veramente rispettosa ed educata quale l’Italia si merita di essere.
L’IMPORTANZA DEL RAGIONAMENTO NELLA VITA. 17/8/2020
L’uomo, per definizione, non è nato per farsi del male, ma per creare qualcosa di nuovo e innovativo. La storia è impregnata di talenti puri e semplici, come Leonardo da Vinci, Raffaello, Michelangelo e così via. Questi artisti sono l’emblema del made in Italy antico e anche moderno, quindi è palese come il ragionamento, il saper usare il cervello non come optional, ma come risorsa, aiuti a migliorare anche la qualità di vita.
Questa premessa per dire che non serve essere Raffaello, Michelangelo o Leonardo per saper usare il cervello, ma basta essere persone normali che si diano il tempo di riflettere e ragionare, in quanto la riflessione e il ragionamento, in primis, è rispetto verso se stessi e, di conseguenza, gli altri. In quest’epoca, piena di egoismo e ipocrisia, ma anche di estrema volontà di fare da parte di giovani intraprendenti mal pagati e maltrattati da parte dello Stato, si sta assistendo a una resilienza fuori dal comune di quei giovani che sono e saranno il futuro dell’Italia.
Purtroppo mi sto rendendo conto che, la gran parte delle volte, l’inserimento dei nuovi talenti dipende dalla politica, dove il 99,9% delle persone non è atta a usare il cervello. Io ne conosco solo tre che lo usano non come se fosse un optional (politicamente palando). Credo che l’uso del cervello aiuti l’uomo, in quanto fa risparmiare tempo ed energie, in quanto la via più corta non è sempre la più facile, ma, usando il cervello, si può arrivare sempre a essere felici e sereni.
In definitiva, in questa società, spero che si faccia un grosso falò della nuova e della vecchia politica e si riesca a creare un ciclo virtuoso, che porti l’intelligenza a prevalere sull’ignoranza, il bene di tutti a prevalere sul singolo bene e, soprattutto, un po’ più di denaro per tutti.
Insomma, l’intelletto è ancora una di quelle cose parzialmente ignota per l’uomo, ma che posso garantire che, quando ci si trova in difficoltà, ci aiuta sempre ad affrontare i problemi serenamente. Per essere intelligenti non serve essere ricchi nè poveri, ma bisogna avere la capacità di mettersi in gioco sempre e comunque, senza dubitare di se stessi perché anche la crescita è sinonimo di intelligenza e, se nella vita ti metti sempre alla prova, cresci sempre.
In definitiva, l’uso dell’intelletto non dev’essere un optional, ma una guida per la vita dove, se lo usi, sei sicuro che non ti troverai in difficoltà. Non ultimo per importanza, se usassimo tutti di più il cervello avremmo più tempo libero da trascorrere con i nostri familiari, amici e così via; quindi, come si è visto, l’uso dell’intelletto aiuta a vivere meglio.
ESSERE EFFICIENTI AIUTA A VIVERE MEGLIO 21/8/2020
Organizzarsi è importante per non sprecare le risorse più importanti che abbiamo e cioè il tempo, che è l’unica cosa che non possiamo controllare, in quanto va sempre avanti e non si ferma mai. Sapersi organizzare è una peculiarità del saper ragionare e, in primo luogo, capire quali sono le priorità in base a quello che si sta facendo.
Per sapersi organizzare bisogna essere educati a ragionare non per l’aspetto più conveniente, per l’aspetto più utile per raggiungere lo scopo che, la maggior parte delle volte, richiede più tempo, per poi risparmiarne il doppio in corso d’opera. Credo che applicare queste semplici regole non sia difficile e, così, si possa essere il triplo più produttivi perché, come insegna il buon vecchio Enzo Ferrari: sono le grandi idee e l’essere sempre innovativi che rendono l’uomo virtuoso.
In definitiva, credo che saper sfruttare il tempo sia una delle cose più importanti da imparare per poter apprezzare il vero valore della vita; tanto preziosa quanto sorprendente e, comunque, sempre degna di essere vissuta.
LA POCA PROFESSIONALITA’ LA FA DA PADRONE 28/8/2020
Quante volte nella vita ci troviamo davanti a persone che dovrebbero essere formate per il lavoro che fanno e, invece, intralciano le nostre scelte? Credo che questo sia molto frequente, infatti, capita spesso che mi trovi davanti totali incompetenti, ai quali devo dire io qual è il loro lavoro o come fare certe cose. Tutto questo non mi pare corretto, in quanto, se fai un lavoro e sei stato assunto per quello, dovresti essere anche formato a farlo ed avere la competenza per affrontare situazioni critiche fornendo, così, la migliore assistenza al cliente finale.
Lasciando per un momento stare l’abbassamento di credibilità che il marchio o l’azienda per cui si lavora subisce a causa della poca professionalità dell’incaricato, mi pongo anche il quesito:” ma a livello umano, come si sente l’individuo in questione quando fa certe gaffe?” Dipende dal carattere di ognuno, però sta all’azienda stessa non farle fare, attraverso la formazione, cosa che mi sembra un po’ latiti, anche nel mondo dell’automotive.
In definitiva, la formazione è importante per sentirsi uomini migliori, in grado di svolgere bene il proprio lavoro e soddisfare le esigenze di ogni cliente: dal più competente al meno competente, perché saper vendere è un’arte. Troppo spesso, però, si assiste a situazioni dove, pur di vendere, si dicono mezze verità, quindi la formazione è importante, perché, se si è onesti, il cliente in futuro ritorna, se non lo si è, non vi è il ritorno: regola fondamentale del marketing (e della vita in generale).
In definitiva, la professionalità è l’unione tra formazione, capacità comunicativa e prossemica. Solo con un’alta professionalità in tutti i campi possiamo riportare l’Italia agli antichi fasti, caratteristica che ci ha da sempre contraddistinto e portato in alto il nome del made in Italy nel mondo.
In definitiva, gli italiani sono sempre stati un popolo di professionisti, che meritano un Paese all’altezza. Spero che qualcosa possa cambiare. Sono convinto che con un po’ di professionalità in più potremmo vivere tutti meglio.
LA VALORIZZAZIONE DEI SOGGETTI INTERSAMBIANDOLI 3/9/2020
Credo che uno dei principali difetti del mondo del lavoro in questo Paese, oltre alla svalorizzazione dei talenti, sia anche quello della non comprensione, da parte dei datori di lavoro, dell’importanza di interscambiare i ruoli dei dipendenti, in base sempre alle loro capacità, in modo tale da riuscire a valorizzare i loro talenti e far apprendere loro nuove opportunità di interscambio.
L’interscambio tra colleghi e datori di lavoro è ciò che fa crescere le varie aziende e non mortifica mai l’ambiente di lavoro, in quanto i problemi vengono affrontati in maniera diversa e vengono trasformati, attraverso l’interscambio, in opportunità di crescita.
In definitiva, per essere un Paese migliore, l’obiettivo da parte di tutti non dev’essere lo stipendio, ma lavorare per migliorare le proprie capacità e il proprio stato d’animo. L’azienda dev’essere un veicolo per raggiungere questo scopo, perché, solo con il benessere, si possono raggiungere obiettivi sempre diversi. Il benessere, inoltre, porta alla produzione di serotonina e, quindi, a essere sempre più felici e più produttivi.
Quindi, è dimostrato come basterebbe ben poco per poter lavorare tutti meglio ed essere un Paese migliore, ma, purtroppo, come penso io e anche una mia cara amica, l’Italia è piena di caproni, che non sanno minimamente far valere i propri diritti nelle sedi opportune e si fanno totalmente comandare da persone ancora più caprone che, per arrivare a fare qualcosa di positivo, devo essere imboccati dagli eventi.
Rimango speranzoso e fiducioso che qualcosa possa cambiare, in modo tale che le persone possano essere valorizzate nel giusto modo e possano essere sempre stimolate a fare cose diverse, riportando l’Italia ad essere quel gran Bel Paese che è sempre stato.
L’ITALIA: UN PAESE PER VECCHI? 4/9/2020
Ritengo che il nostro Paese, indipendentemente dalla crisi in atto, sia tra i pochi non avvezzi all’attenzione verso le nuove generazioni, poiché non vi sono vere e proprie politiche per incentivare le nascite, in quanto gli assegni familiari servono fino a un certo punto. Andrebbero strutturate meglio tutte queste politiche per poter aiutare tutti: dai più ricchi ai più poveri, perché un Paese virtuoso è colui che investe strutturalmente sui propri giovani.
Ovviamente, a chi è più ricco spetta di meno e a chi è più povero spetta di più. Le famiglie con povertà estrema devono essere aiutate e l’istruzione dei figli deve essere pagata dallo Stato fino alla Laurea. Ovviamente, lo studente a livello universitario deve dimostrare un’adeguata capacità, cercando di non andare fuori corsa.
Tramite l’educazione al sacrificio, si impara a essere cittadini migliori e a rispettare le regole per affrontare meglio anche la situazione nella quale ci troviamo. Questo non vuol dire trasformarsi in un Paese rigorista, ma in un Paese dove la meritocrazia viene riconosciuta. Applicando queste politiche si può notare come il nostro Bel Paese possa non essere un Paese per vecchi, ma un Paese per tutti, in quanto verrebbe sgravato anche il ruolo di Assistenti Sociali che hanno i nonni, poiché il loro ruolo dev’essere quello di nonni, non di Assistenti Sociali.
L’Italia, solo con politiche virtuose, può ritornare un Paese tale. Rimango estremamente fiducioso che tutto possa cambiare. Confido nell’estrema capacità degli italiani di reinventarsi e di farsi rispettare.
L’IMPORTANZA DELLA SERENITA’ NELLA VITA 5/9/2020
La serenità è uno stato psicologico che va conquistato all’interno del proprio ciclo vitale e, a essere sereni, lo si impara sin da piccoli, in quanto, quando si è fanciulli, si vive serenamente e si impara a socializzare. Sta poi all’educazione scolastica e familiare dare delle regole per dare la possibilità all’individuo di crescere serenamente.
Ci troviamo in una società dove, però, questo è quasi impossibile, a causa del fatto che si è un po’ tutti in via di esaurimento per i tempi sempre più ristretti nel fare le azioni. Questo porta, a volte, a compiere grossi errori che potrebbero cambiare l’evolversi della vita.
Per non compiere questi errori, bisogna saper prendersi i propri tempi e discutere con le persone, per poter arrivare alla realizzazione del proprio sistema educativo e dei propri desideri, sempre nel rispetto degli altri. Questo dovrebbe essere lo scopo di ogni scuola e di ogni sistema Stato, metodo che mette al centro l’individuo e non il puro esibizionismo e avidità di denaro che la fa da padrone.
Spero che, con il passare del tempo e anche l’insegnamento che ci sta dando questa pandemia, aiuti a migliorare per poter essere sempre persone migliori. In definitiva, per essere un Paese migliore, dobbiamo avere un sistema educativo dove la collettività sia messa al primo posto. Gli interessi economici devono essere messi in secondo piano, perché, se la società sta bene, ci si può ritenere estremamente soddisfatti a livello statale e sicuramente l’economia circola a livello migliore.
Il mio vuole essere un richiamo al comunitarismo. In definitiva, l’Italia può essere un Paese per tutti e migliore.
FANTOZZI ALL’ITALIANA 8/9/2020
Come si sa, Paolo Villaggio ha svolto un ruolo fondamentale con i suoi film per la rappresentazione ironica dell’italiano medio. Sono convinto che, se vivesse in questo periodo, riuscirebbe a rappresentarci in maniera totalmente azzeccata e, soprattutto, rappresentare la nostra politica alquanto comica e rappresentativa di un’Italia sempre più in declino, a livello dei valori fondamentali della vita.
Questa piccola premessa per affermare un fatto fondamentale che mi sta facendo riflettere: i banchi monoposto, tanto agognati dal grande commissario salvatore della patria. A mio parere sarebbero dovuti arrivare tutti in tempo per l’inizio dell’anno scolastico. Non è giusto creare alunni di serie A e di serie B, come non è corretto mettere un’itera classe in quarantena per un alunno con sospetto Covid rilevato oggi, in quanto con sintomi febbrili.
Io farei fare un tampone celere e non metterei in quarantena tutti per quindici giorni, a prescindere. È vero che le regole ci devono essere, ma è anche vero che era stato detto che la quarantena la decideva la ASL, solo per casi eccezionali e, come si sta dimostrando, in Italia ognuno fa quello che vuole, come la buona vecchia corazzata Potemkin.
Il punto non è mettere in quarantena o no, cosa con la quale sono d’accordo, il punto è che bisogna avere regole certe valide per tutte, soprattutto perché andiamo incontro all’inverno, dove sarà molto presente l’influenza e, se non si sapranno distinguere all’istante i sintomi, si chiuderanno subito tutte le scuole, dando la solita immagine italiana abbastanza arraffazzonata.
In definitiva, quello che voglio affermare è che, se si dice una cosa, bisogna rispettarla. I banchi monoposto dovevano essere dati a tutti ad inizio anno, le linee guida dovevano essere stabilite almeno un mese e mezzo prima, per dare a tutti la possibilità di organizzarsi e, soprattutto, bisogna trovare un modo sicuro per la diagnostica. Solo così si può andare avanti in sicurezza. Sperando che qualcosa cambi rapidamente, resto fiducioso nel nostro Bel Paese.
IL RUOLO DEL CERVELLO NELLA VITA 10/9/2020
Usare il cervello è una cosa che non si finisce mai di imparare, in quanto, per tutta la vita, chi ne è dotato, dovrebbe rendersene conto e sviluppare le proprie capacità e potenzialità, ma, in realtà, non ne siamo tutti dotati, in quanto, lo sviluppo della nostra intelligenza, non ci differenzia dagli animali e ha demarcato lo sviluppo del genere umano, dall’uomo di Neanderthal fino ai giorni nostri? Non sono sicuro che alcune persone si rendano conto delle loro potenzialità e diano più spazio al menefreghismo, rendendo la propria vita abbastanza monotona, senza rendersene conto.
Per usare il cervello bisogna essere allenati a farlo e bisogna sempre mettersi in discussione. Gli ignoranti non lo fanno mai (ignoranti in accezione negativa), in quanto persone super sicure di sé che sanno tutto loro. Questa tipologia di persone fa diminuire la fiducia nel prossimo, cosa fondamentale per poter crescere a livello umano e essere socialmente sempre più utili.
Come citato sopra, per usare il cervello bisogna allenarsi, però, si devono anche seguire delle semplici regole: non pensare mai di essere superiori agli altri e mettersi sempre in gioco, in modo tale da misurarsi. Infatti, nello studio, è molto marcato il fatto che, se si fa un buon lavoro, la maggior parte delle volte si passa l’esame brillantemente, se, invece, non lo si fa, diventa tutto più difficile.
Cosa diversa, invece, in Italia, è l’ambito lavorativo, dove l’uso del cervello pare non essere un criterio di valutazione imprescindibile, pare, invece, quello predominante sia l’uso del calcio nel sedere o della spinta, portando, così, l’Italia ad essere un Paese pieno d’ignoranti “accezione positiva. Persone intelligenti, ma non sanno quello che fanno”.
In definitiva, l’uso corretto del cervello rende le persone molto più socievoli e consapevoli di sé.
P.S. L’uso del cervello non dev’essere un optional, ma un accessorio di serie!
STRANO MA VERO 21/9/2020
Quello che ci differenzia dal mondo animale è il differente uso del cervello, in quanto noi siamo capaci, per così dire, di fare ragionamenti complessi, siamo capaci di scrivere e fare calcoli matematici, di curare l’altro nel momento del bisogno e di fare tutte quelle cose che apparentemente ci permettono di socializzare meglio degli animali.
Ma, tante volte, mi chiedo se sia proprio così. Prendiamo ad esempio gli elefanti. Sono animali che vivono in branco, ma, a volte, amano stare anche da soli. Questo consente loro di riflettere in caso di problematiche all’interno del branco e così via. L’intelligenza animale, sta anche nel fatto che in un branco vi sono dei ruoli che devono essere rispettati. Nessuno prevalica l’altro e, al massimo, si combatte per difendere il territorio o per conquistarne altri.
Sono estremamente convinto, altresì, che gli elefanti abbiano una gran consapevolezza del loro stato di salute e del modo che hanno di curarsi, infatti quando gli mancano, ad esempio le vitamine, sono avvezzi a cercare argilla fresca. Quest’ultima elimina la loro carenza vitaminica e dimostra, una volta di più, la loro estrema intelligenza, quindi è ufficialmente dimostrato come il mondo animale, in fin dei conti, sia molto più intelligente del genere umano, in quanto il rispetto dei ruoli, e anche tra generi, è molto marcato.
Questo per affermare che, se anche l’uomo fosse intelligente come gli animali in branco, non assisteremmo a queste situazioni paradossali dove ognuno vuole avere la prevalenza sull’altro, in quanto si crede più furbo; in realtà è solo molto più tonto, in quanto con la prevaricazione dell’altro non si arriva a niente.
In definitiva, se l’uomo prendesse spunto dal mondo animale, potremmo vivere molto meglio e affrontare questa crisi molto più serenamente e senza patemi.
L’ESTREMO SENSO DI RESPONSABILITA’ NELL’ETA’ FANCIULLESCA 25/09/2020
Prendendo spunto dal lieto evento accaduto quest’estate in un campeggio, scrivo questo articolo per dimostrare come non bisogna essere grandi d’età per essere grandi persone. Racconto brevemente quanto accaduto.
Quest’estate, in un campeggio, un gruppo di bambini ha salvato un loro coetaneo che rischiava di annegare e oggi sono stati premiati dal Presidente della Repubblica. Io credo che questo gesto sia eccezionale perché, in pochi secondi, dei bambini, con età compresa tra i 6 e i 12 anni, hanno deciso di salvare una vita umana, cosa che, di solito, viene istintiva e viene fatta da una sola persona, quindi loro hanno capito che uno solo di loro non ce l’avrebbe fatta e, quindi, hanno agito in gruppo rapidissimamente, in modo tale da riuscire ad avere più probabilità di riuscire nell’intento, dimostrando di essere con le rotelle molto attive.
Sono convinto che loro siano estremamente soddisfatti del gesto fatto e si stiano ancora chiedendo il perché del premio. A parer mio, oltre che conferirgli il premio, bisognerebbe che si vada nelle scuole a raccontare con loro quest’esperienza, che è molto più formativa di tante altre per i giovani d’oggi, e ha anche molto più valore rispetto a tante lezioni tradizionali.
Se i nostri politici ragionassero con la stessa rapidità e con lo stesso problem solving di questi ragazzini, saremmo una società all’avanguardia e molto migliore. Con la speranza che di questi ragazzini ce ne siano molti di più di quello che pensiamo, così che l’Italia possa crescere con teste migliori di quelle attuali, resto fiducioso che qualcosa nel nostro Bel Paese possa cambiare.
LE CONTRADDIZIONI UMANE SONO ALL’ORDINE DEL GIORNO 26/9/2020
Ieri sera, tra un pensiero e l’altro, stavo riflettendo sul senso della vita e mi chiedevo cosa poter fare per migliorarmi e migliorare la situazione in cui ci troviamo. Io sono sempre più convinto che nasciamo perché abbiamo una missione da compiere, sempre positiva, che, attraverso le nostre attitudini, vivendo, riusciamo a comprendere. Sono, però, i casi della vita a instradare molti sulla cattiva strada e poi, il più delle volte a causa dei caratteri deboli, o meglio, vulnerabili, non si riesce più a comprendere qual è la strada giusta e si sbaglia, a volte, irrimediabilmente.
Questo fa parte della vita di ognuno. L’importante è che dagli errori si impari e si diventi maturi e intelligenti, trasformando gli errori in opportunità. Il grande problema della nostra società è che, invece di trasformare gli errori in opportunità, tante volte si preferisce sbagliare di nuovo perché è troppo difficile ammettere di aver sbagliato. Questa, secondo me, è la contraddizione che tutti noi abbiamo, la quale, però, dalla maggior parte di noi, viene combattuta, compresa e capita.
Grazie a questa battaglia si può essere persone vere, altruiste e con cuore. Le contraddizioni, comunque, sono e restano quelle che ci rendono uomini, in quanto ci consentono di sbagliare e di rimediare, perché, in fin dei conti, chi non ha mai sbagliato non ha mai vissuto.
Il problema grosso è che i nostri governanti stanno continuando a sbagliare e non se ne rendono conto e noi saremo sempre schiavi delle loro scelte. Questo non è democratico. Comunque, siccome la speranza è sempre l’ultima a morire, spero che qualcosa possa cambiare e portare il Paese agli antichi fasti.
LA FEDELTA’ AI PROPRI IDEALI 29/9/2020
Nella vita è molto bello e molto formativo raggiungere degli obiettivi, dapprima scolastici, poi universitari e, in seguito lavorativi. Soprattutto in questo periodo, però, ci stiamo rendendo conto che diventa tutto più difficile. Nella vita, però, non si deve mai mollare, perché quando si hanno obiettivi corretti, che siano nello sport, nella vita, come nel lavoro, nessuno, neanche la peggiore pandemia o peggior società, ci deve impedire di combattere per raggiungerli.
Dobbiamo, però, trovare dentro di noi, prima che negli altri, la capacità di essere critici con noi stessi e metterci in discussione, perché, soltanto così, si può essere coerenti con se stessi e consapevoli di aver fatto tutto per raggiungere l’obiettivo e, quindi, non avere rimpianti, con la tenacia e la determinazione si può uscire da tutte le situazioni più difficili.
Questa forma mentis, però, dovrebbero insegnarla le famiglie e anche la scuola. A me sembra che si stia sempre di più facendo passare l’idea che non bisogna faticare per ottenere quello che si vuole. Io non condivido per nulla questa posizione. Sono dell’idea che, ogni giorno, bisogna combattere per trovare la propria strada e per essere persone migliori.
LA MALEDUCAZIONE DILAGANTE 30/9/2020
Credo che per essere educati non ci voglia molto, basta riflettere prima di parlare, anche se non si è avuta un’infanzia eccellente a livello educativo. Purtroppo, però, siamo costretti in una società dove la fretta la fa da padrone, dove, se c’è da aspettare un secondo, sembra di aspettare una vita. Mi vengono in mente tante cose. Vivendo in sedia a rotelle, mi vengono in mente tante cose, tra cui, le macchine parcheggiate davanti alle rampe dei marciapiedi, quando forniti, per non parlare, poi, dell’inaccessibilità ai negozi e ai luoghi di interesse pubblico. Perché bisogna fare l’itinerario in base all’accessibilità e non in base a dove si vuole andare?
Questo è sempre dovuto alla maleducazione perché essere disabili non vuol dire solo esserlo dalla nascita o per l’insorgere di una patologia permanente, può esserlo anche temporaneamente, dovuto a possibili fratture. Io, quando mi sono fratturato il ginocchio, ho trovato difficoltà diverse, riguardo all’accessibilità, rispetto a quando sono in carrozzina normalmente. Esempio ne siano gli ascensori che, non tutti, sono lunghi abbastanza per contenere un soggetto sulla carrozzina con la gamba allungata.
Questo non è giusto perché tutti i luoghi e, soprattutto quelli di interesse pubblico, devono essere forniti di ascensori larghi e bagni consoni. Come si vede, l’educazione fa parte di ogni aspetto della nostra vita, in quanto non si smette mai di imparare e, solo chi crede di sapere tutto, è più ineducato di tutti, in quanto è il più ignorante.
Quindi, solo con una buona educazione all’ascolto e alla conoscenza, ci si può ritenere persone civili e rispettose. Si può sempre sbagliare, ma bisogna saper ammettere i propri errori, in modo tale da poter migliorare e, quindi, poter essere un Paese migliore.
IL SENSO DEL BENESSERE 12/10/2020
Il senso del benessere è dato da emozioni che ci vengono dal vivere la nostra vita. Nella maggior parte delle volte sono sensazioni estremamente positive che ci rendono felici. Queste possono essere date da eventi esogeni a noi, nonché da un massaggio benessere, per non parlare, poi, di tutta quella parte che riguarda il fisico e lo sport.
Nella vita non bisogna mai arrendersi, soprattutto in questo periodo di covid, dove tutto ci sembra relativo. Basti pensare che l’uomo ha passato cose molto più invasive causate da lui, come le guerre, che hanno provocato molti più morti inutilmente. In confronto, il covid, è una bazzecola. Questo non vuole sminuire la tragedia che ha portato nella nostra vita questo virus, ma sta ad indicare che l’uomo, quando vuole, si fa male da solo, in quanto è l’essere vivente più masochista di cui sono a conoscenza.
Questo per la prevalenza che si vuole sempre avere sull’altro. Tutto quello che io voglio dire è che basterebbe così poco per stare tutti più felici e contenti. Ci vorrebbe, solo e soltanto, uno spirito di collaborazione tra tutti, in quanto non siamo soggetti di serie A o B, siamo tutti soggetti che meritano di vivere felici il più possibile, perché la vita è già imprevedibile di suo.
In definitiva, non dobbiamo complicarci la vita, ma dobbiamo, solo e soltanto, renderla più facile per tutti perché, se noi stiamo bene, anche gli altri stanno bene. In definitiva, un po’ di gioia in più per tutti, ci renderebbe un Paese migliore.
IL MONDO DELL’AUTO VERSO L’ELETTRIFICAZIONE 17/10/2020
E’ stato approvato dalla Camera un testo che prevede il totale abbandono delle auto a combustione, siano esse a benzina, gpl, metano e così via, entro il 2035. Non penso che 15 anni bastino per compiere questo grande passo. Io sono un grandissimo appassionato di auto, siano esse diesel, benzina, elettriche, perché il mondo dell’automotive mi ha da sempre appassionato.
Non ho citato apposta le auto ibride perché, a parer mio, sono dei cassoni ambulanti, in quanto, prendendo in esame Toyota, che, sin dagli anni 10 del 2000 è stata la promotrice di auto ibride come la Prius e Auris, sono auto che io ho provato, ma non ho mai posseduto per scelta, in quanto ritengo che consumino e inquinino come una Punto 1003 Multijet. Non penso che siano auto che possano avere un futuro.
Le auto che secondo me hanno un senso, invece, sono quelle plug in hybrid, che si stanno via via diffondendo e cioè quelle che si possono ricaricare anche da casa e hanno un’autonomia che oggi arriva fino a 80 chilometri solo in elettrico. Teniamo ben presente che l’auto elettrica non è nata solo ed esclusivamente per salvaguardare l’ambiente, ma per far concorrenza a Tesla: auto solo elettrica nata come Hiper Car, ma, ad oggi, con sempre più modelli per coprire la maggior parte dei segmenti di mercato.
Per la diffusione delle auto elettriche, nel nostro Bel Paese, ci vorrebbe, oltre agli incentivi inutili del Governo, (dico inutili perchè dando, ad esempio, un incentivo di 20 mila euro, cifra fittizia, non posso spenderne altri 20 mila per comprate una macchina elettrica. Dovrei spendere al massimo 15 mila per poterla equiparare ad un’utilitaria, alla portata di tutti). Ricordiamo che, come diceva il mitico Harry Ford: <<il progresso è vero progresso se è accessibile a tutti>>.
In definitiva, il Decreto Legge italiano ha senso se e solo se, unitamente agli incentivi per l’acquisto delle auto elettriche, ci sarà un accompagnamento infrastrutturale, inteso come autonomia di ricarica e così via.
Ritengo inoltre che, parlare di auto elettriche che non inquinano non è assolutamente corretto perché, è vero che le batterie si possono riciclare, ma siamo veramente convinti che l’intero processo di costruzione di un’auto elettrica, di relativo funzionamento e smaltimento sia veramente a impatto zero? Io non ne sarei così convinto, in quanto, gli acidi presenti all’interno delle batterie, non sono convinto che potranno essere totalmente riciclabili.
Bisognerebbe trovare materiali 200 volte più potenti degli ioni di litio attuali, per poter dare la stessa capacità e velocità di usufrutto delle auto termiche.
In definitiva, il mondo dell’auto, secondo me, anche nei Paesi sviluppati, non è ancora oggi a impatto zero. L’Italia, per il contesto socio-economico in cui si trova oggi, non è pronta ad un passo simile.
COME REGALARE I MONOPATTINI AI PROPRI NONNI DI 90 ANNI (CON TUTTO IL RISPETTO POSSIBILE PER I NONNI DI 90 ANNI) 21/10/2020
È di pochissimo tempo fa l’iniziativa del Sindaco di Firenze di rendere obbligatoria la targa e l’assicurazione per i monopattini. Mi chiedo come si stia assistendo a un revival, a cui si è assistito a fine anni ’80 e inizio anni ’90 con i Cinquantini a cui è seguito, poi, il progressivo declino. Infatti, quando è stato obbligatorio targarli, assicurarli e quant’altro, non conveniva più di tanto averli. Al che, mi sovviene un dubbio: ma sono proprio degli stolti quelli che stanno al Governo?
L’ex Ministro Toninelli aveva spinto tanto per l’introduzione di questo mezzo di trasporto per inquinare meno. Stiamo assistendo anche alla produzione di questi monopattini da parte delle case automobilistiche per poter effettuare l’ultimo miglio, ma non si tiene conto assolutamente della sicurezza di questi mezzi, secondo me molto pericolosi delle biciclette, in quanto, in bicicletta, sei molto più sicuro perché sei su due ruote belle grandi, hai il casco (per chi se lo mette) e poi la struttura è molto più solida.
Secondo le ultime statistiche, poi, in proporzione, ci sono quasi più morti in monopattino che in macchina. Questo perché non è regolamentata la velocità e non ci sono regole ferree e da qui mi chiedo: cosa serve targarlo e assicurarlo se non vi sono neanche le regole di base? L’unica spiegazione che mi do è che lo Stato vuole fare soldi sulle spalle dei cittadini.
Prima li incentiva a comprarli, in seguito, li disincentiva a usarli e li costringe a regalarli, figuratamente, al proprio nonno di 90 anni. Gli italiani, come sempre, si dimostrano pecoroni che vanno dietro la novità solo e soltanto perché vengono incentivati a comprarli, non sapendo, però, se l’incentivo arriverà.
Ci terrei a sottolineare anche, come questi mezzi siano estremamente pericolosi, in quanto in autovettura è obbligatoria la cintura di sicurezza, in bicicletta è consigliato usare il casco. Secondo me sarebbe molto più utile usare lo skateboard: mezzo antico e ancora efficace che, usato con moderazione, potrebbe essere un’ottima terapia anche per il nonno di 90 anni.
IL DECLINO EDUCATIVO NEI MASSMEDIA 23/10/2020
Oggi, facendo zapping, mi sono imbattuto in uno dei miei programmi cavalli di battaglia quand’ero piccolo: “L’Albero Azzurro”. Ho potuto notare la differenza di approccio tra le edizioni di 30 anni fa rispetto a quella attuale. Ritengo che ci sia una leggera perdita a livello qualitativo e che si tenda a considerare le nuove generazioni un po’ meno perspicaci rispetto alla mia.
Questo, secondo me, è dovuto anche al declino dei mezzi di comunicazione in generale, dei cartoni animati in primis, per poi passare alle trasmissioni di altra dimensione, come le trasmissioni scientifiche per ragazzi e così via. Credo che non sia possibile fare paragoni generazionali, però, a mio parere, l’educazione deve partire dai mezzi di comunicazione oltre che, principalmente, dalla famiglia e dalla scuola.
Credo che la digitalizzazione abbia contribuito a questo declino creando personaggi sempre più fittizi e meno reali. Per non parlare, poi, di tutto quello che fa da contorno a questo bellissimo mondo. Proporrei corsi per imparare gli antichi mestieri che possano avviare e poi far coltivare ai giovani queste passioni, nonché, in questo periodo di lockdown, si è assistito a un impegno della RAI a sostenere le scuole, non tenendo conto, però, che non tutte le scuole, purtroppo, sono allo stesso livello. Bisognerebbe suddividere di più in canali tematici.
Insomma, la cultura in Italia fa acqua da tutte le parti. E pensare che i nostri avi hanno infuso il mondo di cultura. Con la speranza che qualcosa possa cambiare, resto fiducioso nei valori che i nostri avi ci hanno trasmesso, ma, purtroppo, non ripongo fiducia nella classe dirigente attuale.
UN MITO IMMORTALE 02/11/2020
Oggi per me è una giornata triste per l’improvvisa morte di Gigi Proietti, un artista con la A maiuscola, in quanto è da sempre stato un maestro e un artista poliedrico, dal teatro al cinema, alla televisione. Aveva la capacità di arrivare a tutti. Piaceva a giovani, anziani, bambini e adulti allo stesso modo; non facendo, così, distinzione di classi sociali, in quanto il suo scopo era essere prossemico e comunicativo in modo tale da arrivare a tutti.
È stato un artista che ha portato il dialetto romanesco alla portata di tutti, senza trascurare l’uso corretto dell’italiano. Ha fondato una scuola dalla quale sono usciti i più grandi comici e artisti dei nostri tempi, tra gli altri, anche Enrico Brignano. Non credo che ci sia mai stato prima di lui un artista così visionario e così anticipatore dei tempi. Pensiamo alle prime serie televisive, come il Maresciallo Rocca che ha dato il via, poi, alle fiction della Rai.
Mi chiedo se, oltre che intitolargli il teatro Brancaccio, non sarebbe utile, oltre che la scuola di Proietti, si portino anche avanti iniziative atte a insegnare la comunicazione in maniera reale prendendo spunto anche da lui nelle Università, cosa che sarebbe molto utile, visto che i ragazzi, oramai, comunicano prevalentemente solo via social e non c’è più quel rapporto umano fondamentale per Proietti.
Insomma, un uomo, un mito che rimarrà per sempre attuale e che spero sappia dare, anche da lassù, sempre nuovi stimoli per creare sempre innovazione. Caratteristica fondante della sua vita artistica. Insomma, un uomo che resterà, di sicuro, un grande esempio per tutti noi.
LA LEGGE DELLA FORESTA 5/11/2020
Questo titolo è un po’ evocativo, infatti nel mondo animale vi sono delle regole non scritte, che tutti rispettano nel bene o nel male per la sopravvivenza della specie. È pur vero, però, che nella storia vi sono state condizioni esogene che hanno portato all’estinzione, ad esempio dei dinosauri attraverso le glaciazioni, ma sono fenomeni alquanto rari. Mi chiedo perché l’uomo è l’unico essere vivente sulla faccia della terra che compie delle azioni scellerate e non paga direttamente lui, ma pagano gli effetti delle sue azioni le generazioni future.
Credo, altresì, che vi sia un problema di fondo, in quanto il rispetto delle leggi è fondamentale per la sopravvivenza di ogni aspetto della vita sulla faccia della terra. Solo noi umani sfidiamo queste leggi e pretendiamo, poi, di affrontarne gli effetti con il minimo sforzo economico, altresì, esigiamo di sopravvivere nell’agio.
Secondo me, c’è una contraddizione in termini che dimostra quanto l’essere umano sia intellettualmente poco allenato. Gli animali sanno benissimo che andando a caccia rischiano la vita ogni giorno e anche che, se si fanno male, nel 99% dei casi, sono morti, quindi stanno molto attenti. Noi abbiamo la possibilità di curarci, di vivere nell’agio e non sappiamo sfruttarla, in quanto non ci rendiamo conto della nostra fortuna.
In quest’epoca del COVID è palese come l’ignoranza umana la faccia da padrone. In Italia, infatti, i medici vengono, dapprima premiati in pompa magna con cerimonie in cui vengono ritratti come eroi e, a distanza di tempo, ai proclami non fanno seguito i fatti. Neanche in guerra si era così poco tutelati, in quanto, chi andava in guerra, sapeva che il rischio era molto alto, però, comunque, si aveva la consapevolezza del rischio.
Adesso, i medici, oltre a mettere in gioco la loro vita per i propri pazienti (cosa per niente scontata) devono anche fare i conti con la mancanza di presidi e di posti letto. In un Paese civile questo non può succedere; cosa che per la legge della foresta sarebbe inconcepibile.
Quindi, si può vedere come il mondo animale superi ancora una volta quello degli esseri umani, dimostrando, così, che gli esseri umani si complicano la vita da soli per il loro egoismo e sete di conoscenza.
LO SPORT COME EDUCAZIONE ALLA VITA 6/11/2020
Nella mia vita ho sempre praticato sport. Non ho avuto modo, però, di confrontarmi con disabili di pari livello perché, dopo vari tentativi, ho capito che è difficile la classificazione. Comunque, ho imparato tante cose. Con la tenacia, il sacrificio e la determinazione si può arrivare a risultati inaspettati e a recuperi eccellenti, come quando mi sono rotto la rotula spezzandomela nettamente in due e, dopo un mese di tutore e tanto sacrificio, grazie all’aiuto dei miei amici e del mio medico, sono riuscito a recuperare del tutto dopo quasi due anni. Adesso, dall’incirca un anno, riesco a fare quello che facevo prima.
Ho capito che nella vita ci sono sport che ti accompagnano sempre, come, nel mio caso, il nuoto, ma anche altri sport come l’equitazione e il ciclismo, che sto cominciando a praticare. L’equitazione l’ho praticata sin da piccolo, dapprima come riabilitazione e, in seguito, come passione.
In definitiva, per me, lo sport è vita, è sacrificio, ma anche fucina di grandi soddisfazioni, infatti, da un decennio, a fasi alterne, sto partecipando a delle gare di nuoto in acque libere con i normodotati. Per me non è importante il risultato, ma partecipare e dimostrare a me stesso che, anche davanti a ogni difficoltà, come quella di rompersi un ginocchio, ci si può rialzare e tronare forti come prima; infatti, l’anno scorso, tre anni dopo la rottura del ginocchio, sono tornato alle gare. Una soddisfazione immensa. Ora ho in serbo tante altre imprese.
In definitiva, questo racconto sta a significare, nel suo piccolo, che lo sport è utile per tutti gli aspetti della nostra vita. Mi sono serviti e mi servono da esempio tanti miei amici, altresì, i miei allenatori, che mi stimolano sempre a non mollare e ringrazio tutti per l’esempio e l’aiuto che mi hanno fornito.
In definitiva, nella vita, bisognerebbe seguire le regole dello sport anche per gli altri ambiti perché, nello sport, se non ti alleni, non ottieni niente, ma, se ti alleni, migliori le tue prestazioni e superi i tuoi limiti, quindi, per logica, lo sport è meritocratico. Invece, nella vita, non è quasi mai così, in quanto l’uomo preferisce quasi sempre la strada facile rispetto a quella difficile, non raccogliendo, però, le soddisfazioni che i sacrifici portano anche in ambito lavorativo.
In definitiva, spero di essere sempre determinato a raggiungere obiettivi sempre più importanti per avere una vita piena e, soprattutto, mantenere quei rapporti umani che lo sport mi ha dato modo di intraprendere, molto importanti per me.
In definitiva, lo sport è il profumo della vita!
IL LABILE CONFINE TRA REALTA’, SOGNO E FOLLIA 11/11/2020
La realtà è tutto ciò che noi viviamo, sia nel vero che virtualmente, soprattutto in questo periodo, e dobbiamo farne i conti sempre, infatti, scontrandoci con essa, cresciamo, ci rafforziamo, creiamo rapporti umani e abbiamo la possibilità di metterci alla prova sempre. A volte, come in questo periodo, non ci piace perché non possiamo risolvere i problemi che ci attanagliano da soli.
Il sogno, invece, è quel desiderio per cui noi combattiamo, magari una vita, e che tentiamo di raggiungere e, la maggior parte delle volte, se abbiamo fatto le cose bene, ci riusciamo, ed è anche quell’aspetto della nostra vita che ci da’ la possibilità di essere sempre positivi, anche nei periodi più difficili.
La follia, in senso positivo, è l’aspetto della nostra mente e della nostra vita che ci fa superare le nostre paure e ci consente anche di affrontare la realtà in maniera meno faticata, a volte, in quanto non è facile sempre affrontare le proprie paure. A volte ci vuole quel pizzico di follia che ci rende più forti per poter superare quel momento e affrontare le difficoltà.
Credo, altresì, che vi sia una forma di follia che non voglio prendere in considerazione in questo articolo, ma che descrive il labile confine tra l’uomo e l’essere irrazionale più cattivo sulla faccia della terra. La follia negativa, insomma, è quella che fa trasparire i lati più negativi possibili dell’uomo, portandolo a compiere dei gesti inspiegabili.
Insomma, l’equilibrio tra questi tre fattori renderebbe l’uomo veramente capace di affrontare tutte le crisi possibili. L’unione delle competenze, capacità di ognuno verso qualsiasi obiettivo è l’unica soluzione per realizzare ciò che, fino a un momento prima, sembrava irrealizzabile. Spero che si applichi questo metodo per trovare una soluzione, non solo al Covid, ma anche alle malattie più gravi e lo si utilizzi anche per creare innovazione, che faciliti l’uomo nello svolgimento delle proprie mansioni e dia a quest’ultimo la possibilità di vivere pienamente la propria vita.
In definitiva, quest’ultimo dovrebbe essere lo scopo di ogni buon Governo e di ogni democrazia, invece, in questo momento, mi sembra che stia prevalendo un po’ di egoismo, che non porta ad una risoluzione rapida dei problemi. La rapidità spesso è cattiva consigliera, però, se messa a sistema con altri, può essere produttiva al 1000 per 1000.
Insomma, il mio sogno per un mondo migliore è avere dei cervelli migliori che, anche attraverso questo metodo, facciano bene funzionare le rotelle e lascino da parte gli interessi personali per coniugarli verso la collettività e il suo benessere.
DALLA TEORIA ALLA PRATICA 12/11/2020
Sarebbe buona prassi capire che, in Italia, per avere uno sviluppo uniforme del benessere della collettività, bisognerebbe ragionare scientificamente lasciando, però, all’uomo libertà di inventiva e di pensiero. In sintesi, l’obiettivo finale per il lavoratore non dovrebbe essere lo stipendio, ma arrivare ad avere delle soddisfazioni, attraverso i rapporti che si creano a lavoro e gli obiettivi di gruppo raggiunti.
Credo che i metodi di google e di altre aziende andrebbero innovati e posti come standard qualitativi. Spiegandomi meglio; non è importante quanto si lavora, ma è importante avere la mente libera per avere la possibilità di ragionare sull’innovazione da implementare per raggiungere un dato obiettivo, ed è scientificamente provato che l’uomo, quando è rilassato è più produttivo, perché produce endorfine che portano positività e serotonina. In Italia, però, sono ancora troppo poche le aziende che attuano queste politiche.
Si è ancora troppo legati al vecchio rapporto tra capoufficio e dipendente, alle 8 ore di lavoro e a timbrare il cartellino. Io sarei molto più contento se, oltre ad aumentare il fatturato, aumentasse anche il piacere dei miei dipendenti a lavorare e, soprattutto, a stare insieme, perché è bello lavorare divertendosi e sarebbe anche giusto che si attuassero queste idee anche nell’ambito del COVID, invece di fare tutto questo terrorismo psicologico che, da una parte, è anche giusto, ma, dall’altra, porta anche altre patologie.
Sarebbe molto interessante, invece, capire come poter aiutare la gente a curarsi e, allo stesso tempo, a essere produttiva per se stessa e per il suo benessere. Sono convinto che, se in Italia si attuassero queste semplici idee, staremo tutti meglio. Alla faccia del COVID e di chi ci vuole male!
In definitiva, resto fiducioso che qualche imprenditore, anche in ambito sanitario, applichi queste semplici idee e possa portare, anche ai nostri eroi attuali un po’ più di sollievo. Tutto, però, ricordiamoci sempre, che deve partire dall’istruzione. Io ho sentito parlare solo di questi metodi in esami sociologici e non in quelli economici, cosa molto grave! Perché l’economia è fatta anche di persone e capitale umano, senza i quali non ci potrebbe neanche la moneta.
Ricordiamoci sempre che l’intelligenza artificiale può aiutare, ma non potrà mai sostituire l’interazione che c’è tra uomo e uomo, fondamentale per la sopravvivenza della specie umana. In definitiva, penso che basterebbe qualche rotella in più per vivere meglio!
IL GIUSTO EQUILIBRIO E’ SEMPRE IMPORTANTE 16/11/2020
Soprattutto in questo periodo è difficile essere persone sempre equilibrate perché siamo in una situazione emergenziale dove, purtroppo, tutto il mondo è coinvolto e dove stiamo assistendo a delle disparità sociali non indifferenti, in quanto è sempre più probabile, in Europa, vedere gente in difficoltà e, invece, in Cina, Paese scatenante di questa pandemia, sono tutti più tranquilli, festeggiano normalmente nello sport, nel calcio e così via.
Messaggi rassicuranti, da una parte, ma anche abbastanza subdoli, dall’altra, che mi fanno riflettere e dire che la mia teoria economica è quasi giusta e cioè quella per cui la Cina, da questa pandemia, si sarebbe arricchita e avrebbe dominato ancor di più il mondo. Dopo questa digressione ritengo che il continuo martellamento da parte dei media, che porta a pensare negativo e non altro, non sia proprio utile.
Ci dovrebbero essere anche momenti di informazione che facciano capire veramente qual è la situazione e che incoraggino verso delle soluzioni perché, se in Cina è quasi risolto, ci sarà un motivo. Secondo me lì hanno già trovato una cura efficace per debellarlo, però nessuno dice niente ufficialmente, il che mi fa pensare che, non che fosse tutto premeditato, ma quasi.
A questo punto mi chiedo se i Governanti del mondo stiano facendo girare bene le rotelle, perché la vita deve andare avanti, non ci possiamo fermare e, soprattutto, dobbiamo evitare quell’escalation di patologie correlate a questa situazione di instabilità, quindi essere equilibrati nell’informazione e, soprattutto, giusti è un dovere di ogni nazione evoluta, come si definisce l’Italia. Invece, mi sembra che siamo una nazione estremamente politicizzata ed estremamente dipendente da persone che non abbiamo neanche eletto noi, i quali non abbiamo il coraggio di mandare a casa.
Comunque, vi sono esempi di persone estremamente equilibrate che cercano di uscire fuori dal coro e di farci comprendere meglio il tutto. La cosa negativa è che sono veramente poche.
In definitiva, ritengo che l’equilibrio porta sempre con sé la possibilità di riflettere meglio e di non agire in maniera raffazzonata, ma scientifica. Questo sarebbe l’unico modo per poter affrontare meglio le cose. In sostanza, spero che le nuove generazioni non risentano troppo di questo periodo perché la vita è sempre bella, ma se potuta vivere a contatto con gli altri, è ancora più bella.
LA LEGGE DELLA CABALA 18/11/2020
L’importanza di saper fare le scelte giuste nella vita è fondamentale per essere felici, in quanto la vita è perennemente una scelta: dalla scuola che intraprendiamo, al mondo del lavoro, alla vita sentimentale, insomma, tutto si basa sulle nostre scelte, che non devono mai basarsi sul caso o sulla fortuna, ma devono sempre avere una logica e una conseguenzialità.
Parte integrante di questo è anche la fortuna che, a volte, se facciamo le scelte che più ci aggradano, ci aiuta. Nella mia vita sono stato molto fortunato perché ho sempre potuto, grazie all’aiuto della mia famiglia e di tutti i miei amici, intraprendere le strade che mi rendono, ancora oggi, orgoglioso delle mie scelte, consapevole dei miei errori.
Comunque, rifarei tutto quello che ho fatto e sono orgoglioso di tutti i rapporti umani che ho intrapreso, per fortuna quasi sempre tutti positivi e, quando ho incontrato qualcheduno che, poi, si è rivelato non tanto educato e un po’ approfittatore, ho cercato sempre di cogliere il lato positivo e di fare di ogni situazione, un’opportunità, cercando di stare attento, affinché non si verificassero più situazioni simili.
Nella vita bisogna avere il radar e tenere sempre le antenne belle alte, in modo tale da poter intercettare prima le situazioni negative, quindi è dimostrato che, se ci impegniamo per realizzare i nostri sogni, la legge della cabala, prima o poi ci aiuterà. Se, invece, restiamo passivi e accogliamo tutto ciò che la vita ci fornisce con pessimismo e menefreghismo, resteremo sempre dei lamentosi insoddisfatti.
Io preferisco essere un creativo che non si ferma mai e che cerca sempre di capire le cose e di trovare soluzioni perché, è solo con la creatività e l’inventiva, che la vita diventa più bella e da’ la possibilità di interagire con sempre più persone.
IL VOLORE DELLA MENTE EQUIVALE ALL’80% DELLE NOSTRE AZIONI 4/12/2020
Saper usare il cervello è uno degli aspetti che ci contraddistingue dal mondo primitivo, infatti, se ci chiamiamo sapiens sapiens, ci sarà pure un motivo. Le nostre convinzioni, le nostre attitudini, sono ciò che formano la nostra personalità. Noi apprendiamo quasi tutto sin dall’età fanciullesca da coloro che ci circondano: il nostro nucleo familiare.
La nostra personalità è condizionata da ciò che ci accade: le nostre paure nascono da eventi negativi della nostra infanzia, ma anche e soprattutto, dall’influenza positiva o negativa dei nostri genitori, nel voler fare qualcosa o compiere qualche azione. Dall’età fanciullesca del condizionamento, si passa, in seguito, all’età adolescenziale nella quale si dovrebbe cominciare a formare una personalità più autonoma.
Poi, con l’arrivo dei 20 anni, dovremmo essere più o meno pronti ad affrontare la vita. Se noi abbiamo imparato a usare la mente in maniera scernica ed evoluta, sapremo valutare le nostre azioni in maniera positiva, valutandone rischi e pericoli se, invece, nelle nostre scelte saremmo stati condizionati dai nostri genitori, che invece di guidarci ci hanno obbligato, probabilmente saremmo persone insicure.
Il ruolo del genitore è fondamentale per la creazione della personalità di ognuno di noi, in quanto deve fungerci da guida e non da obbligante. Non deve fare le cose per noi, ci deve aiutare nelle difficoltà, ma la sostituzione si fa solo nel calcio. D’altronde, questo, è un difetto che ritroviamo, poi, anche nel mondo del lavoro, infatti, in un ufficio, di solito vi sono due che lavorano e tre che non fanno niente, quindi si può vedere come quest’equazione sia vera anche in ambito lavorativo.
Per sillogismo, quindi, si può capire che quelli che non fanno niente, molto probabilmente, sono stati bambini viziati, quindi, per essere persone migliori, sta a noi saper usare la nostra mente nel modo migliore, per ottenere risultati soddisfacenti per la nostra vita, non quella degli altri.
Insomma, per una società migliore ci vogliono menti migliori.
L’EQUILIBRIO E’ LA COSA PIU’ IMPORTANTE NELLA VITA 17/12/2020
Per avere equilibrio nella vita è importante sapere ascoltare e saper pianificare. Soprattutto quando si lavora sarebbe molto utile non prende le cose sottogamba, pensando che si può sempre fare come si vuole, ma bisogna saper pianificare per raggiungere un obiettivo, qualsiasi esso sia. Lavorare senza obiettivi non ha senso, qualsiasi lavoro si faccia.
Per poter pianificare bisogna ascoltare, recepire e agire. L’azione dev’essere ragionata al raggiungimento dell’obiettivo. Non si può fare i conti senza l’oste, sennò non si arriva da nessuna parte, infatti, facendo i conti senza l’oste, non si è persone equilibrate, si è persone senza obiettivi, apparentemente, ma, nella realtà, questa tipologia di persone, ne ha talmente tanti che non sanno da dove cominciare.
Per essere equilibrati bisogna partire dalle piccole cose, per poi arrivare alle più grandi. Non si può pensare in grande, senza prima aver pensato in piccolo, perché l’insieme delle piccole cose crea le grandi cose.
Quindi, in definitiva, penso che per essere persone equilibrate basta usare il cervello, contare fino a dieci, e poi parlare. Tutte le volte che arriviamo all’obiettivo siamo felici, ma, per essere veramente felici, dobbiamo capire se l’abbiamo raggiunto barando o sacrificandoci.
Tutti pensano che il sacrificio sia solo fisico e, invece, non è così, il sacrificio è soprattutto mentale perché, è solo quando pensiamo alle cose che facciamo, che ci stiamo sacrificando, sia nello sport che nella vita, poi è ovvio che in un ambiente lavorativo siamo soggetti a relazioni che, a volte, ci portano a fare scelte che non vorremmo fare, ma, purtroppo, quando la gente non ti ascolta, è molto probabile che bisogna arrivare a farle.
Anche il ragionare troppo, a volte, è controproducente, perché non ti fa godere appieno la vita, però, senza raziocinio, non ci può essere follia, quindi, la giusta proporzione tra raziocinio e follia positiva, ci rende persone equilibrate. Questa è una cosa che ho imparato dalla vita e che non mi scorderò più.
In definitiva, per essere persone equilibrate basta avere la razionalità al punto giusto e uno spirito di iniziativa spiccato, che ci porterà sempre a essere persone non comuni, felici di vivere la vita.
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L’IMPORTANZA DELLA FIDUCIA E DELLA CONSAPEVOLEZZA IN SE’ 18/12/2020
La fiducia nel prossimo è un valore che si sta progressivamente perdendo, perché viviamo in una società prevalentemente egoista che preferisce mentire, piuttosto che affrontare i problemi. Non credo che questo sia un fattore di crescita per la società, bensì, di decrescita, anche perché, come si è sempre visto nella storia, quando si collabora verso un obiettivo, si è sempre più felici e contenti.
Credo che si debba pensare in maniera collettiva per essere persone mature e per poter credere anche di più in se stessi, perché, è pur vero che siamo i primi, noi, a dover credere nelle nostre potenzialità, ma, alla fine, sono gli altri che ci valutano, criticano o ci apprezzano. Questo accade sin dalle scuole elementari.
Quindi, la consapevolezza in sé passa attraverso la propria personalità e, quindi, la propria crescita, la quale viene accompagnata dalla famiglia, ma anche dalle esperienze fatte in società, quindi è molto importante credere, attraverso la propria personalità, in se stessi, ma anche negli altri.
Se la nostra fiducia verso l’altro viene tradita, sta all’interlocutore riguadagnarsela; noi, d’altro canto, non dobbiamo essere fessi e ridargliela gratis. Così si eviterebbero tante situazioni spiacevoli. È difficile, altresì, avere un carattere forte per decidere quando interrompere qualsiasi tipo di relazione umana, per evitare il sopravvento dell’uno sull’altro.
Insomma, la fiducia è tappa fondamentale per essere consapevoli di se stessi. La consapevolezza, però, non deve portare al predominio del proprio ego, in quanto si correrebbe il rischio di rimanere isolati. Insomma, per una società equa ci vorrebbe molta più fiducia, ma, dato che sono le nostre istituzioni educative stesse a non ispirarne, perché la politica non da’ loro i mezzi per poter essere all’avanguardia, non credo che la società italiana possa crescere a un ritmo degno del suo nome.
In definitiva, come sempre, ci troviamo nell’Italia fantozziana, dove, come al solito, per fare un passo avanti, se ne fanno tre indietro. Secondo me, Totò, Fantozzi e Gigi Proietti, uniti in un connubio artistico, riuscirebbero a rappresentare al meglio il declino della società attuale. Comunque, sono e resto fiducioso nella straordinaria resilienza degli italiani che, nonostante tutto, non si arrenderanno e saranno migliori di prima.
COME FARE A FIDARSI 21/12/2020
Dare e ricevere fiducia: questo è il grande dilemma. Come afferma anche la cantante Giorgia, in questo periodo dare fiducia è un grande atto di coraggio, perché viviamo in un mondo dove l’egoismo prevale e non si riesce ad aiutare l’altro in maniera efficace. L’aiuto non va fornito con lo scopo, solo e soltanto, caritatevole, ma bisogna fare in modo che sia sistematico e finalizzato al reinserimento della persona nella società.
Questo fatto porta la gente a non fidarsi perché, se uno da’ un dito, poi l’altro si prende il braccio. Questo perché la società non da’ la possibilità alla persona di camminare con le sue gambe. Difatti, molte fughe all’estero, sono causate dalla mancanza di struttura a livello sociale. Se l’aiuto non fosse fine a se stesso, ma fosse sistematico, saremmo tutti più contenti, perché tutti avrebbero un ruolo nella società; acquisirebbero, così, valore sociale.
Si dice, inoltre, che, in Italia, ci sia un numero grandissimo di volontari, peccato che i volontari veri siano veramente pochi. Infatti, volontariato vorrebbe dire fare qualcosa gratis, senza rimborso spese, invece, gran parte di quelli che vengono considerati volontari, sono rimborsati e, quindi, non sono volontari, ma sono considerati tali perché conviene a tutti.
È un tipo di società che non mi piace perché se un gesto viene fatto dev’essere fatto con il cuore, non a servizio di una società che, poi, alle spalle dei volontari, ci guadagna. Insomma, ritengo che, se un gesto viene fatto non dev’essere considerato volontariato, ma un gesto di carità o, ancor meglio, un gesto di cuore.
Credo che, comunque, lo spirito di generosità degli italiani sia un esempio per tutto il resto del mondo, quindi, tornando al nostro bel discorso, dare fiducia è un grosso atto di coraggio che viene ripagato, la maggior parte delle volte, con il ricevere fiducia o ricevere qualcosa in cambio, il che non vuol dire, solo e soltanto, denaro, ma a un gesto può corrispondere un altro gesto.
Non conta il valore economico, ma il valore morale e il fatto che, quando qualcuno è in difficoltà, basta poco per renderlo felice, però, in questa società consumistica, quello che conta veramente è avere il cellullare all’ultima moda, quando, in realtà, dovrebbe contare di più l’aiuto verso l’altro e la relativa soddisfazione che si prova quando si aiuta qualcuno, perché il dare e ricevere fiducia è un aiuto reciproco.
In definitiva, benchè sia una cosa complicata, penso che sia alla base di tutto l’interscambio, attraverso il quale si creano amicizie e rapporti che durano nel tempo. In definitiva, la fiducia sta alla base di ogni rapporto umano che si rispetti e credo che, l’Italia, sia un esempio, sotto certi aspetti, di questo importantissimo valore. L’unico difetto è che, poi, scaturisce tutto verso un valore economico, il che non dovrebbe esistere, perché i soldi dovrebbero servire solo come mezzo per essere felici e vivere una vita dignitosa e non come mezzo per lucrare o cose simili.
Insomma, insieme al dare e ricevere fiducia, bisogna anche dare il giusto valore al denaro per poter vivere in una società il più possibile sana e coerente. Mi auguro che questo, prima o poi, possa accadere, perché l’Italia è piena di gente generosa che vorrebbe mettersi a sistema, al fine di essere un Paese più giusto e riconoscente.
L’IMPORTANZA NEL CREDERE NELLE PROPRIE IDEE 22/12/2020
Portare avanti le proprie idee è un pregio che abbiamo tutti, ma da pochi viene coltivato. Per valutare le idee ci sono diversi criteri: uno è quello della sostenibilità, d’altro canto c’è anche quello della credibilità e dell’attuabilità. Posti questi tre concetti, un’idea è realizzabile ed è sempre indipendente dal giudizio degli altri.
Gli altri possono solo dare consigli, ma, i consigli costruttivi son solo quelli che, partendo dall’idea, la valorizzano facendo arrivare l’individuo alla scelta di andare avanti o modificare il percorso. Per credere nelle proprie idee bisogna avere un piano d’azione che ci aiuti a compiere quell’insieme di azioni, atte ad arrivare all’obiettivo e, cioè, la realizzazione finale. Per arrivare alla realizzazione dei propri sogni, bisogna credere in tante idee.
Avere idee e inventiva è ciò che rende ogni uomo diverso dagli altri; difatti, in Italia, siamo 60 milioni, ognuno di noi ha almeno 10 idee alle quali poter credere. Chi crede nelle proprie idee è colui che non sarà mai servile con gli altri, ma al servizio degli altri per poter realizzare le proprie idee.
Credo, altresì, che sia buon costume lottare ad ogni costo per realizzarsi attraverso le proprie idee. Dobbiamo, inoltre, aiutare gli altri a realizzare le proprie idee, perché, attraverso il nostro lavoro, possiamo avere i mezzi per realizzare le nostre. Insomma, è un libero scambio che è giusto che ci sia.
In definitiva, solo chi crede nelle proprie idee, può avere una visione ampia per cercare di migliorarsi sempre. Chi non crede nelle proprie idee, si adagia e fa una vita pressoché normale dove, però, non è presente l’adrenalina data dal fatto che l’idea dipenda da noi. Il mondo imprenditoriale è l’esempio per eccellenza di questo concetto. Penso che, però, i giovani debbano essere aiutati dal nostro Paese, non con slogan, ma con fatti, cosa che, purtroppo, i nostri politici non sanno fare del tutto.
Bisognerebbe avere il coraggio di farglielo notare. Solo così possiamo essere un Paese migliore degno dei valori che intrinsecamente porta.
IL RISPETTO DEI VALORI E’ LA PRIMA COSA DA IMPARARE 23/12/2020
L’educazione sta alla base della personalità di ognuno di noi, infatti, se abbiamo una famiglia d’origine che ci trasmette certi valori, come il rispetto delle altre persone attraverso il far sedere una persona anziana se non vi sono sedute sul tram, o l’aprire la porta a un anziano o, molto più banalmente, a una signora, dovrebbe essere il principio per condurre un’esistenza il più possibile serena e piena di cose belle.
Essere educati porta felicità, perché, stiamo assistendo, purtroppo, al declino di ogni principio di educazione. Basti pensare alla scuola, dove, se prima l’alunno andava male, il genitore riprendeva il proprio figlio; ai colloqui, oggi, invece, i professori hanno paura perché i genitori, invece di riprendere il proprio figlio, dicono al professore che non è in grado di svolgere il proprio lavoro, assistendo, così, a un declino del valore educativo della scuola, al quale la politica si sta adeguando, basti vedere il basso profilo che tiene la nostra Ministra dell’istruzione attuale.
L’istruzione sta alla base di ogni buona educazione, si dovrebbe reintrodurre l’insegnamento dell’educazione civica e potenziare l’insegnamento dell’educazione fisica, perché l’educazione al movimento ci aiuta a produrre endorfine e ad essere più produttivi anche a livello mentale.
Non credo che, in Italia, la società attuale si possa ritenere più evoluta rispetto a quella di soli 15 anni fa, in quanto abbiamo assistito ad un progressivo declino dei valori sia scolastici che universitari dove, fino a qualche anno fa, veniva messo in prim’ordine la conoscenza. Ora, anche con il progressivo avvento del web, lo studio sta cambiando e vi è molto meno spazio alla riflessione, in quanto studiare sul libro di carta è diverso che studiare su un supporto elettronico, in quanto è più facile distrarsi.
Con l’avvento dei social, poi, è arrivata la fonte di distrazione primaria, la quale andrebbe combattuta con tutte le forze, non impedendo alle persone di poterne usufruire, ma facendo loro capire che, quest’ultimi, devono fungere da supporto per la vita e non devono mai essere lo scopo della vita stessa.
Insomma, valori come l’educazione, il rispetto dell’altro, passano anche attraverso il rispetto di noi stessi. Credo che in ogni epoca, se si è persone dai sani principi, si potrà sempre sopravvivere e crescere per essere sempre persone migliori, anche in quest’epoca cosi difficile.
UNO DEI NATALI PIU’ STRANI E PIU’ SIGNIFICATIVI DELLA MAI VITA 28/12/2020
In questo Natale si è potuto vivere il vero spirito semplicistico del Natale, in quanto non ci si è potuti incontrare e relazionare, ma si è potuto apprezzare, nell’intimità della propria famiglia, il valore vero dello stare insieme, cosa che ci dovremmo portare anche quando si tornerà alla normalità e si daranno per scontate molte cose.
È pur vero, però, che vi sono molte persone sole che in questo periodo si saranno sentite meno sole a causa di forza maggiore. Spero che il COVID, nella sua gravità e drammaticità abbia rafforzato in noi il senso di collettività facendo, così, apprezzare lo spirito natalizio vero e proprio, in quanto non è solo scambi di regali e mangiare insieme, ma è anche la presa di coscienza di chi si è e di chi si vorrebbe essere.
Molte volte quando si sta soli si può riflettere meglio e prendere le giuste decisioni, quindi, se proprio vogliamo prendere in analisi tutta la situazione, tutto il male non viene per nuocere. Spero che, come per me, per tanti altri, questo Natale sia servito a capire cosa si vuole veramente dalla vita, in quanto la vita è breve e va sfruttata in ogni istante.
L’intrinseco valore della vita sta a noi saperlo vedere e sfruttare.
LA TUTELA DEGLI ANIMALI E LA LORO LIBERTA’ 8/1/2021
Non ho mai parlato di questo argomento e, nello specifico, mi voglio addentrare nel campo degli allevamenti, siano essi equini, bovini e così via. La cosa importante è sempre la tutela dell’animale e della sua salute e, quindi, il completo allevamento a terra, non intensivo e naturale. Purtroppo, però, nonostante le leggi contro gli OGM, anche in campo animale, si sta assistendo sempre di più ad allevamenti intensivi, volti alla produzione sempre maggiore di carne e suoi derivati, ma anche di latte e suoi derivati.
Per aumentare la produzione, negli allevamenti intensivi, benché si dica che è tutto rispettato, non è mai cosi perché, comunque, nel mangime animale, sono presenti proteine e sostanze, atte ad aumentare massa e produttività, non genuine che possano garantire una certa vendita economica.
Io sono contro tutte queste forme di allevamento, che sono il danno maggiore per gli animali e per gli uomini, ancora più di malattie e così via, perché mangiare carni derivate da allevamenti intensivi porta a una produzione ormonale diversa che stimola la crescita e, infatti, sono sempre più frequenti casi di inizi di fertilità in tenera età di ragazzine, crescita spropositata dei muscoli dei ragazzi, non rispettando, così, lo sviluppo biologico di ognuno di noi.
Questo favorisce la predisposizione genetica a malattie, quindi, oltre alla sedentarietà degli animali, al loro malessere, gli allevamenti intensivi sono sconsigliati per una moltitudine di fattori, però sono un vantaggio economico troppo importante per tutti quelli che hanno interesse a guadagnarci, soprattutto le multinazionali.
In definitiva, la qualità di quello che ingeriamo è fondamentale per ognuno di noi, per il nostro sviluppo e il nostro mantenimento. Gli allevamenti naturali sarebbero sempre la cosa migliore, anche per un’evoluzione sempre più sana della specie umana.
Con la speranza che il dio soldo non abbia sempre il sopravvento, ma, per una volta, ce l’abbia il benessere animale, sono e resto fiducioso in un cambiamento di rotta.
SOGNARE NON COSTA NIENTE 14/1/2021
Questo titolo è da una parte provocatorio, ma, dall’altra, molto evocativo, in quanto nella vita il sogno è ciò che rende uomini, perché vive bene chi cerca di realizzare i propri sogni. Un uomo, infatti, può lavorare e non provare gioia per portare lo stipendio a casa; se il suo sogno è quello di avere una famiglia, questo non è un problema perché, attraverso il lavoro, può alimentare la creazione del nucleo familiare che poi, essendo il suo sogno, alimenta la parte positiva della vita.
Senza il lavoro nella vita non si può andare avanti perché è quello che ci rende uomini, ci da’ la possibilità di relazionarci agli altri in maniera costruttiva, perché possiamo scambiare idee e opinioni. Sono estremamente convinto che, senza il lavoro e sacrificio, non si possa neanche sognare, perché, chi non compie sacrifici e ha tutto sottomano, non ha neanche sogni.
Tutto ciò che ci rende uguali ci rende diversi, infatti quanti casi di ricchi depressi esistono? Tantissimi. Però non ho mai sentito un sognatore depresso, quindi, secondo me, attraverso la realizzazione dei nostri sogni, possiamo essere felici, perché combattiamo per qualcosa che sappiamo essere la nostra gioia. Non è facile insegnare questo nelle scuole perché si tende molto di più a dare importanza ai libri e non ai rapporti umani, o al legame che c’è tra i rapporti umani e la cultura, infatti non potrebbero esistere la matematica, la fisica, la storia e così via se non ci fossero stati i rapporti umani.
Questa è una cosa a cui non si pensa. Dovrebbero pensarla, invece, i nostri governanti che pensano a scaldare il cadegrino invece di pensare al bene del Paese. Insomma, la realizzazione dei nostri sogni è fondamentale per un’esistenza felice e questo è ciò che ci permette di lottare più di altri, quindi, chi sa sognare, nella vita, ha già vinto, perché non si arrenderà mai e non permetterà a nessuno di portargli via questa capacità.
L’UNIONE FA LA FORZA: NON SOLO UN MODO DI DIRE, MA UNA SOLIDA REALTA’ 15/1/2021
Quando nella vita si è un gruppo di persone unito che non sia una famiglia, un gruppo di lavoro o chi più ne ha più ne metta, si è visto, storicamente, che si ottengono molti più risultati rispetto ad un contesto totalmente disunito e tendente al singolo.
Quando non si agisce di gruppo e si agisce singolarmente si rischia di fare un danno in qualsiasi contesto ci si trovi, perché l’azione di un singolo potrebbe danneggiare il gruppo. D’altro canto, però, l’azione congiunta di tanti singoli, potrebbe giovare molto al gruppo, in quanto dimezzerebbe le ore di lavoro oppure i tempi.
Da ciò ne consegue che se vivessimo in un contesto planetario unito, secondo me, potremmo uscire presto da questa situazione, indipendentemente dalla somministrazione dei vaccini. Non ha senso secondo me approvare tre, quattro, cinque, sei vaccini anche perché gli ultimi, sicuramente, non venderanno quanto i primi e, quindi, sarebbe uno spreco di soldi e, soprattutto, una presa in giro per i cittadini.
Se, invece, fossimo stati tutti uniti, grazie all’obiettivo di un unico vaccino veramente efficace, forse, saremmo stati tutti più felici. Questo, a mio modesto parere è il primo virus per cui si sviluppano più vaccini. Questo potrebbe portare confusione al momento delle somministrazioni e, comunque, è un bene che la ricerca sia andata avanti e sia stata così produttiva.
Comunque, si può evincere come, anche gli ispettori dell’OMS, che sono andati a Whan per decifrare l’origine del virus, dapprima sono stati bloccati e, poi, parte di loro si è ammalata di Covid. Ora devono sottostare alle rigide regole cinesi e rispettare le relative quarantene. Quindi, è dimostrato come tutto il mondo è paese.
In definitiva, nella vita, come nello sport, non si può prevedere nulla, ma, se si ha una squadra compatta e coesa, si possono raggiungere risultati insperati. Credo che sia un concetto estremamente vero e importante e sia la base per ogni progetto vincente.
QUANTO E’ IMPORTANTE LA PROSSEMICA NELLA COMUNICAZIONE 20/1/2021
Come sappiamo, la prossemica è un insieme di atteggiamenti che ognuno di noi ha quando comunica, quindi si comprendono, oltre al parlato, anche il modo di muoversi, di saper mantenere l’attenzione del pubblico e, in caso si tratti di commedie o scene teatrali, anche il linguaggio del corpo, di cui si tiene anche conto nel caso si abbia a che fare con un discorso tenuto da un oratore su un palco o in un’aula universitaria.
Saper comunicare è molto importante, in quanto un mio professore mi diceva sempre: “non è importante quello che sai, ma come lo sai comunicare”; perché si possono sapere 3 miliardi di nozioni e non saperne comunicare neanche il 3%, difatti è il problema di molti professori. Per questo, per me, alcune materie universitarie mi è stato più facile studiarle dai libri che dalle lezioni in presenza; solo e soltanto perché le lezioni erano molto noiose.
Il saper comunicare ci da’ molti vantaggi nella vita, tra cui, uno dei più importanti, è il non dover ripetere molti concetti. Insomma, dobbiamo intrattenere il nostro pubblico sapendo comunicare. Due sono le cose importanti: avere una gestualità, un linguaggio del corpo che aiuti il pubblico a immedesimarsi in quello che si sta dicendo e, inoltre, bisogna esporre i concetti molto brevemente spiegandoli con degli esempi concreti a contorno, che aiutino il pubblico a fissarli bene nella mente.
Il mio primo insegnante all’Università, pur trattandosi di diritto pubblico, ha avuto il pregio di fare molti esempi e di consentire a noi studenti di capire tutto quasi alla prima esposizione. Il fare esempi, inoltre, aiuta la memorizzazione, in quanto è più facile ricollegare l’esempio al concetto che il contrario.
La comunicazione, inoltre, si basa anche sull’uso della voce e sui cambi di tono nei momenti più salienti di quello che vogliamo che rimanga più impresso nei nostri uditori. Dobbiamo, inoltre, saper fare le giuste pause, in modo che i nostri interlocutori non si annoino troppo, ma siano aiutati nel mantenere la giusta concentrazione.
Sono stato molto fortunato perchè il 30% dei miei professori aveva un ottimo modo di comunicare e, se si sta attenti a lezione si è già fatto più del 50% del lavoro. Dobbiamo anche ricordarci che è meglio comunicare pochi concetti in maniera chiara e fluida, che tanti concetti in maniera confusa e rapida.
Le slide possono servire a che il pubblico si ricordi i punti chiave. Non devono per nulla essere discorsive, ma devono solo far ricordare i punti salienti. Insomma, essere un bravo oratore non è semplice, ma basta seguire queste poche regole per essere comunicatori migliori.
Mi voglio congedare con una piccola riflessione: “ma, è vero o non è vero che una delle prime forme di comunicazione era quella degli oratori politici, nonché romani e greci, i quali facevano i discorsi, intrattenevano folli oceaniche, invece, oggi, ci ritroviamo politici che non fanno altro che leggere, a volte anche in maniera pedestre, dei discorsi che non si sa neanche se scrivono loro?”
Insomma, un mondo dove la comunicazione è sempre più trascurata, questo è anche sintomo del declino dei nostri valori. Insomma, saper comunicare meglio aiuterebbe anche a vivere meglio.
QUANDO LA MENTE NON E’ COORDINATA CON L’AZIONE 21/1/2021
Per scrivere quest’articolo prendo spunto dalla mia esperienza personale. Per raggiungere un obiettivo, qualunque esso sia, posto che sia un nostro sogno, bisogna stabilirlo e bisogna capire quali sono le strategie più giuste per raggiungerlo, ad esempio, per superare un esame all’Università, bisogna studiare e per farlo al meglio bisogna andare a lezione. Per conseguire la patente bisogna andare a scuola guida, seguire le lezioni di teoria, dare l’esame teorico e, successivamente, fare le guide per superare l’esame pratico. Quando si lavora in team, allo stesso tempo, bisogna avere un ruolo definito, svolgerlo e sperare che gli altri svolgano il proprio ruolo al meglio in maniera tale da raggiungere l’obiettivo del team.
Questo, in parole povere, è quello che, in sociologia, viene chiamato team building, cioè la capacità di un manager di costruire un team per raggiungere un obiettivo lavorativo, sportivo, o qualunque esso sia. Ricordiamoci che la parte psicologica, intesa come motivazione mentale, è molto importante in qualsiasi ambito ci si trovi.
All’interno di un team bisognerebbe avere obbligatoriamente la figura del mental coach, che è colui che aiuta i singoli a esprimersi al meglio, sapendoli motivare in maniera corretta. Con la motivazione dei singoli, si motiva anche il team e, quindi, si arriva prima, o meglio, all’obiettivo. In Italia, invece, è diffuso l’egoismo che porta a una visione ottusa del lavoro, non facendo lavorare in team le persone e così non si raggiunge nessun obiettivo e si resta sempre al punto di partenza. Questa tendenza la si vede molto in politica, ma anche nella gestione di azienda, dove l’individuo non viene quasi mai valorizzato, ma viene visto come una risorsa da sfruttare per l’arricchimento del capo.
L’applicazione o no del team building, dipende dal management dell’azienda che da’ l’impronta alla gestione di tutto. Con il team building si può lavorare meno e rendere di più e così si è più felici, in quanto si arriva insieme agli obiettivi e, oltre che a lavorare meglio, si ha anche la possibilità di coltivare maggiormente le amicizie al di fuori del lavoro.
Adriano Olivetti penso sia, con il comunitarismo, uno dei precursori di quello che, poi, verrà chiamato team building. Insomma, se potessimo gestire la nostra vita al meglio, sarebbe tutto più facile. Non lo possiamo fare perché abbiamo dei pessimi esempi a livello socio politico che pensano alle loro tasche prima della comunità. Questo non porterà mai crescita, ma solo sottosviluppo.
Solo con una mente aperta e con la valorizzazione delle persone si può diventare una società che guarda alla crescita, cosa che il Paese Italia si meriterebbe, ma, soprattutto, se lo meriterebbero gli italiani: popolo grandioso e sempre pieno di risorse che sicuramente uscirà molto presto da questa crisi.
L’USO SBAGLIATO DELLE FORME DI ENERGIA 22/1/2021
Per un mondo più pulito bisognerebbe usare energia rinnovabile e fare studi più approfonditi sullo sfruttamento appieno di queste fonti di energia, siano esse solari, eoliche, geotermiche, da biomasse e così via. Sembra che, invece, il mondo vada a due velocità a causa degli interessi economici.
Vi è una spasmodica ricerca di nuove energie rinnovabili, ma, allo stesso tempo, un incremento dello sfruttamento delle energie fossili e, proprio oggi, non è stato ratificato da Cina, Francia, Stati Uniti, Russia e Regno Unito l’accordo ONU sulla non proliferazione delle armi di distruzione di massa, come la bomba atomica e il relativo abbandono dell’energia atomica.
Questa è un’assoluta presa in giro verso quella ricerca che porta allo sfruttamento di energia pulita. Basti pensare che noi potremmo vivere benissimo a impatto zero, se e solo se, le tecniche costruttive di case, città, auto e moto siano quelle attente allo sfruttamento delle energie rinnovabili.
Oggi conosciamo tutto relativamente ad auto elettriche, case con pannelli fotovoltaici e sfruttamento delle varie energie. Vi sono esempi di palazzi e villaggi totalmente ad impatto zero e totalmente autonomi, ma, altresì, il becero interesse economico, porta alla limitazione di queste forme per favorire i petrolieri e i governi stessi.
Se noi pensiamo che l’aumento delle vendite di auto elettriche in Italia negli ultimi due anni è stato dovuto solamente al fatto che lo Stato ha dato incentivi, tutto ciò mi fa rabbrividire perché lo scopo primario non è quello dell’attenzione all’ambiente, ma è, come sempre, quello economico.
In definitiva, fino a quando i ragionamenti si baseranno solo e soltanto su beceri interessi economici e non su quelli della salvaguardia della vita umana e dell’ambiente, ci troveremo sempre in queste situazioni di totale confusione, che portano al non sfruttamento appieno delle risorse e alla sofferenza sempre maggiore del genere umano.
LE COMPETENZE DEVONO FARLA DA PADRONE 27/1/2021
Nella vita mi è stato sempre insegnato che per fare le cose bisogna essere competenti, di qualunque aspetto si tratti: l’idraulico fa l’idraulico, l’imbianchino fa l’imbianchino e così via. Nel contesto politico italiano nel quale ci troviamo noto che le competenze non sono messe a sistema come dovrebbero, perché la maggior parte dei politici al governo non sono competenti riguardo il ruolo che ricoprono.
Penso che tutto sia legato alla formazione dei nostri beneamati politici che, la maggior parte delle volte, non corrisponde per niente al ruolo che ricoprono. Mi chiedo come si possa essere un Paese che va bene e, quindi, per sillogismo, ritengo che in Italia l’ignoranza la faccia da padrone.
Se, invece, i politici fossero veramente formati per ricoprire ognuno il proprio ruolo, come in realtà dovrebbe essere e come è previsto dalle facoltà di scienze politiche e i master che ne seguono, a tutta questa formazione, però, non fa seguito un posto di lavoro per un motivo molto semplice: perché, in Italia, è molto presente la politica del calcio nel sedere che, però, non porta a niente a livello di amministrazione buona e, soprattutto, perspicace, perché sarebbe come mettere un panettiere a fare il muratore, quindi penso che, se i politici fossero veramente competenti, non ci sarebbe bisogno di task force e cose del genere, in quanto i politici dovrebbero rappresentare la volontà del popolo, invece mi sembra rappresentino solo le loro turpi volontà.
In definitiva, non credo nell’Italia, ma negli italiani.
L’IMPORTANZA DELLA VALORIZZAZIONE DEL MADE IN ITALY 28/1/2021
Come sappiamo, il made in Italy è un marchio riconosciuto a livello mondiale; ha in sé varie certificazioni a livello europeo e ha una certa fama a livello mondiale, benché vi siano molti tentativi di imitazione. Di questa immensa struttura fanno parte molte aziende, ad esempio Tod’s, De Cecco, Cucinelli, Ferrari, Maserati, Lamborghini e così via.
Quindi, possiamo vedere come l’Italia possa vantare in tutti gli ambiti aziende leader a livello mondiale. La globalizzazione, però, ha portato a maggiore concorrenza e, quindi, ad una sottovalutazione da parte dei clienti finali del made in Italy, che porta con sé una mancanza di qualità nei prodotti recando, così, danno alla salute del cliente finale e, soprattutto, un danno economico per le aziende.
Io sono a favore della globalizzazione, dell’essere in Europa e così via, ma sono, altresì, contro a tutti quei processi di marcatura a livello europeo che tendono a favorire la concorrenza tra i prodotti. Se ci pensiamo, il mercato è l’unica cosa che è veramente libera. Siamo noi esseri umani, stolti e incapaci, che ci mettiamo i bastoni tra le ruote.
Basti pensare che, quando esisteva il baratto, si diceva, ad esempio: “tu mi dai 10 mucche e io ti do 40 litri d’olio”. Era uno scambio equo. Adesso non lo è. In fin dei conti, il made in Italy, se venisse veramente valorizzato, sarebbe un volano di estrema importanza per la nostra economia.
A mio parere, con la valorizzazione del made in Italy fatta sistematicamente bene, potremmo uscire dalla crisi, tenendo conto, però, che insieme a questo processo, vanno pensate e realizzate infrastrutture capaci di accompagnare la suddetta valorizzazione.
Insomma, sono fiducioso nel made in Italy, ma non nell’Italia.
L’EQUILIBRIO TRA SOGNO E RIFLESSIONE 29/1/2021
Nella nostra vita è molto importante lavorare per realizzare i nostri sogni, in quanto se viviamo felici è molto molto meglio. Non credo, però, che questo sia possibile senza una riflessione alla base, nel senso: ho il sogno di buttarmi con il paracadute, ad esempio, devo fare tutti i passi giusti per poterlo fare in sicurezza, cioè recarmi presso un centro autorizzato serio e farmi guidare per realizzare il mio sogno in sicurezza.
Allo stesso modo, bisogna essere molto meticolosi nel riflettere su quali siano le priorità per poter essere tranquilli nella vita e, di conseguenza, riuscire ad essere persone molto perspicaci per poter realizzare i nostri sogni. non bisogna mai fare il passo più lungo della gamba. Questo non significa che i nostri sogni non siano realizzabili, in quanto tutti i sogni realizzabili si possono realizzare.
Voglio dire con questo che, se desidero una Ferrari domani, non la posso comprare, ma se riesco a mettere su un’attività che mi consenta di guadagnare bene, magari, tra 10 anni, la posso comprare, quindi, questo, significa che dobbiamo mantenere sempre i piedi per terra. Il cervello, però, deve poter essere libero di fantasticare per darci la linfa vitale della nostra vita, in quanto i nostri desideri sono il carburante che ci fa essere persone migliori.
In definitiva, credo che, se tutti sognassimo un po’ di più, sarebbe un mondo migliore.
L’IMPORTANZA DI COGLIERE L’ATTIMO: CARPE DIEM 1/2/2021
Nella vita è molto importante, dopo aver studiato e dopo aver fatto qualsiasi cosa al meglio, saper cogliere l’attimo giusto e le occasioni che ci si presentano per non avere, in seguito, nessun rimpianto. Non bisogna mai farsi cogliere impreparati dagli eventi perché la vita riserva sempre belle sorprese e bisogna solo saper cogliere tutto ciò che di buono ci viene messo davanti e, anche le cose negative, bisogna trasformale in positive perché sennò diventa tutto più difficile.
Cogliere le occasioni che ci vengono incontro è sintomo di intelligenza e di possibile apertura verso nuovi fronti e opportunità. Alla base, però, ci dev’essere un’attenta valutazione di pro e contro di diverse situazioni. Una volta che si è fatta questa valutazione non ci saranno ripensamenti o pentimenti, a meno che non si voglia nascondere la testa sotto la sabbia, però quest’azione la devono fare solo gli struzzi per cercare cibo.
La vita è talmente breve, ma, allo stesso tempo, talmente bella che vale la pena assumersi le proprie responsabilità per viverla al meglio, quindi non cogliere alcune occasioni che la vita ci mette davanti, a volte, viene vista da noi stessi come una mancanza di senso di responsabilità e, per questo motivo, abbiamo dei rimpianti.
In definitiva, la bellezza della nostra esistenza è intrinseca in noi e dobbiamo, attraverso gli altri, tirarla fuori. In definitiva, per una vita migliore bisogna cogliere un’opportunità migliore.
L’AMBIENTE E’ UNA RISORSA PERENNE 4/2/2021
Come ben sappiamo, il genere umano abita il pianeta terra da molti meno secoli rispetto all’esistenza del nostro pianeta, quindi noi siamo ospiti di questa immensità e di questa infinita bellezza chiamata terra. Da quando esistiamo, però, non abbiamo saputo instaurare con essa un rapporto basato sul rispetto e l’assistenza reciproca, in quanto ne abbiamo sfruttato, soprattutto negli ultimi 3 secoli, sempre più progressivamente, le risorse inquinandola e, per il nostro becero progresso, la stiamo facendo soffrire.
Non credo che noi saremmo contenti se un’altra persona, progressivamente, ci soffocasse, penso che ci ribelleremmo alquanto. Non voglio entrare nello specifico delle convenzioni e dei trattati sull’ambiente che sono stati fatti, in quanto, in realtà, sono da sempre carta straccia, ma, purtroppo, il discorso è che, indipendentemente dai trattati, bisogna attuare politiche atte allo sfruttamento di risorse naturali che producano energia, con, però, la consapevolezza che questo sarà un processo lungo e sempre più studiato allo stesso tempo.
Credo che quello che si dovrebbe fare, invece di stipulare trattati inutili, non perchè non si debbano fare ma perché si dovrebbero rispettare, imporsi degli standard comuni di costruzione degli edifici, di gestione delle fabbriche e della mobilità urbana, incentivando, così, l’utilizzo di fonti rinnovabili per tutti gli aspetti della vita quotidiana, creando sempre più aziende a impatto zero e, soprattutto, agglomerati urbani a impatto zero, dove vi sia autoproduzione di energia elettrica da fonti fotovoltaiche, eoliche e così via e anche autoproduzione di acqua calda sanitaria, così si avrebbe la totale abolizione dell’uso del gas metano propano e non si inquinerebbe, in quanto i riscaldamenti si potrebbero attuare con l’acqua calda a pavimento. L’energia elettrica sarebbe prodotta dai pannelli fotovoltaici che sarebbero collocati come cappotto esterno degli edifici.
Ma sarebbe, altresì, bello poter creare anche in campo biomedico delle aziende agricole totalmente autonome che possano produrre, altresì, piante officinali per poter dare la possibilità a gente comune di poter conoscere l’immensa possibilità curativa che la natura ci da.
In definitiva, pensare che l’umanità è in mano a grandi multinazionali che sfruttano ancora fonti non rinnovabili creando, così, anche medicine che, la maggior parte delle volte, fanno più male che bene, e, invece, potremmo essere un pianeta dove vivremmo tutti meglio sfruttando le immense occasioni naturali che ci vengono fornite dal nostro pianeta, andando, così, a ridurre, tutta quella parte di anidride carbonica e gas serra che intrappola il nostro pianeta e non lo fa respirare.
Come abbiamo potuto osservare basterebbe veramente poco per essere uomini migliori e degni di essere ospiti del nostro pianeta.
LO SPORT E IL SENSO DI LIBERTA’ 8/2/2021
Sentirsi liberi è una bellissima sensazione che, purtroppo, in questo mondo non hanno tutti. Fare sport, anche in situazioni difficili, può essere uno dei tanti modi per potersi sfogare e così sentirsi più a proprio agio. Ad esempio: nella mia esperienza, essendo disabile dalla nascita, quando faccio nuoto o qualsiasi altro tipo di sport, riesco a sentirmi libero perché l’acqua, essendo un fluido, mi rende più agevole in tutti i movimenti, in quanto non vi è gravità.
Nel poter esprimermi al meglio posso affermare che lo sport è una condicio sine qua non alla quale io non potrei rinunciare. Anche in questo periodo di quarantena forzata, dove le piscine sono chiuse e non vi è la possibilità per me di nuotare, mi sono reinventato e sto praticando hand bike, oltre a fare i miei soliti esercizi a corpo libero.
Devo dire che questo mi sta salvando un po’ da questa situazione dove sembriamo tutti o frati o suore di clausura, con tutto il rispetto per gli ordini ecclesiastici. Io, fino a quattro mesi fa, ritenevo che praticare hand bike per me fosse impossibile, poi, dopo varie ricerche durate un paio d’anni, sono riuscito a capire quale fosse per me il modello ideale e, all’incirca in 4 mesi, ho già fatto all’incirca 200 Km, cosa che, se me l’avessero detto non ci avrei scommesso un centesimo, quindi è palese come lo sport sia adattamento e inclusività per tutti.
Spero che anche i grandi dotti capiscano questo e portino lo sport ad essere veramente un veicolo di inclusione e non di esclusione come tante volte viene fatto passare. In definitiva, implementare lo sport e tutte le attività ad esso connesse potrebbe essere un volano che porterà l’Italia a crescere economicamente, sportivamente e salutisticamente, rispettando, così, il detto: “mens sana in corpore sano”.
GLI EFFETTI POSITIVI DELLO SPORT QUANDO E’ INTEGRAZIONE VERA E PROPRIA 25/2/2021
Come tutti gli addetti ai lavori sanno, lo sport in generale si divide tra olimpico e paralimpico, dove, nella prima categoria, sono annoverati tutti i normodotati. Questi ultimi devono, però, essere tesserati presso una delle tante federazioni sportive sul territorio italiano: regola che vale per tutti gli sport al fine di effettuare gare e competizioni.
Nella categoria paralimpica, con le medesime condizioni sono tesserati tutti quelli che hanno una disabilità, qualsiasi essa sia. Vengono, però, suddivisi per categoria, in base alle loro capacità residue. Mi chiedo se questo sia giusto, nel senso che un disabile può, altresì, tesserarsi, per esempio nel nuoto, come master anche tra i normodotati, cosa che ho fatto io e che continuerò a fare, perché non vedo l’utilità e il senso di avere due federazioni, due comitati e due diverse entità.
La classificazione dovrebbe essere, altresì, più inclusiva, basata anche sui tempi di percorrenza e così via, in modo tale da non creare delle disparità tra una disabilità e l’altra. Con questo io voglio affermare che, come nel triathlon, anche negli altri sport si dovrebbe poter gareggiare tutti insieme, e poi, in base alla classificazione di ogni disabile, dare il premio corrispettivo e, nel caso in cui si piazzasse in posizione di rilievo a livello assoluto, dovrebbe essere messo nella classifica generale, senza nessuna distinzione, come anche se si classificasse in maniera non proprio idilliaca, in modo tale da creare una vera e propria integrazione.
Anche negli allenamenti bisognerebbe trovare il modo di attuare questa integrazione. Faccio un esempio molto chiaro di quello che voglio dire: ci sono, nella storia italiana, dei campioni di tiro con l’arco in sedia a rotelle molto bravi, che hanno battuto anche normodotati in piedi, quindi quella è integrazione, ma, in realtà, in fin dei conti, non è mai stato così, come nella mia esperienza, quando ho fatto le gare a livello master in acque libere.
Io ho scelto di non tesserarmi con i disabili, ma di farlo direttamente con i normodotati, in quanto nuoto come gli altri, anzi, io per la mia disabilità devo nuotare a dorso, perché non riesco a far lo stile, quindi, secondo me, l’integrazione è unire i due mondi, per quanto possibile, senza creare distinzione, quindi, l’importante è che tutti partecipino e cerchino di portare a termine la competizione.
Non importa il piazzamento, ma non ci devono essere federazioni separate o gare separate, in quanto siamo tutti sportivi allo stesso modo. Solo così i due mondi possono essere veramente integrati. Lo sport potrebbe essere un esempio di integrazione molto importante.
Insomma, praticare sport ci rende liberi, ci fa conoscere i nostri limiti, ma non deve porne, in quanto è la pratica più bella e più libera che esista sulla faccia della terra.
LA PIANIFICAZIONE COME METODO DI VITA 3/3/2021
Soprattutto in questo periodo mi balza all’occhio, come uno dei metodi fondamentali che mi ha portato a miei più grandi successi sia a livello accademico che a livello sportivo, è stato pianificare tutto nei minimi dettagli, potendo, così, far fronte a eventuali imprevisti. Con quello che ci sta capitando sembrerebbe, da una parte, che la pianificazione non serva a niente, invece io credo che serva in ogni ambito della nostra vita perché, come nello studio, che se lo pianifichi riesci ad arrivare a qualsiasi obiettivo, perché nella pianificazione sono insite alcune tappe da rispettare che ci portano al raggiungimento dell’obiettivo stesso, anche nella gestione dell’emergenze, di qualsiasi campo si tratti, organizzandosi si può fare meglio.
Durante la mia terza laurea ho affrontato un periodo molto difficile, una volta finito il quale, grazie all’aiuto della mia famiglia e dei miei amici più cari, sono riuscito, da settembre 2015 a ottobre 2016, a sostenere 12 esami più stage e tesi, svolta presso Ferrari spa nell’ambito del marketing.
Anche in ambito sportivo, la pianificazione degli allenamenti mi ha consentito di arrivare a svolgere delle gare in acque libere, basti pensare che io, fino al 2011, avevo paura di nuotare in mare, poi, è arrivato colui che ha cambiato la mia visione del nuoto e delle mie possibilità: Cesare Floris che, oltre a farmi capire l’importanza dell’espressione natatoria in sé, mi ha fatto anche comprendere che se i sogni sono veramente tali, con il giusto sostegno e il giusto aiuto, si può arrivare a obiettivi impensabili.
Non è importante il raggiungimento di un podio o di un risultato importante. L’importante è superare i propri limiti, mettendosi sempre alla prova senza paura. Bisogna farlo sempre con gli strumenti giusti e una buona dose di coraggio e determinazione.
Ringrazio tutti quelli che ogni giorno mi aiutano a crescere e a migliorare sempre di più. In definitiva, la vita è bella perché ci riserva sempre sorprese. Se noi riusciamo a pianificare, riusciremo, così, a gestire meglio le sorprese sia negative che positive intrinseche nella vita stessa.
L’IMPORTANZA DEL SAPER STARE AL PROPRIO POSTO RAGGIUNGENDO, PERO’, IL PROPRIO OBIETTIVO 4/3/2021
Nella società attuale, prendendo in considerazione gli ultimi 15 anni, si sta assistendo a un progressivo declino dei valori educativi e della cultura nella società, il quale si sta accentuando ancor di più nell’ultimo periodo a causa della pandemia. Ai nostri avi era solito dare del “voi”, progressivamente si è passati al “lei” e adesso al “tu” demarcando, così, un fantomatico equilibrio tra le persone che, in realtà, non è che una rappresentazione di un “liberi tutti”.
Così facendo, però, si assiste ad un declino educativo che ha portato alle scene che nella scuola si son viste, soprattutto, negli ultimi anni, cioè studenti che bullizzano professori e così via. Questa visione culturale attraversa, però, tutto il mondo politico, socio economico italiano, portandoci a quel turpe declino in cui ci troviamo oggi che è dovuto semplicemente al fatto che al titolo non corrispondono le competenze e le competenze, a volte, non corrispondono al prezzo pagato.
Questo perché non si vuol più fare la gavetta, ma si crede di essere arrivati semplicemente con un semplice corso e con poco sforzo. Invece, per arrivare in alto, in ogni settore o per qualsiasi obiettivo, è fondamentale avere competenze, fare gavetta e compiere molti sacrifici, non scavalcando nessuno, perché poi sarà la vita stessa a premiarti.
In definitiva, non è importante prettamente quanto ci si mette, ma la maniera con cui si approcciano le cose per arrivare all’obiettivo prefissato. Applicando questo semplice metodo, la società italiana può migliorare ed essere all’altezza del nome che porta.
L’ATTENZIONE E LA CALMA SONO DUE VIRTU’ 10/3/2021
Nell’approcciarsi al mondo delle cose e delle persone, cioè tutto ciò che ci circonda, bisogna approcciarsi con calma e attenzione su tutti gli aspetti che riguardano ogni azione evitando, così, di incorrere in malintesi. La vita è la cosa più bella che esista e, quindi, viverla in maniera meticolosa diventa quasi una virtù per poterne sfruttare appieno tutti gli aspetti e tutte le sorprese che essa ci riserva.
La preparazione è parte integrante per affrontare e risolvere tutti i problemi al meglio, non facendosi, così, trovare impreparati o riducendone fortemente il rischio. È importante, altresì, affrontare i propri limiti in maniera da potersi migliorare, mantenendo, però, sempre l’equilibrio evitandoci, così, di strafare.
Credo, altresì, che sia molto importante arrivare ad avere la consapevolezza di sé attraverso l’esperienza, cosa molto importante in una società dove il caos e le apparenze la fanno da padrone. Non è importante quante cose si sanno, ma quante riusciamo a sfruttarne nella vita reale, in quanto, a volte, le cose si sanno solo in teoria, ma in pratica sono totalmente diverse.
È incredibile quanto, nelle stesse condizioni, ci possano, comunque, essere situazioni diverse e, quindi, la preparazione è l’unico modo per poterci difendere rimanendo, così, persone calme e attente.
IN UN MONDO SEMPRE PIU’ INCOMPETENTE E’ BUONA PRASSI RAFFORZARE LE PRIPRIE SKILLS 12/3/2021
Stiamo assistendo a un paradossale e ignobile declino di competenze a livello globale, dovuto al fatto che negli ultimi anni non si sta investendo sulla cultura e sull’importanza dei vari profili educativi che ne scaturiscono. Penso che, esempio palese, ne sia il costumer care, sia prevendita che post vendita dei vari negozi di elettronica, ma anche, non ultimo per importanza, l’incompetenza di chi è negli uffici burocratici statali.
Per ridurre il rischio di trovarsi in situazioni spiacevoli, bisogna fare in modo di non avere nessuna lacuna in ogni ambito, oppure rivolgersi a professionisti dei settori negli ambiti più delicati, il che è sempre una garanzia. Ma come fare a tenersi sempre aggiornati in un mondo sempre più globale?
Per quanto riguarda il mondo tecnologico, l’uso di youtube e di canali recensori adeguati, come Andrea Galeazzi, Tec Princess, HD Blog, è sempre molto utile perché sono molto competenti e danno opinioni sempre imparziali. Per quanto riguarda, invece, i dati più professionali bisogna sempre cercare il professionista più adatto per ogni ruolo.
Se non lo si trova, bisogna cercare di studiare la materia nella maniera più approfondita possibile, in maniera tale da non farsi trovare impreparati perché, a volte, se non molto spesso, “chi fa da sé fa per tre” e poi, fare esperienza attraverso i propri errori, è sempre molto utile.
Credo che per un mondo più equo ci vogliono competenze sempre più alte, uscendo, così, da questo turbinio mentale nel quale ci troviamo.
Insomma, solo e soltanto con la cultura, si può riuscire ad essere persone migliori.
L’ATTIVITA’ FISICA E’ FONDAMENTALE PER UN BUON EQUILIBRIO MENTALE 15/3/2021
Fare sport è molto importante, sia a livello amatoriale che agonistico perchè, da una parte, ci aiuta a relazionarci con gli altri, anche in quest’epoca di distanziamento sociale e molto difficile e, dall’altra, ci aiuta nella prevenzione di eventuali patologie/malattie. Aspetto non secondario, però, anzi, per me, primario per importanza, è la produzione di endorfine che si ha quando si fa attività fisica, le quali aiutano a stare meglio e a non creare disequilibrio a livello ormonale.
L’attività fisica, insomma, sta alla base di una buona e longeva condotta di vita, accompagnata, ovviamente, a una buona alimentazione. Aspetto non trascurabile è, anche, l’importanza che questa ha nella riabilitazione post traumatica e post operatoria. Ovviamente, in questi casi, bisogna essere seguiti da specialisti, dei quali, però, ve ne sono alcuni che ritengono, ancora oggi, l’attività fisica nel recupero post traumatico, un danno, non capendone, così, l’importanza e recando, a loro volta, un danno quasi irreparabile al paziente.
Insomma, nella mia seppur breve esperienza a livello agonistico, in quanto è solo da undici anni che pratico il nuoto a questo livello, sono sempre stato convinto che lo sport sia l’unica riabilitazione per la maggior parte delle patologie esistenti sulla faccia della terra, in quanto, quasi tutti, lo possono praticare e la pratica dello sport dovrebbe essere un servizio essenziale fornito dalla ASL a chi non se lo può permettere, in modo tale da poter riuscire a far migliorare la maggior parte delle persone.
Io, attraverso la sport terapia, ho potuto capire che questo metodo è fondamentalmente corretto non solo per me, ma per tutti. Solo che, la maggior parte della gente, pensa che fare sport voglia dire fare gare. Le gare sono un buon contorno e una buona motivazione per chi ha il piacere di farle e ne trae un giovamento psicofisico dato dalla competizione, dall’adrenalina, ma anche dalle relazioni che si creano in quel tipo di ambiente.
Quindi, come abbiamo potuto vedere, la pratica sportiva è, fondamentalmente, un metodo di vita che può essere applicato a qualsiasi persona, indipendentemente da ceto sociale, cultura, fine e così via. In definitiva, per vivere meglio bisogna praticare sport.
LA TECNOLOGIA VERSO L’AMBIENTE E L’EQUITA’ SOCIALE 31/3/2021
Da qualche tempo mi sto appassionando alle stampanti 3D, mondo in espansione dal 2011, ma, in realtà, le origini si devono far risalire agli anni ’90, in quanto già esistevano delle macchine che dal progetto, attraverso il controllo numerico, riuscivano a stampare il pezzo di plastica e poi veniva mandato alle varie aziende che lo richiedevano; basti pensare alle mascherine dei fanali delle auto, alle parti in plastica delle macchine per il caffè e così via.
Nel 2011, però, si è riusciti a ridurre di molto le dimensioni di queste macchine grazie al lavoro di un grande imprenditore italiano, grande appassionato, che oggi è uno dei leader mondiali in questo settore. Basti pensare che nella sua azienda si sviluppano case interamente stampate in 3D ecosostenibili, dal prezzo molto concorrenziale e dall’efficienza energetica molto alta.
Non credo che questo tipo di abitazioni prenderanno piede prima di 10 anni, in quanto l’uomo è ancora troppo tradizionalista per riuscire a vedere l’efficienza di queste costruzioni. In definitiva, non ci sono limiti per questo tipo di stampanti, perché sono fatte con pezzi a loro volta riciclati e, una volta finito il loro ciclo, possono essere ancora riciclati.
Insomma, un riciclo svolto all’infinito che sta a dimostrare quanto questa azienda ci abbia visto lungo e possa diventare una risorsa per tutte quelle situazioni che possono essere risolte mediante la stampa 3D, infatti loro stampano di tutto per poter venir incontro alle svariate esigenze che vanno dalla disabilità alla cura della casa, del giardino e così via.
Posso benissimo pensare che quest’azienda sia all’avanguardia perché costruisce la casa con la terra del terreno dove verrà costruita, la quale viene mischiata con fibra di riso e altri materiali biodegradabili per creare una struttura perfetta a prova di ogni agente atmosferico e del tempo.
Insomma, come volevasi dimostrare, quando l’uomo fa girare bene le rotelle si creano delle realtà molto avanzate che contribuiscono alla realizzazione di molti obiettivi che altre grandi aziende solo si sognano. Ciò sta a dimostrare che con una visione e un obiettivo si può arrivare ad obiettivi impensabili realizzando, così, il sogno iniziale.
LA TECNOLOGIA, CHE MAGICO MONDO! 6/4/2021
È incredibile come negli ultimi 71 anni la tecnologia abbia fatto passi da gigante, ma, in realtà, un uomo non ne abbia fatti molti a livello socio economico. Nel 1950 è stata progettata la macchina da scrivere “lettera 22”, che è stata esposta anche al museo dell’arte moderna di New York. Questa macchina da scrivere ha fatto la storia perché è stata il primo passo verso i computer che abbiamo oggi.
Se ci pensiamo, però, la meccanica è ancora qualcosa per cui, toccandola con mano, si può aggiustare, al contrario, l’elettronica, la puoi sì toccare con mano, ma è molto più complicata e anche più costosa. Questo problema ce lo portiamo dietro da sempre, basti pensare all’evoluzione tecnologica del mondo dell’auto, nel quale è sempre più in voga la figura del meccadronico, cioè del meccanico elettronico, in quanto è sempre più presente l’elettronica nelle nostre macchine.
Comunque, la capacità dell’uomo di innovarsi non va di pari passo con quella che va verso la socializzazione, infatti, lasciando perdere questo periodo della pandemia dove siamo costretti in casa, la tecnologia non ha aiutato; infatti basti pensare ai modelli aziendali che si stanno succedendo: da quelli di olivettiana memoria, dove l’uomo era messo al centro di un progetto sociale riguardante tutti gli ambiti della vita di ognuno, dalle relazioni all’istruzione, allo svago.
Insomma, sin da dopo la guerra, un genio ha cominciato a pensare a qualcosa che potesse valorizzare l’uomo prima dei soldi e di tutto il resto. Ricordiamo sempre che il capitale umano sta alla base di ogni riuscita e, secondo me, ora, per fronteggiare la situazione in cui ci troviamo, c’è molto poco capitale umano valorizzato, altresì molti interessi economici stanno dietro a tutto l’evolversi della pandemia.
Insomma, il valore dell’unione, dello sviluppo insieme delle idee e di tutti quelli che sono gli aspetti che hanno reso famosa la Olivetti in tutto il mondo, negli ultimi anni, stanno essendo trascurati dai nostri beneamati politici e imprenditori, infatti, benchè vi siano realtà che vanno in questo senso, sono un ago in un pagliaio e di sicuro questa realtà non ci aiuterà a vivere più sereni, permettendoci di uscire presto da questa crisi.
In definitiva, si dovrà investire su giovani, innovazioni e socializzazione per poter uscire al più presto da questo circolo vizioso. Insomma, più fiducia agli italiani, meno ristori e più rotelle.
L’INCOMPRENSIBILITA’ DELLA GENIALITA’ UMANA 12/4/2021
Mi sorprende come, ancora oggi, non riusciamo a stare tranquilli su questo meraviglioso pianeta ed esistono alcune disparità tra ricchi e poveri, mala sanità e così via; visto che riusciamo anche a stampare organi in 3D e riusciamo a sfruttare, quasi al massimo, le fonti rinnovabili.
Non credo sia solo un problema economico o di convenienza, ma, soprattutto, che sia un problema momentaneo. Spero che l’uomo comprenda che è un animale dotato di cervello e, quando vuole, lo sa usare molto bene, quando non vuole lo usa per danneggiare la propria esistenza e quella degli altri. Io mi auguro che il genio buono prenda il sopravvento su tutto e tutti e porti l’umanità verso un futuro green e senza malattie.
Penso che l’uomo non ragioni più per sillogismi, ma ragioni con i piedi. Basti vedere cosa sta succedendo in campo sanitario in Italia. L’assistenza sanitaria per tutti dev’essere un presidio fondante veramente della nostra Costituzione. Per poter fare questo, però, i medici devono essere tutelati e pagati di più. Come loro anche tutti coloro che lavorano all’interno degli ospedali.
Mi chiedo: “ma come, riescono a stampare organi in 3D e non si riesce a trovare una cura efficace per questo virus?” Da una parte mi sembra un po’ strano, ma, dall’altra, il contrario, perché, purtroppo, i cinesi nascondono tutto e non sanno neanche loro da dove vengono.
Mi riferisco al fatto che in Cina si dice, da qualche tempo, che non ci sono più contagi, però si afferma che il vaccino cinese non è efficace quanto quelli europei.
Mi sembra un ossimoro in termini. In definitiva, l’uomo deve capire che l’economia non salverà il mondo, in quanto l’interesse economico porterà sempre guerre, carestie e pandemie. Solo la pace e il senso di comunità può portare benessere e rispetto dell’uomo e di tutte le forme di vita di questo pianeta.
CREDERE NEI PROPRI SOGNI E’ IL FONDAMENTO PER VIVERE BENE 14/4/2021
Con il passare del tempo, mi rendo conto che, nella mia vita, quando combatto nella maggior parte delle volte, è per qualcosa in cui credo. Sarebbe bello che tutti potessero lottare per la realizzazione dei propri sogni, indipendentemente da fasce di reddito, pandemie, inimicizie e così via.
Il problema è che la società ci impone, da sempre, di studiare e trovare un lavoro. Tutto questo, di base, è giustissimo. Pensiamo ai grandi rivoluzionari in tutti i settori dell’economia: hanno creduto in un loro sogno; pensiamo a Ferrari, Pagani, Ferrero, Cucinelli e così via.
Sono partiti tutti da un sogno comune: creare qualcosa di unico nel loro settore; pensando a Ferrari, per l’epoca in cui si collocava, era un innovatore. Lo sarebbe stato ancora oggi sicuramente, in quanto lui riusciva a prevedere di che cosa si avrebbe avuto bisogno, con 20 anni d’anticipo ed è inutile pensare: “il lusso non serve a niente,” in quanto il lusso, da qualsiasi parte lo si guardi, fa parte della vita di ognuno di noi, solo che non ce ne accorgiamo.
Mi spiego meglio.
Quello che oggi è un prodotto di lusso, domani sarà un prodotto di serie. Basti pensare al mondo delle auto, ma anche ai materiali nelle mode e così via. In fin dei conti, si paga il marchio e l’innovazione dovuta al know how e così via.
Quindi, ai giovani d’oggi dico: “la cultura è importante, ma non vi fate prendere dal panico, perché, solo credendo in voi e nei vostri sogni, potete rimanere persone umili. Realizzando i vostri sogni potete, così, cambiare le sorti di questo Paese.
Io, questa tattica l’ho sempre attuata e mi ha consentito di fare la maggior parte delle cose che ho fatto nella mia vita, senza avere nessun rimpianto. Quando non ho potuto fare qualche cosa ho sempre cercato di attuare il proverbio: “se non puoi scalare la montagna giraci intorno”.
Nel senso che, magari la strada è più lunga, però all’obiettivo ci devi sempre arrivare. Nella vita, in fondo, basta solo crederci e qual è il miglior modo di credere in qualcosa, se non il credere nei propri sogni?
Quindi, come abbiamo visto, il sogno sta nel DNA di ognuno di noi e bisogna fare un processo maieutico di socrateiana memoria per capire quale esso sia. Solo credendo nei propri sogni l’uomo può essere veramente felice e affrontare tutto nel miglior modo, portando, così, agli altri, un senso di gioia appagante. Il problema di fondo sta nella società che non ti insegna questo, ma ti insegna, solo e soltanto, le cose convenzionali, tipo come studiare, o un lavoro d’ufficio. Alla fine, ti ritrovi a 50 anni che non hai realizzato un decimo di quello che avresti voluto.
Il problema non sta nel lavoro, sta nel fatto che l’uomo non è messo al centro delle priorità, bensì al centro delle priorità vi è la convenzione. Questo è l’errore più grande che ogni società democratica possa commettere, in quanto al centro vi deve essere la collettività. Attraverso la realizzazione di ognuno, si ha la comunità.
L’INNOVAZIONE COME ALTERNATIVA A UNA NUDA E CRUDA NORMALITA’ 19/4/2021
Riguardo questo tema ho scritto tanto, ma non ho ancora espresso totalmente la mia visione delle cose. Innovare, a mio parere, vuol dire trovare un metodo per rendere le cose più facili, qualunque esse siano, al maggior numero di persone possibili. Prendiamo come esempio l’invenzione dell’automobile, l’evoluzione che si sta avendo nel mondo dei PC, la robotica e così via.
Io ritengo che, poste queste basi, la tecnologia non potrà e non dovrà mai sostituire l’uomo. Lo dovrà solo aiutare. Spero che anche le persone con disabilità ne possano usufruire per un migliore inserimento nel mondo lavorativo. L’innovazione ha sempre portato benessere, non ha mai portato disagio, se non alcune volte, quando si sono anticipati troppo i tempi.
Credo, altresì, che bisogna capire che l’uomo deve sempre rimanere al centro di ogni innovazione. Non bisogna usare l’innovazione per sostituire capitale umano, ma per aggiungere opportunità, in quanto l’intelligenza umana non sarà mai in competizione con quella artificiale.
Basti pensare alla poca differenza che c’è, nello scrivere, tra le vecchie macchine da scrivere e il PC, anzi, se ci pensiamo, è più evoluta la macchina da scrivere perché, tu, un documento, appena lo scrivi, lo hai già scritto sul foglio, con la macchina da scrivere. L’innovazione del PC è solo e soltanto che, tu, quel file, lo puoi mandare tramite mail, ma non lo puoi avere subito su carta, in quanto la macchina da scrivere è più immediata.
Comunque, non ci sono tecnologie più avanzate e tecnologie più obsolete, in quanto, anche le tecnologie più vecchie, possono essere utili, se conosciute. Pensiamo all’utilizzo della PEC oggi, la quale, un normale cittadino è quasi obbligato ad avere e a pagare, anche se non ne fa quasi uso; si potrebbero ancora utilizzare i fax, basterebbe molto molto poco e avrebbero lo stesso valore, anzi, magari qualcosa della PEC ti sfugge, con un FAX e difficile che ti sfugga.
Quindi, sta all’intelligenza umana capire quelle tipo di tecnologia sia la più avanzata anche tra le antiche, in maniera tale da poter utilizzare quella più smart che semplifichi più la vita.
Per concludere, in quest’epoca di smart working, l’Italia non mi sembra preparatissima, anche i dispositivi non lo sono. Bisognerebbe ripensare a dispositivi più convertibili, meno costosi e, soprattutto, ad una politica di connessione più connettibile e, soprattutto, a tecnologie più smart e meno invasive per le nostre città.
Data la loro esistenza, credo e penso che si possano sfruttare meglio, come l’internet satellitare che, nessuno lo sa, ma può andare molto più veloce. Basterebbe prendere in esame Elon Musk, con la sua rete internet satellitare Starlink o, molto più banalmente, l’italiana Eolo.
Insomma, sta a noi non farci abbindolare dalle pubblicità o dai cunsumer. Dobbiamo essere tecnologicamente consapevoli e scegliere ciò che più ci aggrada, però, per esserlo, dovremmo essere aiutati e formati verso questo mondo bellissimo, ma pieno di incognite, cosa ancora che, in Italia, non è stata capita, in quanto siamo ancora un Paese, a livello manageriale, di trogloditi tecnologici.
LA SALVAGUARDIA DEL PIANETA TERRA PRIMA DI TUTTO 22/4/2021
In quest’articolo voglio cercare di non essere banale, ma di esplicare alcuni concetti in cui credo e spiegare perché, secondo me, alcune forme di homo sapiens sulla faccia di questo pianeta, sono dei minus abens. In questa giornata troppo importante è messo in risalto che l’energia proveniente dal fotovoltaico ha il costo più basso della storia, e mi sta sorgendo una voglia matta di indagare bene quale sia il vero problema dell’umanità.
Mettiamo per un attimo da parte il discorso delle auto elettriche e vediamo quanto sarebbe utile la diffusione nelle città di fonti di energia rinnovabili, sia per il riscaldamento dell’acqua che per la fornitura di energia elettrica. Credo che tanti non sappiano quanti interessi economici vi sono sotto le fonti di energia tradizionali.
Basti pensare che in Italia, se uno possiede i pannelli solari, non si può staccare dall’ENEL. Vi sono tecnologie che consentono questo, attraverso gli inverter ibridi che sono collegati comunque alla rete, in maniera tale da non essere illegali.
Spiegato in poche parole: i pannelli prendono energia dal sole, quest’energia viene portata al regolatore di carica che la trasferisce alle batterie, la quale energia, poi, attraverso gli inverter, viene data alla casa. Solo nel caso in cui la batteria sia scarica, l‘inverter ibrido prende energia dalla rete elettrica, azzerando, così, i costi della bolletta, quindi possiamo subito notare come, se vi fosse una corretta informazione, si potrebbero avere dei tagli alla bolletta non indifferenti.
Secondo me non devono essere solo i fornitori di energia elettrica ad averla da fonti rinnovabili, ma dobbiamo essere noi cittadini a pretendere che le nostre case siano più green, così come le forniture di acqua calda sanitaria. Vi sono metodi altamente sostenibili anche in climi freddi attraverso il termodinamico.
Quindi, lo Stato dovrebbe non solo dare incentivi al 110%, ma anche, in base alle soluzioni abitative, siano esse palazzi, ville e così via, dare linee guida per la soluzione più green possibile, perché è inutile pensare solo all’inquinamento attraverso plastica e così via, ma bisogna pensare anche all’aspetto del riscaldamento globale e al progressivo aumento del livello dei nostri mari, dovuto allo scioglimento dei ghiacci.
Per un mondo più green, ci vogliono menti più smart, volte alla soluzione dei problemi attraverso lo sfruttamento delle energie rinnovabili. Mi vengono in mente grossi accumulatori per gli ospedali, gli investimenti che potrebbero compiere per avere città totalmente carbon free; insomma, i mezzi ci sono, basta voler fare le cose.
Il problema è che, anche la stessa ENEL, attraverso il progetto ENEL X per le macchine elettriche, ci prende un po’ tutti in giro perché, alla fine, non saremmo mai sicuri della provenienza dell’energia elettrica che usiamo per ricaricare le nostre auto. Si dovrebbe, invece, avere l’accortezza di progettare edifici, ristrutturazioni, nell’ottica in cui ogni abitante del palazzo possa ricaricarsi la propria auto elettrica nel proprio parcheggio, sia esso box o parcheggio condominiale.
Si potrebbe pensare per le ville, ma anche per i palazzi, a cappotti termici fatti con i pannelli solari, il problema è che non si sta attenti a questo perché si vuole mangiare dappertutto, nascondendosi sotto l’enorme chioccia della sostenibilità.
Ricordiamoci che tutto inquina, se non viene correttamente riciclato e, di conseguenza, riutilizzato. Ciò vuol dire che, per essere veramente sostenibili, bisogna esserlo a 360° e non bisogna nascondersi dietro gli incentivi statali verso le auto elettriche, ad esempio. Che senso ha dare incentivi per le auto elettriche se poi non si ha dove ricaricarle velocemente, in quanto le infrastrutture sono ancora carenti?
Prima le infrastrutture e poi le auto. Insomma, come abbiamo visto, si può migliorare, basta far girare le rotelle.
IL VERO PROBLEMA DEL MONDO 26/4/2021
Le mie considerazioni non vogliono essere fonte di polemiche o criticare, ma vogliono, solo e soltanto, far riflettere. Non credo che si stia capendo qual è il vero problema del nostro pianeta relativo all’inquinamento. Credo che tutti, dai vari studiosi, passando per i cittadini comuni, non abbiano, in realtà, capito che nel mondo si è sempre inquinato e, purtroppo, si inquinerà sempre se non si cambia l’approccio, non solo la fonte di energia.
Basti pensare che, ad oggi, l’inquinamento provocato da internet è molto importante, in quanto ha un’incidenza sempre più grande. La banda larga propina un inquinamento pari a quello di un’auto che percorre 10 minuti di strada. Questi 10 minuti corrispondono a mezz’ora di streaming video su Netflix, o su qualsiasi altro tipo di streaming, quindi, dato che non si potrà mai ridurre a zero l’inquinamento, si può pensare ad accorciare la filiera tra produzione di energia e sfruttamento della stessa.
Cioè, bisogna pensare all’autosufficienza di edifici, macchine e così via. Ad oggi non ci vuole molto. Una riflessione in parallelo mi viene spontanea: le batterie delle nostre auto e dei nostri cellulari, nonché elettrodomestici, sono composte da litio, il quale produttore principale è l’Australia, ma vi sono giacimenti molto importanti anche in Cina e in alcune parti dell’Europa, nonché in Corea del Sud.
L’estrazione del litio, ad oggi, viene fatta con mezzi alimentati con energia non rinnovabili e, quindi, molto inquinanti, quindi bisognerebbe pensare al riciclo di tutte queste batterie o, ancor meglio, a uno sfruttamento diretto dell’energia senza accumulatori, in attesa di trovare accumulatori ancora più ecosostenibili.
L’informazione su questi temi dovrebbe essere più precisa e ancor più dettagliata. A parer mio, bisognerebbe sfruttare molto di più l’energia idroelettrica, unitamente a quella eolica e a quella delle biomasse, nonché quella dei biogas, in modo tale da poter alimentare fabbriche, fattorie e così via.
Se non si attua questo processo in toto, io non vedo il vantaggio delle auto elettriche o di tutto il comparto elettrico dei mezzi di trasporto, in quanto non ha senso inquinare prima del processo produttivo per estrarre il materiale, non inquinare durante l’utilizzo delle auto e inquinare dopo per lo smaltimento dei loro sistemi di alimentazione.
L’uomo dev’essere coerente ed intelligente allo stesso tempo: due virtù che, purtroppo, non sono molto diffuse. Anche i grandi professoroni dovrebbero capire queste cose prima di andare a parlare in programmi di divulgazione o nelle Università. Purtroppo l’ignoranza, anche in questi settori, è molto diffusa. Tutto va a discapito del nostro bel pianeta che merita rispetto e ammirazione per le bellezze che ci regala ogni giorno.
LA TECNOLOGIA COME INNOVAZIONE PER UNA VITA MIGLIORE 29/4/2021
Negli ultimi decenni la tecnologia ha fatto passi da gigante, basti pensare all’evoluzione che hanno avuto hardware e software per semplificarci la vita. Oggi con un semplice cellulare o tablet possiamo riuscire a fare cose impensabili fino a qualche tempo fa. Sui cellulari e sui tablet si possono prendere appunti, si può disegnare a mano libera e così via.
La tecnologia ci aiuta in tutti gli ambiti nella nostra vita, basti pensare alla domotica che, con la voce, si possono accendere e spegnere le luci di casa, attivare il forno, l’aspirapolvere e così via. Insomma, un po’ le case del futuro. Anche i costi di quest’ultimi aspetti citati si stanno abbassando di molto. Basti pensare che, fino a qualche anno fa, per una casa completamente domotica per un disabile, si arrivavano a spendere cifre astronomiche come 40 o 50 mila euro solo per la domotizzazione. Adesso ne bastano molto meno della metà perché sono diventate tecnologie consumer.
Abbiamo visto come la tecnologia possa andare incontro all’uomo, ma vi è anche un altro aspetto molto importante: bisogna saper usare i giusti canali per non incorrere in spiacevoli inconvenienti, infatti la tecnologia ci mette a dura prova per quanto riguarda i dati, nello specifico i nostri dati sensibili.
Dobbiamo essere consapevoli che, ogni volta che usiamo uno smartphone o un qualsiasi mezzo di comunicazione legato ad internet, tutti i nostri dati sono su piattaforme possibilmente hackerabili, quindi dobbiamo porre la massima attenzione verso chi rivolgiamo la nostra attenzione.
Un altro aspetto molto importante dell’avanzamento tecnologico è la robotica, la cui evoluzione è molto spinta. La mia paura è che, molto presto, si sostituisca all’uomo, soprattutto attraverso l’intelligenza artificiale. Mi auguro che questo non accada e che, nel contempo, anche la robotica aiuti molto di più le persone che ne hanno bisogna, ma che non si sostituisca alla mente umana, in quanto rimane una cosa bellissima e sempre piena di sorprese.
LA TECNOLOGIA E’ DAVVERO ALLA PORTATA DI TUTTI? 3/5/2021
Per scrivere questo articolo parto sempre dal presupposto che l’innovazione tecnologica è davvero tale che è alla portata di tutti. Parto anche dal presupposto che, oggi come oggi, per fare smart working, basterebbe un monitor esterno collegato anche a un cellulare di media fascia, con uscita tipo C che supporti i video, sennò, comunque, basta mettere un adattatore alla USB, quindi basti pensare che, per lo smart working, visto che lo smartphone oggi più o meno lo posseggono tutti, con 200 euro in più, per uno schermo esterno, si può fare smart working e DAD.
Comunque, con un budget un po’ più altro, sempre sotto i 1000 euro, si possono trovare dei notebook di ottimo livello, sia per lo smart working che la DAD. Per chi si occupa, invece, di grafica o è appassionato di gaming, è vero che oggi esistono pc sotto i 1000 euro buoni anche per questo scopo, ma resta preferibile, per risparmiare, pensare a una postazione fissa.
In quest’ultimo periodo, però, si sta assistendo ad un assurdo aumento dei prezzi delle schede grafiche, dovuto al fatto della speculazione, dovuta all’immensa richiesta. Insomma, si sono raggiunti dei prezzi assurdi. La produttività in mobilità, soprattutto per chi fa video ed editing grafico, è sempre stata molto cara e molto difficile: cosa che ritengo non consona al fatto che, anche il mondo dei mini pc, si sta avvicinando alla possibilità di utilizzo, anche da parte di creator, a prezzi ragionevoli.
Quindi, mi chiedo: <<anche nel mondo dell’informatica bisognerebbe avere un’immensa cultura per poter scegliere il costo-opportunità migliore>>. Comunque, ritengo che il vero problema dell’Italia non sia solo la scelta del pc perfetto, ma sia soprattutto la diffusione della banda larga ancora troppo scarsa.
Tutti parlano di Recovery Fund, tutti parlano di 5G, ma, in realtà, in molte parti d’Italia, siamo ancora all’epoca dei Flinston (con tutto il rispetto per Fred). È inutile eseguire lavori infrastrutturali se poi, ancora oggi, più della metà degli italiani, non usufruisce della Fibra.
Nascondendoci dietro questa pantomima richiediamo dei finanziamenti che poi, essendo vent’anni che se ne parla, non so se poi andranno a buon fine. Non credo che tutte le famiglie possano spendere 1000 euro per l’acquisto di un pc che possa durare nel tempo per i figli, in quanto la tecnologia va sempre avanti e i pc, di media ogni 4 o 5 anni, diventano obsoleti.
Bisognerebbe che le case costruttrici di pc capiscano che il vero marketing dev’essere quello della componentistica, in quanto si deve poter creare un mercato anche del riammodernamento dei componenti, che ci permetterebbe sempre di avere un pc all’avanguardia per quello che serve in realtà.
Comunque, credo che, oggi, la maggior parte delle cose che servono, si possa fare anche con i tablet e gli smartphone. In definitiva, per la digitalizzazione vera e propria del nostro Paese ci vorrebbe molta più cultura, così si avrebbe molto meno spreco di soldi e molto più investimento sulle nostre menti giovani, che a volte non emergono solo perché non hanno la possibilità di stare al passo con i tempi.
Con tutto il rispetto per la nostra classe dirigente, sui giovani, Fred Flinston, ci investiva già, quindi non vedo perché non lo possano fare i nostri governanti. Penso che sia solo una questione di becera ignoranza, visto che ci vantiamo tanto di essere una società liberale, ma, in realtà, non lo siamo, in quanto la libertà di opinione e di espressione, come possiamo vedere anche dalle ultime vicissitudini, non è ancora garantita da testate molto importanti del nostro Bel Paese.
Ricordiamoci sempre che la libertà d’espressione e di usufrutto delle nuove tecnologie, sta alla base di ogni società democratica.
LE IDEE CHIARE SONO IL PROFUMO DELLA VITA 6/5/2021
Prendendo spunto dagli ultimi articoli, ci terrei a spiegare meglio il tutto. Tutto il discorso relativo al profilo educativo delle nuove generazioni e del connubio che ci dev’essere tra istruzione, famiglia, mondo del lavoro nella crescita di ognuno, va di pari passo alla formazione della personalità di ognuno di noi, che, se cresciuta bene con valori sani, può dimostrare più facilmente quanto vale, indipendentemente dal reddito e classe sociale.
Credo che in tutto questo si debba considerare il fatto che le generazioni, prima della mia ed ancora prima, son cresciute con molto poco denaro, fatto dovuto alle due guerre mondiali, però con molti più valori rispetto alle generazioni attuali. Questo è il discorso generale; poi vi sono le eccezioni.
Si è avuto, purtroppo, anche un declino dei valori familiari, dovuto, altresì, al prevalere dell’egoismo sulla collettività e molte madri si sono trovate in situazioni di difficoltà per questo motivo. Certamente, però, una corretta ed esemplare educazione le ha aiutate ad affrontare i problemi della vita, come, d’altronde, aiuta tutti a perseguire i propri obiettivi.
Non credo che si possa trascurare anche il fatto che l’educazione sta alla base di ogni approccio e di ogni rapporto che si venga a creare, sia esso di lavoro, sia esso scolastico, sia esso amicale. Insomma, per raggiungere i propri obiettivi, bisogna essere dediti al sacrificio, alla pianificazione delle priorità, sia esso nucleo familiare o singola persona.
Una volta fatto questo si deve trovare il modo per approfondire l’argomento, per studiarlo al meglio, per poterne conoscere pregi e difetti per non trovarsi in difficoltà.
Posto questo, che ogni singolo o nucleo può fare, sta ad ognuno di noi interagire e collaborare per avere un risultato ancora migliore. il problema vero è che oggi è presente un egoismo talmente dilagante che è difficile anche capire dove sia giusto e dove sia sbagliato.
Comunque, sono convinto che, se uno si comporta sempre con educazione, studia e si impegna, prima o poi, raggiunge sempre l’obiettivo prefissato in qualsiasi ambito ci si trovi, perché la vita, anche se non sembra, è sempre meritocratica.
Non credo che esistano veramente categorie svantaggiate e così via, penso che sia la società a farle apparire come tali, perché, se si vivesse con educazione, come dico sempre io, saremmo tutti uguali, in quanto tutti diversi.
LA NATURA: FONTE INESAURIBILE DI EMOZIONI E RISORSE 10/05/2021
Come sappiamo, il pianeta in cui ci troviamo è perfetto e capace, nonostante il nostro maltrattamento, di regalarci emozioni uniche ed irripetibili, attraverso viste mozzafiato e paesaggi incantevoli. È proprio vero che il detto: “tutto il mondo è Paese”, in questo caso, è veramente azzeccato, in quanto, in ogni parte del mondo si vada, si trovano, se si cercano, angoli indimenticabili.
Purtroppo la natura, a volte, a noi disabili ci mette un po’ in difficoltà, perché non riusciamo ad affrontare sentieri o situazioni dovute alle condizioni impervie del terreno e così via. Sicuramente, però, meno rispetto a quanto lo facciano gli esseri umani attraverso le barriere architettoniche, in quanto sono create dalle loro menti geniali, in quanto a ignoranza e poca sensibilità.
In definitiva, il pianeta terra si rivela sempre più rispettoso e intelligente verso tutto il suo ecosistema e verso noi esseri umani. Dobbiamo imparare a sfruttare le risorse nel pieno rispetto del suo ecosistema e della sua incredibile potenza e resilienza. Ci vorrebbe molta più educazione mentale anche all’interno delle scuole.
Solo con la cultura e la dotazione, da parte degli umani, di intelligenza, che dev’essere di serie e non un optional, si può affrontare e rispettare meglio il nostro pianeta, in quanto ogni giorno ci regala la vita senza chiederci nulla in cambio.
LA PROFESSIONALITA’ E L’IMPEGNO PRIMA DI TUTTO 12/5/2021
In Italia dovremmo imparare ad essere, in ambito lavorativo e non solo, meno all’italiana, più precisi e più accoglienti verso il cliente, il che non vuol dire che non lo siamo, ma tendiamo a far andar bene anche quello che, in realtà, non andrebbe bene solo per guadagnare un po’ di più all’istante, ma se poi il cliente non è soddisfatto ci perdiamo perché questo non tornerà più.
Tre sono le cose fondamentali nel commercio, come nella vita di tutti i giorni: la disponibilità, la chiarezza, la flessibilità. Disponibilità in quanto per poter vendere qualsiasi tipo di prodotto, bisogna essere disponibili alla trattativa, ed anche ad un sacrificio formativo per sapere tutto sui prodotti che si vendono, in modo tale che il cliente non prenda fregature e non si debba scervellare a cercare soluzioni alternative o studiarsi bene le caratteristiche del prodotto.
Questo fattore porta alla chiarezza perché, se un venditore espone le cose in modo chiaro, può ispirare più fiducia al compratore e convincerlo seduta stante. Bisogna, però, sapere tutto sul prodotto nello specifico. Mi capita molto spesso, in ambito di tecnologia elettronica, ma non solo, di trovare gente totalmente incompetente che non è capace neanche di vendere un pacchetto di patatine a un bambino.
È di fondamentale importanza anche la flessibilità, in quanto per vendere si deve essere disponibili ad adeguarsi alle esigenze del cliente, qualunque esse siano, in modo tale da poter ampliare la propria base di interesse e affluenza di clienti. Questo in Italia è impossibile o quasi, perché di mosche bianche ce ne sono veramente poche e la maggior parte degli italiani hanno un difetto di fabbrica e cioè che pensano di sapere tutto e di poter rimediare a tutto.
Già così sbagliano in partenza. Per un commercio più equo bisognerebbe avere teste più flessibili e solidali. In definitiva, ritengo che in Italia si possa crescere solo con la cultura, il sacrificio e la determinazione: qualità che contraddistinguono le nostre grandi menti, ma non la maggior parte degli italiani.
L’OLIVETTISMO COME GUIDA PER LA VITA 13/5/2021
Nei miei articoli cito spesso Adriano Olivetti, perché la sua peculiarità principale è aver istituito una forma di gestione sociale come il comunitarismo che, come direbbe lui, non è da confondere con il comunismo, in quanto si fonda sul senso di comunità, di uguaglianza e di fraternità, che dovrebbe essere peculiarità dell’uomo, ma che, purtroppo, anche in tempi recenti non lo è.
Prendiamo, però, in esame il caso sopracitato per capirne meglio le peculiarità e cercare di comprendere come questo possa essere applicato. Adriano Olivetti ha incominciato a diventare famoso quando, negli anni ’50, ha inventato la macchina da scrivere “Lettera 22”, che si differenziava dalle altre macchine da scrivere per la sua compattezza, leggerezza e portabilità.
Si poteva, con una macchina da scrivere dalle piccole dimensioni, scrivere in rosso, cancellare e anche scrivere in maiuscolo, insomma, il primo passo verso i PC. Comunque, alla base di tutto questo, ci sta innovazione, menti geniali, divisione del lavoro per categorie, o meglio, ruoli, e, soprattutto, competenze.
Per creare questo, lui ha introdotto all’interno dell’azienda, asili, cinema, una piccola infermeria, una biblioteca e così via, in modo tale da poter dare ai propri dipendenti, dal primo all’ultimo, la serenità e la possibilità di potersi anche acculturale al di fuori del lavoro.
Lui affermava sempre che bisogna essere dei visionari per poter vedere prima degli altri quello che sarebbe accaduto, in modo tale da poter prevenire i tempi ed essere sempre un passo, o due avanti agli altri. Quind,i si può dedurre come l’uomo, in questo caso tutti i dipendenti, venissero messi da Olivetti al centro del proprio progetto aziendale, sia per quanto riguarda il loro rendimento lavorativo, ma anche per quanto riguarda tutto il contorno che caratterizza la loro vita, infatti fu il primo a fornire i propri dipendenti di un alloggio che potesse consentire loro di mettere su famiglia.
Venne molto criticato, anche dai sindacati, perché voleva orari di lavoro più contenuti per i dipendenti, in quanto, per lui, più si lavorava felici più si rendeva. Gli veniva anche additata la colpa di aver allontanato le persone dalla campagna verso la città, invece lui con il tempo ha dimostrato che non era cos,ì perchè ha cercato di unire in città-comunità la campagna alla fabbrica, in quanto ha sempre affermato che senza cibo non si può vivere, come non lo si può fare senza luce.
Ha anche cercato di espandere la propria attività al sud costruendo nel napoletano una fabbrica per diminuire la disparità tra nord e sud. Dopo tanti anni la figura di Olivetti divenne scomoda sia per lo Stato italiano che per gli americani, in quanto dalla macchina da scrivere è riuscito, attraverso l’innovazione ed anche un po’ di rischio, ad inventare il PC.
Sulla morte di Olivetti vi è ancora un grosso mistero, ma quello che ha fatto e la sua visione dell’altro e dell’uomo in generale, fa di lui un grande uomo e un esempio, per me, da seguire. Insomma, abbiamo visto come nella società di oggi, l’egoismo non serve a nulla, ma ci vorrebbero più persone come Olivetti, pronte ad investire sugli altri per migliorare anche la propria vita e la propria visione delle cose.
In fondo, l’egoismo non porta mai da nessuna parte.
L’EQUILIBRIO TRA PONDERAZIONE E SUPERAMENTO DEI PROPRI LIMITI 17/5/2021
Saper ponderare nella vita è molto importante; prendendo esempio dallo sport, infatti, chi lo pratica, di solito, sceglie quello in cui rende meglio, come un nuotatore sceglie la distanza a lui più congeniale e si allena sempre per superare i propri limiti. Questo esempio sportivo potrebbe essere traslato benissimo alla vita, infatti, in questa società dove è sempre meno il rispetto tra le persone, bisogna stare molto attenti a tutte quelle situazione che, nella vita di tutti i gironi, ci troviamo davanti e non sappiamo mai dove ci porteranno, in quanto il mondo è sempre pieno di sorprese.
Per affrontare tutto questo bisogna essere molto riflessivi per poter scegliere al meglio e bisogna capire anche che, nella vita, si è sempre in tempo a rimediare. L’importante è avere coscienza dei propri errori per poter superare anche i propri limiti, perché è solo sbagliando che si impara, in fondo chi non ha mai sbagliato non ha mai vissuto.
In definitiva, per superare i propri limiti bisogna sempre mettersi in discussione, allenarsi, sia nel lavoro che nello sport, per poter essere sempre aggiornati e poter, così, superare i propri limiti. Se penso alla mia esperienza, tantissime cose che ho intrapreso, ero convinto di poterle portare a termine, ma sicuramente non così bene.
Comunque, il tutto parte dall’educazione che si riceve sin da piccoli. Sta di fatto che a questo mondo non ci viene regalato mai niente, ma le cose e le soddisfazioni dobbiamo sempre guadagnarcele attraverso il sacrificio e la determinazione: valori fondamentali nello sport come nella vita. Sono convintissimo che la vita è la cosa più bella che ci sia stata donata e che valga sempre la pena viverla.
Comunque, sta sempre a noi saperla vivere al meglio. Mettendoci sempre alla prova e credendo sempre in noi e nei nostri sogni possiamo essere persone migliori.
LA MAGICA POESIA DELLA VITA 19/5/2021
La vita è la cosa più bella che ci viene donata e a quelli che dicono che mettere al mondo un figlio è un atto di puro egoismo, bisognerebbe spiegare che anche loro esistono perchè a qualcun altro prima di loro è stata donata la vita. La maggior parte della gente dovrebbe capire che, essendo la vita un dono, non bisogna sprecarne neanche un decimo di secondo e bisogna combattere sempre per realizzare, nel rispetto degli altri, e, soprattutto di noi stessi, i nostri sogni.
La diffusione di internet e dei social media ci sta aiutando in questo senso anche in questo periodo di pandemia. Quello a cui stiamo assistendo, però, è un crollo di valori e del senso della comunità causato dal fatto che, da un anno e mezzo a questa parte, dobbiamo stare a distanza e dall’altro, e anche prima della pandemia, l’egoismo la faceva da padrone.
Posto che la libertà d’espressione è un diritto di tutti e che ogni Stato dovrebbe garantire la libertà d’espressione a tutti gli individui, bisogna capire che in certe condizioni non si possono avere tutte le libertà di questo mondo, in quanto andrebbero a condizionare la crescita e lo sviluppo delle creature.
Ci vuole, altresì, una progressiva rivalorizzazione del ruolo genitoriale e anche del ruolo educativo della scuola e, siccome la vita è un dono, questi due aspetti ci devono dare gli strumenti per poterla affrontare al meglio, perché solo studiando e sacrificandosi e avendo cura di noi stessi e degli altri, possiamo vivere la nostra vita al meglio contribuendo, così, alla scoperta di nuovi aspetti atti a migliorare la vita di tutti.
L’IGNORANZA NON E’ UNA VIRTU’ 8/6/21
Quando ti decidi di ignorare una cosa, non si è ignoranti, si è stolti, perché non si da’ il giusto peso a quello che si fa, soprattutto se si tratta della propria attività. Qualunque essa sia, se si vendono delle cose, bisogna sapere quello che si vende o saper chiedere a chi di dovere informazioni, nel caso si abbiano più prodotti.
Non si può, in un’epoca così digitale avere lacune o pecche, perché, sennò, il commercio online prenderà il sopravento sostituendo, sempre di più, la figura umana del venditore fisico. Sono convinto che la maggioranza dei venditori e, soprattutto, dei capi azienda non conoscono tutte le caratteristiche dei loro prodotti.
Solo le case madri conoscono tutte le caratteristiche. I venditori o i rappresentanti dovrebbero essere formati, sia come capacità di vendita, ma, soprattutto, il venditore deve saper vendere il ghiaccio agli eschimesi, nel rispetto, però, delle esigenze del cliente e, quindi, in alternativa, proporgli un’altra soluzione.
Purtroppo, però, questo sistema non è molto diffuso in Italia, al che la fa da padrone l’ignoranza: la bestia più brutta per il genere umano.
LA CHIAREZZA E IL METODO: DUE ASPETTI FONDAMENTALI PER LA VITA 15/6/21
Una delle cose di cui sono più certo di come mi chiamo, è che nella vita, per condurla nel migliore dei modi, bisogna essere chiari; prima con se stessi e poi con gli altri, in maniera tale da poter affrontare la vita a testa alta senza dubbi e remore, perché già ci vengono messi difronte dalla vita stessa, se poi siamo noi a porceli, è un problema.
Per avere meno incertezze possibili, sarebbe consigliabile avere un metodo il più analitico possibile per affrontare la maggior parte degli aspetti della vita quotidiana, così da consentirci di poter analizzare pregi e difetti di ogni aspetto, per poter rapidamente prendere una decisione che, giusta o sbagliata che sia, non ci porterà, poi, a pentimento perché, alla fine, solo sbagliando si impara.
No penso che sia peculiarità di tanti quest’approccio. Da qui la maleducazione e il progressivo degrado della società. In definitiva, se applichiamo queste semplici regole possiamo avere la possibilità di affrontare la vita al meglio, godendoci, nel bene e nel male, tutte le sorprese che la vita ci regala, perchè, in fondo, è il dono più bello che abbiamo e vale sempre la pena viverla godendoci, al 100%, tutti gli istanti. Solo così possiamo essere persone migliori.
L’ATTENZIONE E’ SEMPRE IMPORTANTE 22/6/21
Quando si fanno le cose, di qualunque genere siano, dobbiamo sempre porci la massima attenzione per non sbagliare o cercare di non farlo e non incorrere in fregature. Per fare questo al meglio dovremo sempre avere una cultura di base su ogni aspetto della vita. Questo è impossibile. L’unico modo che abbiamo per poter affrontare tutto al meglio è quello di approfondire ciò che ci interessa al momento attraverso internet, libri, riviste e così via.
Il top sarebbe se, unitamente alla cultura, avessimo qualcuno che ha già affrontato tale problema, in modo tale da poterlo consultare al meglio e poter riuscire a trarre il meglio da tutte le situazioni per poter vivere sempre in maniera intelligente e con meno problemi possibili. In definitiva, bisogna essere intelligenti per poter affrontare al meglio tutti gli aspetti della vita.
LA PIANIFICAZIONE E UN EVENTUALE PIANO B SONO SEMPRE IMPORTANTI 23/6/21
Qualsiasi sia l’obiettivo che ci si pone, sia nello studio che nel lavoro, che nella vita è sempre importante pianificare, porsi degli obiettivi da raggiungere giornalmente, il più possibili razionali e raggiungibili con rapidità e impegno. A piccoli passi si può raggiungere prima un obiettivo. Ad esempio: se uno vuole diventare un illustratore deve prima saper disegnare, applicare le regole della prospettiva, in primis, per poi poter colorare e rifinire l’illustrazione.
Per qualsiasi obiettivo ci vuole formazione, forma mentis e spirito di sacrificio. Questi sono i 3 pilastri per affrontare la vita al meglio e tirar fuori il meglio di noi stessi da noi stessi, perché, se noi siamo felici, è più semplice che lo siano anche quelli che stanno intorno a noi, perché felicità porta altra felicità. Il metodo è importante perché sacrificarsi senza metodo è una cosa da ignoranti.
Purtroppo, le scuole stanno perdendo sempre più la loro funzione psico-educativa. Non è solo importante avere nozioni, ma è anche forse più importante avere una forma mentis pronta ad affrontare ed imparare tutte le situazioni della vita. In definitiva, per vivere meglio, ci vuole il coraggio di mettersi alla prova sempre, affrontando, così, le proprie paure perché, solo attraverso il superamento di quest’ultime e lo spirito di sacrificio, possiamo essere uomini migliori.
L’IMPORTANZA DEL PROCESSO PRODUTTIVO 30/6/2021
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo indebolimento sia della forza lavoro che della produttività industriale, a causa del fatto che, per colpa della globalizzazione e del consumismo, non si tende più ad avere un’assistenza al cliente, in alcuni settori, molto elevata, perché, con la scusa che costa troppo cambiare i pezzi, i tecnici stessi ti convincono a cambiare direttamente prodotto quando, in realtà, magari, è solo una scheda elettronica o un pezzo che non fa andare il prodotto nel modo corretto.
Questo perché le aziende stesse delegano il servizio di manutenzione ad altre che, a loro volta, hanno una fitta rete di contatti e, quindi, tirano l’acqua al loro mulino. Ogni azienda dovrebbe avere la propria rete di assistenza post vendita, non delegando, però, il tutto a quell’azienda, ma interfacciandosi a nome e per conto del cliente, perché ogni cliente è sacro e bisogna averne il più possibile. Per raggiungere questa meta, bisogna fornire un servizio completo, degno del proprio nome, sin dall’acquisto, per poi passare all’assistenza e, quindi al post vendita; in modo tale da poter favorire la rinascita di quelle figure che stanno scomparendo, come artigiani e così via.
Insomma, l’importanza della manutenzione e dell’artigianalità è veramente al primo posto nella scala dei valori di una società attenta anche all’ambiente, perché ricordiamoci sempre che, ogni prodotto che viene buttato viene smaltito. Se, invece, lo si può recuperare, oltre che a risparmiare non si inquina, rispettando il nostro pianeta.
L’IMPORTANZA DELLA VALORIZZAZIONE DELLE STAGIONI 03/7/2021
Le stagioni, anche se è pur vero stanno cambiando la loro tradizionalità a causa dei cambiamenti climatici, sono, da sempre, quelle che reggono il bioritmo della terra, che ci consentono di vivere, mangiare, lavorare e così via. La valorizzazione di queste ultime, sfruttandone le caratteristiche, sia biodinamiche che, fondamentalmente, naturalistiche ha lo scopo di renderci più rispettosi della natura e dell’ambiente circostante e, di conseguenza, ecosostenibili, ma anche di creare un’economia ciclica che possa far crescere occupazione, PIL, riportando, così, il nostro Paese, agli antichi fasti.
Analizziamo in maniera più approfondita questi concetti. In tantissimi posti turistici, compresa la Sardegna, vengono sfruttati prevalentemente solo i mesi estivi, non tenendo conto dei mesi di ottobre e di maggio che sono mesi sfruttabilissimi, turisticamente parlando, nelle città di mare. Allo stesso modo, in montagna, vengono sfruttati, quando possibile, solo i mesi invernali, ma si potrebbero sfruttare anche i mesi estivi, organizzando escursioni e così via, in quanto la cultura naturalistica nel nostro Paese è molto scarsa, ma molto rigogliosa, in quanto il nostro patrimonio naturalistico e artistico culturale è molto vasto. L’economia italiana e il suo indotto potrebbero basarsi quasi solo sul turismo e l’agricoltura.
Invece, sono due settori altamente trascurati. La natura ha le proprie regole. Se le avesse anche l’uomo e le rispettasse, rispetterebbe se stesso e si garantirebbe la propria esistenza, invece l’uomo è talmente poco lungimirante che sta firmando la propria condanna, solo per il fatto che non è abbastanza attento al rispetto dell’ambiente.
Questo mi rende molto molto triste. Sono fiducioso che l’Italia e gli italiani sapranno valorizzare il proprio Paese. Questo sarà possibile quando i nostri governanti potranno essere tanto intelligenti da capire che, prima di dare i fondi, bisogna dare la possibilità alle persone di poter interagire tra loro, per creare interazione, spirito di squadra e valorizzazione delle idee. Una volta che ci sono progetti validi, si decide quali valorizzare. È inutile fare il contrario, questo provoca, solo e soltanto, una costituzione di un’idea solo sulla base di un eventuale ritorno economico, quindi non vi è alla base un ideale: il vero motore delle idee.
In definitiva, per la rinascita dell’Italia, ci vogliono italiani pronti al sacrificio, in quanto,, solo con il duro lavoro, si diventa persone migliori.
PRATICARE SPORT E’ UN TOCCASANA 7/7/21
Il mondo dello sport è uno dei più belli in assoluto, in q uanto è simbolo di aggregazione di amicizie e rapporti sociali, il più delle volte duraturi nel tempo. Lo sport non è solo competizione, ma è una fonte di innumerevoli stimoli per conoscere meglio il proprio corpo, in relazione anche alle altre persone.
Insomma, lo sport dev’essere al centro della nostra vita e deve ricoprire un ruolo fondamentale per la nostra salute psicofisica. In definitiva, lo sport è l’unica fonte che può mantenerci sani e farci migliorare sempre di più. Le endorfine sono fondamentali per la nostra allegria e il nostro buon umore: cosa che lo sport ci aiuta a produrre.
Sono sempre più convinto che io, senza lo sport, non potrei vivere, in quanto è parte della mia vita e non mi stancherò mai di praticarlo. Vi sono, però, dei problemi strutturali in Italia che portano il nostro Paese ad essere uno dei più arretrati nel riconoscimento della professionalità di alcuni sport e, quindi, della sua regolamentazione e di un’equità salariale.
Sono sempre più convinto che bisognerebbe avere molta più gente specializzata per poter trasmettere in modo corretto quali sono i valori autentici dello sport e, quindi, anche tutto ciò che ne ruota attorno. Invece, molti si rifugiano dicendo che le cose sono difficili e che non si potranno mai cambiare, ma, come dimostra lo sport stesso, se c’è impegno e determinazione, in fondo si possono raggiungere aspetti e obiettivi insperati.
La cosa fondamentale per una buona condotta di vita è essere coerenti con se stessi e pronti al sacrificio. Lo sport resta un’ottima scuola per questa filosofia di vita.
In definitiva, credo che sport e qualità di vita possano andare di pari passo. Per una società migliore ci vuole un movimento sportivo che parta dalle scuole. Preferirei far fare molta più educazione fisica perché, l’educazione al rispetto del proprio corpo, sta alla base del rapporto con gli altri. Sperando che qualcosa possa cambiare, resto fiducioso nell’Italia e negli italiani.
L’INFLUENZA DELL’AVANZAMENTO TECNOLOGICO NEI MEZZI DI COMUNICAZIONE 31/7/21
Pensiamo all’avanzamento tecnologico negli ultimi due secoli e mezzo. C’è stata una vera e propria rivoluzione passando per l’invenzione del pennino col calamaio, che già si usava nei secoli precedenti, per poi passare alla prima penna biro nel 1888, per poi arrivare, nei primi anni del ‘900. con la diffusione della macchina da scrivere, dapprima attraverso la Remington, poi con la Underwood, la Itala la Olivetti che contribuì, attraverso la macchina da scrivere Lettera 22, a rivoluzionare il mercato, infatti, quest’ultima, era molto più leggera e trasportabile di qualunque altra macchina da scrivere.
Infatti, nel 1954, venne esposta, e la si trova ancora oggi, al Museo di Arte Moderna di New York, come oggetto di design, quindi si può vedere come già nella prima metà del ‘900 la tecnologia abbia cambiato il modo di comunicare delle persone. Basti pensare anche all’invenzione del telefono, per poi passare a quella del cellulare e del computer, che hanno visto la loro nascita sempre grazie al genio inarrivabile ed inimitabile di Olivetti che, attraverso l’Enea (il primo calcolatore al mondo) e poi al PC, ha rivoluzionato il mondo della comunicazione.
Siamo arrivati, così, ai primi anni ’90 del Novecento dove vi è stata la diffusione dei PC e dei cellulari che, negli ultimi 20 anni, hanno avuto una diffusione esponenziale rivoluzionando la nostra vita e facendoci velocizzare tutte le nostre azioni quotidiane, ma, allo stesso tempo, facendoci perdere il gusto della socializzazione e di una telefonata.
Infatti, oggi, è molto più diffusa la messaggistica rispetto a qualche tempo fa. Anche nel mondo del montaggio video e, quindi, della produzione, abbiamo assistito, attraverso la diffusione di Youtube, ad un sempre più largo uso della comunicazione video andando, così, a velocizzare ancora di più la comunicazione e a facilitare la produzione di contenuti audiovisivi. In giro per il web si trovano contenuti di alta qualità, ma, la maggior parte delle volte, sono contenuti di scarsa qualità, dovuta alla non competenza di chi li produce.
Questo rischia di far perdere ai creativi che studiano la possibilità di lavorare, però, purtroppo o per fortuna, il web è democratico, in quanto nei paesi sviluppati, intesi come Europa, Stati Uniti e così via, consente a tutti di poter esprimere la propria creatività.
Insomma, l’avanzamento tecnologico ci ha cambiato la vita in pochissimo tempo. Spero che, comunque, i buoni e sani valori di un tempo, rimarranno vivi nella nostra vita per poterci aiutare a vivere sempre meglio. In definitiva, l’avanzamento tecnologico è giusto fino a quando non invade, in maniera spropositata, il modo di pensare e di agire delle persone e, soprattutto, della loro socialità.
Resto fiducioso che la tecnologia possa aiutare in tutte quelle situazioni dove ci sono difficoltà di comunicazione velocizzando tutte quelle azioni che fino ad adesso sono state molto lente, vedi la burocrazia e, soprattutto, resto fiducioso che l’Italia e gli italiani sappiano far tesoro dei loro valori e del loro immenso patrimonio culturale.
LA DIFFERENZA SI BASA SULL’UGUAGLIANZA 10/8/21
Siamo tutti uguali, ma tutti diversi. Questo è il mio aforisma e lo spiego meglio. Quando sono andato a Cuba per terapia e vi sono stato per un anno e mezzo, ho conosciuto un ragazzo angolano poliomeritico e lui, pur di non usar la carrozzina, si inventava di tutto. Io all’epoca avevo 13 anni e mi chiedevo come questo ragazzo potesse avere questo approcci alla vita, cioè lui arrivava dappertutto, a volte correndo a suo modo, appoggiando i piedi e una mano per terra perché non riusciva a tenere l’equilibrio e saltava in questo modo.
Faceva scalini, faceva di tutto e riusciva ad arrivare dappertutto anche prima degli altri, io, dopo quella volta, mi sono chiesto: <<ma allora, cosa vuol dire avere una disabilità se questo ragazzo riesce ad arrivare prima degli altri a suo modo?>> Lì ho capito che la diversità sta nel modo di approcciare al proprio stato e alla vita. Questo la società non l’ha ancora capito e, invece di fare un’educazione scolastica verso un approccio migliore verso le altre persone, fanno vedere che le persone svantaggiate hanno bisogno di un aiuto.
Si supererà tutto questo quando si capirà che l’aiuto serve a parificare le possibilità delle persone, infatti questo ragazzo di cui vi parlavo, attraverso la riabilitazione, non ha imparato a camminare come tutti gli altri, ma ha imparato a stare più dritto e quindi ha potuto affrontare la vita meglio.
Adesso sono anni che non lo sento, però sono sicuro che sarà migliorato tanto, quindi, in definitiva, siamo tutti uguali, ma tutti diversi perché abbiamo tutti un approccio diverso alla vita che si basa sulle nostre esperienze, sul nostro carattere. Tutti dobbiamo capire cos’è meglio per noi, come vivere la vita al meglio per poter esprimere i nostri talenti, quindi, alla fine, tutti dobbiamo trovare i giusti mezzi per vivere al meglio, indipendentemente dalla nostra condizione. Sta di fatto che io sono fiero della mia condizione e di tutti gli sforzi che sto facendo per migliorare, e sono anche contento di combattere tutti i giorni contro quelli che non hanno sensibilità verso i temi dei disabili.
Tutto questo si combatte con la cultura e non si può fare altro. Alla fine, sono convinto che non ci vorrebbe un Ministero della disabilità, ma, al contrario, ci vorrebbe un Ministero dell’Uguaglianza perché, alla fine, è proprio vero il detto “se non puoi scalare la montagna, allora giraci intorno” l’importante è arrivare all’obiettivo.
Il mio vero obiettivo è migliorarmi ogni giorno e sensibilizzare verso questi temi.
LA VALORIZZAZIONE DEL POTENZIALE COME MISSIONE DI VITA 11/8/21
Per far comprendere meglio cos’è per me il potenziale, utilizzo l’esperienza di uno dei miei più grandi idoli: Yuri Chechi, persona dall’enorme talento, da un carattere incredibile e dalla tenacia inesauribile. Partiamo con l’analizzare il talento. Secondo me ognuno di noi ne ha uno, bisogna solo scoprirlo e, soprattutto, coltivarlo, come Yuri Chechi ha fatto con la ginnastica. Prima di diventare ginnasta, però, ha provato molti sport, tra cui anche il basket.
Per lui, come per la maggior parte degli sportivi, trovare lo sport giusto, è stata la base per l’espressione del talento. Una volta trovato, dobbiamo capire che il talento va coltivato sulla passione. Indipendentemente da quello che noi pensiamo o che gli altri pensano di noi, fondamentalmente dobbiamo essere felici.
Per esserlo dobbiamo coltivare le nostre passioni nel modo più approfondito possibile, per scoprire anche noi stessi nel profondo, infatti Yuri Chechi, ad esempio, ha avuto due gravi infortuni. Nonostante quello è riuscito, dopo il primo della rottura del tendine di Achille, a vincere la medaglia d’oro ad Atlanta ’96.
In seguito, ha avuto anche un altro infortunio: la rottura del tendine brachiale della spalla. Nonostante questo non si è arreso e, contro il parere dei medici che dicevano che non avrebbe potuto mai più raggiungere alti livelli nello sport, è riuscito a vincere la medaglia di bronzo nelle Olimpiadi del 2004. Alla base di tutto questo, però, ci devono essere persone qualificate che ci aiutino a valorizzarci, indipendentemente dall’ambito di applicazione.
Questa concezione nella nostra società non è molto usata anche perché, la maggior parte delle volte, i talenti non emergono perché la società è abituata a trattare le persone come numeri e non come esseri dotati di talento, intelletto e sentimenti. Quindi, alla base di tutto questo, dev’esserci un’educazione alla valorizzazione delle persone, così non ci sarebbero differenziazioni tra disabili e abili, perché vivremmo tutti in un mondo integrato veramente e ci sarebbe più rispetto reciproco e anche delle regole.
Comunque, come afferma anche Yuri Chechi, dopo che si è ritirato, ha differenziato le sue attività non rinunciando, attraverso la sua Accademy, a coltivare talenti. Insomma, per una società più integrata bisogna valorizzare al massimo gli individui e far emergere le loro aspirazioni al meglio.
LE POTENZIALITA’ DELLO SPORT 18/8/21
Nella mia vita fare sport è sempre stato molto importante, soprattutto nell’ultimo decennio è stato fondamentale per il mio progresso e per la mia vita. Credo che, però, tutto il sistema sportivo vada rivisto e riformato, in quanto, nonostante nelle ultime Olimpiadi abbiamo conseguito il record di medaglie, pochi sport sono riconosciuti a livello professionistico e, soprattutto, credo che le scuole debbano integrare e fondarsi sull’attività sportiva, perché la mente non è nulla senza il fisico. È valido anche il contrario.
Attraverso lo sport e la sua pratica fin da piccoli, si diminuirebbero alcune patologie e si aiuterebbero i giovani a stare in salute e a integrarsi meglio nella società. Lo sport è principalmente educazione alla vita, rispetto di regole e, soprattutto, ti da’ un metodo che puoi applicare in tutto il resto della vita, infatti, se vuoi arrivare ad un risultato, devi impegnarti perché lo sport non ti regala niente, se non emozioni e brivido quando ti alleni duro per fare una gara o per raggiungere un obiettivo.
Da’ anche la possibilità di interagire con gli altri costituendo relazioni che, il più delle volte, si trasformano in amicizie. Sono sempre più convinto che ci debba essere la possibilità di integrare quelle persone un po’ più timide. Lo sport da’ sempre la possibilità di scoprirsi in relazione con gli altri, quindi ritengo che la scuola debba essere fondata sullo sport fin dalle scuole elementari, per poi passare alle medie, superiori e università.
In definitiva, non esiste solo il calcio. Bisogna valorizzare tutti quelli che sono gli sport cosiddetti “minori” perchè, oltre ad essere un indotto economico, sarebbe un risparmio per la sanità pubblica e un vantaggio competitivo per tutti i giovani.
Praticare sport mi ha consentito di migliorare la mia condizione fisica, di sentirmi veramente integrato, in quanto sono riuscito, grazie all’aiuto di un progetto di sport terapia e dei miei collaboratori e allenatori, a svolgere gare in acque libere con i normodotati. Sono convinto che mi regalerà ancora tante emozioni, uniche e inimitabili, come quelle che ho provato all’ironman di Pescara del 2012, dove, all’interno di una staffetta, ho svolto una frazione di nuoto, in quanto, un ironman, si può svolgere anche in staffetta, dove ogni squadra è composta da tre atleti, ognuno svolge una frazione: il primo una frazione di nuoto, il secondo una frazione di bici e il terzo quella di corsa. È stata un’emozione grandissima.
Svolgo anche gare in acque libere e ogni volta è un’emozione diversa e, nonostante la dura preparazione, mi ripaga ogni volta attraverso le sensazioni che mi trasmette la gara in sé. In definitiva, combatto e combatterò per uno sport veramente integrato, dove normodotati e disabili possano gareggiare insieme in tutti gli sport, quindi è dimostrato come lo sport possa essere un degno ed insostituibile compagno di vita.
L’IMPORTANZA DELLA PERSEVERANZA NELLA VITA 25/8/2021
Perseverare nel conseguimento dei propri obiettivi, è ciò per cui si dovrebbe combattere ogni giorno. Bisogna partire nel capire quali sono questi obiettivi. Non si può scalare l’Everest se non si sa fare neanche arrampicata. Per poterlo scalare, ci vogliono anni di preparazione e non è detto che ci si riesca, anche con un’adeguata preparazione, quindi bisogna procedere per gradi, infatti, qualunque sia il nostro obiettivo, bisogna partire sempre dal basso, studiare, acquisire competenze e poi, se non vi sono opportunità, andare per la nostra strada ascoltando, sì, il giudizio degli altri, ma, se alla base vi è una formazione adeguata, credo che l’importante sia crederci sempre perché se ci si impegna, prima o poi, il risultato arriva.
Penso che sia tutto racchiuso nell’educazione e nel comportamento delle persone il fatto di poter raggiungere un obiettivo perché, è solo con la modestia e la giusta dose di autoironia, che si può affrontare la vita nel modo migliore. Gli obiettivi devono essere, altresì, basati sui propri desideri e i propri sogni perché, alla fine, noi viviamo per essere felici e non per rendere felice la società perché, se noi siamo felici, sono felici anche quelli che ci sono intorno e che ci vogliono bene.
Quindi, in definitiva, a mio modesto parere, ciò che conta nella vita, è essere sempre stessi, senza dare peso al giudizio degli altri, ma capire veramente chi ci vuole bene e un modo per capirlo è questo: nei rapporti bisogna sempre cercare di comprendere se l’altro ci consiglia o ci giudica. Se ci giudica bisogna lasciarlo perdere, se ci consiglia, allora, bisogna ascoltarlo perché, indipendentemente da quello che lui dica, ci vuole bene, cosa non scontata in questi tempi.
Insomma, per raggiungere i nostri obiettivi dobbiamo, in primo luogo, affrontare le nostre paure perché, solo così, possiamo comprendere chi siamo veramente. Insomma, essere se stessi è sempre la sfida più grande del mondo, però, se ci riusciamo, saremo sempre persone migliori.
LE INCONGRUEZE DEL GENERE UMANO 26/8/21
Come sappiamo, l’uomo è l’evoluzione della scimmia. Le scimmie rientrano tra i nostri primati, che, poi, si sono evolute e sono diventate, prima l’uomo della Preistoria, e poi, attraverso le varie invenzioni, l’uomo si è evoluto fino a diventare Sapiens Sapiens. Insomma, siamo una specie evoluta, o almeno così ci definiamo. Penso che sotto molti aspetti sia così, ma sotto tanti altri no, in quanto gli animali, comprese anche le scimmie, si rispettano tra di loro e rispettano la natura, in quanto senza di essa non potrebbero vivere.
Noi, invece, da esseri evoluti, compiamo sempre guerre, dove, per motivi futili di espansionismo, insomma, di prevalenza l’uno sull’altro, ci ammazziamo a vicenda. Tutto per motivi economici. Questo nel mondo animale non accade. L’uomo, però, è capace di gesti di altruismo molto importanti, come la ricerca medica per salvare vite, gli ospedali da campo e, in zone dove altri esseri umani fanno la guerra, consentono a popolazioni svantaggiate di avere l’assistenza sanitaria.
Mi sembra un po’ il cane che si morde la coda; un circolo vizioso. Secondo me l’uomo dovrebbe avere dento di sé la capacità di capire quali sono le sue priorità e da lì ripartire, comprendendo che il rispetto tra razze, usi, tradizioni e costumi, ci fa diventare persone migliori.
Solo attraverso la conoscenza dei popoli e l’intercambio ci si può veramente comprendere, però la premessa fondamentale è che non ci sia la volontà di prevalere sull’altro cercando di essere migliori. Secondo me l’uomo è l’essere vivente più incosciente. In definitiva, ci vorrebbe molto più equilibrio per capire che, alla fine, siamo tutti uguali, ma tutti diversi.
L’IMPORTANZA DELLE RELAZIONI NELLA VITA 1/9/21
Bisogna dare il giusto valore a tutte le nostre relazioni per poter capire quali siano le più importanti per noi. Per capirlo non bisogna basarsi su quelle che in quel momento ci sembrano più utili per, magari, un lavoro che si fa, o che abbiano una rilevanza economica.
L’importante è capire quanto queste relazioni ci facciano star bene e mantenere e dare importanza solo a quelle che veramente ci aiutano nella nostra crescita personale, perché un vero amico è colui che non giudica, ma ti aiuta a crescere perché, nella vita, non si cresce mai da soli, ma attraverso esperienze e queste è sempre meglio farle con amici.
Ricordiamoci sempre che si cresce sempre in due, mai da soli. Ovviamente le relazioni amicali si distinguono da quelle amorose, lavorative e così via. Bisogna vedere le basi che si vogliono o che si devono dare. Nelle relazioni lavorative, di solito, si tende ad essere un po’ più freddi all’inizio, ma, poi, se ci si trova bene, magari nascono amicizie.
Il bello della vita è che da piccoli si comincia ad istaurare delle relazioni che è bello quando durano per tutta la vita, a livello di amicizie o, magari, si trasformano anche in qualcos’altro. Nella vita si tende molto a fare l’errore di dare troppa fiducia, o anche il contrario, quindi, la maggior parte delle volte, si rimane delusi. Il segreto sta sempre nel dare il giusto equilibrio alla propria vita, capendo che vi è sempre la possibilità di raggiungere questo equilibrio, se lo vogliamo, non correndo, così, più il rischio di rimaner delusi.
La vita è estremamente difficile, ma bella allo stesso tempo; le difficoltà, però, molto spesso, ce le creiamo noi da soli ponendoci problemi che non esistono. Per instaurare un qualsiasi tipo di rapporto non bisogna avere il timore di chiedere, ma, allo stesso tempo, non bisogna sentirsi inferiori agli altri perché tutti possiamo imparare da tutti.
Insomma, per un mondo migliore ci vorrebbe più rispetto che porterebbe a maggior libertà di pensiero.
LA CONSAPEVOLEZZA DI NOI STESSI PASSA ATTRAVERSO LA NOSTRA PROFONDA CONOSCENZA 3/9/21
Da sempre, sono convinto che nella vita bisogna pensare che si impara ogni giorno e non si è mai arrivati e, per avere la consapevolezza di sé, bisogna conoscersi. Per potersi conoscere bisogna crescere. La crescita, però, avviene sempre attraverso le esperienze, l’educazione e lo studio. Lo studio è fondamentale, al pari dell’educazione, perché la loro unione ci da’ la possibilità di poter crescere al meglio e di poterci, soprattutto, esprimere, nel migliore dei modi possibili.
Alla base, però, vi dev’essere la famiglia che ci introduce alla vita. se non vi sono i valori, questo processo si complica, però è possibile, comunque, attuare dei processi di crescita buoni se si è aiutati nel farlo. Anche in questo caso dipende sempre dalle situazioni esogene che ci si presentano.
Quindi, tutto sta nella capacità e nella volontà di applicarsi. Per essere persone migliori, però, bisogna capire che alla base di tutto ci dev’essere il sacrificio per arrivare dove si vuole. Penso che per conoscerci e per essere consapevoli di noi stessi e di chi siamo, non bastino due vite, però penso e credo che nella vita si possa crescere sempre; l’importante è restare umili e mettersi sempre in gioco, perché con l’arroganza e l’aggressività non si va da nessuna parte.
NUOVE FORME DI LAVORO, NUOVI ORIZZONTI 8/9/21
In questi giorni si sta dibattendo, politicamente parlando, la regolamentazione dello smart working: una nuova, vecchia forma di lavoro che si sta diffondendo negli ultimi anni anche a causa della pandemia. Analizziamone per un momento i vantaggi e gli svantaggi.
A mio modesto parere lo smart working è molto vantaggioso per alcune categorie di lavoratori, come le madri di famiglia che, sicuramente, perderebbero meno tempo negli spostamenti se, magari, per mancanza di tempo, rinuncerebbero a lavorare, ma anche per alcuni tipi di lavoratori, come quelli che lavorano viaggiando, o molto più semplicemente i reporter, che già facevano una sorta di smart working, ma, così, sarebbe regolamentato meglio.
In definitiva, io non vedo lo smart working come lavoro del futuro, ma sarebbe utile compiere un giusto mix tra le due forme per poter, poi, non perdere i grossi vantaggi del lavoro tradizionale, cioè: l’aggregazione, lo scambio di idee vis a vis e tutte quelle interrelazioni che si creano nel mondo lavorativo che sono, altresì, importanti per la crescita relazionale e umana di ognuno di noi.
Insomma, dobbiamo tutti comprendere che da questa pandemia usciremo e dobbiamo tornare ad essere una società aperta e estremamente socievole, come gli italiani sono sempre stati, in modo tale da poter creare quelle interrelazioni importanti che ci fanno crescere, cosa che lo smart working, sicuramente, renderebbe molto difficile e non si potrebbe, sicuramente, andare avanti tanto stando di fronte a uno schermo di un computer, in quanto lo ritengo abbastanza alienante perché, se uno deve finire un lavoro molto lungo, può stare al computer anche 6 o 7 ore, ma starci tutti i giorni 7 o 8 ore perché si è obbligati non è molto salutare.
Insomma, bisogna capire che lo smart working non è nato come lavoro da casa, ma come lavoro da remoto e cioè, ad esempio, in Google lavorano per gruppi di persone, i quali hanno obiettivi cadenzati e possono lavorare da qualunque parte della città, l’importante è che portino risultati quotidiani e, comunque, raggiungere gli obiettivi sempre previsti.
In definitiva, lo smart working serve solo ed esclusivamente a rendere gli uomini più liberi di pensare, per consentire loro di avere più idee e non, come purtroppo si è dovuto fare, rinchiudere le persone in casa sotto il nome di smart working.
Secondo me si doveva chiamare home working. Con la speranza che la giusta sinergia si trovi, sono e resto fiducioso che quest’ultima serva a creare ancora più lavoro per tutti.
PIU’ COMPRENSIONE PER UNA VITA PIU’ FELICE 13/9/21
Con il passare del tempo sto notando che, anche a causa della situazione pandemica della quale si è capito molto, ma non ancora tutto, purtroppo, non si riesce a comprendere che, per vivere felici, bisogna capirsi e cercare di essere in sintonia, stando, così, sicuramente, molto meglio con se stessi e con gli altri.
Il problema è che la maggior parte dei malintesi nascono per incomprensione perché, la maggior parte delle persone, non si ascolta, in quanto sentire non vuol dire ascoltare. Ascoltare vuol dire essere ricettivi del messaggio dell’altro, cercare di elaborarlo e capirlo per poter crescere insieme, ma, siccome l’egoismo in questa società e la fretta la fanno da padrone, si può comprendere come sia tutto più complicato.
Per una vita felice bisogna cercare di capirsi. Per farlo non bisogna pensare di essere più furbi o più bravi perché, in fin dei conti, si impara da tutti e da tutto, infatti l’egoismo nasce da chi pensa di essere arrivato, quindi, si può capire come l’ascolto sia alla base di tutto.
Io posso raccontare un episodio. Ho un amico non vedente, dal quale ho imparato più cose che in un corso universitario, solo perché abbiamo imparato ad ascoltare. Non avrei mai pensato che dialogare con questa persona mi potesse far crescere così tanto e far vedere il mondo con occhi diversi. E pensare che eravamo partiti proprio male, discutendo animatamente, poi siamo diventati amiconi.
Questo sta a significare che ci siamo saputi ascoltare. In definitiva, l’ascolto sta alla base di tutto per una vita serena.
L’IMPORTANZA DELLA CORRETTA COMUNICAZIONE VERBALE E NON 15/9/21
La scrittura e la comunicazione verbale sono due cose completamente diverse anche se, a volte, si pensa che siano la stessa cosa. Saper parlare non vuol dire saper scrivere e, l’insieme dei due fattori, non vuol dire saper comunicare. La comunicazione è intrisa di tanti aspetti, tra cui la prossemica e anche il linguaggio del corpo, infatti un bravo comunicatore è colui che riesce a impersonare tutti questi valori.
Una buona comunicazione è fondamentale per saper essere persone migliori e affrontare la vita al meglio. Se sappiamo comunicare bene abbiamo la possibilità che gli altri capiscano e che, quindi, recepiscano il senso che noi vogliamo trasmettere. Faccio un esempio che mi è capitato in prima persona. All’Università, durante la Laurea Triennale, ho incontrato una Professoressa che mi ha letteralmente cambiato il modo di approcciarmi allo studio e alla comunicazione.
Lei, infatti, riusciva a tenere una lezione di due ore a più di 200 studenti senza microfono. Mi chiedo, ancora oggi, come possa farlo, ma, grazie a lei, ho imparato cosa vuol dire amare quello che si fa e cosa vuol dire saper comunicare, perché, con il suo modo di porsi, fa comprendere istantaneamente agli studenti quello che vuole comunicare, in modo che resti impresso il concetto.
Ciò sta a significare che un bravo comunicatore non è colui che sa tanto, ma anche colui che lo sa trasmettere. Io ho cercato di imparare il più possibile e quando, nella terza Laurea mi hanno fatto tenere due lezioni relative ad un argomento che avevo approfondito durante le prime due Lauree, ho cercato di far tesoro di tutto quello che avevo imparato a livello comunicativo e sono riuscito, a detta di tanti e soprattutto della Professoressa, a fare un buon lavoro.
In definitiva, per vivere meglio ed uscire al più presto da questa situazione confusa dovremmo tutti avere le idee più chiare sapendo comunicare meglio, in quanto una buona comunicazione semplifica la vita.
I VALORI DELLO SPORT COME ESEMPIO DA SEGUIRE 16/9/21
Le ultime prestazioni dei nostri atleti olimpici e paralimpici hanno dimostrato come, nonostante la pandemia, lo sport si sia mantenuto ad alti livelli, raggiungendo il secondo miglior record di medaglie da Roma 1960 e si sono viste prestazioni di assoluto livello in discipline fino, ad oggi, sconosciute a una medaglia.
Questo mi fa pensare che lo sport ad alto livello in Italia sia un modello da seguire, soprattutto per quanto riguarda le metodologie di allenamento. Quest’Olimpiade, però, è stata, altresì, il fallimento degli sport di squadra, a detta di tanti. Secondo me, invece, non è proprio così perché l’Italia della pallavolo femminile, poche settimane dopo, ha vinto l’Europeo con una partita superba contro le padrone di casa della Serbia dimostrando, così, che il movimento pallavolistico italiano è, come sempre, al top del top.
Penso che Malagò e, soprattutto gli allenatori federali, abbiano fatto un buon lavoro. C’è da dire, però, che lo sport non è solo quello Olimpico o Paralimpico, ma si fonda sul grande lavoro delle piccole società che, con poche risorse, riescono a formare grandi talenti sulle quali, comunque, hanno gravato i mesi di lock down.
Quindi, io penso che, un sostegno a queste società importantissime per la creazione di un tessuto sociale sempre più intrinseco di valori, sia fondamentale e credo che dello sport non ci si debba solo ricordare ogni 4 anni, ma tutti i giorni dell’anno salvaguardando, così, il valore degli sport cosiddetti “minori” dando, così, maggior senso ai sacrifici di tutti gli atleti di ogni giorno.
In definitiva, io vorrei che, oltre questi concetti, si capisse che Olimpiadi e Paralimpiadi sono la stessa cosa, quindi dovrebbero essere uniti sotto l’unica egemonia delle Olimpiadi e le competizioni dovrebbero essere integrate, consentendo a tutti di misurarsi equamente perché lo sport non è divisione, ma unione.
TUTTI UGUALI, TUTTI DIVERSI, MA EQUAMENTE 18/11/21
Mi viene da riflettere su un aspetto: la disabilità vuol dire avere qualche problema nell’affrontare situazioni di normalità, di qualunque tipo essa sia non ci dovrebbero essere discriminazioni di sesso, qualità o situazionali per erogare dei servizi ai normodotati e ai disabili. È pur vero che ho trovato in tanti ambiti, personalmente, delle discriminazioni a livello di prezzo per avere lo stesso identico servizio rispetto a un normodotato, con la giustificazione “e ma lei è disabile e quindi paga di più perché ci vuole più tempo”.
Da quelle situazioni mi sono sempre allontanato però, purtroppo, non sono l’unico a doverci avere a che fare. Io ritengo che il trattamento equo debba essere il fondamento per ogni tipo di situazione, sia in ambito medico che in qualsiasi altro ambito e che non ci debbano essere discriminazioni, se non per motivi esogeni o situazionali, di trattamento tra normodotati e disabili. Ad esempio, nell’ambito dentistico, a volte, ne ho trovato, ma, per fortuna, esistono realtà come quella dello Studio Odontoiatrico Mei, dove queste cose non si verificano e tutti sono trattati allo stesso modo, oltre che essere l’unico studio che ho trovato veramente accessibile.
Insomma, in definitiva, per essere tutti uguali e tutti diversi dobbiamo, per forza, avere tutti le stesse opportunità e per averle bisogna che esistano standard qualitativi veramente tali Per averli, però, bisognerebbe anche avere la capacità di essere onesti, qualità in cui, purtroppo, io, non mi sono sempre imbattuto perché, a volte, basta che vedano che uno è disabile e se ne approfittano.
Questo accade in tutti gli ambiti, non solo in quello medico, ma, in fin dei conti, basterebbe solo che si avesse un po’ di educazione in più e, soprattutto, un po’ di rispetto in più delle persone, qualunque sia la loro condizione e il loro status sociale.
In conclusione, bisognerebbe far girare di più le rotelle per cercare di non imbattersi in situazioni poco gradevoli, ma ci vorrebbe anche un’educazione che parta dalle scuole primarie molto più inclusiva, ma, per fare questo, bisognerebbe far girare di più le rotelle.
IL VALORE DELLA COERENZA NELLA VITA 29/11/21
Essere coerenti è una virtù che ci consente di migliorarci perché, solo analizzando i nostri errori, che possiamo avere la possibilità di crescere e, essendo la persecuzione di un obiettivo, qualsiasi esso sia, alla base di ogni giornata o di ogni periodo, dobbiamo capire che per raggiungere tale obiettivo, bisogna affrontare molte difficoltà.
Ne faccio una questione di metodo: se siamo coerenti al sacrificio e alla fatica per raggiungere l’obiettivo, qualsiasi esso sia, possiamo raggiungerlo perché sarà, sicuramente, una soddisfazione immensa quando sarà raggiunto. Insomma, nella vita, la coerenza, la tenacia e la determinazione, sicuramente, ci consentiranno di vivere al meglio. In fin dei conti basta far girare un po’ di più le rotelle.
IL VERO VALORE DELLO SPORT NELLA VITA 9/12/21
Nella mia vita lo sport è un filo conduttore costante, senza il quale non potrei vivere. L’attività fisica è importante per tutti, soprattutto per me, in quanto funge da riabilitazione, fa scoprire nuovi aspetti di sé senza che nemmeno ce ne accorgiamo, perché ci mette in competizione con noi stessi e con gli altri.
Lo sport, infatti, è una palestra di vita che, se fatta e sfruttata al meglio, può aiutare tutti gli aspetti della vita, infatti, quando io sono giù di morale, mi aiuta a rilassarmi e a vedere le cose sotto punti di vista migliori. Sono, altresì, convinto che, oltre ad educare, lo sport aiuta anche a superare grandi limiti, in quanto, se penso alla mia esperienza fino a qualche anno fa, non pensavo di arrivare dove sono arrivato: a fare delle gare in mare e a praticare l’handbike.
Mi sembra chiaro che lo sport, per me, è diventato un compagno di vita, senza il quale non potrei stare, infatti, quando ho avuto la gamba rotta, è stato difficile stare fermo per due mesi e mezzo, infatti è l’unica cosa che non ti fa mai sconti: se lo pratichi poco, è molto difficile tornare ai livelli precedenti. Lo sport è l’unico aspetto nella vita veramente meritocratico verso se stessi e gli altri.
In definitiva, lo sport, sotto qualsiasi forma, è l’unica cosa che vale la pena di fare nella vita, perché regala esperienze uniche ed indimenticabili. Per far girare meglio le rotelle basterebbe fare un po’ di sport in più.
L’IMPORTANZA DEL GIOCO E DELLO SPIRITO NELLA VITA 22/12/21
Prendere la vita in senso giocoso, ma serio, è un trucco per non abbattersi mai e per essere sempre al passo con i tempi, perché questo è un metodo per rimanere giovani e per invecchiare il meno possibile e, quindi, non essere mai giù di morale, anche quando ci passa, metaforicamente, un camion sopra.
Questo è un buon metodo per trovare la forza interiore che ci consenta di essere diversi da tutti gli altri, ricordiamoci sempre che gli altri possono fare tanto per noi, ma deve partire sempre da noi il voler fare qualsiasi cosa, gli altri hanno solo il compito di attuare in noi un processo maieutico e cioè aiutarci a tirare fuori il meglio da noi stessi.
In definitiva, per essere persone felici, dobbiamo poterci esprimere al meglio, indipendentemente dagli eventi esogeni. Sono estremamente convinto che prendere la vita con allegria sia un attimo metodo e, così, si svolga già l’80% del lavoro, basterebbe un po’ di allegria per essere più vivi e meno schiavi del sistema. In fin dei conti basterebbe far girar di più le rotelle allegramente.
QUANDO LA DISABILITA’ NON HA CONFINI 27/12/21
Il progetto “Zero Gravity” nasce dall’idea di un disabile che, a causa di un incidente, diventando paraplegico, invece di abbattersi, è riuscito a realizzare il suo sogno cioè, quello di riprendere a fare parapendio a livello professionistico e, da una sua esigenza per capire come potersi adattare alla sua nuova condizione, è nato un nuovo modo di volare per tutti, infatti, grazie allo studio in galleria del vento, ha capito che, solo mediante un ausilio che gli tenesse legate le gambe in una determinata posizione, lui avrebbe potuto volare al meglio e infatti, dopo un grande allenamento indoor, è riuscito a farlo anche all’aperto a livelli professionali.
Da questo suo desiderio è nato il progetto “Zero Gravity”, che permette a tutti di provare l’esperienza totale del volo. Insomma, per volare ci vuole veramente poco e lo possono fare veramente tutti. Questo ha fatto capire che non ci sono differenze tra disabili e normodotati, in quanto il volo è uguale per tutti e la sensazione che da’ di libertà è impagabile.
Non vedo l’ora di andare a fare quest’esperienza perché secondo me è simbolo di libertà assoluta e fa esplorare nuovi confini, aiutandoti a far girar meglio le rotelle.
L’ITALIA: UN PAESE DI UNA GENIALITA’ CONTRADDITTORIA UNICA 29/12/21
Mi chiedo perché l’Italia sia il paese per definizione di persone aperte, solari e mediterranee, con una fantasia fuori dal comune e una socialità da far invidia ai più per lo spirito d’unione nei momenti di difficoltà invidiabile. Ne sia da dimostrazione il terremoto dell’Aquila, gli immensi sforzi per affrontare il COVID e le emergenze ed anche tutte quelle associazioni di volontariato nate per aiutare gli altri.
Allo stesso tempo, però, è un paese di casinari, che nei momenti facili, o per meglio dire, standard, riescono sempre a perdersi in un bicchiere d’acqua. L’Italia è una fucina immensa di talenti che però, a causa del perdersi in un bicchiere d’acqua da parte della politica, non riescono quasi mai ad emergere all’interno delle mura amiche, ma devono sempre migrare per poi ritornare come i cervelloni di turno, neanche fossimo in un reality show.
Non converrebbe investire sul capitale umano nostrano? Io penso che sarebbe un’ottima idea affinchè si riporti l’Italia agli antichi fasti nella posizione economicamente predominante che si merita, in fin dei conti siamo sempre in correlazione con altri stati che non hanno comunque il nostro spirito, il nostro talento e il nostro made in Italy: un vanto da portare sempre in giro per il mondo.
Insomma, l’Italia è un paese dove tutti vorrebbero venire a vivere, ma da dove noi italiani vorremmo scappare semplicemente perché il welfare state, in accezione di accompagnamento alla vita, non esiste ma è, altresì, un sussidio alla vita e come io sempre dico: <<con i sussidi non si vive, ma si sopravvive>>.
Un buono stato dovrebbe, attraverso il lavoro, valorizzare il capitale umano e non l’inverso perché con la formula inversa si va nel baratro. In definitiva, per un’Italia migliore basterebbe far girare di più umanamente le rotelle.
IL RUOLO DEL METODO ANALITICO NELLA VITA 30/12/21
Vorrei concludere quasi l’anno con una riflessione: quella che il cervello serve per ragionare e non per usarlo come sopramobile. Ci tengo a precisare che io nella mia vita non ho mai sentito un politico ragionare prettamente con la testa, se non per la gestione emergenziale del terremoto dell’Aquila. Per il resto in venticinque anni, cioè da quando sono appassionato di politica, non ho veramente avuto altre dimostrazioni di coerenza.
Penso che il rispetto di tutti verso tutti e la relativa assunzione di responsabilità stia alla base di ogni retto comportamento umano. Questo senso di educazione non è più presente nella classe dirigente, perché si pensa che tutto sia dovuto e che niente sia ottenibile con il sacrificio. Mi fa riflettere un episodio che ho sentito ieri alla televisione a proposito di educazione e tempi che cambiano, ma, secondo me, tutto il mondo è paese e tutte le epoche sono uguali per quanto riguarda i comportamenti.
Mi ha fatto riflettere un episodio capitato a una famosa attrice da piccola, cioè quando soffriva di un grave eczema e doveva andare a scuola con delle bende sulle mani e, ovviamente, non riusciva a scrivere bene. La maestra la sgridò a tal punto che la madre, al colloquio, le diede una borsettata in testa; poi, per fortuna, cambiò scuola e tutto cambiò.
Questo sta a dimostrare che tutto il mondo è paese, indipendentemente dalle epoche e tutti dovremmo imparare ad ascoltarci per saper ascoltare perché, solo attraverso il rispetto degli altri, possiamo avere rispetto di noi stessi, perché, in fin dei conti, facciamo parte di un tutto che, comunque, è suscettibile alle mutazioni del comportamento dell’uomo, in fin dei conti, basterebbe solo non fare agli altri quello che non vorremmo venisse fatto a noi e vivremmo tutti meglio, anche per affrontare questa pandemia dovremmo essere meno vessati dai media e più rispettosi delle regole.
In definitiva, per un mondo migliore basterebbe far girare le rotelle più rispettosamente.
RIFLESSIONI ROTELLANTI DI FINE ANNO 31/12/21
Credo che nella vita, oramai, ne abbia viste veramente di tutti i colori, ma, per fortuna, quando ci sono le feste, mi viene sempre un po’ più di allegria di quanta ne abbia già di norma, perché senza allegria non si vive. Ricordiamoci sempre che ridere ed essere allegri produce endorfine e quindi rende tutti più sereni. A me aiuta molto ironizzare anche e soprattutto nei momenti di difficoltà, come possono essere stati questi ultimi due anni, infatti sono quasi 2 anni che non vado in piscina per scelta, però, nonostante le difficoltà, ho cambiato il modo di fare sport, dapprima con l’handbike e poi con la palestra, e ho tratto giovamento da tutti questi cambiamenti.
Ciò sta a dimostrare che nella vita non bisogna mai arrendersi ed essere giù di morale perché, come insegna anche il senso del Natale e delle relative Feste, bisogna sempre stare uniti e felici, anche se si dovessero avere pochi o tanti problemi perché è solo con l’unità e la fratellanza che possiamo ritenerci veramente uomini.
Io ritengo che il 2022 sarà un anno di cambiamenti, speriamo positivi, e, soprattutto, mi auguro che ognuno possa trovare la propria strada, che lo renda felice in comunità con gli altri perché, solo così potremmo essere una società veramente democratica e degna del paese in cui viviamo.
Augurando a tutti un fantastico 2022 mi auguro che, sia i governanti che il popolo, facciano girare sempre di più le rotelle per avere idee sempre nuove per far progredire il nostro bel paese.
In definitiva, con un po’ di allegria e un po’ di determinazione in più sicuramente si può vivere nel migliore dei modi.
INIZIARE IL NUOVO ANNO SOTTO L’INSEGNA DELL’ALLEGRIA 03/01/22
Come sapete, io sono sempre molto allegro e cerco di affrontare la vita sempre con un buon piglio. Lo stesso dovremmo fare tutti, anche se siamo in una situazione molto difficile. Dovremmo capire, però, noi tutti, che, a quelli che ci governano, abbiamo il potere di dar loro l’incarico perché siamo in una Democrazia, quindi il mio auspicio è che, per le prossime elezioni, si possa capire che la scelta di chi ci governa deve essere democratica, ma di maggioranza, in maniera tale che, qualunque sia l’indirizzo politico, si possa affrontare la vita in maniera più stabile perché, in fin dei conti, tutto dipende dalla politica.
Il problema è che gli italiani questo non l’hanno ancora capito. Pensano che la politica sia una forma astratta, che non abbia nessuna incidenza sulla nostra vita e che non dipenda da noi, in realtà, però, dipende tutto da noi e dalle nostre scelte perché, è pur vero che le dicerie popolari “ sono sempre gli stessi”, “fanno quello che vogliono”, siano in realtà così, però è anche vero che noi italiani, quando andiamo a fare la crocetta, dobbiamo avere la consapevolezza che i nostri avi, per essere la Democrazia che siamo oggi, ci hanno lasciato il sangue; quindi, anche per responsabilità, dobbiamo avere quell’ardore nel cuore e quella consapevolezza dell’importanza di recarsi al seggio perché, solo con la nostra scelta, possiamo modificare l’evolversi delle cose.
Solo se i politici vedono che c’è partecipazione e che c’è la possibilità di mettere in discussione il loro lavoro, faranno al meglio il loro dovere, sennò continueranno a fare i loro comodi, considerando il fatto che non siamo degli automi, ma abbiamo la ragione che ci consente di far girare le rotelle e scegliere. Scegliendo di non andare a votare, la maggioranza della gente, resta nella stessa situazione, però sono quelli che, allo stesso tempo, si lamentano.
Per essere sempre allegri e contenti, bisogna essere consapevoli di avere fatto di tutto per migliorare la propria condizione; una condicio sine qua non è andare a votare. In definitiva, basterebbe far girare meglio le rotelle votanti.
QUANDO LA NOSTRA VITA SI BASA SULL’INTELLETTO 4/1/22
L’uso dell’intelletto è molto importante perché più lo usiamo più i nostri neuroni si riciclano e si mantengono giovani. Quest’attività, purtroppo, soprattutto per le attività composte, s’intende quelle non meccaniche, dai nostri giovani non viene più tanto sviluppata perché oramai la tecnologia la fa da padrone, però, quest’ultima, potrebbe essere sviluppata molto in altri ambiti, invece sono molto sviluppati quei settori dove si rendono i giovani, e non solo, degli automi, molto meno quelli, invece, in cui si potrebbero aiutare le persone in difficoltà.
D’altronde anche la tecnologia si basa sul soldo e, quindi, su ciò che fa guadagnare di più. In definitiva, l’uso dell’intelletto dovrebbe guidarci a capire quali ambiti sono importanti per la nostra vita e la conseguente tutela. Non credo che l’uomo sia in grado di capire quando la tecnologia è esagerata e quando, invece, non è troppo invadente perché, oramai, tutto si basa sull’automazione.
Mi chiedo se l’uomo se ne sta rendendo conto oppure preferirà essere schiavo della tecnologia. Io sono a favore dell’avanzamento tecnologico, ma non si dovrà mai sostituire a quelle che sono le funzioni fondamentali dell’uomo intellettivamente parlando. In definitiva penso che l’attività neuronali dei giovani d’oggi, soprattutto i ragazzini che vanno dai 5 ai 15 anni, siano veramente messe alla prova, in quanto vi sono di quelli che non riescono neanche a fare i movimenti di coordinazione di base, perché non sono abituati a muoversi, in quanto sempre al cellulare o al computer.
Io implementerei nelle scuole l’educazione fisica e farei fare almeno 6 ore a settimana, perché mens sana in corpore sano, quindi ci vuole un’educazione al movimento, magari anche aiutati dalla stessa tecnologia. In definitiva, la tecnologia dev’essere al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio della tecnologia. Basterebbe soltanto far girare le rotelle più razionalmente per capire che un cervello elastico e autonomo è molto più indicato per il genere umano, rispetto ad uno dipendente dalla tecnologia.
REALTA’ O FANTASCIENZA? 10/1/22
Come sappiamo, la tecnologia andrà sempre più di aiuto all’uomo e alla sostituzione di esso su tanti fronti, basti vedere quello che sta succedendo nel mondo dei pc: sempre più sottili e potenti. Lo studio dei nuovi chip ne permetterà, infatti, l’impianto in strutture sempre più piccole, dove, attraverso i robot, potranno sempre più automatizzare i processi.
Mi chiedo come sia possibile questo se non per una motivazione strettamente legata alle nano tecnologie. Ma siamo veramente sicuri che questo ci possa soddisfare fino in fondo? Io credo che l’essere umano sia fondamentalmente un genio stolto poiché inventa dei sistemi geniali che, però, a lungo andare, ne sostituiscono le funzioni. Basti pensare alle macchine da scrivere e poi ai computer e adesso agli smartphone.
È vero che i ruoli possono cambiare e anche i lavori, però si assisterà sempre a una diminuzione del personale e questo porterà sempre più ricchezza per pochi e sempre più povertà per tanti, quindi l’uomo non è prettamente geniale perché non è in grado di capire che la tecnologia dev’essere al servizio rivolto a tutti i cittadini, non solo per pochi e non ne deve mettere a rischio la sopravvivenza, anzi deve andare verso una tutela sempre maggiore della salute, infatti mi chiedo se l’uomo sia consapevole che sta facendo male a se stesso perché il COVID, è chiaro, che è nato da un laboratorio, in fondo, però, sono cose sempre successe, ma che, negli anni ’20 del 2000, non dovrebbero più succedere.
Sono altresì convinto che questo possa essere un esempio di mala gestione pandemica e, soprattutto, di uso poco ragionato della tecnologia per limitare il contagio. Basti pensare che esistono delle specie di maschere climatizzate che vengono utilizzate per respirare sempre aria pulita nei luoghi insalubri, le quali si potrebbero dare nei luoghi affollati, nelle scuole, negli autobus e così via, così si si limiterebbe di molto il contagio e la tecnologia sarebbe al servizio di tutti noi, come, sono convinto, esserci altre tecnologie che ci potrebbero aiutare, ma che, in realtà, non vengono sfruttate perché l’uomo è, fondamentalmente, poco avvezzo alla tutela di tutti, ma solo di se stesso e dei propri interessi.
In fin dei conti basterebbe far girare più semplicemente le rotelle per vivere meglio.
ZERO SENSO DELLA COLLETTIVITA’ E DELL’INDIVIDUALITA’ 13/01/22
Sono due concetti molto simili, ma molto diversi perché l’insieme di tanti individui fa la collettività, quindi l’uno non esisterebbe senza l’altro. È da questo concetto che vorrei scernere un ragionamento: come può esistere l’egoismo date queste premesse? Se esiste l’egoismo vuol dire che l’uomo è l’animale meno intelligente sulla faccia della terra perché, non riuscendo a capire questo, la gran parte dei cosiddetti uomini si perde il bello della vita perché c’è chi se ne rende conto tardi e perde tempo e c’è chi, purtroppo, non se ne rende conto proprio e vive, praticamente, una vita insulsa e avulsa da ogni contesto.
L’individualità è utile solo in un contesto sportivo singolo, come può essere la ginnastica o la danza, insomma, nello sport, ma, a partire dal lavoro, per poi passare alla vita quotidiana, bisogna parlare di collettività. Purtroppo, però, l’uomo non riesce a capire che uniti si fa la forza e da soli non si arriva da nessuna parte.
Se questa regola venisse rispettata da tutti, tutti potremmo vivere meglio perché ci sarebbero più opportunità per tutti, dal lavoro, allo sport, alla socialità. Insomma, l’individualità, senza il tutto, non esiste, ma ci permette di distinguerci dagli altri, perché con l’individuo si descrivono le caratteristiche di quel determinato tale, quindi ci possiamo ritenere fortunati se nella vita avessimo un gruppo di persone sulle quali contare, nelle quali avere fiducia e, nei momenti di difficoltà, affidarci.
Ma, purtroppo, il problema della nostra società, è che, a causa dell’egoismo, non c’è più fiducia per nessuno, quindi si perde l’80% delle cose belle che la vita e il nostro pianeta regalano. In definitiva, per vivere meglio, basta far girare le rotelle più collettivamente.
L’IMPORTANZA DEL GIOCO NELLA VITA 18/1/22
In quest’articolo voglio affrontare il tema del gioco, non come un vizio, ma come una virtù: cioè quello che, fin da piccoli, ci permette di approcciare alla vita allegramente o quello che, da più grandi, anche attraverso lo sport, ci permette di vivere meglio o, ancor di più, il gioco delle bocce nelle bocciofile italiane che consente alle persone della terza età di non rimanere da sole.
Insomma, come abbiamo potuto osservare, il tema del gioco è fondamentale in tutti i frangenti della vita per condurla al meglio e sempre allegri. Il gioco, inoltre, può essere inteso anche come scherzo e affrontare, quindi, la vita con allegria. Si stanno, però, progressivamente perdendo i valori dei giochi antichi, tipo ruba bandiera, morra cinese, nascondino e così via a favore di iPad, giochi elettronici e via discorrendo.
Questo non consente ai giovani di crescere con i valori di amicizia, scambio equo e rispetto che si avevano prima, però, allo stesso tempo, in un’epoca pandemica sono molto utili per poter consentire una forma di socialità diversa: più moderna, ma che dev’essere regolarizzata molto.
Sono altresì convinto che il gioco e l’ilarità aiutino anche ad affrontare i problemi grandi della vita, grandi perdite e così via. Insomma, il gioco è il filo condurre per tutta una vita, dev’esserlo per consentirci di oleare sempre di più le rotelle e farle girare sempre più veloce, per essere sempre più creativi, a vantaggio di un tenore di vita migliore.
NELLA VITA CI VORREBBE PIU’ DIPLOMAZIA E ALLEGRIA 20/01/22
Il ruolo della diplomazia nella vita è molto importante perché è dato dallo sfondo educativo che si è avuto da piccoli, infatti più si è educati, più si è portati alla diplomazia e, conseguentemente, al confronto con gli altri e, quindi, alla democrazia. Più ci si confronta più si è portati ad essere espansivi e, di conseguenza, all’allegria, infatti le persone musone e tristi, di solito, sono anche poco socievoli e non troppo diplomatiche.
Purtroppo questo tipo di persone sono le più ostiche con le quali è difficile avere dei rapporti sani e duraturi. Per questo tipo di persone ci vorrebbe un corso di autostima e allegria, in quanto l’autostima porta ad essere allegri ed anche alla autoironia: requisito fondamentale per una vita degna di essere vissuta. Sono sempre convinto che il popolo italiano sia di fondo un popolo allegro e aperto, però ci sono delle Regioni con caratteristiche di chiusura dovute all’isolamento e alle tradizioni.
Sono convinto sempre più che sia questione di esperienza e abitudine all’apertura mentale perché, è vero che magari ci si può sbagliare, ma la vita è bella perché da’ diverse opportunità, basta saperle cogliere per aiutarci ogni giorno a comprendere quanto sia bella e straordinaria. In fin dei conti, per essere più allegri, basta solo far giare di più le rotelle allegramente
L’IMPORTANZA DI SAPER FARE IL PROPRIO LAVORO 28/1/22
L’improvvisazione è importante nella vita, sia nell’ambito comico che quando ci si trova in situazioni difficili dove, magari, per uscirne bisogna improvvisare uno stratagemma, ma, purtroppo, questa tendenza è molto diffusa nei luoghi di lavoro, in quanto si incontrano persone che, pur dicendo di saper fare una determinata cosa, non la sanno fare, facendo passare il cliente per non acculturato.
Il problema è che tutti quelli che fanno un determinato lavoro dovrebbero coccolare il cliente dal primo contatto fino a dopo l’istallazione, per far sì che il cliente venga fidelizzato, ma, purtroppo, non è così. Nella maggior parte dei casi, infatti, se non si tratta di brand di lusso, questa politica non viene applicata perché si tende a fare le cose veloce e male a causa della teoria del consumismo che ha rovinato l’economia. Maledetta obsolescenza programmata.
Ma, secondo me, l’obsolescenza sta nel cervello di chi produce e di chi fa la manutenzione, in quanto, se prima un televisore durava vent’anni, adesso, se ti va bene, ne dura 10. Idem per gli altri elettrodomestici. Altro che epoca del consumismo. Epoca dello spreco! Sono convintissimo che le persone non sappiano bene quello a cui vanno incontro perché non tutti hanno compreso che la riparazione dei vari elettrodomestici o l’aggiornamento si potrebbe fare e sarebbe un mercato molto più redditizio per tutti, perché al cliente costerebbe meno e ci sarebbe più lavoro.
Staremmo tutti più attenti ai nostri strumenti e inquineremmo anche molto meno. Purtroppo, però, le persone non sono in grado di ragionare in questo senso e la politica dovrebbe andare incontro a tutto questo settore permettendo, così, ai cittadini di essere orientati e non disorientati. Insomma, per un mondo più eco basterebbe far girare le rotelle più diligentemente e meno velocemente.
LA PROFESSIONALITA’ E LA COMPETENZA SONO SEMPRE UN VANTAGGIO COMPETITIVO 4/2/22
Stare al passo con i tempi, soprattutto se si è dei venditori, ma questo ragionamento può essere applicato in tutti i campi della vita, aiuta ad essere competitivi nel mercato, seppur globale. La globalizzazione ha portato, infatti, a una perdita, sempre più marcata, di quella che era la fiducia tra piccolo commerciante e cliente, ma, per fortuna, per chi è avvezzo alle nuove tecnologie e, soprattutto ai nuovi modi di comunicazione, è molto più facile ed economico, mantenere il rapporto di fiducia con il cliente.
Il problema odierno è che le varie aziende non credono più al rapporto uno a uno, ma vogliono fare soldi, considerando i clienti dei numeri. Questo, però, porterà sempre più l’economia ad essere aleatoria e non realistica, arrivando a non rispecchiare più la realtà. Sono sempre più convinto che tutto quello che noi abbiamo imparato dai nostri avi e cioè la fedeltà lavorativa, il senso di sacrificio e la volontà di migliorare, possano essere valori veramente unici che possono aiutare i giovani d’oggi a competere nello stato attuale, cosa veramente molto complicata.
In definitiva, la fiducia nella vita è sempre importante e bisogna ricordarsi che, per aver fiducia, bisogna dare fiducia. Questo è uno scambio senza il quale non vi sarebbe l’economia. In fin dei conti, bisogna far girare le rotelle sempre più fiduciosamente.
L’ITALIA E LE SUE PECULIARITA’ NEL MONDO 7/2/22
Il made in Italy è famoso nel mondo; basti pensare alle qualità di vino, i vari formaggi, i vari salumi, passando, poi, alle varie qualità costruttive, come quelle dell’ automotive, ma anche dei camper e dei vari strumenti per le fonti di energia rinnovabili. Per non parlare poi del settore moda, ma anche del settore delle costruzioni edilizie, per poi passare a quello navale; per finire con il patrimonio artistico culturale e paesaggistico.
Insomma, l’Italia è un paese piccolo, che, se sfruttasse tutte le sue peculiarità, potrebbe essere un impero e una potenza a livello economico. Gli imprenditori possono fare di tutto, ma se per spostarsi da Milano in Sardegna costa due volte tanto che andare da Milano a Praga, penso che questo delta non sia corretto e che, sia a livello di scambio merci che di scambio passeggeri, si debba comprendere che le isole vanno favorite, sia per la circolazione interna delle persone, che per quelle provenienti dall’estero, perché il biglietto che si paga per la nave per un non residente in Sardegna è equivalente alla vacanza di una settimana in Grecia.
Questo non è possibile, come non sono possibili tutte quelle assurdità a cui si assiste tutti i giorni. Basti pensare all’invasione dei negozi cinesi e alla crisi dei bottegai italiani. Io sono per la democrazia, ma sono anche per la valorizzazione della qualità e del made in Italy, quindi si dovrebbero favorire aziende locali.
Questo si potrebbe fare attraverso politiche fiscalmente più leggere e un ritorno agli antichi mestieri modernizzati, come il ciabattino, l’aggiustatutto e così via. La globalizzazione e la teoria del consumismo ha fatto si che la middle class italiana andasse in crisi, non comprendendo quanto sia importante la tutela del vintage, ma anche la riammodernizzazione del vecchio.
Insomma, se in Italia si stesse più attenti e si fosse più ligi al dovere, potremmo essere un paese veramente più autonomo da ogni punto di vista, rispondendo, così, a quel processo estremizzante della globalizzazione, portando in alto il nome del nostro paese.
Insomma, basterebbe far girare le rotelle più intelligentemente.
LO SPORT COME OPPORTUNITA’ PER TUTTI 11/2/22
Come sappiamo, attraverso lo sport, sotto ogni forma possibile, possiamo metterci alla prova a tutte le età, indipendentemente dalla condizione fisica, in quanto lo sport, se fatto bene, può essere una forma di riabilitazione. Ovviamente bisogna essere seguiti da dei professionisti, ma per fare sport in qualunque condizione, è sempre meglio farsi seguire da qualcuno competente, perché il passaggio da sport a infortunio è breve e, soprattutto in certi casi, può essere deleterio infortunarsi.
Lasciando per un attimo quest’aspetto, mi vorrei soffermare sull’importanza del praticare attività fisica, in quanto questo stile di vita aiuta a prevenire malattie cardiovascolari e tanti altri generi di malessere, in quanto quando si fa sport si produce serotonina: l’ormone della felicità.
Per me, praticare sport è vitale, io, infatti non sono avvezzo alla riabilitazione convenzionale, ma ho sempre visto lo sport come occasione di miglioramento della mia condizione fisica. Sono stato seguito da professionisti del settore che mi stanno, ancora oggi, aiutando a migliorare. Credo che tutti gli obiettivi raggiunti dal fare le gare di nuoto in acque libere con i normodotati, al migliorare la mia condizione fisica, passino dai grandi sacrifici al grande divertimento, cosa che lo sport riesce a trasmettermi ogni giorno anche in epoca di pandemia, dove ho cercato sempre alternative per praticarlo, passando dall’handbike all’allenamento in palestra in casa, tralasciando nel periodo invernale il nuoto: sport che mi manca molto, ma che sono sicuro che quest’estate tornerò a praticare e, se le condizioni lo consentiranno, tornerò anche alle gare, in quanto lo sport è la mia linfa vitale. Dovrebbe esserlo per tanti altri, ma, purtroppo, la pandemia sta portando alla chiusura delle attività sportive, per le quali il Governo si deve dar da fare e non ci si deve crogiolare sugli allori, visti i trionfi che si stanno avendo nelle Olimpiadi invernali e che si sono avuti in un 2021 spettacolare per lo sport italiano.
Ritengo che tutti noi dobbiamo ricordarci che fare attività fisica fa bene. Dovremmo farne tutti mezz’ora al giorno come minimo e non tutti dobbiamo pensare alle grandi prestazioni, alle competizioni; basta anche una camminata di mezz’ora al giorno per mantenersi attivi.
Quando i medici e, soprattutto, le scuole, invece di insegnare solo matematica, italiano dovrebbero insegnare, primariamente, a condurre un buon stile di vita, perché è inutile sapere tanto delle altre materie e nulla della propria tutela della salute, in quanto senza salute non vi è vita e, quindi, io la ritengo la cosa più importante, perché se si impara ad avere rispetto verso se stessi si può averlo verso gli altri.
Insomma, bisogna fare più sport per una vita più dinamica, sana e senza preoccupazioni. In definitiva, basterebbe solo vivere in un paese che faccia girare le rotelle più sportivamente basando la vita sullo sport e sui suoi inestimabili valori.
COME LO SPORT PUO’ ESSERE UNA LEZIONE DI VITA 16/2/22
Nello sport vi sono molti casi dai quali si può prendere spunto per capire quanto la vita sia importante viverla al meglio e non perdere tempo in pensieri negativi, o in bazzecole perché, in fin dei conti, è troppo breve per sprecarne anche solo un attimo. Volevo raccontare in breve alcune storie che sono la dimostrazione vivente di questo fatto.
La prima è quella di Jury Chechi, uno dei più grandi ginnasti al maschile che l’Italia abbia mai avuto, dalla personalità stravagante, ma sempre iperconcentrato. Dopo la vittoria olimpica di Atlanta 1996, era al clou nella preparazione per quelle di Sidney 2000, ma per il suo voler essere perfetto è andato oltre il limite e si è infortunato, rompendosi completamente uno dei legamenti più importanti della spalla.
I medici gli avevano sconsigliato non solo di riprendere l’attività agonistica, ma gli avevano anche detto che non avrebbe più mosso il braccio nello stesso modo. Lui, però, contro tutto e tutti, aveva in testa di ritornare ad altissimi livelli, anche perché l’aveva promesso al padre in una situazione particolare. Con la sua straordinaria tenacia e determinazione, è riuscito a ritornare in palestra, a riallenarsi e, con grandi sacrifici e dolori, è riuscito a vincere il bronzo alle Olimpiadi di Atene 2004.
Insomma, un esempio unico e raro di resilienza e di sport nel vero senso della parola. Grazie Jury per tutto quello che ci hai regalato.
Il secondo esempio che porto è quello di Marco van Basten che, nella stagione di passaggio dall’Ayax al Milan, ha avuto uno degli infortuni più gravi della sua carriera: quello alla caviglia, dal quale, però, non riuscirà mai ad uscirne del tutto. Il Milan, nonostante ciò, credette in questo grande campione e gli mise a disposizione le migliori cure.
Marco van Basten, in un’autobiografia, dice che da quell’infortunio ha sempre giocato al 60%. Non è mai riuscito a riprendersi del tutto, però, la passione per il calcio gli avrebbe fatto fare cose che non avrebbe mai pensato; è lui stesso ad affermare che, se non avesse avuto la caviglia fasciata in quelle condizioni, non avrebbe potuto disegnare la traiettoria del gol più bello della storia del calcio, che portò l’Olanda a vincere gli europei.
Insomma, un mito vivente che resterà sempre nel cuore di tutti gli sportivi. Ho voluto raccontare queste due storie per far capire come lo sport possa essere un esempio di vita e di resilienza.
In definitiva, chi fa girare al meglio le rotelle attraverso lo sport può raggiungere risultati incredibili.
L’IMPORTANZA DELLA BUONA COMUNICAZIONE NELLA VITA 9/3/22
Saper comunicare è un’arte che nella vita andrebbe insegnata sin dalle scuole elementari, per poter dare la possibilità ai bambini di imparare a relazionarsi al meglio, infatti, se ci pensiamo bene, i bambini cominciano a comunicare sin da quando sono al grembo materno, poi, nell’età evolutiva, ci sono diverse fasi: quella neonatale, dove sono prevalenti i pianti che, se si entra in simbiosi con il bambino, in base al tipo di pianto, si può riconoscere quello di cui ha bisogno.
I genitori, però, la maggior parte delle volte, non sono preparati a questo perché si pensa che sia tutto standard e i malesseri di un neonato possano essere solo quelli, invece è scientificamente provato che, in base al tipo di pianto, c’è un’esigenza specifica diversa.
Passando, poi, per l’adolescenza; se si insegnasse la comunicazione e le sue regole fondamentali sin dalle elementari, si potrebbero evitare gran parte di quelle situazioni borderline che si presentano in età adolescenziale perché, essendoci, così, dialogo tra scuola, famiglia e individuo non si creerebbero tanti inconvenienti perché, in fin dei conti, saper comunicare, sta alla base della vita quotidiana.
Basti pensare al fatto che non esisteremmo se non comunicassimo, quindi una buona comunicazione sta alla base di ogni vita sana. Ma concentriamoci un attimo sulle regole della comunicazione. Per saper comunicare bisogna saper ascoltare perché se non sai ascoltare non sai cosa devi comunicare, infatti molte volte si va fuori tema.
Mi fanno molto sorridere i corsi di comunicazione dove si parte a strombatutto con le solite regole che sanno oramai tutti, senza concentrarsi sull’ascolto.
Oltre all’ascolto bisogna anche conoscere quello che si vuole comunicare, se non lo si conosce è meglio non parlare e ascoltare chi ne sa di più; questo dovrebbero saperlo anche molti professori che conoscono la materia, ma non sanno comunicarla, infatti la terza regola è avere la capacità di espressione che non tutti sanno approfondire. Per una buona capacità di espressione è fondamentale avere una prossemica alquanto marcata, in modo tale che nell’interlocutore si instauri un’empatia con chi si sta parlando e il primo memorizzi anche attraverso i movimenti del corpo. Infatti, mi fanno molto sorridere le lezioni statiche dell’Università che ti fanno prevalentemente dormire, invece è molto più interessante una lezione col professore in piedi che gesticola e cammina perché è più facile interagire, ma si può essere interattivi anche con il tono di voce, infatti, in base al tono, si può dare un significato diverso a quello che si dice dando priorità a quello che si vuole comunicare.
Se tutti facessero attenzione a queste semplici regole vivremmo tutti in un mondo migliore, diminuendo così le incomprensioni e riducendo la possibilità anche di eventuali degenerazioni nei rapporti. Insomma, per un mondo migliore, basterebbe solo e soltanto una comunicazione più chiara, facendo girare le rotelle più comunicativamente.
L’IMPORTANZA DELLA FIDUCIA IN SE STESSI E DELLA COLLETTIVITA’ 10/3/22
In questo periodo mi sto rendendo conto per esperienza personale che non bisogna mai arrendersi, anche se i momenti ti sembrano difficilissimi e ancora più difficili. Le situazioni esogene a noi sono difficili da gestire, in quanto noi dipendiamo da una società che, il più delle volte, è ingiusta, qualunque essa sia e di qualunque forma si tratti.
Pensandoci bene, però, se noi cominciassimo a credere di più in noi stessi, a rispettarci e, di conseguenza, rispettare anche gli altri perché è una condicio sine qua non, potremmo capire che l’80% delle cose che succedono al mondo non hanno senso, in quanto tutti potremmo vivere in pace se avessimo delle competenze da poter mettere al servizio degli altri. Con altri intendo tutta la collettività, sia che sia nazionale o internazionale, ormai viviamo in un mondo, infatti, totalmente interconnesso, ma che, purtroppo, non si rende conto di esserlo e dove l’egoismo la fa sempre da padrone; questo porta conflitti; e pensare che basterebbe pensarsi parte di un tutto e non singoli per vivere meglio.
In fondo, è l’originalità che ha sempre permesso alle persone di distinguersi e questa non ce la può portare via nessuno perché siamo tutti uguali ma tutti diversi. Se tutti noi capissimo questa cosa, potremmo vivere meglio perché più consapevoli di noi stessi, saremmo, così, felici e non andremmo a disturbare la quiete altrui anzi, arricchiremmo la vita degli altri e gli altri arricchirebbero la nostra vivendo tutti in pace.
In fondo, basterebbe solo far girare le rotelle collettivamente per essere persone migliori.
L’IMPORTANZA DELLO SCERNIMENTO 16/3/22
La cosa più importante nella vita, è sapere ciò di cui si sta parlando e non è così semplice come si pensa. Fin dai concetti filosofici, possiamo comprendere quanto sia un concetto controverso. C’è chi diceva: <<penso, dunque sono>>, oppure: <<so di non sapere>>, oppure c’è chi portava avanti il concetto della maieutica, cioè che noi sappiamo già tutto e sta al sapiente insegnarci a esprimerlo. Insomma, il sapere va di pari passo con la passione, ma, se non sappiamo, ci possiamo informare e dobbiamo comprendere che bisogna trovare i canali giusti. Non è sempre facile.
Quello che io invito sempre a fare, che è quello che cerco di fare tutti i giorni, è di far girare le rotelle e, informandoci da fonti verificate, cercare di crearci un nostra opinione di tutto quello che ci circonda e, soprattutto, far sì che quello che ci interessa possa soddisfare a pieno le nostre esigenze perché, ogni secondo che risparmiamo in fatica, lo possiamo sfruttare per goderci ciò che la vita ci può donare.
Tanti dicono “ l’importante è risparmiare”, ma tante volte non è così perché facendo un certo tipo di lavoro, ad esempio il grafico o un altro tipo di lavoro, pur potendoselo permettere, fanno questo tipo di ragionamento: “ non compro questo strumento perché costa troppo”, però bisogna fare un altro ragionamento, cioè, se lo strumento ha un budget sostenibile e mi consente di risparmiare un’ ora di tempo per fare quell’azione, io posso investire quel tempo risparmiato in un altro lavoro che mi porta a guadagnare di più e in un lungo periodo non avrò solo guadagnato in senso monetario, ma avrò anche guadagnato in senso affettivo e il tempo vissuto con la famiglia e i miei cari non me lo renderà mai nessuno.
Quindi, prima di fare qualcosa, dobbiamo sapere cosa andremo a fare: vantaggi e svantaggi e dovremmo usare la nostra esperienza per migliorare, in modo tale che quelli che vengano dopo di noi saranno sempre più facilitati.
Insomma, sono convinto che nella vita basta far girare sempre più sapientemente le rotelle per vivere meglio, d’altronde l’intelletto non dovrebbe essere un optional, ma una dotazione di serie.
I VARI SENSI DEL VIAGGIO 17/3/22
Fare un viaggio vuol dire, nel senso più comune del termine, andare a visitare posti lontani da dove si abita, indipendentemente da quanti chilometri li separino; ma, se ci pensiamo bene, anche la pandemia ci ha insegnato a poter viaggiare in altri modi, a poter trovare altri metodi di comunicazione che non avremmo mai pensato fino al 2019.
Ad esempio, io stesso ho aperto il blog, cosa pensata da tempo, ma che non avevo mai realizzato e di cui adesso non riuscirei a fare a meno, in quanto è la mia forma di espressione più grande, quindi, anche nei momenti più brutti, si possono trarre dei vantaggi. Il viaggio permette di sognare e di non fermarsi alle cose brutte che la vita ci sta riservando in questo periodo, soprattutto per quanto riguarda il voler sopraffarsi degli uomini che sta avendo luogo in queste ultime due settimane e mezzo.
Ritengo che il potere della nostra mente sia immenso e il potere di farla viaggiare per cose belle stia a noi attuarlo. Ritengo che la capacità di sognare non sia innata, ma si impari attraverso l’esperienza e derivi dalla libertà che ognuno di noi deve avere per poter far girare le rotelle al meglio. Ritengo, inoltre, che più si viaggia nella realtà dei fatti, più si visitino posti, più si vedano culture e si interagisca con esse, più si è persone migliori perché si è aiutati ad acquisire e ad allenare una mentalità aperta, aspetto che, se non si viaggia in nessun senso, è impossibile avere.
In definitiva, basterebbe solo viaggiare di più con le rotelle per essere persone rispettose di questo pianeta e degne di stare a questo mondo.
IL POTERE INCREDIBILE DEI SOGNI 31/3/22
Sognare è l’unica cosa che non ci possono impedire di fare e il grande potere dell’uomo è proprio l’utilizzo della propria mente, il problema vero è che non ci viene insegnato come sfruttare il potere della nostra mente sin da piccoli, da questo nascono le gravi carenze della scuola italiana. L’Italia è, infatti, un paese di grande cultura, di grandi tradizioni e di grandi menti che, però, col passare del tempo, sta progressivamente regredendo non valorizzando la propria fucina di talenti che, però, nonostante tutto, è in funzione.
La scuola dovrebbe, sin dalle elementari, educare i bambini, oltre che ad avere una cultura, a capire che, solo attraverso l’estroversione dei propri sogni e la conseguente espressione, possono capire, in realtà, chi sono e la loro personalità. Se si fosse educati in questo modo, si sarebbe più contenti tutti e più propensi allo studio e anche alla ricerca.
Quello che si può e si vuole veramente fare nella propria vita, perché sarebbe messa in primo luogo al centro la personalità di ognuno, che poi formerebbe la collettività, formando, così, i gruppi in base alle affinità elettive e sarebbe più facile anche per i professori capire e creare gruppi riducendo, così, di molto i conflitti e aumentando la produttività dei vari individui, che nella collettività vedrebbero realizzati i propri talenti e desideri; quindi, some possiamo notare, basterebbe ben poco per esser un paese migliore e per consentire a tutti di essere felici e soddisfatti realizzando i propri sogni e aspirazioni.
Sono estremamente convinto che tutto questo sia possibile, se e solo se, invece che investire in armamenti, in cose totalmente inutili che sono solo destinate a far soffrire l’umanità con la cartina tornasole della difesa della democrazia, si investisse solo nella promozione e nella valorizzazione delle nostre menti e dei nostri lavoratori perché, ricordiamoci sempre, che, se si crea benessere, si fa girare l’economia, se si fa girare l’economia, si creano sempre più posti di lavoro e si avrà sempre più la possibilità di essere persone migliori, in quanto esseri pensanti felicemente.
Basterebbe solo far girare il più correttamente possibile le rotelle, ma, purtroppo, siamo ancora legati a logiche ottocentesche totalmente arretrate. Comunque, resto fiducioso che le menti illuminate e lungimiranti prendano sempre il sopravvento.
LA BUROCRAZIA ITALIANA: UN ENIGMA CHE NEANCHE SHERLOCK HOLMES RIUSCIREBBE A RISOLVERE 8/4/22
Mi chiedo perché la burocrazia in ogni abito sia così farraginosa e così piena di dubbi e incartamenti. Non sarebbe molto più semplice avere un numero dedicato a cui poter chiamare se si ha un dubbio nell’ambito fiscale o in qualsiasi altro ambito, in modo tale che il cittadino sia veramente tutelato e non lasciato allo sbando? Questa è la domanda che mi faccio.
Alcune volte, mi è capitato di chiedere a dei CAF di alcune agevolazioni previste e non mi è stata data mai una risposta certa, fino a quando non ho, per fortuna, trovato il professionista giusto o la persona giusta che si prendesse la briga e la responsabilità di darmi la risposta corretta. Questa è la principale colpa dello stato italiano che, giustamente, pretende dal cittadino estrema precisione, ma, purtroppo, non è altrettanto preciso nello spiegare le regole del gioco. Alla fine, è una lotta impari, contro la quale ci si scontra sempre e non si sa mai, purtroppo, se si uscirà vincitori.
Comunque, ogni cittadino, deve fare di tutto per potersi informare e mettere al servizio di più persone possibili la propria esperienza, in maniera tale da semplificare il più possibile agli altri i vari processi, tanto invidie e gelosie non servono a nulla e invito i vari professionisti ad aggiornarsi, in modo tale da rendere il più possibile un servizio di alta qualità ai propri clienti perché è proprio vero che, se non ci si aggiorna, non si è mai al passo con i tempi e si rimane indietro pur essendo, magari, i più bravi sul lotto.
In fin dei conti basterebbe, solo e soltanto, far girare al meglio le rotelle. Comunque, è sempre vero che chi cerca, alla fine, trova e bisogna non arrendersi mai e non mollare mai ed essere convinti sempre di potercela fare in ogni ambito e situazione.
QUANDO L’IMMAGINAZIONE VA OLTRE LA REALTA’ 14/4/22
Nello sport assistiamo sempre alla nascita e alla crescita di grandi campioni; prendiamo ad esempio Michael Schumacher, Valentino Rossi, Roberto Baggio, Lionel Messi e chi più ne ha più ne metta. Per diventare campioni non vi è ovviamente una guida perché sennò lo saremo tutti, ma, oltre a una giusta dose di talento che quella è innata, bisogna avere una costanza e una perseveranza nell’allenamento estremo per poter raggiungere alti livelli.
Gli alti livelli sono dati dalla competizione e da ciò per cui questa vale. Con il termine competizione, infatti, si intende una gara a chi raggiunge per primo l’obiettivo e cioè la vittoria. La raggiunge chi rasenta la perfezione nel gesto tecnico, nell’unione tra il gesto tecnico e lo sforzo fisico. Questo dipende dallo sport che si fa. Quest’unione non è altro che quella tra mente e corpo, infatti chi più è allenato più compie il gesto in maniera perfetta e simbiotica tra cervello e fusi neuromuscolari, infatti il cervello manda l’impulso ai fusi neuromuscolari che, a loro volta, trasmettono il moto all’arto di competenza, quindi, più volte si fa in un allenamento quel gesto, più si riesce a migliorare la prestazione.
Io ritengo non sia importante il tempo in un allenamento, ma sia importante allenarsi alla resistenza e alla qualità del gesto perché, in seguito, si abbasserà anche il tempo. Pensiamo ad esempio ai piloti di moto, di macchine, ma anche ai nuotatori e così via, più si è allenati fisicamente e tecnicamente, più si riesce a essere performanti a ogni giro o a ogni bracciata e, dato che l’errore è sempre dietro l’angolo, bisogna allenarsi a compiere lo tesso gesto o un insieme di gesti più volte, in maniera tale da poter lasciare la mente libera per potersi concentrare al meglio e diminuire il rischio di errori.
In fin dei conti basta fa girare sempre al meglio le rotelle e infatti bisogna sempre olearle per farle girare più velocemente.
L’EVOLUZIONE DELLO SPORT NELLA QUOTIDIANITA’ DELL’UOMO 20/4/22
Lo sport, fin dai tempi antichi, assume una valenza molto importante per le persone, infatti basti pensare all’antica Grecia per prendere spunto sul valore che assumeva lo sport per quel popolo. Analizziamo per un momento la valenza e ciò che ci ha insegnato lo sport: i valori di fratellanza e di giustizia che ci ha da sempre trasmesso e il suo valore di neutralità.
Penso che dal punto di vista storico per lo sport, fin dagli inizi, sia stato fondamentale apprendere quanto faccia bene l’attività fisica per l’uomo e quanto non se ne possa fare a meno. Fin da allora, infatti, la cura maniacale del corpo veniva vista come fondamentale per la vita umana, allora solo per i ricchi, ma in un certo senso anche gli schiavi facevano sport. È un po’ forzato come ragionamento, ma in fondo è così.
Col passare del tempo, lo sport è stato sempre più regolamentato e sono anche aumentate le varie discipline, fino ad arrivare ai tempi d’oggi dove si rischia di rasentare il paradosso e cioè che anche i videogiochi a livello professionale sono considerati sport, ma in quanto sport elettronico dovrebbe essere considerato a se stantemente.
Sono sempre più convinto che lo sport, a parte il suo valore competitivo, abbia proprio un valore salutare per tutti quelli che lo praticano e non si possa fare a meno di apprezzare quanto possa essere filo conduttore per una vita sana, unitamente all’alimentazione. Lo sport potrebbe e dovrebbe essere anche filo conduttore dell’istruzione e perchè, come dimostrato anche dalla mia esperienza cubana, fare sport, unitamente alla matematica, potrebbe essere anche più producente perché fare attività fisica e memorizzare insieme è scientificamente provato che funziona, quindi non vedo perchè lo sport a scuola debba essere sempre bistrattato. Bisognerebbe cambiare mentalità e approccio per capire che senza sport non si può vivere perché, oltre ad essere un fantastico esempio d’inclusione, è anche un modo per far girare le rotelle e lubrificarle in modo naturale.
In fin dei conti, son sempre più convinto che chi gestisce e fa i piani di offerta formativa e anche i corsi non sappia appieno il grande potenziale che ha in mano sfruttandone, così, solo il 10%. Sarebbe meglio che si creassero sinergie per rendere migliore la vita a tutti, far diminuire, così, il tasso di criminalità e creare sempre più lavoro, favorendo la regolamentazione, il rispetto dei diritti e così via.
Lo sport, oltre a tutti questi valori, ha anche un valore riabilitativo molto importante perché facendo sport ci si può riabilitare. In definitiva, lo sport può essere anche un’immensa scuola di vita con intrinsechi i valori di rispetto delle diversità ed estrapolazione dell’atto migliore delle persone. In fin dei conti, per un mondo più giusto basterebbe solo far girare le rotelle più sportivamente.
L’UOMO E’ INCONSAPEVOLE DEL PROPRIO POTENZIALE DEL CICLO VITALE 21/4/22
Se ci pensiamo bene, noi per vivere dobbiamo alimentarci e, tramite gli alimenti, produciamo anche degli scarti che non vengono riutilizzati, ma tramite i quali, riciclandoli, si potrebbe produrre energia e in questo momento di carenza energetica tutto farebbe brodo, infatti, se ci pensiamo bene, nel nostro piccolo, potremmo dare un grosso contributo. Il problema è che tutte queste cose non vengono considerate e, invece di investire sull’allevamento, sulla produzione in proprio, pensiamo ad andare a chiedere aiuto a paesi che sono a loro volta in guerra, anzi ne sfruttiamo solo e soltanto le risorse, senza avere una vera e propria coscienza critica.
Sono davvero convinto che l’uomo non si renda conto delle proprie potenzialità e del proprio talento inconsulto nel creare casino e confusione e nello spendere e sprecare soldi che vengono sudati dai cittadini, ma tanto, in realtà, ai politici non gliene importa niente, l’importante è che loro abbiano il loro stipendio a fine mese, mangino la loro pagnotta e abbiano e stiano sempre al caldo.
Invece, se si attuassero politiche lungimiranti, tutte le aziende, tutte le fabbriche, tutte le fattorie e, di conseguenza, tutte le abitazioni potrebbero essere alimentate a costo zero. Non sto dicendo un’eresia se affermo anche che le auto elettriche potrebbero essere sì un di più, ma anche quelle attualmente in uso potrebbero essere alimentate con il biocombustibile e non si dovrebbe, così, perdere tempo in altre ricerche.
Insomma, l’uomo ha la soluzione a tutti i suoi problemi sottomano è soltanto che si è miopi e si vuole soltanto spendere soldi inutilmente, a scapito solo del nostro pianeta. Questo mi fa rabbrividire e mi rende solo più consapevole che l’uomo è ignorante e chi ci governa non merita di stare dove sta perché non fa girare per niente le rotelle.
IL PENSIERO POSITIVO AIUTA LA VITA 22/4/22
Pensare allegramente e portare, così, avanti i nostri sogni è la cosa fondamentale che ci può aiutare in questo periodo difficile e, soprattutto, aiutarci a determinare una personalità sempre più aperta ed espansiva perché, essere di indole positiva, aiuta a produrre felicità e aiuta ad affrontare i momenti di difficoltà più con forza, in modo tale da superare anche le montagne più difficile da scalare.
In fin dei conti, la vita è una missione, in quanto noi nasciamo e abbiamo tutti una missione da compiere che capiamo perché la vita ci fa compiere un percorso che, per ognuno, è diverso e straordinario al tempo stesso, sta a noi viverlo al meglio facendo girare sempre di più le rotelle.
L’UOMO E’ L’ESSERE MENO COMPRENSIBILE SULLA FACCIA DELLA TERRA 26/4/22
Non riesco a capire perché al mondo vi debbano essere le guerre e perché l’industria delle armi dev’essere per forza la prima al mondo, come se non ve ne fosse un’altra di pari livello e forza economica. Penso che stia tutto nell’ambiente dell’uomo e nella sua capacità di capire quali siano le priorità, infatti, se ci pensiamo bene, i valori della fratellanza e della conseguente unione tra i popoli sono sempre valori usati come scusa per portare guerre e democratizzazione che, a sua volta, porta malcontento e disparità sociale.
Sarebbe bello che tutto il mondo vivesse in una convinzione di comunitarismo sociale dove ognuno aiuta l’altro; è anche vero, però, che ci debba essere disparità, perché se tutti facessimo la stessa cosa non ci sarebbe economia, ma dovrebbero essere garantiti salari minimi e servizi minimi in tutto il mondo, nel pieno rispetto della cultura di ogni paese.
In fin dei conti, se ci pensiamo bene, siamo soltanto transitori su questo pianeta e sarebbe consono vivere la nostra vita al meglio, senza metterci i bastoni tra le ruote a vicenda. Ricordiamoci sempre, infatti, che non rispettando l’altro non viviamo bene, perché alla lunga ci stufiamo anche delle nostre idee e quindi, come diceva il mitico Adriano Olivetti, dovremmo tutti avere delle passioni per essere felici e solo la pace e la prosperità morale, conseguenza di quella economica, ci può fornire questo status per vivere al meglio.
In fin dei conti basterebbe solo esser uomini nel vero senso della parola per essere persone migliori. Solo facendo girare e lubrificando le rotelle possiamo tentare di raggiungere questo tanto agognato status di pace dei sensi.
RIFLESSIONI ALIMENTARI 29/4/22
Come si sa, l’alimentazione è uno degli aspetti più importanti della nostra vita, in quanto è il nostro carburante e lo dovrà sempre essere. Negli ultimi vent’anni, ci stiamo accorgendo, però, che stanno sempre più aumentando i casi di intolleranze al cibo, come la celiachia e altre patologie simili.
Questo nella gran parte perché prima non si conoscevano queste patologie, ma, secondo me, una grande percentuale è anche dovuta alle varie alimentazioni che si tendono a fare in età adolescenziale, come il decidere di essere vegetariani, vegani e così via che, con tutto il rispetto, sono scelte di vita non discutibili, però un aspetto fondamentale sine qua non è quello che bisognerebbe avere la consapevolezza ed essere seguiti da nutrizionisti e dietologi molto bravi per consentire a questi ragazzi di avere un’alimentazione equilibrata, in modo tale da non creare scompensi che poi creano intolleranze.
Sono sempre più convinto che col passare degli anni, anche nell’ambito dello sport, si stia andando troppo verso alimentazioni alternative come l’uso spropositato di barrette, amminoacidi e altre cose spropositate che non fanno altro che disequilibrare il fisico a lungo andare.
Sarebbe molto importante avere un’alimentazione sana, completa, ovviamente rispettando quelle che sono le allergie, in modo tale da poter condurre una vita il più possibile sana ed essere così più felici; in fondo il cibo non ha mai fatto male a nessuno e l’Italia è sempre stata la patria della buona cucina.
Restiamo fiduciosi che tutta questa tendenza possa tornare a livelli umani e si faccia sempre il tifo per il buon cibo e per il made in Italy.
Alla fine, basta solo far girare le rotelle unitamente alla mandibola!
LA PREDOMINANZA DELLA PREVARICAZIONE 2/5/22
Quello della prevaricazione è un concetto attuale e importante che non ha in nessun modo un’attuazione positiva perché prevaricare vuol dire impedire all’altro di esprimersi al meglio e per farlo, la maggior parte delle volte, si è maleducati e irrispettosi. Attraverso la prevaricazione non si cresce, ma si rimane ignoranti e ottusi. Solo attraverso una più attenta analisi di se stessi e un’esperienza educativa atta all’apertura verso l’altro, si può essere persone degne di vivere una vita quantomeno interessante.
Il coltivare interessi è molto più bello e da’ molto più senso se condiviso, ma, purtroppo, la condivisione non è un concetto altamente diffuso, se non sui social dove, però, vengono condivise esperienze personali che, per quanto possibile, arricchiscono le altre persone, ma la condivisione è bella se fatta di persona o in maniera dialogata.
La prevaricazione, in definitiva, è soltanto portatrice di egoismo e di chiusura mentale. In fin dei conti, per essere meno prevaricanti basterebbe solo aprire le proprie rotelle rendendole più recettive
LE IMMENSE POTENZIALITA’ DEL NOSTRO PIANETA 19/5/22
Sono tantissimi anni che mi sto chiedendo il perché l’uomo sia così poco avvezzo a usare l’intelletto in campo energetico e, soprattutto, ad essere un po’ risparmiatore e smart, in senso di risparmio di risorse, qualunque esse siano. Credo sia importante comprendere quanto il nostro pianeta ci possa dare sottoforma di energia, sottoforma di bellezze naturali e sottoforma di occasione per crescere.
Basti pensare che l’energia prodotta dalla terra, unita all’inventiva dell’uomo, potrebbe esaudire tutto il fabbisogno energetico dell’umanità, perché, se tutti costruissimo edifici sostenibili a impatto zero con le proprie strutture fatte a pannelli fotovoltaici e i propri tetti con anche dei serbatoi per la produzione di acqua calda sanitaria integrati, saremmo tutti più contenti e felici, in quanto non pagheremmo più bollette e avremmo anche una mobilità più sostenibile, perché tramite sistemi di accumulo di energia degli edifici pubblici e anche di struttura dei parchi pubblici, potremmo ricaricare le nostre auto e i nostri mezzi di locomozione gratis e si tornerebbero a pagare solo i servizi, come le auto propriamente elettriche o i servizi alimentari.
Insomma, ognuno verrebbe pagato il giusto per il proprio lavoro, tutti gli stati potrebbero essere indipendenti a livello energetico, ma, allo stesso tempo, interconnessi, in quanto tutti potrebbero decidere del loro destino, così si sarebbe tutti democratici come la terra lo è con tutti i suoi abitanti perché, se ci pensiamo bene, la terra da’ a tutti indistintamente le proprie risorse allo stesso modo, quindi noi comuni cittadini e, ricordiamoci sempre, ospiti di questo pianeta, dovremmo essere consapevoli che tutto quello di cui usufruiamo a livello naturale è un dono.
In fondo anche la nostra vita lo è e, invece di ringraziare ogni giorno, sfruttiamo indistintamente le risorse che abbiamo, dimostrando di non far girare per niente le rotelle.
Con la speranza viva che arrivi prima o poi una vagonata di VD 40 e si possa fare, quindi, tutti una lubrificazione adeguata delle proprie rotelle, resto fiducioso che il nostro pianeta ci regali sempre emozioni diverse, ma purtroppo lo sono meno per quanto riguarda l’uso delle rotelle a livello umano e ambientale. Insomma, l’unica nostra speranza è il VD 40.
LE STRANEZZE DELLA BUROCRAZIA ITALIANA 20/5/22
L’Italia vuole dimostrarsi sempre una nazione avanzata sotto tutti gli aspetti, ma, in realtà, purtroppo, non lo è ancora perché quasi tutti i servizi sono lenti e farraginosi; in un’epoca dove con un clic si può fare tutto, il grosso problema è che le lungaggini burocratiche non consentono ai cittadini di poter stare tranquilli. Prendiamo ad esempio gli ecobonus.
Tantissime aziende sono in difficoltà perché lo stato non paga gli arretrati e, a causa di pochi trasgressori, ci vanno di mezzo, come sempre, i cittadini innocenti. Siamo veramente un paese di polli allo spiedo perché creiamo le situazioni vantaggiose per tutti, ma poi ci tiriamo la zappa sui piedi, perché pochi non rispettano le regole e, quindi, ci vanno di mezzo tutti.
In fin dei conti, basterebbe solamente essere un pochino più rispettosi tutti verso tutti, in fin dei conti, siamo tutti uguali, ma tutti diversi e potremmo, così, essere un paese migliore. In fin dei conti, basta solo far girare in maniera smart le rotelle.
IL DECLINO DELLA CULTURA NELL’EPOCA DI INTERNET 24/5/22
Ho pensato molto prima della stesura di quest’articolo e mi sento in dovere di condividere con voi un pensiero che ne sta a fondamento. Già da quando io ho approcciato con il mondo universitario, cioè 17 anni fa, le tecnologie erano avanzate e c’era già internet, però non esisteva ancora l’iPhone, che sarebbe uscito solo due anni dopo e, dal 2010 in poi, si sarebbero diffusi tutti gli smartphone, come li abbiamo imparati a conoscere oggi, quindi per la cultura c’era già un processo di digitalizzazione, ma non avanzato come oggi.
Le biblioteche digitali cominciavano ad esistere e cominciava a trasparire nella volontà delle persone la digitalizzazione. Questo sicuramente ha portato ad una fruibilità maggiore dei vari testi e delle varie informazioni da parte di tutti, ma, dall’altra parte, ad una sempre più rapida e non riflessiva acquisizione delle informazioni.
Questo riflette e da’ adito alla maggior parte delle fake news, in quanto è troppo facile crearne una senza che le persone si rendano conto che è reale, bastano solo due o tre trucchi per mandarla virale sui social. Quant’era bello studiare approfonditamente 5 o 6 ore al giorno sui libri tradizionali, fermandosi a ragionare su ogni concetto per farlo proprio e far sì che rimanesse incastonato nel proprio hard disk umano che, nient’altro è, che il nostro cervello; in fin dei conti, la macchina più completa, ma più misteriosa e affascinante dell’universo.
Se penso quanto sarebbe più facile per me oggi affrontare un percorso universitario grazie alla tecnologia, sono molto felice, ma se penso all’uso smodato e inconsapevole che ne fanno i giovani, mi vengono i brividi, in quanto bisogna sempre far girare bene le proprie rotelle per essere persone all’altezza di questo meraviglioso mondo e pronte ad accoglierne tutte le sfumature, anche le più impercettibili.
In fin dei conti, basta solo far girare di più le rotelle e aguzzare la vista.
L’IMPORTANZA DELLE NUOVE TECNOLOGIE NELLA VITA 26/5/22
Se penso all’avanzamento tecnologico negli ultimi 20 anni, ma, soprattutto, degli ultimi 10 anni, mi vengono i brividi, basta pensare agli smartphone o alla miniaturizzazione dei pc, all’invenzione dei tablet e così via, ma anche e soprattutto all’introduzione dello smartworking e all’implementazione del delivery. Questo non ha fatto altro che favorire il progredire della società. I problemi nascono solo quando si pensa a come gli utenti e, soprattutto coloro che danno un servizio, sfruttano male queste tecnologie. Mi vengono, infatti, i brividi solo al pensiero di quanto meno stress potremmo avere se fosse tutto informatizzato e tutti fossimo in grado di fare tutto comodamente da casa.
Prendiamo ad esempio i servizi postali, bancari e così via. Tutto quello che riguarda la pubblica amministrazione si potrebbe fare online, in modo tale da non dover perdere tempo in code o attese interminabili. Questo agevolerebbe anche la socializzazione dal vivo perché tutti avremmo più tempo per coltivare le nostre passioni.
In fin dei conti, l’uomo è fatto per vivere in una comunità, possibilmente il meno stressato possibile, con sicuramente tante occasioni per socializzare. Ricordiamoci sempre che la burocrazia, se fosse tutta informatizzata, ci sarebbe meno possibilità di poter vagliare e, quindi, più sicurezza da parte di tutti e anche meno evasione perché, se si lavorasse solo informaticamente, tutti dovremmo assumere per forza e pagare le tasse.
In fin dei conti, basterebbe solamente far girare più intelligentemente le rotelle per essere una società all’altezza del cambiamento tecnologico. Ci vorrebbero, però, più corsi per tutti per far capire quanto la rete può essere sinonimo di libertà e un suo uso corretto potrebbe aiutare a far capire che spettacolo è il nostro bel pianeta.
L’INCAPACITA’ DI SAPERSI ASCOLTARE COME FRAINTENDIMENTO 3/6/22
All’origine del fraintendimento, al 99%, delle volte, vi è un’incapacità uditiva che da’ origine a incomprensioni. Sarebbe molto più interessante se le persone di ogni ordine e grado, prima di parlare, potessero ragionare e ascoltare le altre persone, infatti ritengo che è difficile che la gente sia totalmente ignorante e, quindi, all’origine dei fraintendimenti vi è soltanto un’incapacità uditiva, che da’ seguito a tutte quelle fasi di incomprensioni che danno origine anche a malesseri e a litigi.
La cosa che mi fa più pensare è che non è questione di udito, ma è proprio questione, solo e soltanto, di propensione all’ascolto e anche di fiducia nelle persone: valori che, purtroppo, si stanno perdendo a causa di una società frenetica e poco propensa ad avere pazienza.
Se ci pensiamo bene, infatti, solo perché abbiamo il cellulare ci sentiamo i padroni del mondo, sapientoni senza, in realtà, sapere neanche la metà di quello che potremmo sapere. Insomma, se ci ascoltassimo tutti di più, saremmo in grado di essere persone migliori, con la consapevolezza che è solo ascoltando che si può crescere insieme agli altri, perché così ci si crea un’opinione ragionata e anche riflettuta della situazione.
In fin dei conti, basterebbe, solo e soltanto, far girare più rotondamente le rotelle e, ogni tanto, usare anche un po’ di Audispray. Ciò ci renderebbe anche più felici.
LA CAPACITA’ DI CAPIRE I PROPRI LIMITI 8/6/22
Ho sempre avuto la convinzione che l’essere umano non ha limiti, se non quelli che si pone lui ed è proprio vero perché dipende tutto dal nostro stato mentale: se siamo sereni o dobbiamo affrontare una situazione di emergenza, riusciamo sempre a tirar fuori il meglio da noi stessi. Dobbiamo ricordarci sempre, però, che la situazione emergenziale deve durare poco o per un periodo limitato nel tempo, sennò diventa situazione abituale e, a quel punto, dobbiamo adeguare le nostre risorse energetiche alla situazione.
Bisogna anche capire quando, in base alle situazioni, chiedere aiuto e saperlo fare. Questa è sempre stata una mia prerogativa: vivere nelle difficoltà, infatti, aiuta a conoscersi un po’ meglio e ad affrontare la vita con il sorriso. Questo dipende dal carattere, è vero, ma un sorriso in più non ha mai guastato nessuno, infatti viviamo in una società dove la fretta e la frenesia la fanno da padrone.
Questi valori sono giusti, ma dovrebbero essere mixati anche con la gioia e il sorriso. Vivendo in questo modo e riconoscendo i propri limiti, saremmo una società più libera anche di condividere tutto, ci sarebbero meno gelosie e sarebbe un’Italia migliore degna del proprio nome. In fin dei conti, basterebbe solo e soltanto far girare le rotelle più scientemente e meno attraverso il metodo delle scimmie urlatrici, con tutto il rispetto per loro!
L’ATTENZIONE ALL’AMBIENTE NON E’ UN OPTIONAL, MA UNA PRIORITA’ 10/6/22
Volevo fare delle semplici riflessioni su cosa vuol dire tutelare l’ambiente. La tutela dell’ambiente vuol dire rispettarlo in tutte le sue parti e in tutte le sue evoluzioni, in quanto ci ha dato la possibilità di poter vivere in questo meraviglioso mondo e ci regala sempre, attraverso i suoi fantastici paesaggi, grandissime emozioni: queste non hanno eguali e tutti gli abitanti di questo pianeta si meriterebbero di viverle almeno una volta nella vita.
Sono convinto, infatti, che non ci sia un essere umano al mondo a cui non piaccia almeno un posto nel mondo, quindi, come la natura è variegata, anche l’uomo dovrebbe rispettarla in tutti i suoi aspetti e le sue sfaccettature.
Sono pienamente convinto che gli abitanti di questo pianeta non si rendano conto che stanno giocando con il fuoco, così da rischiare di perdere, oltre che tante occasioni di bellezza, anche tanto spazio vitale per le generazioni future.
In definitiva, sono e resto convinto che tutto quello che la natura ci regala dev’essere da noi ricambiato, invece continuiamo ad inquinare sempre di più attraverso la scusa che non dobbiamo inquinare, infatti l’inquinamento si combatte solo e soltanto con il riciclo dei materiali, con l’abbattimento degli allevamenti intensivi, con la riconversione parziale delle auto verso l’elettrico, con batterie che, però, devono essere create da materiali di riciclo per essere veramente a impatto quasi zero, allo stesso tempo, le componentistiche della carrozzeria e così via; inoltre l’uomo dovrebbe sfruttare tutte le fonti di energia rinnovabile per creare energia per tutte le sue attività, attraverso l’uso di pannelli fotovoltaici, acqua calda sanitaria e così via, oltre alle biomasse e all’elettrolisi; per non dimenticare, poi, anche i biocarburanti.
A parer mio, l’uomo sta solo sprecando tempo, non sta capendo quali sono gli aspetti fondamentali per il rispetto del pianeta e, quindi, di se stesso. Insomma, secondo me, in tematica ambientale, l’uomo è l’animale sociale più incompetente e anche i grandi dotti ambientalisti non servono a molto, perché la maggioranza non sono in gran parte consapevoli di quello che dicono e chi ha idee buone viene sempre considerato relativamente.
Si pensi solo che ieri era la giornata internazionale degli oceani, dove vi è una quantità d’inquinamento spropositata, semplicemente perché gli scarichi abusivi e la pigrizia dell’uomo la fanno da padrone. In fin dei conti, l’ambiente non è altro che lo specchio di dove e come viviamo, quindi per una vita migliore, bisognerebbe avere un po’ più di cervello e far girare le rotelle un po’ più ecologicamente.
Il problema è che l’uomo in eco non ci vuole mai andare, ma vuole sempre andare in modalità sport.
L’ATTENZIONE ALL’AMBIENTE NON E’ UN OPTIONAL, MA UNA PRIORITA’ 10/6/22
Volevo fare delle semplici riflessioni su cosa vuol dire tutelare l’ambiente. La tutela dell’ambiente vuol dire rispettarlo in tutte le sue parti e in tutte le sue evoluzioni, in quanto ci ha dato la possibilità di poter vivere in questo meraviglioso mondo e ci regala sempre, attraverso i suoi fantastici paesaggi, grandissime emozioni: queste non hanno eguali e tutti gli abitanti di questo pianeta si meriterebbero di viverle almeno una volta nella vita.
Sono convinto, infatti, che non ci sia un essere umano al mondo a cui non piaccia almeno un posto nel mondo, quindi, come la natura è variegata, anche l’uomo dovrebbe rispettarla in tutti i suoi aspetti e le sue sfaccettature.
Sono pienamente convinto che gli abitanti di questo pianeta non si rendano conto che stanno giocando con il fuoco, così da rischiare di perdere, oltre che tante occasioni di bellezza, anche tanto spazio vitale per le generazioni future.
In definitiva, sono e resto convinto che tutto quello che la natura ci regala dev’essere da noi ricambiato, invece continuiamo ad inquinare sempre di più attraverso la scusa che non dobbiamo inquinare, infatti l’inquinamento si combatte solo e soltanto con il riciclo dei materiali, con l’abbattimento degli allevamenti intensivi, con la riconversione parziale delle auto verso l’elettrico, con batterie che, però, devono essere create da materiali di riciclo per essere veramente a impatto quasi zero, allo stesso tempo, le componentistiche della carrozzeria e così via; inoltre l’uomo dovrebbe sfruttare tutte le fonti di energia rinnovabile per creare energia per tutte le sue attività, attraverso l’uso di pannelli fotovoltaici, acqua calda sanitaria e così via, oltre alle biomasse e all’elettrolisi; per non dimenticare, poi, anche i biocarburanti.
A parer mio, l’uomo sta solo sprecando tempo, non sta capendo quali sono gli aspetti fondamentali per il rispetto del pianeta e, quindi, di se stesso. Insomma, secondo me, in tematica ambientale, l’uomo è l’animale sociale più incompetente e anche i grandi dotti ambientalisti non servono a molto, perché la maggioranza non sono in gran parte consapevoli di quello che dicono e chi ha idee buone viene sempre considerato relativamente.
Si pensi solo che ieri era la giornata internazionale degli oceani, dove vi è una quantità d’inquinamento spropositata, semplicemente perché gli scarichi abusivi e la pigrizia dell’uomo la fanno da padrone. In fin dei conti, l’ambiente non è altro che lo specchio di dove e come viviamo, quindi per una vita migliore, bisognerebbe avere un po’ più di cervello e far girare le rotelle un po’ più ecologicamente.
Il problema è che l’uomo in eco non ci vuole mai andare, ma vuole sempre andare in modalità sport.
QUANTO LA VITA E’ PREZIOSA E IMPORTANTE 14/6/2022
In questo periodo, le mie rotelle sono messe in moto verso una riflessione sulla vita e su quanto l’uomo stia sprecando tempo e speculando su tante questioni, che lo rendono l’animale sociale più strano perché, al contrario del mondo animale dove si tende sempre a un equilibrio nonostante l’animo predatorio insito nel DNA delle varie specie, comunque nella storia si è visto come gli animali abbiano sempre teso all’equilibrio totale della catena alimentare per poter sopravvivere tutti, invece l’uomo che è dotato di intelletto sta distruggendo questo pianeta con le sue innumerevoli stranezze.
Sono sempre più convinto che non ci si renda conto quanto questo possa essere davvero un problema, per il semplice fatto che tutti i politici hanno la volontà di prevalere sugli altri e coinvolgono i cittadini comuni. Questo fatto a prescindere dalla guerra. Ci sono più di 70 conflitti nel mondo, sta caratterizzando la turpe mente umana che nel suo complesso si dimostra egoista e non attenta all’altro, ma sta crescendo, per fortuna, una nuova generazione attenta a tutte quelle problematiche ambientali che ci caratterizzano e nella quale non è da sfondo la guerra.
Aggiungerei che la parola guerra bisognerebbe cambiarla e trasferirla dal campo alle menti per renderle sempre più ecologicamente sostenibili. Questa è la vera guerra se vogliamo sopravvivere. Ciò che mi rincuora è che ci sono professionisti giovani che vogliono un mondo migliore e per questo tendono il loro lavoro alla ricerca della perfezione ecologicamente sostenibile, facendo girare ecologicamente le rotelle.
Restando fiducioso nelle nuove generazioni e nell’abbattimento delle vecchie mentalità ripongo estrema fiducia nel nostro bel pianeta.
LE TECNICHE COSTRUTTIVE COME INCENTIVO ALLA GREEN ECONOMY 15/6/22
Mi chiedo se l’uomo abbia veramente capito che, se non ci diamo una mossa a garantire all’ambiente un trattamento migliore, tra pochi decenni saremmo veramente nei guai, a causa del surriscaldamento globale dovuto all’inquinamento; ma analizziamo le varie forme d’inquinamento che non credo siano diverse da quelle del passato, ma, altresì, sono convinto che il consumismo abbia dato un contributo fondamentale all’aumento dell’inquinamento, infatti, dopo il boom economico con l’aumento delle industrie, la diffusione sempre maggiore delle auto, tutti abbiano contribuito sempre di più ad inquinare, senza preoccuparsi degli effetti di questo bruttissimo fenomeno.
Vediamo come l’uomo potrebbe azzerare questo fenomeno increscioso. Le forme di inquinamento si dividono in diverse categorie: quello dovuto ai combustibili fossili, come carbone, petrolio e così via, quello dovuto ai campi elettromagnetici e quello semplicemente dovuto alla produzione di anidrite carbonica.
Se ci pensiamo bene, infatti, anche l’uomo inquina semplicemente respirando, il vero problema è che si inquina sfruttando le risorse non rinnovabili di questo pianeta, non sfruttando quasi per niente le rinnovabili. La cosa che mi fa più rabbrividire è che avremmo con le tecnologie odierne la possibilità di muoverci, costruire i mobili e curarci a impatto zero.
Analizziamo, infatti, questa importante questione. Per quanto riguarda le costruzioni di abitazioni e palazzi, vi sono tecnologie e tecniche costruttive innovative totalmente a impatto zero, come l’uso di fibre naturali per i materiali di costruzione e isolamento degli edifici, ma, altresì, si possono usare materiali ecosostenibili per la costruzione dei mobili e così via; anche le automobili potrebbero essere costruite con modalità e materiali riciclabili ed essere spinte da motori elettrici alimentate, a loro volta, da pannelli fotovoltaici che fungono anche da carrozzeria.
In fondo, abbiamo tutto per essere ecosostenibili, soltanto che sono ancora pochi, ma straordinari, quei talenti che cercano di fare dell’ecosostenibilità la propria ragione di vita, fungendo per tanti come un esempio da seguire. Io spingo, da sempre, per un mondo più sostenibile e equo. Impareremo ad avere rispetto dell’ambiente solo quando impareremo a rispettarci tutti verso tutti.
In fondo, per un mondo migliore, basterebbe far girare le rotelle più ecologicamente.
LA SOCIETA’ VERAMENTE INTEGRATA 17/6/22
Una riflessione pervade da tempo la mia mente: “ma cosa vuol dire integrazione sociale?” Do una personalissima mia definizione di “integrazione sociale”. Il concetto in se’ è molto semplice, ma molto complicato da attuare, in quanto è molto difficile mettere d’accordo tutti sui principi da dover rispettare per essere una società veramente integrata, in quanto “società integrata” significa rispetto di tutti verso tutti, indipendentemente da sesso, religione, etnia e condizione sociale.
Inoltre, andrebbero fissate delle regole dalle quali non si può prescindere, come la fruibilità da parte tutti gli individui dei marciapiedi, comprese mamme con bambini piccoli e passeggini, disabili e non, anziani e così via; la fruibilità dei mezzi pubblici, il rispetto dei vari parcheggi, l’accessibilità agli alberghi e i luoghi aperti al pubblico da parte di tutti, con delle regole ben precise per chi ha le disabilità, che devono rispettare tutti gli esercenti per rispettare il concetto di fruibilità.
Queste regole ci sono nella legislazione italiana, ma il problema è che non sono ben chiare e non sono regolamentate le sanzioni previste per l’eventuale violazione di queste norme. Sono, altresì, convinto che, una società veramente integrata non dovrebbe porsi il problema di essere accessibile, perché tutti i luoghi dovrebbero esserlo. Le scuole dovrebbero insegnare i principi per i quali una società può definirsi integrata. Alcune menti pensanti molto note dovrebbero scendere dal piedistallo e farsi un bagno di umiltà, capendo, così, che basterebbe veramente poco per cambiare quest’Italia, in quanto gli sforzi devono essere collettivi: politica, società civile devono collaborare insieme per potersi definire veramente integrati.
Trovo che l’unico problema della nostra bella Italia sia quello burocratico amministrativo, che non da’ la possibilità all’italiano medio di capire come risolvere certe problematiche che, magari, sono di semplice risoluzione, ma che, in Italia, diventa tutto più complicato.
Insomma, per essere una società veramente integrata bisognerebbe, da una parte, ricordarsi di integrare tutte le rotelle nella scatola cranica e poi di condirle con un po’ di olio, sale e pepe per farle girare meglio, così da non invecchiare troppo a livello cerebrale.
LO SPORT REGALA SEMPRE EMOZIONI 21/6/22
Per me lo sport è un aspetto fondamentale della mia vita, senza il quale non potrei vivere, sia che sia praticato o visto è sempre un’emozione quotidiana, che mi fa sentire sempre vivo e con voglia di migliorarmi sempre. Sono veramente contento e orgoglioso di praticare nuoto, palestra e quant’altro. Lo sport mi ha aiutato a capire i miei limiti e a superarli, facendomi progressivamente scoprire che i nostri limiti sono solo quelli che ci poniamo. In fondo, nella vita tutto è possibile, l’importante è crederci sempre e comunque perché, solo grazie alla coltivazione perenne dei nostri sogni, possiamo essere persone felici. In fondo, basta solo far girare più gioiosamente le rotelle.
IL SENSO VERO DELLA REALIZZAZIONE DEL SE’ NELLA VITA 24/6/22
Il sé non è altro che la nostra coscienza che ci distingue da tutti gli altri. Per la realizzazione di noi stessi, dobbiamo combattere per realizzare i nostri sogni e non quelli degli altri. Per la loro definizione, dobbiamo pensare a quello che più ci appassiona e che più ci rende orgogliosi di noi stessi e unici nel nostro genere. Dobbiamo anche capire quanto le nostre aspirazioni ci possano far battere il cuore sempre di più per essere persone sempre alla ricerca del miglioramento di noi stessi, solo così possiamo, poi, far parte gioiosamente della comunità e collettività che ci circonda.
Con questa mentalità possiamo essere utili a noi stessi in primis e alla realizzazione di legami sempre più coinvolgenti con la collettività. In fin dei conti, l’uomo per essere una persona migliore deve solo sapersi ascoltare e far sì di esaudire tutti i suoi desideri, anche i più reconditi, per essere il più felice possibile. In fondo la vita è una sola e non ce la rende nessuno.
Tutto questo processo, però, va compiuto nel pieno rispetto degli altri e della collettività intera. In fin dei conti, basta solo far girare sempre più intelligentemente e dreamamente le rotelle.
QUANTO E’ IMPORTANTE L’AMICIZIA 28/6/22
È proprio vero che gli amici si vedono al momento del bisogno, un amico vero si dimostra quando ci si trova veramente in difficoltà e non ci si tira indietro per aiutarsi a vicenda. L’amicizia vera, infatti, è quella in cui non si chiede niente in cambio e si cerca di dare il massimo per l’altro. Questo è quello che mi stanno dimostrando i miei amici più stretti in questo periodo. Sono veramente sollevato. Ne ho avuto esperienza in passato di questo fenomeno e ne sto avendo esperienza anche adesso. L’amicizia, in fondo, è il profumo della vita. Grazie a questo grande valore si può vivere meglio, in fondo, basta far girare al meglio le rotelle, cosa che credo e spero di poter fare al meglio.
BISOGNA ESSERE SEMPRE FORTI E AL TOP 5/7/22
Per affrontare la vita al meglio, bisogna sempre mettersi nelle condizioni di essere fisicamente e mentalmente il più liberi possibili perché sennò ne risentono tutti quelli intorno: le persone che ci vogliono bene e, soprattutto, noi stessi. Lo stress sicuramente non aiuta, bisogna saperlo combattere cercando di analizzare tutte le situazioni al meglio e nelle grandi difficoltà, a volte, basta solo esternare tutto quello che si pensa, parlarne con le persone giuste e si avranno degli aiuti sicuramente grandi.
Insomma, per essere persone migliori basta solo far girare al meglio le rotelle e tutto, all’improvviso, diventa più chiaro, basta solo avere la pazienza di aspettare, ma agire allo stesso tempo perché i problemi sono fatti per essere risolti, qualsiasi essi siano. Solo così possiamo dimostrare di essere persone veramente intelligenti.
LA TUTELA DELL’AMBIENTE COME CARTINA DI TORNASOLE DEGLI ATTEGGIAMENTI MENEFREGHISTICI ITALIANI 6/7/22
L’ambiente e la sua tutela sono fondamentali per la prosecuzione della nostra vita sul pianeta. Il menefreghismo della popolazione mondiale e dei grandi della terra ci sta portando a un surriscaldamento globale che ci farà soffrire sempre di più, senza poter reagire più di tanto se non prendiamo provvedimenti in tempo. Forse è già troppo tardi. Mi viene da pensare che bisogna andare verso un cambio di ideologia e di visione delle cose per poter porre rimedio a tanti errori fatti nel passato. Bisogna solo sfruttare le risorse rinnovabili della terra senza porsi limiti. Solo così possiamo essere persone migliori e avere la coscienza pulita.
In fondo basta solo far girare meglio le rotelle e non arrendersi mai.
IL CLIMA MEDITERRANEO STA DIVENTANDO SEMPRE PIU’ TROPICALE? 8/7/2022
Una delle riflessioni che mi sta coinvolgendo in questi tempi è sul clima, che sta diventando sempre più caldo e la siccità la sta facendo sempre più da padrone, basti vedere che al nord non piove da mesi, il Po è quasi in secca e, in alcuni punti, vi sono in atto i razionamenti dell’acqua, anche al nord come al sud. Vi sono, infatti, alcuni paesi del meridione italiano che hanno sempre avuto problemi con l’approvvigionamento dell’acqua e, comunque, hanno dovuto sopperire alle mancanze con autobotti e, di conseguenza, autoclavi, ma vi sono situazioni ancora più arretrate dove si va direttamente con i bidoni all’autocisterna.
Vogliamo veramente arrivare a una situazione del genere in tutta Italia? Prova ne sia anche l’immane tragedia della Marmolada. Il surriscaldamento climatico ci sta cambiando la vita, la concezione che abbiamo delle stagioni, delle fioriture e così via. Credo che se l’uomo non cambia il suo approccio verso la natura, questa si ribellerà molto prima di quanto pensiamo e non ci permetterà più di avere gli stessi schemi a livello agricolo, alimentare e anche socioculturale.
Ci dovremmo abituare sempre più a un clima tropicale anche nel resto d’Italia. Non dimentichiamoci mai, comunque, che il danno per l’agricoltura è ingente per i vari raccolti, per gli agricoltori e per tutto l’indotto. Insomma, sono sempre più convinto che l’Italia sia un paese dove l’attenzione all’ambiente dev’essere massima, se non vogliamo essere schiavi di un sistema più grosso di noi, che ci porterà ad essere un paese sempre più tropical-sahariano e, soprattutto, con lo scioglimento dei ghiacci e il progressivo innalzamento dei mari, alcune coste italiane rischiamo di scomparire tra 100 anni.
L’uomo questo lo deve capire e deve porvi rimedio. Siamo quasi in ritardo. Non possiamo più aspettare, per il rispetto nostro, della nostra salute e delle generazioni future. Insomma, l’ambiente merita rispetto. In fondo basta solo far girare al meglio le rotelle per essere persone ambientalmente coscienziose e rispettose di questo grande pianeta che ci ospita e che non chiede niente in cambio.
LO SPORT COME TOCCASANA24/8/22
Fare sport aiuta in tutto e per tutto, sia a livello fisico che a livello mentale. Per causa di forza maggiore, sono due mesi che non ne pratico. Per me lo sport è parte della mia vita e ora ne sento molto la mancanza. Non pensavo che mi potesse mancare così tanto e, comunque, ritengo che un paese come l’Italia debba riformare il sistema scolastico cercando di non denigrare le ore di educazione fisica, anzi andrebbero aumentate in tutte le scuole, perché il movimento aiuta tutto quello che è l’apparato locomotorio e permette anche alla mente di svagarsi di più e pensare più liberamente a tutti gli aspetti della vita, permettendoci anche di affrontare meglio i problemi.
Insomma, gli italiani dovrebbero capire che fare sport dovrebbe diventare un aspetto fondamentale della vita di ognuno di noi. Saremmo, così, tutti più sani, avremmo meno bisogno di cure e forniremmo, così, più lavoro per tutti.
Insomma, sport uguale vita, la vita è preziosa e va vissuta al meglio, in fondo basta solo far girare le rotelle più sportivamente per essere persone migliori.
LO SPORT COME FILOSOFIA DI VITA 1/9/22
Lo sport, per me, è sempre stata una filosofia di vita che ha sempre premiato gli sforzi che ho fatto e mi regala sempre, anche in questo periodo che ne sto facendo poco, grandi emozioni, perché dimostra che con la volontà, anche nei momenti più difficili, ci aiuta a crescere. Lo sport, per me, dovrebbe accompagnare tutte le fasi della crescita di ogni individuo.
Dovrebbero essere, infatti, integrate ancor di più tutte le istituzioni, comprese le scuole. Le scuole dovrebbero garantire un numero maggiore di ore di educazione fisica e si dovrebbero anche aumentare le interazioni con quelli che sono i giochi elettronici e la realtà virtuale, in modo tale che, anche in quel settore, si simuli sempre di più la realtà facendo muovere i giovani e non facendoli stare sempre statici.
Lo sport, inoltre, educa ad uno stile di vita sano e rispettoso degli altri. Purtroppo, però, anche in età giovanile si assiste ad alcuni casi di violenza ingiustificata. Questo è dovuto alla mal riuscita della comunicazione tra famiglia e ambiente sportivo.
Comunque, nella maggior parte dei casi, quest’ultimo ci aiuta a vivere al meglio attraverso le sue regole scritte e non scritte al sacrificio che poi, però, regala grandi emozioni, come lo è per me tutte le volte che ho ottenuto dei risultati o concluso una gara di nuoto.
Insomma, grazie allo sport possiamo essere persone migliori senza preoccuparci di niente, infatti, anche grazie ad esso, riusciamo a far girare meglio le rotelle.
Il primo
il rispetto, nella vita è molto importante perché se ci pensiamo bene, è un valore fondamentale, sine qua non, infatti se non ci rispettassimo, per primi noi stessi non andremo da nessuna parte, il rispetto verso noi stessi però passa attraverso il rispetto degli altri.
Mi spiego meglio per stare con gli altri dobbiamo in primis star bene noi stessi, la società odierna ci mette di fronte però, a situazioni dove questo valore, sta sempre più decadendo a causa del fatto che, tutti pensano al proprio orticello, senza pensare al bene comune.
Basti pensare alla politica che negli ultimi 10 anni se non di più, è stata nelle mani di gente non eletta dal popolo, sta però avvenendo una rivoluzione in ambito politico infatti, per la prima volta in Italia, è stata eletta una presidente del consiglio donna, fatto epocale, che segnerà sicuramente una tappa importante, nella nostra storia.
Il rispetto deve passare dalla famiglia, dalla scuola, dai luoghi di intrattenimento, di aggregazione e così via. Deve comunque essere chiaro che i valori si imparano fin da piccoli e non si può minimamente prescindere dal fatto, che la scuola debba essere il termometro, della nostra società delle proprie intrinseche problematiche e peculiarità.
In definitiva possiamo pensare ad una società più rispettosa se e solo se, si comincia a pensare che si vive in una società non individualistica ma collettivistica dove, tutti hanno il diritto di esprimersi e di formarsi al meglio, sta agli educatori l’arduo compito di trasmettere i valori giusti per far sì che la nostra società migliori, ritornando agli antichi fasti.
In definitiva basterebbe far girare di più le rotelle in modo rispettoso, per essere persone migliori, degne di stare e di abitare in questo mondo, così saremmo tutti più felici.
Il potere dei sogni nella vita del 13/04/2023
I sogni, sono molto importanti, sin da quando siamo piccoli perché sono coloro, che ci danno la possibilità, insieme all’educazione, alla socializzazione, alla conseguente creazione dei nostri valori, che dovrebbero talvolta essere tramandati, dai nostri familiari, di creare la nostra personalità.
Se ci pensiamo bene infatti, nella vita non è possibile non sognare, a sostegno di questa affermazione, vi sono numerosi studi scientifici, che dimostrano il fatto che si sogna sempre, durante il sonno, la maggior parte delle volte però vengono dimenticati.
I sogni notturni sono solo una parte dei sogni possibili, quelli più importanti sono quelli, che ci creiamo durante il nostro percorso di vita, tutti lo facciamo, dobbiamo però fare i conti con un periodo molto difficile, infatti a causa della pandemia e di tanti altri fattori concernenti non stiamo riuscendo, a sognare più tanto, a causa della crisi economica.
Questi eventi esogeni però, non ci devono assolutamente condizionare, bensì rafforzare in noi la volontà di far emergere, la nostra personalità, le nostre aspirazioni, i nostri desideri.
Mediante l’impegno per realizzare questi ultimi, la fatica di tutti i giorni, sarà minore perché nostro cervello, comunque sarà concentrato, in quello che sta facendo positivamente, questo agevolerà la produzione di endorfine, portatrici del buonumore, dandoci così la possibilità di essere felici.
La realizzazione dei nostri sogni deve essere il nostro scopo di vita, poiché la vita è breve e non ve ne è un’altra da poter vivere, quindi vale la pena sempre, sfruttare ogni Secondo per qualcosa di positivo.
La felicità porta altra felicità, infatti quando si raaggiunge un obiettivo, qualunque esso sia, si deve essere soddisfatti, mai appagati, poiché nella vita non si è mai arrivati, poiché quest’ultima riserva sempre sorprese, è sempre in evoluzione indipendentemente dalla nostra volontà, è per questo infatti che dobbiamo viverla al meglio.
In fin dei conti cercare di realizzare i propri sogni è l’unico modo per essere persone migliori, sempre nel rispetto degli altri, di se stessi e del mondo circostante.
In definitiva per essere persone migliori basterebbe far girare più razionalmente ma allo stesso tempo sognativamente le nostre preziose rotelle.
Combattere per superare i propri limiti del 14/4/2023
Combattere per superare i propri limiti è da sempre stata, una peculiarità che mio padre e mia madre mi hanno insegnato. Mettersi sempre alla prova, infatti è un modo per non adagiarsi e per cercare di essere sempre persone migliori.
Il limite molte volte è mentale imposto, magari dalla società o da nostri pregiudizi, infatti rispettando le regole, quello che si deve sempre fare è cercare di progredire sempre in quello che si fa e in quello che si vorrebbe diventare.
Il credere sempre nelle proprie aspirazioni è l’unico metodo per superare i propri limiti siano essi fisici o di altra natura.
Bisogna sempre tener conto che tutto quello che facciamo non deve in alcun modo ledere gli altri.
Il superamento del limite infatti ci consente, di conoscerci meglio, mettendoci così nella condizione di poter essere persone migliori e realizzare così sogni che fino a poco tempo prima magari erano impensabili.
Il superamento dei propri limiti, lo dico per esperienza è più soddisfacente in periodi di difficoltà, dimostrando così che tutto è possibile basta solo far girare le rotelle al meglio per essere persone migliori.
14/01/2025La conoscenza di sé diventa più profonda quando si affrontano le difficoltàDecidere di affrontare le difficoltà della vita, intese come malattie o patologie, è la cosa più difficile in assoluto per diversi ordini di motivi.In primis, perché si è colti di sorpresa o, anche se non lo si è, scoprire di avere qualunque tipo di malattia o patologia, sia essa estemporanea o perenne, non è di facile affrontabilità.Tutto dipende infatti da come si è stati educati, e parlo prevalentemente di educazione infantile. Cerco di spiegarmi meglio.Se un individuo è stato abituato, sin da bambino, ad affrontare la vita in maniera adulta, e cioè non è stato messo sotto una campana di vetro, allora questo individuo sarà pronto ad affrontare tutte le avversità della vita di petto, senza doverci pensare troppo.Infatti, ci sono individui che cercano da subito di interagire con i medici e i ricercatori per conoscersi meglio e affrontare nel modo migliore la malattia.Ci sono, altresì, persone che si adagiano, dicendo: “Non ho speranze”, “Cosa mi curo a fare?”, “È una rottura di scatole”. Queste persone, quindi, rifiutano i medici, la ricerca e così via.C’è da dire però che, purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista), la medicina non è una scienza perfetta, e questo dà origine a diverse teorie che costringono l’utente finale (lo dico per esperienza personale) a doversi scervellare per trovare la quadra.Infatti, qualunque specialista si consulti, proporrà sempre soluzioni diverse. Questo mette i pazienti in uno stato di confusione, perché non tutti siamo medici e, quindi, dobbiamo affidarci a qualcuno di competente.Tuttavia, esorto i professionisti nei vari settori a pensarci dieci volte prima di parlare e di dire qualunque cosa. Questa è un’abitudine che oggi, purtroppo, è andata in disuso, perché tutti pensano di sapere tutto e non studiano più.Invece, la vita è bella perché è un continuo studio, sia di se stessi che degli altri. Quindi, esorto tutti, me compreso, a far girare sempre di più le rotelle, in modo tale che la ricerca possa andare sempre più avanti e i malati di domani possano essere curati in maniera esaustiva ed efficace.Per fare questo, però, i nostri politici devono capire che la sanità è un caposaldo della nostra nazione. È necessario, quindi, investire il più possibile in innovazione, pagare di più i ricercatori per evitare che vadano all’estero, e fare in modo che l’Italia diventi attrattiva per le menti più brillanti del mondo. Così potremmo diventare una fucina di innovazione e produttività per tutti.In definitiva, se ci pensiamo bene, al paziente, qualunque sia la sua patologia, se gli venisse spiegato bene il metodo di cura o anche la natura della patologia stessa, avrebbe molto più coraggio per affrontarla rispetto a quanto accade la maggior parte delle volte. Spesso, infatti, viene spiegata in due parole concludendo con “Prenda questa medicina e stop”. Dare al paziente la possibilità di capire, riflettere e ragionarci su potrebbe aiutarlo a trovare in sé più forza, perché comprendendo si riescono ad affrontare anche le situazioni più difficili. E, magari, producendo endorfine, si potrebbe guarire anche da situazioni apparentemente impossibili, come è già successo diverse volte nella storia.In definitiva, se ci pensiamo bene, il tempo è relativo, ma in certi casi è prezioso. Va quindi sfruttato al meglio, senza perderne nemmeno un nanosecondo.In fin dei conti, per essere persone migliori basta fermarsi un attimo e pensare un po’ di più.14/01/2025Come ci si accorge di essere genialiNella mia vita ho conosciuto persone di infiniti tipi e di diverso calibro. Non amo mai fare distinzioni, però, se si ha un minimo di intelletto, ci si accorge subito quando ci si trova davanti a un potenziale fuori dal comune. Questo mi è successo poche volte, ma per fortuna posso dire di aver vissuto esperienze simili e, a volte, di esserci anche cresciuto insieme.Il genio, per me, è colei o colui che riesce, in pochi istanti, a trovare una soluzione a un problema, a facilitare le cose o, ancor di più, a spiegare concetti difficili con parole semplici.I giovani d’oggi, purtroppo, sono sempre meno geniali. Questo perché, grazie alla tecnologia, come è avvenuto con il passaggio dai regoli alla calcolatrice, siamo sempre meno abituati a usare il cervello. La tecnologia ci aiuterà sempre di più e, siccome la maggior parte di noi esseri umani ha la tendenza a seguire la massa, temo che le menti saranno sempre meno stimolate a essere creative.Tuttavia, sono convinto che le persone che conosco e che considero dei geni non si faranno condizionare dall’evolversi dei tempi, ma saranno in grado di essere più geniali di qualsiasi macchina venga creata. La creatività dell’essere umano, infatti, non può essere clonata, ed è l’unica cosa che dobbiamo e possiamo tenerci stretta.Basti pensare a quanto il cervello umano sia ancora poco studiato e, purtroppo, poco conosciuto. Questo è ciò che permette alle persone di essere ancora geniali e imprevedibili.Io sono onorato di conoscere due o tre persone che, per me, sono sopra ogni livello. Me le terrò sempre strette, perché saranno per sempre fonte di ispirazione e serenità.In definitiva, spero che tutti imparino a far girare di più le rotelle e a fermarsi un attimo prima di agire, per riflettere. Così facendo, potranno rendere la vita più facile, sia a loro stessi che agli altri, migliorando il mondo.14/01/2025L’ansia da performance nella società odiernaViviamo tutti in un mondo sempre più accelerato. Questo continuo evolversi della vita è dovuto al fatto che tutti vogliamo fare sempre di più, ma non prestiamo attenzione a tutto ciò che riguarda la nostra salute in relazione al lavoro e allo stress.Sicuramente il digitale, inteso come computer, smartphone, internet e così via, ha contribuito a rendere la vita molto più semplice per tutti noi, ma ha anche accelerato i nostri ritmi e, d’altro canto, la nostra produttività.Tuttavia, come dimostrano gli ultimi studi scientifici, siamo costantemente sottoposti a stimoli, siano essi provenienti da smartphone o da altri dispositivi tecnologici, che ci distraggono perché multifunzione.In altre parole, avere Instagram, e-mail e Facebook nello stesso dispositivo non ci consente di concentrarci pienamente su una sola attività. Questo provoca in noi un’eccessiva produzione di cortisolo, che non è altro che l’ormone dello stress.Quindi, se quest’ultimo è già presente perché, ad esempio, dobbiamo effettuare a breve una consegna, più utilizziamo il dispositivo, più lo stress aumenta. Se ci pensiamo bene, gli stress in gioco sono due e si accumulano.Per sfruttare meglio le nostre potenzialità e tutto ciò che concerne la nostra sfera lavorativa, dobbiamo imporci dei tempi di riposo in cui non usiamo alcun dispositivo tecnologico. Riposandoci, facciamo la cosa più importante: diamo la possibilità ai nostri neuroni di rigenerarsi e di essere ancora più efficaci.Ricordiamoci sempre che, durante le pause, che per legge devono essere di un quarto d’ora ogni ora, sarebbe bene bere, oltre all’acqua, anche centrifugati di frutta o verdura, che ci aiutano a reintegrare le energie perse per mantenere la concentrazione.In definitiva, basterebbe far funzionare meglio e più efficacemente le nostre "rotelle" per ridurre lo stress ed essere così persone migliori.16/01/2025Il trasferimento come nuova opportunità di vitaIl nostro sommo poeta Dante Alighieri ha scritto un’opera dal titolo La Vita Nuova, dalla quale si può prendere spunto per definire bene cosa vuol dire trasferirsi. Infatti, siano essi motivi di studio, lavorativi o di qualsiasi altro genere, un trasferimento comporta sempre un cambiamento che, la maggior parte delle volte, se pianificato bene (si intende con pianificazione tutta la parte che concerne la logistica, l’abitazione e così via), è particolarmente significativo, soprattutto per chi si trasferisce da un piccolo paese a una grande città.È sempre bene cercare di organizzare tutto in anticipo, tenendosi vicini a eventuali punti di interesse, come luoghi di lavoro, di studio e così via.Infatti, la propria abitazione non dovrebbe, se possibile, essere distante più di un quarto d’ora dal luogo di maggiore interesse e dovrebbe fungere da centro tra il luogo di lavoro, il supermercato, i luoghi di svago (siano essi palestre, cinema, centri commerciali e così via).Questo permette a tutti di non usare la macchina, di inquinare di meno e di adottare uno stile di vita più salutare.Ricordiamoci sempre che, quando ci si trasferisce, qualunque sia il motivo alla base, lo si fa perché si ha voglia di cambiare qualcosa nella propria vita.Io ho compiuto molti trasferimenti nella mia esistenza, tutti motivati dal desiderio di migliorarmi, aumentando così il mio bagaglio culturale ed esperienziale.Trasferirsi è sinonimo di maturità, intelligenza e voglia di crescita personale; infatti, questo viaggio ti consente di conoscere culture nuove, cibi nuovi e un contesto sociale diverso.Questo insieme di fattori rappresenta l’aspetto più formativo che si può avere nella vita, perché l’esperienza personale è unica e, in quanto tale, diversa per ognuno.Seguendo però queste poche regole, tutti ne possono trarre giovamento, diventando persone migliori e potendo coltivare i propri sogni.In definitiva, basta solo far viaggiare di più le rotelle per essere persone migliori.16/01/2025La biodiversità intesa come integrazione del ciclo vitaleSappiamo tutti quanto siano importanti per la nostra vita le varie integrazioni, intese come il rapporto tra animale e uomo, uomo e agricoltura, e il mondo vegetale.Se ci pensiamo bene, infatti, viviamo in un mondo sempre più interconnesso, dove però le vecchie connessioni vengono sempre più trascurate.Basti vedere come i vecchi, cari metodi agricoli stiano progressivamente scomparendo, perché l’uomo desidera svolgere sempre più lavori sedentari, più di concetto e meno di fatica. Non si comprende, però, che coltivare un buon pomodoro genuino o qualsiasi altro frutto o ortaggio può portare a lui, ai suoi cari e al terreno che lo circonda un vantaggio competitivo non indifferente.Cosa intendo con vantaggio competitivo? Tutto quel percorso che permette all’uomo di ingerire nutrienti di qualità.Infatti, se ci pensiamo bene, oggi come oggi mangiamo davvero poco di genuino, poiché ci concentriamo solo e soltanto sul guadagno facile e simili aspetti.Ma quanto sono più belle le cose conquistate con la fatica e il sudore? Alla fine, la maggior parte dei giovani vive davanti a un computer, a un tablet o a uno smartphone.È pur vero che oggi le grandi imprese agricole utilizzano anche questi strumenti in coltivazioni biologiche per comandare le macchine. Tuttavia, dobbiamo anche considerare che, per riuscire a comandare le macchine agricole in maniera smart, l’agricoltore ha dovuto ideare nuovi metodi per semplificarsi giustamente la vita, senza perdere di vista la qualità del prodotto.Tutta questa “smartizzazione” ha portato a una maggiore diffusione dei computer anche in ambiti che, fino a qualche tempo fa, erano pressoché inesplorati.Infatti, se ci pensiamo bene, oggi tutto è comandabile: che siano mezzi agricoli o, molto più banalmente, tapparelle, tutto è gestibile da un semplice smartphone, computer o tablet.Questo mi porta a una riflessione che può sembrare borderline, ma non lo è: il tema della cyber security, ovvero la sicurezza online.Sappiamo tutti che ormai i nostri dati sono alla mercé di chiunque, quindi dobbiamo prestare molta attenzione a proteggerli, tenerli al sicuro e non diffonderli, soprattutto se si tratta di gestire telematicamente grandi aziende o simili realtà.Sono sempre più convinto che rendere più aspetti della nostra vita smart sia il modo corretto di procedere. Tuttavia, è fondamentale fare attenzione a ciò che facciamo, perché viviamo in un mondo sempre più interconnesso, dove gli hacker possono entrare e rubare dati preziosi.Per evitare questo, sarebbe sufficiente impostare sempre l’impronta biometrica o altre modalità di accesso sicuro in tutti gli ambiti della nostra vita digitale, così che nessuno possa rubarci nulla.In fondo, per essere più “smartizzati” basterebbe far girare le rotelle in maniera più intelligente, in modo da rendere l’interconnessione tra i vari ambienti e mondi più facile e più sicura, nel pieno rispetto delle varie biodiversità.19/01/2025Lo sport come guida per la vitaLo sport per me è sempre stato, un toccasana per poter vivere meglio, ho sempre vissuto con questa propensione mentale, fare sport infatti per me è la base di tutto, per poter migliorare bisogna infatti muoversi.I miei genitori mi hanno insegnato da sempre a farlo senza limiti, sono sempre più convinto infatti che i miei genitori siano stati la base per educarmi a superare sempre i miei limiti, penso infatti che i limiti di ognuno di noi siano solo quelli mentali, che ci poniamo noi.Sono sempre più convinto che lo sport sia un toccasana per tutti gli ambiti della vita io ho praticato nuoto, equitazione, canoa.Il nuoto comunque è sempre stato insieme alla palestra una mia guida per la vita. Sport è sintomo di libertà, tutto ciò che ne consegue, se tutti praticassero sport, la sanità avrebbe meno da fare, ci si potrebbe concentrare così, su chi è veramente malato, investendo così di più nella ricerca. In fondo per essere persone migliori basterebbe praticare più sport, facendo così girare di più le rotelle.
5/02/2025 Il ruolo dello studio nella vita
Studiare, per me, è sempre stato importante, una sfida per scoprire i miei limiti e superarli. Ho scelto di frequentare la facoltà di Scienze Politiche a Milano perché vi era un corso molto interessante di laurea triennale, chiamato “Scienze internazionali e istituzioni europee”, il quale, con le sue innumerevoli materie diversificate tra loro, dava la possibilità agli studenti, alla fine del percorso, di avere molte strade aperte, sia a livello lavorativo che di prosecuzione degli studi.
Poiché nel piano di studi sono presenti molte materie diverse tra loro, si va dalla storia all’economia, alla psicologia, alla stilistica, al diritto e alla politica.
Tutto questo ha l’obiettivo di fornire agli studenti una cultura diversificata, per far sì che possano diventare studiosi di politica, ma anche dirigenti d’azienda ed economisti.
Questa triennale ha vari sbocchi, tra cui due specialistiche prevalenti: relazioni internazionali, con uno sbocco di carriera in ambasciata, e il governo delle economie locali.
Io ho dovuto scegliere la seconda opzione perché, arrivato al secondo anno di università, con il sogno nel cassetto di fare l’ambasciatore, ho scoperto di non poterlo fare, non per le mie competenze, ma per la mia patologia, in quanto, per fare l’ambasciatore, bisogna avere il certificato di “sana e robusta costituzione”, cosa che io, pur essendo sano e robusto, non posso avere perché ho una patologia invalidante.
Quindi ho dovuto ripiegare sul secondo percorso, che è stato altresì bello e formativo, però sicuramente non quanto avrebbe potuto essere il primo.
Insomma, le Scienze Politiche aprono la mente, ma la società non è ancora pronta ad accogliere persone su quattro ruote piuttosto che su due gambe.
In fin dei conti, alla gente mancano sempre quattro rotelle in più.
In definitiva, per vivere in un mondo più giusto, basterebbe avere una maggiore attenzione verso il prossimo e non pensare che tutto sia dovuto.
5/02/2025La società sempre più decadente
Come sappiamo, in Italia, negli ultimi anni, si sta assistendo a un complessivo declino dei valori sociali e dei rapporti umani.
Questo è un fenomeno altresì mondiale, dovuto al fatto che la società non ha più gli antichi valori: quelli della famiglia, del rispetto reciproco, della valorizzazione del sé e delle caratteristiche peculiari di ognuno di noi.
Ora viviamo in un mondo pressoché globalizzato, con un commercio globale che ha tagliato le gambe alle attività tradizionali, non consentendoci più di poter apprezzare facilmente gli antichi sapori e le antiche tradizioni.
Dobbiamo però capire che questo declino si è avuto perché l’uomo è fondamentalmente stupido e non riesce ad accontentarsi dei risultati che raggiunge e di quello che ha; volendo sempre di più, ha sempre di meno.
Infatti, gli agricoltori, durante la rivoluzione industriale, si sono voluti trasferire in città, abbandonando le campagne, non agendo in sinergia tra i due mondi e non dando così la possibilità alla nazione Italia di essere competitiva, a livello mondiale, in tutti i settori.
In fondo, l’Italia, per tornare ad essere un Paese leader mondiale in questi settori, dovrebbe soltanto capire che ne ha le potenzialità, ma non possiede dirigenti politici capaci di fare questo. Perché, purtroppo, siamo e saremo sempre succubi di qualcun altro che pensiamo possa essere più potente di noi, ma non lo è, perché, in fondo, l’Italia ha tutte le risorse per essere leader nel mondo in quasi tutti i settori.
In fondo, per essere un Paese migliore, basterebbe far girare le rotelle più sinergicamente.
5/02/2025
Saper ascoltare e saper comunicare sono due cose diverseIo ritengo che la maggior parte delle persone, oggi, non sappia ascoltare, perché, come un mulo, si è convinti della correttezza delle proprie idee. Però il mulo è un animale da tiro, ma, non essendo tonto come la maggior parte degli umani, riesce sempre a cambiare la propria attitudine per soffrire di meno mentre fa il proprio lavoro.
Invece, l’essere umano, anziché ascoltare e poi parlare, tende a sopraffare l’interlocutore e a parlargli sopra. Così non ci si capisce e non ci si ascolta.
L’abilità di chi sa parlare è quella di non farsi parlare sopra, perché per comunicare bisogna poter fare delle pause, in modo che l’interlocutore possa assimilare ciò che è stato detto e rifletterci, per poi controbattere.
Così si ha un dialogo uniforme e chiaro, ma, siccome l’uomo è fondamentalmente privo di pazienza, non aspetta. E quindi, il non aspettare vuol dire non comunicare.
Ritengo che, per imparare a comunicare, si debba imparare a tacere. Forse, tacendo un po’ di più, faremmo girare meglio le nostre rotelle, imparando così a usare meglio la parola.
5/02/2025
Il peso del tempoSprecare tempo è la cosa più sbagliata che si possa fare, perché quest’ultimo è un dono. Non sappiamo di quanto tempo disponiamo nella nostra vita, e questo è il mistero più grande della nostra esistenza.
Io sono orgoglioso di ogni istante della vita che ho vissuto e che vivrò, perché so che le cose che ho fatto, giuste o sbagliate, mi sono servite per crescere e mi serviranno sempre per cercare di diventare una persona migliore.
Io sono sempre più convinto che la persona che sarò è quella che sono stato ed è quella che sarò diventato, nel senso che tutto serve per fare esperienza, sia il passato che il presente.
Solo chi ha cervello riesce a capire queste cose e a farne tesoro.
Gli aspetti della vita, infatti, sono importanti per farci intendere che siamo tutti uguali, in quanto tutti diversi, e il tempo è il fattore mediante il quale possiamo scegliere se essere migliori o peggiori.
Siamo migliori quando siamo aperti a ricevere insegnamenti e ad aiutare gli altri.
Persone peggiori lo siamo quando facciamo prevalere l’egoismo e ci arrendiamo alle prime difficoltà.
In definitiva, il tempo va sfruttato al meglio come esseri pensanti, e dobbiamo far girare al meglio le rotelle.
12/02/2025 Uomo, mare e terra Se ci pensiamo bene l'uomo nasce nell'acqua, infatti il liquido amniotico è la nostra base vitale senza la quale non saremmo neanche stati ideati, quindi l'acqua è la base di tutto.
Ciò che lega l'uomo e il mare è la navigazione, il nuoto e così via per tutte le attività che vi si possono svolgere. Se ci pensiamo bene infatti esistono vari tipi di navigazione e anche il "nuoto" ne è un tipo.
L'uomo ha sempre voluto sfidare il mare e io personalmente, all'età di 25 anni, ho vinto, grazie ad un amico mentore e allenatore, la paura di nuotare in mare e sono riuscito a fare i miei primi 3.8km in mare aperto in gara a dorso.
Sono sempre più convinto che l’acqua sia per l’uomo il simbolo di libertà più grande senza il quale non si potrebbe vivere.
Non so se ce ne rendiamo conto ma, noi uomini siamo fatti per il 98% di acqua quindi siamo un fluido.
L'acqua è il centro della vita, senza la quale non esisterebbero neanche le cellule. Queste ultime, infatti, sono conditio sine qua non per noi essere umani.
In fin dei conti dobbiamo solo imparare a rispettare i mari, i fiumi, gli oceani e i laghi per essere persone migliori. Solo essendo rispettosi dell'ambiente che ci circonda possiamo ritenerci in grado di poter dare qualsiasi tipo di giudizio, perché noi uomini non siamo altro che 1/10 di tutto quello che la natura ha creato; quindi, dobbiamo portarle rispetto e solo così potremmo sopravvivere su questo bellissimo pianeta. La vita è come il mare, colui quale, da e toglie, però sicuramente non è sua intenzione fare del male perché all'interno del mare c'è più vita che altro. Siamo noi che facendo del male ad esso ne provochiamo una reazione che porta disagio all'essere umano. Questo accade perché l'essere umano è troppo egoista per essere in buona fede.
In definitiva, per essere persone migliori basta solo far girare le rotelle più ecologicamente.
12/02/2025
L’importanza dell'uso del cuore
Il cuore è un muscolo, un insieme di cellule che ci dà il dono più prezioso che è la vita È un muscolo involontario che ti guida e chi impara ad usarlo ne trae sempre vantaggio.
Io ho un insieme di persone che lo sanno usare molto bene e che mi hanno insegnato e mi insegnano ogni giorno ad essere una persona migliore.
Chi usa il cuore è una persona piena di vita che non ne perde nemmeno un istante, perché sa che la vita è un valore prezioso in cui bisogna sempre evolversi attraverso l’uso della combinazione fra cuore e cervello, che ritengo sia conditio sine qua non per essere persone al top.
Chi decide di usare il cuore sempre e comunque è una persona da stimare e da cui imparare.
In fin dei conti basta solo far girare le rotelle in maniera più sostanziosa per essere persone migliori.
12/02/2025
Saper usare la propria coscienza indipendentemente dalla propria anima
Come sappiamo ognuno di noi ha una coscienza e un’anima, anche se, al giorno d’oggi, in pochi le sanno far coesistere e usare nel modo migliore. Ci sono poche persone che conosco che lo sanno fare. Ritengo che per essere una persona degna di questo nome i due fattori debbano andare di pari passo e questo lo si può ottenere sia con il rispetto dell’altro che delle varie situazioni, ciò porta al rispetto di sé. Quindi coscienza e anima vanno di pari passo.
Penso che l’educazione primaria sia quella che ci può aiutare per tutta la vita, che però sta sempre andando sciamando.
Io credo che per essere uomini e donne veri, ogni giorno, quando ci si sveglia bisogna farsi un esame di coscienza e capire come ci si può migliorare. Ricordiamoci sempre che attraverso l’esperienza e l’altro possiamo essere persone migliori, attraverso i valori del rispetto e del fare comunità. Infatti, è molto più bello aiutarsi che farsi la guerra.
Io sono fortunato perché ho fatto esperienza di questo e me la porterò dietro per tutta la vita.
In fin dei conti, per essere persone migliori, basta far girare le rotelle più coscienziosamente.
12/02/2025
La vita è una avventura meravigliosa
Nella vita sin da piccoli si possono effettuare delle scelte, si hanno fin da subito due strade e si può fin dalla tenerissima età scegliere a quale appartenere: se a quella dei passivi, cioè quelli che affrontano la vita sempre pensando di dover essere serviti e riveriti oppure essere soggetti attivi e vivi alla vita, approcciando a ogni suo aspetto e a ogni suo spunto. Ogni giorno, infatti, deve essere vissuto al 150% apprezzando ogni secondo e facendone tesoro per affrontare anche le difficoltà al meglio.
Sono sempre più convinto che tutto sia correlato a come uno approccia il problema o l’avvenuta. Se la approcci positivamente, qualunque difficoltà sia, riesci ad affrontarla al meglio. Se la approcci negativamente devi fare due fatiche: quella di arrabbiarti e quella di sbollire la rabbia. Quindi sta a noi scegliere come comportarci. Questo sta alla base della vita.
Sta a noi scegliere sempre la strada numero uno o numero due.
La prima quella dove si combatte, la seconda invece ci permette di essere delle larve viventi che non ragionano e seguono la massa.
Io ritengo che ognuno di noi debba scegliere la prima strada, solo così il mondo può essere migliore e possiamo essere degni di vivere in questo mondo.
In fin dei conti basta far girare bene le rotelle per capire quale strada scegliere.
16/02/2025
La musica è ciò che fa muovere il mondo
Se ci pensiamo bene è possibile fare musica con qualsiasi oggetto e qualsiasi cosa, la musica è il linguaggio universale per eccellenza, con il quale, chi se ne intende, in ogni parte del mondo, può conversare. Io la amo sia per questi aspetti che per tanti altri.
Sono da sempre affascinato di musica leggera, italiana, che mi ha accompagnato sin dall’infanzia nelle mie avventure più difficili e mi accompagnerà sempre nella vita, perché è il mezzo mediante il quale quando sono giù riesco a risollevarmi.
Vi sono infatti tre cantanti nella mia esistenza che mi hanno segnato e alcuni che ho ancora la fortuna di poter sentire ma che non ho vissuto. I tre cantanti per me fondamentali sono Laura Pausini, Jovanotti e Giorgia, insieme a AC/DC e i Queen. Ultimo ma non per importanza Bruce Springsteen.
La musica mi ha aiutato da sempre ad esprimermi, in quanto sono un ragazzo che ha bisogno di carica giornaliera per compiere tutte le azioni della vita quotidiana.
Non so perché ma la musica, soprattutto quella rock, aiuta a produrre endorfine, gioia e quindi aiuta ad avere più energia.
Io ritengo che sia, perché attraverso le vibrazioni trasmette energia positiva.
Insomma, la musica è un linguaggio infinito che non si esaurirà mai ed è vero che cambierà con il passare del tempo ma non ci dimenticheremo mai di quegli artisti che hanno lasciato un segno nella nostra vita.
Per me, oltre quelli sopracitati, bisogna fare una menzione d’onore a Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli e Ezio Bosso che per me sono fuori classifica in quanto unici, inimitabili e portatori sani di gioia.
Io amo ogni aspetto della musica, perché mia madre e mio padre mi hanno educato fin da piccolo a sentirla, a viverla e a ballarla.
Sono orgoglioso di ciò, della persona che sono, anche grazie alla musica e ringrazierò sempre i miei genitori per avermi portato con loro in sala da ballo fin da piccolo e avermi fatto sempre ascoltare della musica d’eccellenza.
Capitolo a parte, va scritto, per la musica classica che in realtà non è altro che l’espressione massima della creatività dell’uomo e dietro la quale ci si può rilassare, emozionare e condividere pensieri.
È diversa da tutti gli altri tipi di musica e ha degli aspetti preziosi e inimitabili che non si possono esprimere ma si devono per forza provare. Tutto quello che concerne la musica è vita.
Io ho avuto professori che mi hanno trasmesso questo e amici che, studiando al conservatorio, mi hanno aiutato a capire quanto fosse importante studiare uno strumento o il canto.
Sono estremamente orgoglioso di tutto ciò che mi è stato trasmesso e lo porterò sempre con me con immensa gioia e serenità.
La musica è, in definitiva, un mezzo mediante il quale possiamo far girare al meglio le rotelle, dobbiamo solo trovarne la frequenza giusta. Io ritengo che solo essendo uomini musicali si può essere persone rispettose del prossimo.
In fin dei conti, chi non ama la musica, non ama neanche sé stesso.
È pur vero che non si possono amare tutti i tipi di musica ma l’importante è amarne almeno un genere, perché è solo attraverso l’amore che si rende il mondo migliore e ci si esprime al meglio, dandosi la possibilità di crescere sempre di più e cambiare ogni giorno, diventando così persone migliori.
10/05/2025Leone XIV?
Come sappiamo ieri è stato eletto, poco dopo che ho pubblicato l'articolo, il nuovo pontefice, Leone XIV il primo Papa americano di origine ma uomo di grande cultura, infatti ha diverse lauree in teologia e in matematica.
Sono convinto che dopo il suo discorso inaugurale di ieri sera farà molto bene in quanto è un papa che costruirà ponti e non muri, come ha già fatto nella sua carriera. Papa Leone è stato nominato cardinale da papa Francesco nel 2023, quindi sono convinto che in cuor suo sperava potesse essere eletto. Viene da una piccolissima diocesi del Perù dove è stato missionario per anni e poi è stato richiamato da Papa Francesco all'interno delle mura vaticane per aiutarlo nella gestione degli affari correnti. Quindi era una persona di vitale importanza per il pontificato di Francesco. Presumo che una figura del genere possa aiutarlo ad affrontare i suoi viaggi apostolici con molta più serenità. Sono altresì convinto che possa essere una svolta per il mondo intero, capace e precursore di tutte quelle riforme non solo ecclesiali ma mondiali che porteranno alla Pace.
Sono stra convinto che anche lo spirito di Francesco lo guiderà nell'impresa di riportare la pace nel mondo. Lo ritengo un papa capace di comunicare non dall'alto ma dal basso e sono veramente contento di questa elezione rivoluzionaria ma allo stesso tempo in continuità con il recentissimo passato.
La scelta del suo nome è indicativa di quello che lui vuole fare e cioè costruire ponti comunicativi, infatti papa leone il grande è stato il primo che ha cercato di abbattere il concetto di classi sociali, comunicando tra l'una e l'altra essendo un portatore sano di comunicazione. Lui vorrà sicuramente essere uno dei comunicatori più potenti del mondo per portare la pace, conditio sine qua non per un mondo migliore.
Quanto è importante auto-coccolarsi?
Ritengo che farsi almeno una coccola al giorno sia fondamentale per affrontare la giornata al meglio e con una coccola, intendo per esempio, farsi il proprio piatto di pasta preferito oppure fare una colazione diversa dal solito, gesti di questo tipo che ti aiutano ad affrontare la giornata al meglio, oppure una giornata stressante viene svolta da un pranzo fuori o nel tuo luogo preferito, o anche solo da un panino mangiato in un bel posto. Insomma, bisogna sapersi coccolare e saper coccolare l'altro nel modo migliore possibile. Per fare questo bisogna conoscere se stessi e le persone che si vogliono bene in modo tale da renderle più felici, questo è possibile anche con poco, perchè con poco si riesce a fare tanto, perché la felicità sta alla base di ogni giornata ed è il desiderio più importante per tutti.
Se imparassimo a prenderci cura di noi stessi attraverso questi piccoli gesti staremmo tutti meglio e affronteremo la vita in maniera diversa. In fin dei conti, basterebbe solo e soltanto imporsi un po’ di dolcezza in più unita a un po’ di tatto in più verso di noi e verso gli altri.
In definitiva, basterebbe solo far girare le rotelle più tatticamente.
Quando l'insegnamento non è efficace
Ho aperto questo blog anche perché potesse diventare una mia valvola di sfogo, dei miei pensieri che esprimo attraverso la scrittura, che è una delle cose più belle che possano esistere. In questo articolo voglio raccontarvi una breve storia: la mia, o meglio, una piccola parte della mia storia.
Quando sono arrivato al liceo, scegliendo lo scientifico, mi sono trovato a compiere un salto gigante tra il metodo di studio delle medie e delle superiori. Avevo bisogno di un insegnante di sostegno per stare alla pari con il programma degli altri ragazzi, il quale aveva il compito di leggere e scrivere per me, in quanto avevo difficoltà a vedere ed ero lento a scrivere. Lui doveva scrivere quello che io o l'insegnante gli dettavano, in quanto, non essendoci ancora tutte le tecnologie che ci sono oggi, doveva per forza farlo una persona qualificata. Il mio vero problema è cominciato dal secondo liceo, cioè da quando non mi ha più aiutato mio papà a fare i compiti a casa, ma avevo una persona che seguiva i suddetti principi. Questa persona mi ha insegnato a scrivere, cosa che fino a quel momento l'insegnante di italiano non aveva fatto, ma con nessuno di noi alunni. Quando io mi sono ritrovato una persona che mi ha dato un metodo e due dritte mi sono sbizzarrito sia nei temi in classe che nei temi a casa, ma la professoressa non ha accettato questa cosa e ha cercato di cambiare la persona che mi seguiva, dicendo che quest'ultimo mi facesse i temi. Ero riuscito con grande fatica a dimostrare che non era lui a farmi i temi ma era tutta farina del mio sacco. Per altri motivi, l'anno dopo, ho cambiato scuola e il problema non è per nulla venuto fuori. Ciò sta a dimostrare che ero io a saper scrivere e ritengo che ogni giorno vada meglio. Penso però che certi professori debbano tenere la lingua in mezzo ai denti prima di giudicare una persona che sta facendo il proprio lavoro, in quel caso era stato il mio insegnate a spiegarmi delle cose solo perché io gli avevo chiesto come potessi scrivere meglio.
Tutto questo sta a dimostrare che l'insegnamento è il lavoro più difficile del mondo, io non ce l'ho con la professoressa perchè per fortuna ne ho avute tante altre che mi hanno saputo valorizzare, a volte anche fin troppo, e poi penso che il mio percorso di studio universitario parli per me.
Ritengo, però, che questo mio racconto possa servire da monito per altre persone affinché non soffrano quello che ho subito io, aspetto per cui ho sofferto molto, perchè non c’è niente di peggio di essere sminuito da qualcuno che dovrebbe insegnarti a essere una persona migliore. In fin dei conti, per alcune persone, basterebbe soltanto far girare le rotelle più insegnantemente e ricordare quindi perché sono lì e fanno quel lavoro.
16/02/2025
I desideri sono il profumo della vita
Tutti noi siamo nati con una missione da compiere e a alcuni di noi ce la fanno, altri non ce la fanno, Per un semplice motivo: perché c’è chi combatte per la realizzazione dei propri sogni e dei propri desideri e invece c’è chi vive per lavorare, invece che lavorare per vivere.
In questa sottile differenza sta l’uomo che apprezza la vita e l’uomo che invece vive perché deve vivere.
La vita va vissuta attraverso ogni battito del proprio cuore e ogni proprio respiro e non ne va neanche sprecato uno, in quanto l’aria che respiriamo è preziosa e il battito del nostro cuore lo è altrettanto.
Io ritengo che ognuno di noi ha una missione da compiere e deve scoprirla però, attraverso la propria vita e la realizzazione dei propri sogni. Chi non sogna infatti non vive e chi non combatte per realizzare i propri sogni è un perdente.
Io non sono abituato a stare con i perdenti ma con i combattenti.
Poi si può perdere e si può vincere ma l’importante è combattere sempre e comunque, perché è solo combattendo che si può vincere ed essere persone migliori.
L’uomo deve saper usare il cuore e la mente nelle giuste proporzioni per essere una persona equilibrata e corretta. Bisogna ricordarci sempre che aiutando il prossimo si aiuta anche se stessi.
Io metto ogni mio respiro e ogni battito del mio cuore a servizio della realizzazione dei miei sogni e aiutando la mia famiglia e i miei cari, questo ritengo che faccia una parte di questa missione. Poi sono convinto che riuscirò a realizzare tutti i miei desideri perché sono sani e porterebbero giovamento a tante persone.
In fin dei conti, sono convinto che per essere persone migliori basta solo fermarsi un attimo, essere consapevoli di quello che si fa e riflettere sempre se si è nel giusto o nello sbagliato.
Perché è solo facendo cose giuste che si può essere persone migliori ma, si deve essere liberi di sbagliare e di capire i propri errori per essere persone migliori.
16/02/2025
L’imprevedibilità della vita è ciò che ci fa battere il cuore
Come ben possiamo vedere, stiamo assistendo al famigerato cambiamento climatico, che porta a tante alluvioni, come è stato in Emilia-Romagna mesi fa e come sta succedendo in questi giorni all’’isola d’Elba. Tutto nasce da un fatto: l’incuria dell’uomo.
Per me non c’entrano tanto i cambiamenti climatici perché nel 1999 non si parlava tanto di questo, eppure in Sardegna c’è stata un’alluvione che ha causato la morte di cittadini. Persone che, purtroppo, hanno perso la loro preziosa vita a causa dell’incuria dell’uomo e alla relativa tombazione dei fiumi e la conseguente pretesa che il loro corso avvenga in un tubo. Al di sopra poi sono state costruite piazze dove i bambini giocano, le persone si riuniscono e così via.
Quando scende tanta acqua dai monti è ovvio che quest’ultima, che passa in quel tubo, prima o poi tracima e solleva la piazza, provocando tanti morti e danni.
Se invece l’uomo avesse investito in canali di scolo veri e propri, questi problemi non ci sarebbero stati e non ci sarebbero tutt’ora.
Il vero problema è che in ogni parte d’Italia non si sta più pensando alla riforestazione della vegetazione e soprattutto alla pulizia dei letti dei fiumi. Questo è il vero scoglio e la vera causa delle alluvioni: lo straripamento dei fiumi, dovuto ad occlusione e alla relativa mancanza di vegetazione affianco ai fiumi che permetterebbe al terreno di drenare l’acqua e soprattutto deviare e contenere eventuali detriti portati dall’acqua naturalmente.
È inutile pensare che solo tramite l’ecologia e la minore emissione di CO2 si possa combattere il cambiamento climatico.
Gli scienziati si devono mettere in testa che è una cosa normale, indipendentemente dall’inquinamento, ed è dovuta solo al fatto che l’acqua non viene assorbita dal terreno, perché quest’ultimo non essendo più coltivato non è più abituato a trattenere acqua e sostanze che lo rendono malleabile.
Io, ritengo che l’uomo debba capire prima queste importanti cose e poi cominciare a farsi veramente un esame di coscienza per arrivare a comprendere che il problema reale sono le mancate manutenzioni.
È come quando uno sportivo non rispetta il suo corpo e la sua volontà o, meglio, per volontà di altri, viene dopato e patteggia per non avere una squalifica più grande. Quest’ultimo ha l’umiltà di riconoscere di aver sbagliato pur non essendo stato lui volontariamente ma decidendo così di ammettere la sua colpevolezza e chiudere il caso avendo uno sconto di pena.
Così dovrebbe fare l’uomo con la natura, pulendo il corso dei fiumi, rendendo il tutto più vivibile e riprendendo anche a coltivare in maniera tale da rendere più bello il tutto e creare prodotti più genuini.
In fin dei conti basterebbe far girare di più le rotelle per essere persone più rispettose di sé ed ecologiche.
14-05-2025L’importanza della coerenza
Sin dalla tenera età bisognerebbe, essere educati, al principio della coerenza, questo consentirebbe maggior facilità, nel educare, i giovani del domani, questo fatto è dovuto proprio al suddetto principio perché se ci pensiamo bene essere rispettosi di quello che si pensa, aiuta a portare a termine ogni azione.
Ricordiamoci sempre che l’educazione è alla base di ogni azione, principi questi che, non stanno più alle fondamenta di questa società, vi è principalmente una causa per spiegare questo fenomeno; la scarsità di principi educativi è dovuta, alla diminuzione delle relazioni sociali, a favore di quelle virtuali; dove infatti le persone si sentono libere di spuntare veleno sugli altri; senza timori reverenziali, tanto si è sicuri che non succederà niente. Si riavrà una giustizia sociale, soltanto quando, il mondo virtuale, il mondo reale avranno le stesse regole punitive oppure quando il mondo reale; riprenderà il sopravvento su quello virtuale. Insomma la coerenza sta alla base di ogni nostra azione piccola o grande che sia. In definitiva tutto quello che noi dobbiamo fare per essere persone migliori è far girare più coerentemente le rotelle
16/02/2025
Il giusto equilibrio tra cuore, cervello e anima
Come tutti sappiamo, ogni essere umano è diverso dall’altro, per fortuna, se no sarebbe una noia mortale. Quindi anche gli opposti si attraggono. Aspetto al quale io non credo molto, però tutto è possibile. Ritengo che nella vita si debbano avere dei principi e delle regole da rispettare, mediante le quali, si possa vivere al meglio.
Queste sono date dall’educazione ricevuta. Io per fortuna ho avuto l’immenso privilegio di essere stato educato da due genitori eccezionali, che da subito, mi hanno fatto capire che è importante saper ascoltare prima di parlare e imparare tutto ciò che è possibile dagli altri, per il semplice fatto che è possibile imparare da tutti.
Sono sempre stato educato alla diversità e al rispetto dell’altro in tutto e per tutto, anche se oggi come oggi sta diventando sempre più complicato perché, essendo nell’epoca del politicamente corretto, non è più possibile essere sé stessi o fare una battuta.
Questo non permette ai ragazzi di poter crescere nel rispetto degli altri, il che porta, la maggior parte delle volte, ad uscire fuori di testa per un attimo e magari commettere qualche sciocchezza della quale poi ci si pente per tutta la vita.
Per me sarebbe ancora gradito nella società di oggi che i genitori potessero dare qualche ceffone ai figli oppure anche solo sgridarli o metterli in punizione. Allo stesso modo, la scuola dovrebbe poter punire i ragazzi, in modo tale da fargli capire gli errori.
Ma oggi, purtroppo, questo non è più tanto possibile per il politicamente corretto. Ritengo che, durante l’adolescenza i ragazzi debbano crescere con dei valori ben precisi e che la scuola e la famiglia hanno l’obbligo di seguirli. Infondo, per vivere al meglio basterebbe solo un po' più di educazione che permetterebbe di far girare le rotelle al meglio.
20/02/2025 L’importanza dell’empatiaEssere empatici è una qualità che hanno poche persone, perché è pieno di falsi empatici che lo fanno solo per approfittarsi degli altri e della loro bontà. Io però ho la fortuna di conoscere tantissime persone che sono veramente empatiche e che se le conosci ti cambiano la vita. Questo perché parlando con loro ti rispecchi a pieno e sai che saranno sempre pronte ad aiutarti, perché hanno un cuore grande e un cervello sopraffino, mediante il quale ragionando insieme, si trovano soluzioni soddisfacenti e sempre più efficaci.
Attraverso l’empatia, infatti, ci si può rendere a vicenda la vita molto più facile, perché aiutandosi si è felici insieme, quindi non si rimane mai soli. L’empatia, infatti, non porterà mai alla solitudine ma alla condivisione.
Sono felicissimo di essere una persona empatica, che a volte ha sofferto molto a causa dell’avidità e poca intelligenza delle altre persone, ma che sarà sempre pronto ad accogliere senza giudicare.
In fin dei conti, basta solo far girare più empaticamente le rotelle per essere persone migliori.
20/02/2025
L’importanza dello studio
Studiare è importantissimo nella vita perché ci rende uomini pensanti e ci da la possibilità di conoscere il mondo, però ci viene inculcato dalla scuola che dobbiamo fare i compiti singolarmente e non si sa il perché.
Per me è una forma di arretratezza culturale che porta le persone a isolarsi e a non condividere, se invece, fossimo educati fin da bambini a studiare in gruppo saremmo portati alla condivisione e alla crescita personale, che porta sicuramente molto giovamento per tutto quello che riguarda la sfera sociale di ognuno di noi.
Ritengo che l‘unione faccia la forza e che gli uomini insieme, inteso come uomini e donne, possano dare il meglio di loro.
Se fossimo educati tutti a questa condivisione, secondo me, non ci sarebbe più il concetto di guerra ma staremmo sempre tutti più in pace. Dimostrazione ne è cuba dove le lezioni a scuola si svolgono prettamente all’aperto, però i ragazzini alle medie parlano un inglese che noi anche da adulti ce lo sogniamo, e parlo per esperienza personale.
Loro condividono tutto per cultura e tradizione e sono persone che, pur avendo poco, affrontano tutto con il sorriso.
In fin dei conti, fanno girare anche loro le rotelle e noi dovremmo essere molto più aperti alla condivisione per farle girare al meglio.
20/02/2025
Essere competenti
La competenza è data dallo studio, che ci dà la possibilità di formarci ed essere le persone che vogliamo essere. Per essere competenti dobbiamo studiare fino all’inverosimile e non dobbiamo fermarci mai, perché nella vita, per cavarsela bisogna sapere un po’ d tutto. Bisogna essere olistici e per esserlo bisogna avere un interesse verso la conoscenza.
La conoscenza parte da quando siamo piccoli, infatti il mio gioco preferito era la trottola e mi sorprendeva sempre come girasse, quasi all’infinito. Da grande poi, ho scoperto che gira perché ci sono una miriade di forze in gioco e questo è affascinante. Ma come la trottola, ci sono tanti altri giochi che stimolano la creatività, come i lego e così via. Secondo me per stimolare la conoscenza, i bambini devono continuare a giocare con questi giochi perché così diventano persone migliori. Io ritengo che i ragazzi e le ragazze che amano giocare ancora oggi, o anche adulti che hanno ancora queste passioni siano persone creative e meritevoli di alta considerazione. La competenza, oltre che con lo studio si ha con l’esperienza e con la volontà ogni giorno di mettersi in gioco senza pensare di essere superiori agli altri, ma nel caso, dimostrandolo attraverso il proprio lavoro. In fin dei conti per essere persone migliori basta far girare le rotelle più competentemente.
20/02/2025
Il Festival che, secondo me, è un vero scandalo
Noi spettatori, veniamo sempre presi in giro, per quanto riguarda i dati auditel e per tutto il resto riguardi il festival di Sanremo. Io non credo che noi sia stato un buonissimo festival per quanto riguarda organizzazione, conduttori e così via.
Quello che mi fa andare su tutte le furie è che una come Giorgia, dall’immenso del talento e della sensibilità umana, che non usa nemmeno l’auto-tune, e che ha vinto la serata delle cover, dimostrando di avere una voce straordinaria e sopraffina, quasi angelica, non sia entrata nemmeno nella cinquina finale. Questo è il vero scandalo. Sono scontento e un po’ amareggiato che Lucio Corsi non abbia vinto, ma sono felice che sia arrivato secondo.
Io ritengo che al Festival debbano essere premiati i cantautori veri e propri, oggi come oggi, non ve ne è quasi nessuno.
Anni fa, i cantanti facevano a gara per scrivere canzoni e andare a Sanremo, adesso quasi quasi neanche ci vanno, perché oggi tutto il marketing è in mano alle case discografiche e sono più importanti, ed è più importante la creazione di personaggi che di cantanti veri e propri. Comunque, ribadisco, il mio amore artistico, per Giorgia è infinito e per me la vincitrice morale del festival è lei insieme a Lucio corsi. In fin dei conti per essere sanremesi basterebbe far girare le rotelle più teoricamente.
20/02/2025
La pet therapy
Contrariamente a quello che pensano la maggior parte degli addestratori degli animali, siano essi cavalli, cani, asini, muli e così via, sono gli animali stessi che hanno una sensibilità estrema verso quelli che sono i soggetti con più difficoltà. Dimostrazione ne sono io stesso con i cavalli, perché io fino all’età di 18 anni ho montato a cavallo, poi dopo la quarta caduta della mia vita, dopo essermi rialzato nel giro di un’ora. Avendo rischiato la vita, ho deciso di smettere, perché volevo salvarmi la pelle, però non avrei paura a salire di nuovo su un cavallo nelle giuste condizioni.
Sono convinto che i cavalli abbiano una sensibilità tutta loro verso le persone più in difficoltà in quanto se ne accorgono da soli e cercano sempre di facilitarti in tutto e per tutto. Loro sono una terapia per noi e noi per loro. Una volta, un cavallo, senza essere addestrato per la pet therapy mi ha preso in simpatia (non lo conoscevo per niente) e mi ha leccato per un quarto d’ora la testa, prendendomi per il suo “lecca-lecca” preferito. Erano tutti preoccupati che mi facesse male, ma in realtà è stato solo un piacevole massaggio e un ottimo scambio di sensazioni, in quanto dopo ho voluto montarlo io, perché lo ritenevo il cavallo più adatto a me, ma non me lo volevano far montare, in quanto dicevano fosse un cavallo imbizzarrito. Testardo come sono però ho voluto farlo ed è stata una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto.
Ritengo altresì che la terapia con i cani negli ospedali sia eccezionale, ma anche quella con gli asini e con i muli.
Sono convinto che l’interazione uomo animale sia alla base del mondo e in fin dei conti, per essere più “pet therapisti” basta solo far girare al meglio le rotelle.
20/02/2025
Il primo caso Covid in Italia
Io ritengo che il covid sia stata una delle esperienze più drammatiche ma più da spunto di riflessione che mi sia mai capitata, riconoscendo il dolore di tutti quelli che hanno avuto vittime in famiglia riconosco anche il fatto che il covid sia stata e sia una malattia veramente rognosa e non bisogna mai abbassare la guardia.
Penso altresì, che tutto il clamore sui vaccini e sul doversi vaccinare ancora, sia esagerato e sia solo una questione di marketing in questo momento. Ricordiamoci sempre che il numero di persone all’anno che muore per un’influenza (a livello mondiale) è maggiore di quelle morte per Covid.
Ritengo altresì, che tutti i sanitari e i medici che si sono dati da fare in questo periodo lunghissimo e complicatissimo, vadano ringraziati uno per uno e senza remore vadano premiati ogni giorno.
Se ci pensiamo bene, comunque i virus sono quelli che hanno fortificato l’uomo e gli hanno reso possibile vivere.
In fin dei conti il corona virus è stata una forma di messa alla prova per l’umanità, dove l’uomo ha dimostrato di far girare le rotelle a volte bene e a volte male.
Ritengo che dietro al covid si nasconda un business senza eguali e che, in fin die conti, l’uomo riesce sempre a far girare al meglio le rotelle per fare soldi.
11/03/2025 Thè o caffè: una dura sceltaIl thè e il caffè sono due piante davvero affascinanti che vengono da paesi caraibici. Sono fornitori di energia anche se sotto recettori diversi. La teina e la caffeina, infatti, sono eccitanti però coinvolgono fasce neuronali diverse, anche se poi si ottiene lo stesso risultato. Anche se la teina è leggermente meno efficace ma solo perché la caffeina è più concentrata.
Un esempio sono i pocket coffee, non esistono i cioccolatini a base di thè, questo a dimostrazione del fatto che è vero che si usa la pausa caffè o la pausa the come forma di socialità, però sicuramente la pausa the è più socializzante.
In certi paesi è più importante la pausa thè in altri la pausa caffè, ritengo che la cosa più importante sia quella di potersi rigenerare e di poter ripartire con le proprie rotelle al massimo sia che sia pausa caffè che thè.
In definitiva, siamo tutti più adrenalinici se facciamo girare le rotelle con il thè o con il caffè.
11/03/2025
La nostalgia del passato o di sé stessi
La nostalgia ci porta a pensare che sia legata al passato, perché il concetto di nostalgico vi è legato, questo è poco ma sicuro. Però dobbiamo pensare al perché noi siamo nostalgici? Perché viviamo delle esperienze e delle emozioni che ci rimangono dentro, ma che non tornano più, perché intanto cresciamo e facciamo esperienze nuove, che poi con l’età diventeranno nostalgia. Dobbiamo ricordarci che abbiamo nostalgia degli eventi ma non dobbiamo avere nostalgia di noi stessi, cioè di quello che eravamo. Perché dobbiamo crescere con lo stesso tipo di personalità, sempre migliorandoci e rispettando l'altro. Questo è ciò che rende l’uomo degno di questo nome.
Sono iper-convinto che la nostalgia positiva, possa motivarci nella vita e possa portarci a essere persone migliori.
La nostalgia negativa invece, nasce dal fatto che noi in una certa parte della nostra vita non coltiviamo più il nostro benessere attraverso la crescita personale ma coltiviamo il passato e cerchiamo di essere quelli che eravamo dieci anni fa, questa è la nostalgia sbagliata.
Insomma, per essere correttamente nostalgici dobbiamo vivere la nostra vita al 100% senza mai pentirci di quello che abbiamo fatto. In fin dei conti basta solo far girare le rotelle positivamente per essere persone migliori.
11/03/2025
Il cibo come carburante per la vita
Il cibo è fondamentale per la nostra crescita e sviluppo, infatti incominciamo dal latte materno, poi le prime pappe e poi iniziamo a mangiare di tutto dall’età di tre anni in poi, generalmente. Questo ci consente di assumere, con una dieta variegata ed equilibrata, tutte le sostanze che ci servono per vivere, però ogni tanto, o anche ogni giorno, possiamo toglierci uno sfizio che magari è il nostro cibo preferito. Basta solo equilibrare l’apporto calorico in base a quello che si fa e alla vita che si svolge, non in base alla statura o al proprio peso; più consumi, infatti, e più devi mangiare.
Per me, sono insensibili quelli che dicono se studi non consumi, il problema degli studenti non è che non consumano, ma che mangiano male, per quello ingrassano.
Si può sempre mangiare anche due, tre pezzi di cioccolato al giorno, una bruschetta, un piatto di gnocchi, l’importante è fare il movimento corretto o essere attivi intellettualmente in modo tale da consumare. Il giusto equilibrio è quello che ci fa essere persone migliori. In fin dei conti, per essere persone migliori si deve mangiare quello che si vuole e quello che si desidera, così si è felici; l’importante è equilibrare l’alimentazione e far girare equilibrarmente le rotelle.
11/03/2025
I social come opportunità o come sintomo di stress
I social sono un mezzo fenomenale per tenersi in contatto o espandere il proprio mercato del lavoro, però non sono utili per la maggioranza dei temi in cui vengono usati.
Questo perché vengono usati per la maggior parte da persone non educate all’uso, ed estremamente mal educate. Attraverso i social, infatti, si sta vedendo che l’educazione della nostra società sta sempre decadendo, perché non c’è più il rispetto dell’altro e tutti si nascondono dietro una tastiera e non vogliono neanche più parlare al telefono, in alcuni casi.
Io ritengo che i social siano uno strumento utilissimo, per tanti aspetti, ma deprimenti per tanti altri, soprattutto per i giovani; ritengo che la violenza a cui stiamo assistendo, soprattutto negli ultimi anni, sia causata dall’uso scorretto dei social e dei videogiochi.
Insomma, i social sono un’arma a doppio taglio, ci si può divertire ma si può anche essere molto danneggiati dalla propria esperienza.
Basta solo far girare le rotelle più logicamente per essere persone migliori.
11/03/2025
Sì e no una contrapposizione duale (educatamente perfetta)
Sì e no, sono due parole di una sillaba che però tutti sappiamo dire, ma quasi nessuno sa recepire. Perché tutti alla fine vogliono fare di testa loro, senza capire il perché gli si dice no o gli si dice sì.
L’importanza del no, soprattutto a livello educativo primario è molto importante perché dire no, vuol dire educare se detto nei momenti giusti, cioè quando uno fa un errore o si merita una punizione.
Il sì, è altresì importante, perché ti consente di dare l’approvazione alla richiesta che fa un'altra persona. Se devi fare qualcosa per qualcuno, è sempre importante avere la cognizione di chi è e perché lo stai facendo.
Sono convinto che, l’equilibrio tra sì e no, è la condizione che porterà la società ad avere una buona educazione primaria e quando si avrà questa concezione si avrà anche la certezza di aver educato correttamente un figlio o di aver fatto bene un’azione.
In fin dei conti basta solo far girare le rotelle più equilibratamente.
11/03/2025
L’importanza delle competenze e del contemporaneo uso del cervello
Le competenze si acquisiscono tramite lo studio, tramite le esperienze di vita e tramite le proprie curiosità.
Il problema della società odierna è che all’assunzione delle competenze non segue un inserimento nel mondo del lavoro pienamente coerente. Io sono convinto che un problema dei giovani di oggi è trovare un lavoro dopo l’università e soprattutto qualcosa che li soddisfi. Infatti, secondo me, gran parte delle malattie depressionali è dovuta al malcontento dato dall’impegnarsi per qualcosa per poi non vederne i frutti.
Questo articolo vuole essere un inno ai giovani, al fine di combattere sempre per i propri sogni e a dare sempre il massimo. Indipendentemente da tutto e da tutti, perché solo combattendo per la realizzazione dei propri sogni, si diventa uomini migliori. Solo così, si può sognare, facendo girare le rotelle.
11/03/2025 Thè o caffè: una dura scelta
Il thè e il caffè sono due piante davvero affascinanti che vengono da paesi caraibici. Sono fornitori di energia anche se sotto recettori diversi. La teina e la caffeina, infatti, sono eccitanti però coinvolgono fasce neuronali diverse, anche se poi si ottiene lo stesso risultato. Anche se la teina è leggermente meno efficace ma solo perché la caffeina è più concentrata.
Un esempio sono i pocket coffee, non esistono i cioccolatini a base di thè, questo a dimostrazione del fatto che è vero che si usa la pausa caffè o la pausa the come forma di socialità, però sicuramente la pausa the è più socializzante.
In certi paesi è più importante la pausa thè in altri la pausa caffè, ritengo che la cosa più importante sia quella di potersi rigenerare e di poter ripartire con le proprie rotelle al massimo sia che sia pausa caffè che thè.
In definitiva, siamo tutti più adrenalinici se facciamo girare le rotelle con il thè o con il caffè.
11/03/2025
La nostalgia del passato o di sé stessi
La nostalgia ci porta a pensare che sia legata al passato, perché il concetto di nostalgico vi è legato, questo è poco ma sicuro. Però dobbiamo pensare al perché noi siamo nostalgici? Perché viviamo delle esperienze e delle emozioni che ci rimangono dentro, ma che non tornano più, perché intanto cresciamo e facciamo esperienze nuove, che poi con l’età diventeranno nostalgia. Dobbiamo ricordarci che abbiamo nostalgia degli eventi ma non dobbiamo avere nostalgia di noi stessi, cioè di quello che eravamo. Perché dobbiamo crescere con lo stesso tipo di personalità, sempre migliorandoci e rispettando l'altro. Questo è ciò che rende l’uomo degno di questo nome.
Sono iper-convinto che la nostalgia positiva, possa motivarci nella vita e possa portarci a essere persone migliori.
La nostalgia negativa invece, nasce dal fatto che noi in una certa parte della nostra vita non coltiviamo più il nostro benessere attraverso la crescita personale ma coltiviamo il passato e cerchiamo di essere quelli che eravamo dieci anni fa, questa è la nostalgia sbagliata.
Insomma, per essere correttamente nostalgici dobbiamo vivere la nostra vita al 100% senza mai pentirci di quello che abbiamo fatto. In fin dei conti basta solo far girare le rotelle positivamente per essere persone migliori.
11/03/2025
Il cibo come carburante per la vita
Il cibo è fondamentale per la nostra crescita e sviluppo, infatti incominciamo dal latte materno, poi le prime pappe e poi iniziamo a mangiare di tutto dall’età di tre anni in poi, generalmente. Questo ci consente di assumere, con una dieta variegata ed equilibrata, tutte le sostanze che ci servono per vivere, però ogni tanto, o anche ogni giorno, possiamo toglierci uno sfizio che magari è il nostro cibo preferito. Basta solo equilibrare l’apporto calorico in base a quello che si fa e alla vita che si svolge, non in base alla statura o al proprio peso; più consumi, infatti, e più devi mangiare.
Per me, sono insensibili quelli che dicono se studi non consumi, il problema degli studenti non è che non consumano, ma che mangiano male, per quello ingrassano.
Si può sempre mangiare anche due, tre pezzi di cioccolato al giorno, una bruschetta, un piatto di gnocchi, l’importante è fare il movimento corretto o essere attivi intellettualmente in modo tale da consumare. Il giusto equilibrio è quello che ci fa essere persone migliori. In fin dei conti, per essere persone migliori si deve mangiare quello che si vuole e quello che si desidera, così si è felici; l’importante è equilibrare l’alimentazione e far girare equilibrarmente le rotelle.
11/03/2025
I social come opportunità o come sintomo di stress
I social sono un mezzo fenomenale per tenersi in contatto o espandere il proprio mercato del lavoro, però non sono utili per la maggioranza dei temi in cui vengono usati.
Questo perché vengono usati per la maggior parte da persone non educate all’uso, ed estremamente mal educate. Attraverso i social, infatti, si sta vedendo che l’educazione della nostra società sta sempre decadendo, perché non c’è più il rispetto dell’altro e tutti si nascondono dietro una tastiera e non vogliono neanche più parlare al telefono, in alcuni casi.
Io ritengo che i social siano uno strumento utilissimo, per tanti aspetti, ma deprimenti per tanti altri, soprattutto per i giovani; ritengo che la violenza a cui stiamo assistendo, soprattutto negli ultimi anni, sia causata dall’uso scorretto dei social e dei videogiochi.
Insomma, i social sono un’arma a doppio taglio, ci si può divertire ma si può anche essere molto danneggiati dalla propria esperienza.
Basta solo far girare le rotelle più logicamente per essere persone migliori.
11/03/2025
Sì e no una contrapposizione duale (educatamente perfetta)
Sì e no, sono due parole di una sillaba che però tutti sappiamo dire, ma quasi nessuno sa recepire. Perché tutti alla fine vogliono fare di testa loro, senza capire il perché gli si dice no o gli si dice sì.
L’importanza del no, soprattutto a livello educativo primario è molto importante perché dire no, vuol dire educare se detto nei momenti giusti, cioè quando uno fa un errore o si merita una punizione.
Il sì, è altresì importante, perché ti consente di dare l’approvazione alla richiesta che fa un'altra persona. Se devi fare qualcosa per qualcuno, è sempre importante avere la cognizione di chi è e perché lo stai facendo.
Sono convinto che, l’equilibrio tra sì e no, è la condizione che porterà la società ad avere una buona educazione primaria e quando si avrà questa concezione si avrà anche la certezza di aver educato correttamente un figlio o di aver fatto bene un’azione.
In fin dei conti basta solo far girare le rotelle più equilibratamente.
08/12/2025
Verso una società ideale
La società ideale è quella che, come ho da poco scritto, è atta ad aiutare i giovani a trovare la loro strada. Nei Paesi nordici europei le politiche governative sono volte sin dalla nascita di ogni cittadino a un investimento puro su di loro, al fine della loro formazione e al conseguimento di un posto di lavoro. È l’aspetto che manca oggi in Italia, che viene compensato ridicolosamente dai bonus nido, parentali, scolastici e chi più ne ha più ne metta, che sono poca cosa rispetto ai Paesi concorrenti. Uno Stato virtuoso dovrebbe investire su infrastrutture, sui giovani, garantendo loro la compartecipazione piena nella società e cercando di non escludere nessuno. Siccome nei Paesi nordici si può fare, penso che si possa fare attraverso un cambio di mentalità, che vada verso la valorizzazione della persona, anche in Italia. Insomma, per essere una Nazione migliore basterebbe far girare più razionalmente e inclusivamente le rotelle.
07/12/2025
La vita è costellata di opportunità
La vita è il dono più bello che abbiamo e dobbiamo sfruttare al meglio tutto il tempo che abbiamo. Per farlo, dobbiamo concentrarci nel capire quali sono i nostri sogni, le nostre aspirazioni e i nostri desideri, e trovare il modo più consono per realizzarli. Scuola, famiglia e mondo del lavoro dovrebbero collaborare sinergicamente al fine di dare ad ogni persona la possibilità di realizzarsi. Questa visione, però, nel panorama italiano ad oggi è poco applicabile, perché non vi è un sufficiente dialogo tra formazione e mondo del lavoro. Infatti, la maggior parte dei ragazzi sono smarriti dopo aver terminato il percorso di studi, oppure si devono trasferire all’estero per trovare le migliori occasioni. L’Italia è un Paese in grado di offrire tutte le possibilità ai giovani del futuro e anche a quelli di oggi; basterebbe che investisse meno in armi e in guerre inutili e più in informazione e diffusione della cultura. Solo con quest’ultima, infatti, si può essere persone migliori, competenti nel proprio campo e vogliosi sempre di migliorarsi e di sapere. In definitiva, per essere un Paese migliore basterebbe che l’Italia facesse girare le rotelle più sinergicamente tra i mondi della politica, della scuola e del lavoro.
07/12/2025
L’importanza della tutela della nostra privacy in tutti gli ambiti
Il concetto di privacy, negli ultimi due decenni, sta assumendo sfaccettature sempre più dinamiche e diverse, a causa dell'avanzamento tecnologico e, soprattutto, dell’AI e di Internet. La tutela della nostra privacy dipende dalla nostra capacità di proteggerci e dalla nostra attitudine alle novità.
Se ci pensiamo bene, infatti, fino a qualche anno fa bastava solo ricordarsi le password e cambiarle ogni sei mesi; adesso non basta più quello. Per rendere più sicuro il tutto, sono state introdotte forme di sicurezza come le impronte digitali e il riconoscimento dell’iride. Il problema, però, sorge nel momento in cui queste non sono riconosciute ed è richiesta l’impostazione di una password in alternativa per accedere al dispositivo o al servizio. Dando questa alternativa, si rende l’accesso molto meno sicuro, mettendo la privacy ad alto rischio.
Bisognerebbe, come si sta sempre più pensando, avere un raccoglitore di password e di servizi, siano essi bancari, NFT o simili, che ci consenta, tramite l’impronta digitale oppure l’iride, di accedere a tutti i nostri servizi senza dover immettere password e cose del genere. Solo così si sarebbe veramente tutelati e protetti. In fondo, basterebbe solamente far girare più privatamente le rotelle per vivere tranquilli e sereni.
07/12/2025
La tutela olistica della privacy
Ho usato questo strano titolo per porre l’attenzione su uno dei grandi temi che ci contraddistingue negli ultimi vent’anni, cioè quello della privacy e della tutela dei nostri dati personali, aspetto che sta diventando sempre più complicato a causa dell’avvento delle nuove tecnologie come Internet, l'intelligenza artificiale e la robotica. Questi tre ambiti sono i più difficili dove si deve tutelare la privacy, ma anche partendo da casa nostra è molto complicato, al giorno d’oggi, tutelarla.
Parto facendo alcuni esempi esplicativi: noi, nel nostro nido, ci sentiamo da sempre protetti e liberi di esprimerci come vogliamo, senza freni inibitori. Purtroppo, però, la tecnologia, con il suo avanzamento, ha messo la nostra privacy sempre più a rischio; basti pensare solo ad “Alexa”, Google Home o a tutti questi servizi di cui noi usufruiamo, non chiedendoci, la maggior parte delle volte, come tutelarci e come tutelare la nostra privacy. Se ci pensiamo, infatti, da quando ci svegliamo e chiediamo magari ad “Alexa” di aprire le tapparelle, a quando andiamo a lavoro, usiamo sempre la tecnologia, con lo smartphone e tutti gli strumenti quotidiani che usiamo oggi. Usandoli, dobbiamo sempre essere consapevoli di star concedendo, alle aziende terze come Samsung, Apple, Huawei e così via, i nostri dati. Loro sono tenute a tutelarli, dapprima con il regolamento del 2003, poi del 2012, poi del 2016 e infine con quello del 2020, il quale è stato aggiornato dal garante della privacy a causa dell’evoluzione tecnologica.
Ancor più importante è la tutela dei dati in un contesto aziendale; infatti, sempre più spesso assistiamo alla violazione della privacy aziendale e alla diffusione, da parte dei dipendenti, di dati sensibili, progetti e così via. Per questo si sta procedendo con leggi ad hoc e con la previsione di sanzioni se i dati di un’azienda vengono ceduti da un dipendente a una concorrente in cambio di soldi. Si sta pensando a punizioni esemplari ma anche a forme contrattuali che non permettano ai lavoratori di lavorare con aziende concorrenti per un determinato numero di mesi, per far sì che i progetti, una volta entrati nella nuova azienda, siano obsoleti.
In definitiva, l’evoluzione tecnologica e la privacy devono andare di pari passo e devono essere regolamentate per essere un aiuto all’umanità e non un problema. In fin dei conti, basterebbe far girare le rotelle più riflessivamente e con uno sguardo rivolto alla privacy, per essere persone più tranquille e serene in ogni ambito.
07/12/2025
Ora legale e ora solare: il grande dibattito che divide l’opinione pubblica
Questo grande dibattito è dovuto al fatto che la gente non capisce perché ogni anno bisogna tirare una volta avanti e una volta indietro le lancette dell'orologio. Secondo me sarebbe meglio scegliere un orario e mantenere quello, sia esso legale che solare, per un'infinità di motivi. Mantenendo l’ora legale, per esempio, ci sarebbero più ore di luce la sera, meno al mattino, ma la gente potrebbe stare più all’aperto anche d’inverno; invece, una volta finito di lavorare, non si può nemmeno andare a correre e uno si deve chiudere in palestra con la luce artificiale. Io sono favorevole a stare all’aria aperta sempre, estate, inverno, senza distinzioni, perché fa comunque bene, basterebbe coprirsi. Se ci fosse più luce al pomeriggio sarebbe meglio, quindi io abolirei l’ora solare e manterrei solo quella legale. Solo così, facendo una scelta di campo tra i due orari, con la condizione di mantenerlo sempre e non cambiarlo mai più, si ridurrebbero disturbi del sonno, depressione, malumore e così via. Ritengo quindi che il cambio dell’ora sia estremamente dannoso per i nostri neuroni e per il nostro bioritmo; per esempio, ad alcune ragazze cambia il ciclo ormonale con conseguenti disagi, alcuni ragazzi sono molto più irascibili perché non sopportano questo cambio e ci sono anche molti lavoratori e studenti che non riescono a concentrarsi perché il bioritmo viene modificato.
Sono sempre più convinto che tutto quello che noi facciamo debba essere correlato a una stabilità di orario ed equilibrio tra giorno e notte.
Quindi, per essere persone migliori, dobbiamo deciderci su quale orario mantenere per sempre, facendo girare perennemente le rotelle e non temporaneamente.
07/12/2025
Il tempo libero come risorsa
Il tempo libero è un aspetto fondamentale della nostra vita; secondo me non si è ancora capito che il tempo noi possiamo gestirlo come vogliamo per essere felici. Alla base di questo ci deve essere un’educazione che ci aiuti a gestire il tempo attraverso i nostri doveri e il tempo libero per svagarci. I nostri doveri, però, sono tali perché noi li viviamo come un obbligo. Se noi non lo facessimo, tutto il nostro tempo sarebbe tempo libero e potremmo essere sempre felici. Noi abbiamo il dovere morale di vivere la nostra vita come più ci piace e arrivare a essere sempre felici e lieti. La gestione del tempo è la cosa da imparare fin da subito, perché questo ci consente di averne sempre più libero nel quale poter coltivare le nostre passioni, stare con la nostra famiglia e così via. Il tempo libero è quello che ci consente di produrre endorfine, di essere felici, a patto che sia sfruttato bene. Adriano Olivetti, uno dei più grandi industriali del mondo, che ha inventato il Pc, diceva sempre che all’interno della sua fabbrica voleva luci, cinema, libri, cultura; è stato il primo a inserire anche l’asilo nido, cure mediche, una sala giochi per bambini e una sala giochi per adulti. Insomma, la sua visione era olistica, atta al benessere di tutti i suoi dipendenti. Per lui non esistevano straordinari, ma voleva che si applicasse la settimana corta e si lavorasse dal lunedì al venerdì e la gente potesse fare nel weekend ciò che più gli aggradasse. Io vedo nella sua visione il futuro ancora oggi. Olivetti inventò prima la macchina da scrivere portatile, poi il pc, per rendere tutti più liberi e meno impegnati in lavori alienanti, che portavano e portano ancora oggi l’uomo a compiere azioni ripetitive, che non servono ai fini dello sviluppo del cervello. In fin dei conti, per essere persone migliori dobbiamo imparare a gestire il tempo e, per farlo, dobbiamo capire che è la cosa più importante che abbiamo a disposizione. Per vivere al top del top basterebbe far girare più liberamente le rotelle.
07/12/2025
La capacità di gestirsi e di autoregolarsi
Per essere persone migliori, penso che tutti noi dobbiamo imparare, nel complesso della vita, a non far prendere il sopravvento su di noi dalle emozioni, siano esse positive o negative, perché questo, in base agli eventi, può essere molto dannoso o molto positivo. La troppa positività porta però a negatività, quindi bisogna trovare la via di mezzo in tutte le cose; d’altronde i latini dicevano “In medio stat virtus”. Io sono del parere che le emozioni servono, se no non saremmo uomini, però dobbiamo imparare a gestirle in maniera perfetta, in modo tale da essere sempre persone equilibrate. Qualsiasi cosa ci accade, dobbiamo essere consapevoli dei nostri mezzi, di quanto siamo forti, e sapere di poter affrontare, insieme a chi ci vuole bene, il problema. In fin dei conti, un po’ di condivisione in più non basta mai, ma di pari passo ci deve essere sempre una costante e crescente autostima che ci aiuti a conoscerci meglio e a essere più responsabili. Comunque, nella vita, un po’ di spensieratezza e un po’ di spregiudicatezza non guastano mai per far girare sempre meglio le rotelle.
07/12/2025
Il ruolo importante della fotografia, che però non è sempre possibile
La fotografia è il modo più efficace per fissare un nostro ricordo, un momento speciale, un momento importante per la nostra vita, un evento inatteso. Insomma, qualsiasi cosa riteniamo importante possiamo fotografarla attraverso gli smartphone, macchine fotografiche digitali e così via. Se pensiamo all’evoluzione della fotografia, possiamo vedere come essa si sia evoluta dalla pellicola al digitale, fino all’istantanea digitale. Molta importanza non viene data, secondo me, a ciò che non si fotografa, ai momenti persi, ai ricordi emozionanti ma che non possiamo ricordare se non attraverso la nostra mente, perché non abbiamo pensato di fotografare. A mio parere, dato che i ricordi, soprattutto quelli belli, sono importanti, dovremmo sempre avere a portata di mano la macchina fotografica, perché dovremmo poter fotografare in qualsiasi momento quegli attimi che per noi sono inaspettati e unici. Dato che la tecnologia ci è venuta incontro, dobbiamo saperla sfruttare per rendere un ricordo sulla carta ancora più indimenticabile. Il ruolo della fotografia si è evoluto, ma in realtà è sempre stato quello di regalarci un sogno, anche attraverso un’emozione passata. Per essere persone migliori basta avere la mente un po’ più come una macchina fotografica, in modo tale che rimangano fissi nella nostra memoria i frame più importanti della nostra vita. In fin dei conti, per essere persone più riconoscenti basta far girare le rotelle più frame-mamente.
07/12/2025
L'importanza della gentilezza e dell’altruismo nella vita
La gentilezza, se vogliamo ben vedere, noi non dovremmo impararla solo dagli umani, che tra l'altro sono sempre meno gentili, ma dovremmo osservare la natura e apprendere da essa, che ci regala, con i suoi agenti e la sua perfezione, spettacoli emozionanti come le albe e i tramonti ogni giorno, e gli innumerevoli paesaggi che ogni secondo, se noi ci stiamo attenti, mutano; infatti, non sono mai gli stessi. In fondo, un gesto gentile cambia la giornata a ognuno di noi. Essere cortesi con gli altri non guasterebbe mai, perché se siamo rispettosi degli altri lo siamo anche di noi stessi e solo così, attraverso la gentilezza, il mondo può essere migliore. In definitiva, perché il mondo sia migliore, basterebbe essere un pochino più naturalisti e far girare le rotelle con molta più gentilezza o, per meglio dire, molto più gentilmente.
07/12/2025
Le assurdità Italiane
È clamoroso pensare come i posti che si frequentano da sempre e che, per ragioni di forza maggiore, non si frequentano più da tempo, gli stessi, una volta che ci si torna, fanno accorgere di quanto il comune e gli enti pubblici non abbiano fatto lavori di manutenzione e di quanto la cittadinanza non sia stata attenta a far svolgere questi lavori. In questo modo non si rispetta il cittadino che però paga le tasse e si fa in quattro, dallo studiare a essere efficiente nel lavoro. Il comune è sempre de-ficiente nei servizi e i cittadini dovrebbero protestare molto di più, non solo per la Palestina che non c'entra niente con l'Italia, ma anche per i fatti dentro casa nostra, in modo tale che il governo si muova come si muovono gli studenti per andare a lezione ogni giorno. Infatti, quelli più meritevoli si fanno un paiolo dalla mattina alla sera per poi non venire presi quasi mai subito a lavorare. I veri tirocini, intesi come quelli che poi danno lavoro, vengono fatti solo dalle università private e mai da quelle pubbliche. In questo modo, uscendo dall'università, si deve sempre fare un master o lo stagista in un'azienda, prendere per due anni una miseria e poi sperare di passare di ruolo. Insomma, noi giovani dovremmo protestare e bloccare il paese dalla mattina alla sera fino a quando i nostri diritti non vengono rispettati. Solo così si può avere la dignità di essere uomini e donne del futuro e mettere su famiglia per chi vuole, perché se uno ha uno stipendio equo, compagna e compagno, moglie e marito, solo così si può mantenere un figlio o anche due senza aiuti. Quindi, come possiamo ben vedere, il nostro Stato, i nostri politici non ci vengono incontro, ma ci mettono sempre i bastoni fra le ruote per arricchirsi sempre di più. In fin dei conti, basterebbe solo far girare le rotelle più equamente e più rispettosamente per essere persone migliori.
07/12/2025
L’importanza di saper comunicare e arrivare al giorno d’oggi
La comunicazione, da sempre, è stata fondamentale per l’uomo ma anche per gli animali. Infatti, se ci pensiamo bene, gli animali stessi comunicano, i dinosauri comunicavano e l’uomo comunicava intrinsecamente tra simili della sua specie e con gli animali. Da prima attraverso i versi, più tardi con vocaboli che si sono diffusi attraverso il proliferare delle varie lingue come latino, greco, indigeno e così via.
Nella storia più recente si è evoluto il concetto di Nazione dopo il decadere di alcuni importanti imperi, come quello romano prima e quello ottomano dopo. Tale concetto di Nazione si è ancora di più evoluto nel vecchio continente, fino a portarci alle due guerre mondiali, che sono state causate dal desiderio di espansione imperialista principalmente di due potenze: l’Italia, vincitrice non si sa come della Prima guerra mondiale, e la Germania, in mano a un imperialista fuori di testa. Lasciando stare gli esiti della guerra, in quanto la guerra non porta mai a cose buone ma solo a cose negative, alla fine della stessa, nel periodo di ricostruzione, si è assistito per la prima e unica volta nella storia alla collaborazione tra Stati, per poter ritornare a essere un mondo migliore.
Io ritengo che, se comunicando e collaborando si può diventare persone migliori, il ruolo dell’Unione Europea, come era stato concepito dopo la Seconda guerra mondiale, sia un ideale molto buono, che però non si può realizzare, perché gli Stati si vedono ancora imperialisti, non si vedono un’unione di Stati con una legislazione comune e una moneta comune. Unione monetaria che già esiste, ma sussistono discrepanze del valore della moneta in diversi Stati, che causano differenze sociali e culturali. Insomma, l’Unione Europea non potrà mai essere uno Stato unico ma un’unione di Stati, che, se imparassero a comunicare tra loro in maniera consona, potrebbero fungere da cuscinetto in questo momento e fare da filtro vero e proprio tra interessi atlantici dell’America e interessi russi, facendo terminare così il conflitto in Ucraina, che altro non è lo sfogo di questa tensione tra europei, atlantici e filocomunisti russi.
Insomma, la comunicazione è importante, a partire dalla famiglia fino ad arrivare alle sfere più alte. Oggi non siamo più abituati a saper parlare, ma sappiamo solo urlare. In fondo, per essere persone migliori, basterebbe solamente far girare le rotelle più comunicativamente.
07/12/2025
L’importanza di esserci sempre per le persone a cui vogliamo bene
Non dobbiamo mai pensare che c’è abbastanza tempo, perché la vita è troppo breve per poter coltivare del tutto i rapporti umani, con persone della nostra famiglia o al di fuori. Se sono persone che meritano la nostra amicizia, la nostra fiducia e il nostro rispetto, dobbiamo coltivare i rapporti interpersonali ogni giorno, perché solo così possono essere rapporti fecondi e divenire molto interessanti, pieni di spunti personali e interrelazionali. La vita è un’incognita, in quanto la sua durata è sconosciuta a ognuno di noi, quindi dobbiamo sfruttare ogni momento verso la nostra felicità, senza perderci in chiacchiere o in cose futili. La vita è fatta per essere felici, non per essere tristi. Si può essere felici tutta la vita, basta portarsi rispetto e portare rispetto agli altri. Per essere persone migliori dobbiamo sfruttare il tempo al meglio, facendo girare felicemente le rotelle.
07/12/2025
L’importanza delle relazioni sociali e del Penny
Come sappiamo, le relazioni sociali sono molto importanti per la crescita di ognuno di noi all'interno della comunità in cui viviamo, perché attraverso queste si creano idee, innovazioni, storie e si crea il futuro. Ritengo altresì che le tradizioni, come quella in Inghilterra del penny e la sua importanza sociale, siano da salvaguardare, e mi fa rabbrividire che mercoledì 13 novembre ne sia stata spenta definitivamente la produzione solo per un becero risparmio di denaro. Come è per la società inglese, anche per le altre società l'integrazione delle persone è importante per arrivare all’inclusione, che si ottiene anche attraverso il rispetto delle tradizioni. Quindi ritengo che tutte le tradizioni debbano essere rispettate e ricordate attraverso la loro coltivazione nel tempo, in modo tale da poter creare una società migliore, che si rispetti e si voglia bene. Insomma, per far sì che il mondo sia migliore dobbiamo sempre rispettare le tradizioni, rispettare noi stessi e di conseguenza gli altri. Per essere persone migliori basta solo far girare le rotelle più rispettosamente e tradizionalmente.
07/12/2025
Quando i rapporti si consolidano sempre di più e diventano importanti per noi
Ci sono amicizie che durano una vita e che si trasformano con il tempo, a volte in amori che magari con il tempo finiscono ma in cui l’amicizia riesce a restare, e ci sono amicizie che rimangono per tutta la vita. Questi sono i tipi di rapporti che tra le persone dovrebbero nascere per far sì che nel mondo non ci siano guerre, e questo si può ottenere soltanto con il senso di libertà e di accettazione dell’altro che deve contraddistinguere ognuno di noi. Io sono l’uomo più fortunato della terra, perché in ogni parte del globo, quasi, ho amici sui quali so di poter contare. Voglio affermare che nella vita è importante coltivare ogni tipo di rapporto, perché solo attraverso l'onestà e il volere bene dell’altro, crescendo insieme, si può essere persone migliori in qualsiasi ambito ci si trovi, amicale, amoroso e così via. Insomma, per essere persone migliori basta solo far girare le rotelle più amorevolmente.
07/12/2025
Il valore dei valori
Come si sa, nella società di oggi si stanno sempre più perdendo i valori per le persone, questo perché l’egoismo sta sempre più prendendo piede a causa della creazione di un mondo parallelo, cioè quello dei social, dove tutti possono scrivere quello che pensano senza filtri, pensando di non essere mai puniti. Questo approccio poi si traspone nella vita reale, facendo diventare la gente un automa che non sa più relazionarsi con gli altri. Io non sono preoccupato più di tanto per le generazioni che hanno adesso sui 15-16 anni, ma soprattutto sono preoccupato per le generazioni che verranno, che si troveranno in un mondo sempre più interconnesso e non sapranno più cosa significhi giocare a ruba bandiera o a mosca cieca.
Io penso che il contatto umano e le relazioni umane siano gli aspetti fondamentali per vivere la vita come va vissuta. Penso che tutto quello che ci circonda sia troppo rispetto a ciò che noi viviamo; mi riferisco alla natura, che ci ha sempre dato da mangiare e che noi maltrattiamo continuamente. Per facciata, alcune persone la rispettano fin troppo, ma sono poche quelle che lo fanno con il cuore e senza troppi interessi. Dovremmo quindi tornare tutti a coltivare la terra, per essere persone migliori e più pensanti. Una soluzione potrebbe essere quella di unire il progresso tecnologico alla coltivazione della terra, in modo tale da rendere il lavoro meno gravoso per l'uomo e più fertile la terra allo stesso tempo.
Insomma, per essere persone migliori basterebbe far girare più coerentemente le rotelle.
07/12/2025
L’importanza dell’evoluzione dei rapporti umani
Tutti possiamo intuire che i rapporti umani sono fondamentali per la crescita di ognuno di noi, interrelazione umana e anche, di conseguenza, soggettiva. Per considerarci persone interelazionalmente efficaci, dobbiamo essere consapevoli che non possiamo ottenere sempre quello che vogliamo, ma, in un senso di collettività, possiamo andare verso ciò che desideriamo. Se ottenessimo sempre quello che vogliamo saremmo egoisti e, se le persone riuscissero a capire questo importante concetto, non esisterebbe la guerra né la sopraffazione, ma esisterebbe il vero comunitarismo.
Olivetti ha teorizzato e messo in pratica nella sua fabbrica un principio mediante il quale, all’interno di essa e non solo, tutti potevano vivere al meglio, con cure sanitarie fornite dalla fabbrica, palestre, cinema e comfort che al tempo erano un lusso, e in molti casi lo sono anche oggi purtroppo. Dimostrando così che tutti possono stare bene se si è educati e aperti ad accogliere l’altro. Se invece si pensa sempre e solo al profitto di pochi, questo porterà all'egoismo, senza dare la possibilità alle persone di crescere, di formarsi e di diventare persone migliori.
In definitiva, tutto quello che dovremmo fare è far girare le rotelle più Olivettariamente, cioè più comunitariamente.
07/12/2025
Il Black Friday come presa in giro
L'idea del Black Friday è nata in America un paio di anni fa, come unico giorno in cui anche chi non poteva permettersi cose molto costose poteva prenderle con immensi sconti fino al 90%, solo in determinati periodi di tempo all'interno di quella giornata. Di solito venivano tenuti quei prezzi scontatissimi per pochissimo tempo, poi tornavano a prezzo normale o poco meno. Questo era il senso del Black Friday. Adesso, in Europa, si stanno inventando il mese del Black Friday, la settimana e così via; alcuni furbetti così possono approfittarne e non fare gli sconti, se non mantenere gli stessi prezzi che avevano fatto fino a quel momento. Questo, per me, è un aspetto inconcepibile e ritengo che tutti debbano poter usufruire del Black Friday veramente, come se fossero i saldi: per un periodo di tempo limitato si devono mantenere i prezzi dei prodotti scontati, alcuni magari a tempo, in modo tale da creare anche hype e venderne di più. Sono convinto che il Black Friday sia utile, ma solo se fatto bene nel pieno rispetto dell'uomo.
In definitiva, il Black Friday è utile se si usano le rotelle in maniera non scontata ma intelligente.
07/12/2025
Il grande problema della società moderna
Partendo dal dopoguerra, la società ha subito un'evoluzione clamorosa: prima a livello di benessere e poi a livello di rapporti sociali. Scrivo questo perché l’Italia, per uscire dalla guerra, ha dovuto collaborare; le persone hanno dovuto collaborare nei rapporti interpersonali per potersi aiutare l'un l'altro e per riuscire a sollevarsi da un periodo molto difficile.
Una volta che il benessere, attraverso il boom economico, ha preso il sopravvento, gli italiani dopo 15/20 anni si sono dimenticati di ciò che avevano passato, facendo prevalere l’egoismo sempre di più, fino ad arrivare ai giorni d'oggi, dove con social, cellulari e tutto il resto, la comunicazione è passata da interpersonale a interpersonale digitale.
La seconda è diversa dalla prima perché è filtrata da un digitalizzatore, sia esso computer, cellulare o altro, che ti permette di essere protetto da uno schermo e di non metterci mai la faccia. Questo permette alle persone di insultare gli altri senza essere punite e quindi fomenta l’odio.
In definitiva, se le persone usassero in maniera più evolutiva il cervello, vivremmo in una società migliore, piena di rapporti interdigitali e interpersonali, e se la gente facesse girare le rotelle più integrativamente vivremmo tutti meglio.
07/12/2025
A volte i miracoli accadono anche quando meno ci aspettiamo
Se noi ci crediamo nella vita, quello che vogliamo prima o poi si realizza, in quanto i sogni sono fatti per essere realizzati e sono quelli che ci tengono in vita ogni giorno e ci fanno desiderare di vivere sempre meglio. Dovremmo seguire sempre i nostri sogni per essere persone felici, così da limitare malattie come la depressione e tutte le sue correlate.
I sogni, infatti, ci permetterebbero di produrre sempre endorfine positive che manterrebbero lontano certi pensieri che farebbero produrre tossine. In definitiva, se l’uomo credesse molto di più nei propri sogni, anche l’impossibile diventerebbe possibile per tutti.
07/12/2025
L’equilibrio perduto nella società Italiana
Al giorno d’oggi penso che la società sia un agglomerato di esseri che vivono in un caos, dove non vi è più una regolazione e un conseguente riequilibrio dei rapporti umani. Dico questo perché ognuno in Italia fa quello che vuole, quando vuole, e non rispetta quasi mai le regole. Questa mancanza rende la vita difficile alla maggior parte degli italiani, che devono pagare le tasse anche per quelle persone che non rispettano le regole e devono fare tutto quello che non fanno loro. Io penso che per vivere bene bisognerebbe essere persone acculturate, persone rispettose l’uno dell’altro, senza però mettersi in testa di sopraffare l’altro una volta che si è studiato. Lo studio deve servire soltanto a essere competenti nel settore che ci appassiona e ci rende più felici. Io ritengo che, se la società fosse più inclusiva e meno esclusiva, vivremmo tutti meglio e ci sarebbero meno poveri e meno morti di fame. In definitiva, se l’Italia facesse girare meglio le rotelle sarebbe una Nazione migliore e tornerebbe ai suoi antichi fasti.
07/12/2025
Assistenza ai disabili in aeroporto
Per i disabili è prevista l’assistenza in aeroporto grazie a una direttiva europea che, già dal 2001, stabilisce un servizio dedicato a garantirne la circolazione in tutto il mondo. Questo servizio ha il compito di accompagnare le persone con disabilità dall’imbarco nell’aeroporto di partenza fino all’uscita in quello di destinazione. Gli assistenti personali dei disabili non dovrebbero occuparsi dell’assistenza all’interno dell’aeroporto, indipendentemente dal fatto che siano parenti, amici o dipendenti; tutta la gestione spetta infatti alla Sala Amica.
Personalmente, mi sono quasi sempre trovato bene, senza particolari problemi, ad eccezione di un paio di episodi che mi hanno toccato. L’ultimo è accaduto pochi giorni fa: durante il passaggio dei bagagli nel metal detector, ne è stato smarrito uno. Dopo aver segnalato al mio assistente che il bagaglio era sparito, ho deciso di intervenire personalmente. Solo dopo varie insistenze e non poche difficoltà – perché inizialmente non mi credevano – sono riuscito a dimostrare che avevo ragione. Alla fine il bagaglio è stato ritrovato, ma senza neppure molte scuse.
Ritengo che l’assistenza ai disabili sia un diritto fondamentale, ma che non si debbano mai trattare le persone come oggetti o come individui incapaci di intendere e volere. Per fortuna situazioni del genere sono rare, ma quando accadono trasformano l’esperienza aeroportuale in un vero dramma, perché ci si sente svalutati e non ascoltati.
In fondo, per essere persone migliori basterebbe poco: ascoltare di più e avere maggiore fiducia reciproca. Solo così potremmo davvero “volare più in alto”, viaggiare per il mondo e far girare meglio le nostre rotelle.
07/12/2025
La disabilità come occasione di vita
Io sono disabile dalla nascita e orgoglioso di esserlo perché grazie alle mie disabilità ho potuto vedere la vita con uno sguardo diverso, affrontando tutte le difficoltà e cercando di capire come migliorarmi ogni giorno. La disabilità deve essere vista come un'occasione di integrazione per la società, cioè è questa che deve integrarsi e includersi nella disabilità. Soltanto quando arriveremo a questo non ci sarà più nessuna discriminazione e nessuna diffrenza tra le persone. Il problema è che le stesse persone che dicono di essere inclusive non lo sono mai totalmente. La disabilità non è altro che la difficoltà nel fare qualcosa o nell’integrarsi nella società dovuta a una differenza particolare. Se la società fosse aperta completamente ad accogliere tutti, noi disabili non avremmo nessuna difficoltà a compiere tutte le azioni che compiono i normodotati, perché la tecnologia e le opportunità che abbiamo oggi ci aiuterebbero a compensare il divide. Purtroppo, per l'arretratezza culturale dell’uomo, questo non è possibile. In fin dei conti, per vivere in una società migliore e più inclusiva, basterebbe solo far girare meno disabilitamente le rotelle.
07/12/2025
La tenacia come ispirazione per la vita
Essere tenaci nella vita è importante, perché questa virtù dà origine a tanti altri aspetti molto fondamentali come il rispetto, la volontà di migliorarsi e così via. Tenacia vuol dire il raggiungimento di vari obbiettivi nella vita, che, mano a mano, ognuno di noi si deve porre per migliorare. Una volta raggiunto un obiettivo, bisogna porsene un altro, sempre più complicato, per potersi migliorare ogni giorno. Questo è il metodo che la scuola dovrebbe insegnare insieme alla famiglia. Se tutti lo applicassimo, saremmo persone migliori, più rispettosi di tutti e non avremmo tantissimi problemi che la società di oggi ha. In fin dei conti, basterebbe far girare le rotelle più tenacemente per vivere al meglio questa meravigliosa vita.
CON LA SPERANZA DI FAR FUNZIONARE BENE LE ROTELLE